La promessa del Serpente

 

 

 

 

 

 

 

 

“Ingrato?Essi non lo trovano tale. Al contrario, lo amano. E’ leggero, è infantilmente semplice. Niente sforzo della mente o dei muscoli. Sette ore e mezzo di lavoro leggero e non estenuante, e poi la razione di “Soma” e la copulazioni senza restrizioni e il cinema odoroso. Che cosa potrebbero chiedere di più” ( Nuovo Mondo, A.Huxley, ndFYM)

L’uomo dell’Occidente moderno ha dichiarato la morte di Dio per sostituirsi a Lui.

Primo quadro: l’uomo occidentale evita i lavori più pesanti e noiosi per affidarli ai nuovi schiavi; investe in Borsa e si dedica a speculazioni finanziarie perché la sua aspirazione segreta è quella di non lavorare più, di vivere di rendita, dedicandosi non ai piaceri dello spirito evocati dall’otium umanistico ma ai viaggi, agli svaghi e alle sensazioni sempre più forti, a un tempo di vacanza che vorrebbe far coincidere con l’intero tempo di vita.   Secondo quadro: nei laboratori degli Istituti di Ricerca, finanziati dagli Stati e da privati, si lavora per mettere  a punto i sistemi di manipolazione della vita, di creazione di nuovi organismi vegetali e animali; lo scopo ultimo è il dominio del patrimonio genetico umano per poter prolungare indefinitamente la durata dell’esistenza, anche con le pratiche mediche e le tecniche di trapianto sempre più perfezionate e costose.    Terzo quadro: i satelliti artificiali e gli aerei spia che controllano giorno e notte ogni metro quadrato della superficie del pianeta , individuano un ricercato, un ribelle, un potenziale nemico del sistema, lo scoprono nella sua auto o nella stanza di una casa; un ordine viene impartito a uno dei tanti droni, aerei telecomandati, perennemente in volo; in pochi secondi si dirige versol’obiettivo, gli lancia contro un missile con guida laser e lo disintegra, al suoposto di guida nell’auto o seduto alla scrivania del suo studio. La folgore di Giove.

Lo scenario evocato da questi tre quadri è già realtà. Già si delinea chiaramente il progetto di un’aristocrazia di semidei che vivranno secoli, faranno lavorare per loro gli schiavi e i robots, folgoreranno dall’alto dei cieli chiunque si opponga. Non è fantascienza ma è un film dell’orrore. Quando il progetto sarà compiuto, gli incubi più angosciosi avranno preso corpo. Sta giungendo al parossismo ciò che i greci chiamavano ybris e gli arabi chiamano fitna: l’eccesso, la dismisura, il superamento di tutti i limiti, la negazione dell’ordine naturale delle cose.“Sarete come Dio” è parola satanica, è promessa del Serpente.

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Il grande disegno

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Di Luciano Fuschini     

Si delinea lo scenario di un mondo unificato, con un governo supremo che detta le regole attraverso i flussi finanziari, imponendosi su realtà regionali frammentate, non vivificate dai costumi locali e dalle tradizioni ma omologate al modello dominante. Ebbene, la cosa più impressionante è che questo scenario realizza un progetto che fu messo a punto fra il XVII e il XVIII secolo. In ambienti rosacrociani e massonici si coltivòl’ideale universalista di un deismo che superasse le distinzioni fra le varie religioni e le varie chiese, di una Ragione filosofica che sarebbe progressivamente diventata Ragione scientifica, di un cosmopolitismo permeato di idee umanitarie. Rileggere la storia degli ultimi secoli secondo l’ipotesi di un progressivo inverarsi di quel progetto, può fornire strumenti di interpretazione della realtà che stiamo vivendo.

La guerra di indipendenza americana e la rivoluzione francese furono guidate da massoni, propugnatori di quegli ideali di deismo, umanitarismo, universalismo, anche se le contingenze del processo rivoluzionario portarono a direzioni in parte diverse. La cultura illuminista che scaturì dal laboratorio massonico e che preparò il terreno alla rivoluzione francese, aveva un obiettivo polemico primario, un nemico da abbattere: l’antico regime aristocratico feudale di cui la chiesa cattolica era componente ormai organica. L’assalto demolitore alla chiesa cattolica si è sviluppato a ondate successive, dal Settecento illuminista attraverso tutto l’Ottocento e il primo Novecento, col relativismo storicista, il positivismo scientista, il materialismo marxista, lo psicologismo, la sociologia concepita come scienza, la concezione laicista che separando nettamente religione e società civile decreta la fine della fede nella sua dimensione di custode delle tradizioni e di cemento delle culture locali. La chiesa ne è uscita sconfitta e il Concilio Vaticano II è l’atto che ne codifica la resa. Oggi la chiesa cattolica è un guscio vuoto. Ha perso in gran parte il suo ruolo di custode del sacro, per diventare un ente assistenziale dove i preti non si distinguono dagli psico-socio-pedagogisti nemmeno nel linguaggio, o per sopravvivere come centro di potere finanziario. La chiesa è stata utilizzata nella lotta contro il comunismo, ma ciò che l’ha demolita è stata la cultura laica, razionalista, scientista delle massonerie, con l’apporto concomitante del protestantesimo convergente con l’ebraismo, pur nella sua netta distinzione dal laicismo massonico. L’esposizione mediatica di papa Woityla non solo non ha invertito la tendenza, ma ha costituito la riprova del cedimento del cattolicesimo alle modalità mondane dei suoi avversari.L’altro grande ostacolo che le élites scaturite dalla rivoluzione settecentesca dovevano abbattere era quello rappresentato dagli imperi multietnici. Erano un residuo dell’antico regime. Imperi con una continuità territoriale che inglobava popoli che conservavano tradizioni, lingue, talvolta religioni diverse, in un’articolazione complessa in cui particolarismi locali e rispetto quasi sacrale per il potere centrale trovavano un equilibrio, instabile come tutto ciò che è umano, ma comunque fecondo. Contro quegli imperi, asburgico, russo, turco, le massonerie ottocentesche col formidabile apparato finanziario e militare di potenze a esse collegate, scatenarono i nazionalismi, il fenomeno politico più imponente dell’Ottocento, mentre gli imperi extraeuropei venivano investiti dal colonialismo e smembrati con la forza delle armi. Il colpo finale ai grandi imperi del passato, asburgico, russo e turco, fu dato dal macello della Grande Guerra. Le vicende successive ne furono un’appendice. Il tentativo nazista di creare un impero terrestre europeo che espandendosi al medio oriente si congiungesse con le armate nipponiche dilaganti in Asia, impero contrapposto a quello marittimo anglo-americano, fu vanificato dalla vittoria alleata. Il successivo proposito sovietico di utilizzare l’ideale comunista come veicolo per creare un altro grande impero continentale, è stato frustrato attraverso la guerra fredda che ha logorato e fatto implodere il nemico.

