Mazzini, massoneria, cospirazioni

Mi capita spesso, girando per siti “cospirazionisti” e non, di veder indicati lo “stato nazionale” e la “sovranità nazionale” quali ultimi baluardi contro l’ininterrotta avanzata dei poteri sovranazionali.
L’errore sta nel considerare le potenze sovranazionali come contrapposte ed antagoniste degli “stati nazionali”.
In verità, questi stessi stati nazionali non rappresentano che un passaggio verso la meta definitiva, che si rispecchia nell’edificazione dello stato unico mondiale.
Più che concorrenti ed antagonisti, essi ne sono precursori, ed in ogni caso ne condividono l’essenza, ovvero l’acquisizione delle libertà del singolo e il loro trasferimento in apparati governativi.

Lo stato è già una gabbia, e i gruppi sovrannazionali preparano semplicemente una gabbia più grande.

Per dirla con Giuseppe Mazzini, uno dei grandi precursori del pensiero mondialista,
“La vostra fede (sta parlando ad una platea di massoni, n.d.S.) abbraccia tutta quanta l’Umanità.
Ma la Patria è il punto d’appoggio della leva, l’altare dell’Umanità.”

Le “patrie”, gli stati nazionali, sono i punti d’appoggio su cui si doveva edificare il progetto più grande, universale.
E così sta accadendo. (Carlo Santaruina) 

Gli Illuminati erano repubblicani…

Lettera di Mazzini alle Logge Massoniche ai Fratelli di Sicilia
Lugano, 27 Agosto 1863

Fratelli.
Abbiatevi una stretta di mano da me ed una parola di gratitudine e di augurio.
La stretta di mano è a voi come patrioti dell’Isola iniziatrice.
La parola usata e d’augurio è a voi come Massoni.
Voi avete una importante missione da compiere: quella di restituire la Massoneria all’antico spirito dell’istituzione.
E dico: restituire, perché la Massoneria non fu, nei periodi nella sua potenza, straniera, come poi la fecero, ai destini politici dei popoli.
Fu dall’origine la santificazione del Lavoro.
E il Tempio, simbolo d’ un ordinamento sociale, racchiudeva nel concetto tutta quanta l’attività umana.
Molay cadde vittima d’un re e d’un papa.
Piú dopo, la Massoneria dava parola d’ordine ai suoi: L.P.D. lilia pedibus destinam e distruggeva infatti i gigli di Francia.
Gli Illuminati erano repubblicani.
Fu soltanto nell’epoca del suo decadimento che l’istituzione si ridusse a formola di amicizia e di carità mutua, accogliendo principi nel suo seno.
Il risorgere d’un Popolo è solenne occasione al risorgere dell’istituzione.
E voi lo intendete e lo farete intendere ad altri.
L’Italia Una e Repubblicana deve essere il Tempio dal quale la bandiera che non conosce padroni se non Dio nel cielo e il Popolo in terra, insegnerà amore, fratellanza d’uguali e associazione delle nazioni.
La vostra fede abbraccia tutta quanta l’Umanità.
Ma la Patria è il punto d’appoggio della leva, l’altare dell’Umanità.
Siate dunque Italiani per potere operare colla forza di venticinque milioni di liberi a pro’ dell’intero mondo.
Fate che i vostri non dimentichino nelle forme lo spirito.
Il simbolo senza l’idea è cadavere.
E i massoni del XIX secolo e d’Italia devono essere piú vicini d’un passo alla rivelazione dell’Idea che non quelli dei secoli addietro.

Voi volete gli uomini fratelli; volete dunque che sia abolito il privilegio ereditario governativo.
Il Gran Maestro non è né può essere ereditario.
Voi volete la luce per tutti.
Voi dunque volete abolire il monopolio della luce e della scienza in un solo individuo.
Il Grande Architetto dell’Universo non ha vicarii in terra, se non quelli che piú lavorano col sagrificio all’edificazione del suo Tempio.
Guardate al Papato, e dite se la sua caratteristica è il sagrificio.
Monarchia e Papato adunque sono incompatibili col trionfo della vostra Istituzione.
Non lo dimenticate.
Dio e il Popolo: ecco il vostro simbolo; la vostra parola sacra.
Guidate per mano i vostri adepti ad esso e moltiplicate.

E non vi separate da quanto riguarda i dolori, i bisogni, le aspirazioni dei vostri fratelli profani ancora.
Il miglior metodo d’iniziazione è la comunione con essi.
Abbiatemi fratello nella fede dell’avvenire.

