La guerra programmata contro l’Iran e l’attentato al generale che ha detto No!


Oggi, il generale Dempsey, Presidente del Joint Chiefs of Staff degli USA, l’uomo che era andato a Tel Aviv e informato Netanyahu che gli USA non volevano far parte delle sue macchinazioni contro l’Iran, è stato oggetto di un attentato in Afghanistan. Questa non è stata un’azione del terrorismo o dei taliban. E’ stato un “avvertimento” contro qualcuno che non ha baciato i piedi di Netanyahu. La sua risposta ha scatenato i killer, non un atto pubblico, ma lo stesso un dato di fatto, un militare statunitense lo sa molto bene. Netanyahu ha un problema di “arroganza”. I colpevoli, i “militanti”, sono riusciti a passare inosservati nell’area più sofisticatamente difesa sulla terra, il perimetro della Bagram Air Force Base. Fortunatamente per loro, hanno attaccato durante la notte, in un momento in cui i visori notturni di 5.ta generazione, i radar di terra e altri sistemi di rilevamento degli USA sono stati misteriosamente disattivati. I sistemi di rilevamento dei razzi, i dirigibili di preallarme con georadar ad apertura sintetica e la copertura continua degli UAV, che utilizzano il rilevamento a raggi infrarossi, 2 miliardi di dollari di tecnologia in questo solo perimetro, sono costati il velivolo del comandante militare statunitense e le ferite subite da due membri dell’equipaggio.
Dempsey aveva appena lasciato Tel Aviv, dove aveva detto al primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu: “Non posso conoscere tutte le capacità [di Israele], ma penso che sia giusto dire che potrebbe ritardare, ma non distruggere il potenziale nucleare iraniano“. Dempsey poi ha detto ai giornalisti presenti: “Confrontando l’intelligence, discutendo delle implicazioni regionali, abbiamo ammesso che i nostri orologi girano a ritmi diversi, dobbiamo capire gli israeliani, vivono con il sospetto costante, con il quale non abbiamo a che fare.” Ci sono quelli vicini al Presidente Obama che non accettano apertamente l’attentato a Dempsey, con la pubblica ammissione della complicità dei taliban. Tali dichiarazioni, che certamente costeranno caro in rappresaglie degli Stati Uniti, si trovano spesso sui siti internet privi di una connessione credibile a qualsiasi fonte islamica. Per alcuni statunitensi, l’attentato sembra essere una rappresaglia contro Dempsey, che per coincidenza, citava nella sua valutazione su Israele, il suo “costante sospetto.”
Le agenzie di stampa hanno sepolto il fallito attentato, sapendo che Dempsey è odiato da Netanyahu e rispettato dai taliban come “sincero e corretto“. Netanyahu anela i giorni in cui il generale Myers svolgeva il lavoro di Dempsey, sotto Bush (43), entrambi viziati e narcisisti, dei pupazzi prevedibili, il foraggio ideale per le macchinazioni di Netanyahu. Solo due settimane fa, pieno di speranza presidenziale, Mitt Romney, tornato da un viaggio all’estero con 60 milioni di dollari raccolti in Israele e Gran Bretagna, mentre era accompagnato dal boss dei Casinò Sheldon Adelson, le cui organizzazioni criminali di Las Vegas e della Cina, sono da tempo ritenute essere al centro della criminalità organizzata di tutto il mondo. Il gioco d’azzardo, la droga, la prostituzione, il riciclaggio di denaro e ora la guerra, stanno cercando il proprio presidente, e la guerra contro l’Iran è l’unico problema che guida la campagna statunitense. Romney, come governatore dello stato era, se non altro, alla “sinistra” del presidente Obama. Leggi il resto dell’articolo