Gius. Mazzini
(Scritti editi e inediti, Edizione Nazionale, LXXVI, Epistolario XLVI, pp. 48-52)
Così si rivolgeva Giuseppe Mazzini, Padre della patria, ai fratelli massoni delle logge siciliane.
Un documento storico di una importanza notevole.
I rapporti tra Mazzini e la massoneria sono noti; secondo il grande Oriente d’Italia Mazzini fu massone e ricoprì anche la carica di Gran Maestro, mentre secondo altri storici la sua affiliazione alla libera muratoria non è ancora provata.
Quel che è certo è che Giuseppe Mazzini condivideva gli scopi e i valori della massoneria, e ad essa guardò sempre con grande simpatia.
In questa lettera rivolgendosi ai fratelli siciliani rievoca il ruolo della massoneria, e ricorda come fu proprio la libera muratoria la protagonista della rivoluzione francese.
Gli storici che sostengono questa posizione attualmente vengono catalogati nel filone del “complottismo”, mentre per Mazzini e i massoni del XIX secolo era una realtà assodata.
Mazzini si spinge oltre, sostenendo che “Gli illuminati erano repubblicani”.
Il riferimento è agli Illuminati di Baviera di Weishaupt, quell’ordine segreto settecentesco che aveva come obiettivo la distruzione dell’ordine sociale esistente, e l’edificazione di un Nuovo Ordine retto dagli iniziati.

Ufficialmente la massoneria odierna disconosce e prende le distanze dalle idee e dall’operato degli illuminati, e dalla loro ideologia indubbiamente luciferiana.
Le parole di Mazzini dimostrano invece chiaramente come ancora nel XIX secolo l’eredità dell’ordine di Weishaupt fosse orgogliosamente rivendicata dai liberi muratori.
Infine, risultano interessanti i riferimenti di Mazzini alla visione “mondiale” della massoneria e dei nuovi stati nazioni che per opera della massoneria stessa stavano sorgendo.
Stati nazione che rappresentavano solamente un primo passo verso una unione più ampia, sovranazionale.
Parole e concetti che risultano alquanto familiari alle nostre orecchie, dal momento che i nostri “rappresentanti democratici” non perdono occasione di ribadirli.
E tutti i vari “capi di stato” che con devozione esaltano la visione e la “religiosità” mazziniana, a quale religiosità si riferiscono?

Fonte

Potere e paura

Sergio Naranjo (artista cileno,ndt) offre immagini destinate a esorcizzare la tortura. Ignoro se  ci riesce, ma ci prova ed in questo risiede il valore principale della sua creazione. Naranjo ( il nome richiama l’albero delle arance,ndt) è un albero che ha le radici ancorate nel passato e i suoi occhi posti sul futuro, non solo il suo, ma quello che riguarda tutti.

Come molti di noi, è sopravvissuto ad un naufragio politico dove alcuni persero la vita e altri furono lanciati in una diaspora, portando come unico bagaglio ferite mal cicatrizzate ed un enorme interrogativo sulle dimensioni dell’esperienza che ci era toccata vivere.

Con queste opere rievoca i fantasmi e ci convoca a riflettere ancora una volta sull’orribile esperienza alla quale fummo sottoposti come prigionieri della Dittatura di Pinochet e la resistenza che abbiamo dovuto sviluppare per affrontarla.

Cosa è stata quell’ondata di colpi e di umiliazioni che ricadde sui prigionieri? Nel suo senso più elementare la tortura è la risorsa del potente per ordinare che venga inflitta  perpetua e intensa sofferenza ad una persona per sottometterla e ottenere informazione. Leggi il resto dell’articolo

Signoraggio, Sara Tommasi, Marra. Ma davvero.

No, davvero.
Dopo Ruby in mutandeSara Tommasi in mutande, ecco Sara Tommasi senza mutande.
A parlare di signoraggio, ovviamente, primario e secondario.

Non è dato sapere il momento preciso in cui la questione del signoraggio, questione che a suo modo merita una attenta analisi, si sia trasformata in barzelletta.
Successe a dire il vero molto in fretta.
La questione della creazione del denaro dal nulla divenne subito un campo in cui si gettarono a babbo morto illuminati niuegiani di ogni sorta, antroposofisti e freegaiani che videro la luce della stampante fatata.
Più recentemente, la tentazione del possesso di quella magica stampante conquistò  i neototalitaristi di zeitgeist, mentre dalle nostre parti campione indiscusso della “denuncia” rimane l’avvocato Marra, ed il suo sempre più disinibito uso di testimonial più o meno celebri.
Ora, non si sa cosa effettivamente vi sia dietro tutto questo, e perchè la questione debba per forza scadere nel ridicolo.
L’impressione, ed è solo una impressione, è che nei piani alti vi sia qualcuno che si sta divertendo un mondo.

Post scriptum: se qualcuno cercasse un articolo che faccia effettivamente un po’ di chiarezza sull’argomento, in mezzo ad un mare di non-sense, antroposofia e reggiseni mancanti, suggerisco l’ottimo Signoraggio, un falso problema, dal sito Usemlab.   Leggi il resto dell’articolo

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