Nakba 2011 con Presidentissimo

Giorgio Napolitano e il Segretario Generale Domenico Marra, d’intesa con il consulente Arrigo Levi e l’ambasciatore Stefano Stefanini, dopo aver programmato a puntino la data di un’altra visita di Stato in “Israele“, si sono imbarcati sull’Airbus319 della Repubblica delle Banane il giorno 14, di buona mattina, per arrivare nel pomeriggio a “Gerusalemme“ (capitale unica, eterna e indivisibile dello Stato sionista, per la Knesset). Caparbiamente, l’Inquilino del Quirinale ha voluto essere presente con 24 ore di anticipo nel posto sbagliato per portare la sua solidarietà a “Israele“.
Il 15 Maggio, di ogni anno, e lo fa dal 1948, il popolo palestinese celebra la Nakba, l’espulsione forzata, tra violenze e massacri, di 980.000 palestinesi dalla loro Terra. Stragi efferate passate alla storia, come quella perpetrata dalla Banda Stern a Deyr Yassin. Attualmente ci sono nel solo Medio Oriente 4.7 milioni di profughi che vivono in condizioni di estrema povertà e spesso di mancata integrazione politica e sociale in Giordania, in Libano, in Irak e nelle monarchie del Golfo Persico, oltre che nel Maghreb.
Per avere dati aggiornati, giorno per giorno, sulle dimensioni dell’autentico calvario che vive e ha vissuto, dal 1967, la gente di Palestina nella Cisgiordania Occupata e nella Striscia di Gaza, un ottima fonte di informazione è il sito infopal.
Il Presidentissimo è stato accolto all’aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv dall’omologo – si precisa nel comunicato – Shimon Peres, premio Nobel per la pace.
A Stoccolma ci deve essere qualcosina che non va fin dai tempi di altri “insigniti“, come Begin e Sadat.
L’ultima performance del Comitato Promotore e dei componenti la Giuria ha eletto a “collega” di autentici terroristi e macellai un certo Barack Obama, il primo presidente USA color caffelatte a tenere aperte, contemporaneamente, dal Gennaio 2009 al Maggio 2011, tre sanguinose e devastanti guerre di aggressione (Iraq-Afghanistan-Libia) e a minacciarne almeno altre cinque a giro per il mondo.
Napolitano ha detto a Peres che ambedue sono Presidenti senza potere. Si è dimenticato di ricoprire la carica di Capo delle Forze Armate e di quel Consiglio Supremo della Difesa che, di fatto, ha decretato, d’intesa con il governo in carica, appena una manciata di settimane fa, la partecipazione dell’Italia alla guerra contro la Libia. Anche se per l’Inquilino del Quirinale è solo un’”estensione naturale” della risoluzione ONU 1973.
Anche la sinistra comincia ad accorgersi di che panni vesta questo 83enne in carriera.
L’Inquilino del Quirinale, complice l’età, ha ricorrenti buchi di memoria oltre ad una manifesta tendenza alla secrezione lacrimale per evidenti difficoltà nella tenuta emotiva.
Il Presidente di “Israele“ ha risposto che fa del suo meglio per risolvere i problemi, come – aggiungiamo noi – Olmert e Livni lo riuscirono a fare il Dicembre 2008-Gennaio 2009 nella Striscia di Gaza.
Siamo convinti che l’attuale Presidente di “Israele“ ricordi, ben bene, come Napolitano, il problemino che venne fuori a Davos con Erdogan per i 453 bambini palestinesi massacrati da terra dai semoventi e dai carri armati di Tsahal, e dall’aria dai cacciabombardieri F-15 e F-16 della Heyl Ha’Avir.
Giorgio Napolitano – per l’ex premier, l’ex ministro, della difesa e degli esteri, e attuale presidente di “Israele“ – è un’autorità morale riconosciuta dal suo popolo per “profondità, onestà e buona fede“. A ben vedere ci sono italiani e italiani.
Quelli che hanno occhi di bue e altri di tigre e memoria da elefanti.
Sabato pomeriggio, Napolitano ha raggiunto l’Ufficio del primo ministro Benjamin Netanyahu per un lungo, cordialissimo colloquio “privato“. Alle 18.30, il nonno che vigila sulla Costituzione, eccetto l’articolo 11, ha ritirato all’Università di Tel Aviv il premio Dan David che gli era stato assegnato nel 2010.
Il Dan David è destinato a omaggiare politici, scienziati e uomini di cultura. Il riconoscimento, conferito ogni anno, da diritto alla riscossione di un assegno di 1.000.000 di dollari procapite ai tre selezionati per “Passato-Presente-Futuro“. Ci viene a mente il film “Ieri, Oggi, Domani”.
Volete sapere la motivazione con cui gli è stato assegnato? Eccola.
“Per la sua dedizione alla causa della democrazia parlamentare e il suo contributo al riavvicinamento tra la sinistra italiana e il socialismo europeo“. Insomma, per la “svolta della Bolognina“ di Occhetto e la trasformazione del PCI in PDS, oltre che per le assidue frequentazioni negli Stati Uniti e i contatti di alto livello tenuti con le lobbies dell’establishment e con esponenti, anche se di secondo piano, delle amministrazioni USA. Giusto per non dare troppo nell’occhio.
Meriti, si fa per dire, che lo hanno portato ad ottenere il pass di sicurezza NATO. L’arrivo alla guida del Viminale durante uno dei governi Prodi ne è stata la manifestazione più evidente.
Napolitano ha incassato a “Gerusalemme“ l’equivalente di un paio di miliardi delle vecchie lirette per la sezione, facendoci su un po’ di ironia, “Vecchie Glorie del XX Secolo“.
Rimane sospeso per aria un piccolo mistero. Ha già incassato il premio in danaro o lo deve ancora portare a casa?
Il Ministero dell’ Economia e delle Finanze ha richiesto o ha intenzione di richiedere all’Inquilino del Quirinale le “tasse dovute“ attraverso i funzionari dell’Agenzia delle Entrate di Roma?
Napolitano li ha donati in beneficenza o ha fatto ulteriormente ingrassare il suo gigantesco cespite derivante da un’attività “politica e istituzionale“ ultracinquantennale, dal ’45 come funzionario del PCI, prima, come deputato nazionale dal 1953 al 1996 per 10 legislature, come parlamentare europeo per altre due, come senatore a vita dal 2005, da presidente emerito di enti e fondazioni, come Ministro degli Interni e attualmente da Presidente della Repubblica?
Vogliamo portare alla luce gli imbarazzanti trascorsi nazifascisti, anche da giornalista, del “camerata“ Giorgio Napolitano magari sul “Bò“ di Padova?
Ha fatto o no la divisione dei beni con la consorte Clio Bittoni fino alla sua elezione al Quirinale nel Maggio 2006 come XI° Presidente della Repubblica?
E’ vero o no che la signora Clio gode di più pensioni d’oro per attività di libero professionista, di legale delle Leghe Coop e della quiescenza incassata come Dirigente per oltre 30 anni dell’Attività Legislativa alla Camera dei Deputati?
Un caso di parentopoli ante-litteram?
Si può sapere quanto rastrellano in euro dalle tasche degli italiani il Primo Cittadino della Repubblica & consorte o è un altro spocchioso “segreto di stato“ per la manifesta viltà di parlamentari e “giornalisti“ nel non darne conto?
Ce ne sarebbero di cose da raccontare!
Per ora chiudiamola qui e torniamo alla Palestina Occupata.
La visita di Napolitano in “Israele“, cadendo, guardacaso, nel giorno della “Nakba“, non può non diventare un devastante segnale politico che egli intende sostenere nei fatti “Israele” e la sua “sicurezza”, con il controllo militare della Cisgiordania e l’assedio della Striscia di Gaza.
Il programma di Napolitano nella “terra avvicendata“ è continuato nella giornata di domenica 15 Maggio con la mostra “Italia-Israele, gli ultimi 150 anni“ e in serata con un’altra manifestazione a Tel Aviv che ripercorre le tappe “Da Garibaldi a Herzl”… cavoli a merenda.
Una continuazione in salsa sionista delle stucchevoli e costosissime feste volute da Napolitano e governo per la celebrazione dei 150 anni dell’unità d’Italia.
Il Presidente della Repubblica ha poi dato corso, come in calendario, ad una visita ad Abu Mazen e al suo primo ministro Fayyad a… Betlemme.
Forse a Ramallah, sede dell’ ANP, l’incontro avrebbe acquistato più peso politico? Un peso che Napolitano non vuole intenzionalmente concedere al suo incontro con Mohamud Abbas?
Siamo arciconvinti che l’Inquilino del Quirinale avrà utilizzato il colloquio per ammonire, facendosi latore dei diktat di USA ed Europa, il “presidente scaduto“ dell’ANP dal proseguire i contatti con Hamas dopo l’accordo raggiunto a Il Cairo con Khaled Meshal e la regia del nuovo Ministro degli Esteri dell’Egitto Nabil al Arabi, che ha assunto anche la presidenza della Lega Araba da qualche ora.
A Betlemme, il Presidentissimo avrà usato bastone e carota, la leva sarà qualche promessa in danaro dell’Italia e dell’Unione Europa per sviluppare la crescita economica e sociale della Cisgiordania Occupata perché si continui a chiudere gli occhi sui “coloni”?
O qualche altra fregatura che non è possibile prevedere. Se uscisse l’imprevisto, ci sarà tutto il tempo per esprimerci sopra una valutazione. Ricordiamo che USA, ONU e “Quartetto” stanno menando egregiamente il can per l’aia ormai da troppi anni, mentre si alzano altri muri e si continua a costruire altri insediamenti sulla Terra di Palestina.
Quello che si stenta a capire è che USA e NATO stanno innescando nell’intero Medio Oriente una ciclopica carica esplosiva che finirà per investire, a miccia accesa e consumata, l’intero Mediterraneo e il nostro Paese.
Il sangue che sta scorrendo in queste ore a Gaza, a Gerusalemme Est, nelle fattorie di Sheba e sul Golan farà, prima o poi, da fiammifero.
Attenti… a Frattini e a La Russa, ai loro codazzi a Camera e Senato, alle schegge impazzite, al Terzo Polo e ai frequentissimi contatti di alcuni di questi “soggettini“ con David Thorne, Hillary Clinton e Robert Gates!
Anche se mettere il naso nei “rifiuti tossici“, sia di maggioranza che di “opposizione“, non è davvero affar nostro.
Giancarlo Chetoni

Fonte : http://byebyeunclesam.wordpress.com/2011/05/17/nakba-2011-con-presidentissimo/

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