Restavano due ostacoli perché il disegno cosmopolita e omologante si realizzasse compiutamente: il nazionalismo e l’islam.Il nazionalismo era stato usato per smantellare i grandi imperi non omologati al piano del cosmopolitismo illuminista, ma a questo punto diventava un ostacolo. Non a caso coloro che si sono opposti al vasto disegno, in una lotta mortale e disperata, sono stati capi popolo fortemente nazionalisti. Questa è la chiave di lettura per comprendere l’accanimento con cui l’Impero, anche ricorrendo  a grossolane menzogne, ha voluto liquidare il serbo Milosevich, l’iracheno Saddam e il libico Gheddafi. Questa è anche la chiave di lettura per comprendere le guerre contro l’islam, naturalmente non presentate come tali ma spacciate per guerre difensive contro il terrorismo, e l’abile appropriazione delle rivolte arabe da parte di Obama e delle élites che ispirano lui come tutti i capi di quello che chiamiamo Occidente. Esaltare le rivolte arabe come una tappa nella lotta per la libertà e la democrazia, significa incoraggiarle ad adottare schemi politici e culturali occidentali. Significa un accurato piano di omologazione al modo di pensare, di consumare, di concepire il rapporto fra i sessi, che è proprio della civiltà che assimila a sé il mondo intero. Fare anche dell’islam un’area di laicismo significa abbattere l’ultima resistenza culturale all’omologazione del mondo. Così si spiegano anche le recenti, confuse e apparentemente contraddittorie vicende, con gli USA e l’Europa che appoggiano le rivolte contro i dittatori che pure furono servi dell’Occidente.Questa rapida esposizione delle grandi linee di tendenza che hanno orientato la storia degli ultimi secoli può sembrare un’adesione a certo complottismo caro a correnti inclini all’esoterismo, vagamente paranoiche e fascisteggianti: le sorti del mondo affidate alle trame di forze occulte massoniche, ebraiche, protestanti, oggi  espresse da gruppi potentissimi semiclandestini come il Bilderberg, la Trilaterale, gli Illuminati. Non è precisamente la mia convinzione. Non c’è niente di misterico e di esoterico, né costoro sono i protagonisti veri del grande disegno. Ci sono invece potenti interessi dell’alta finanza e della grande industria diventata transnazionale, che hanno utilizzato ai loro fini un apparato concettuale elaborato da quei circoli culturali che produssero l’Illuminismo. Essi seppero anche abilmente spacciare per democrazia un sistema elettorale concepito per manipolare l’opinione pubblica, mentre il potere vero è sempre stato esercitato dalle élites finanziarie e dai servizi segreti ai loro ordini, entità sostanzialmente sottratte al controllo dei parlamenti .  Non si può che essere ammirati dalla grandiosità del progetto e dalla sua realizzazione puntuale attraverso gli ultimi secoli. Ma anche questo apparente clamoroso successo è esposto allo scacco che chiamiamo “eterogenesi dei fini”. Il piano prevedeva il governo unico di un’umanità pacificata, riscattata attraverso la ragione e la scienza dai fanatismi che l’afflissero, tollerante nella prassi liberal-democratica, fiduciosa nel progresso e credente nel Dio dei deisti, una religione naturale senza dogmi. Gli USA si sentono portatori di questa Verità, investiti della missione di salvare l’umanità uniformandola al loro modello. Ebbene, l’umanità che si pensava così forgiata, è invece una moltitudine derelitta e disorientata, sradicata, percorsa da un sentimento del nulla e da un presagio di apocalisse. Sono state scatenate dinamiche imprevedibili e incontrollabili. I disastri ambientali, l’esplosione demografica, il debito pubblico non più sanabile, fanno presagire un’epoca di catastrofi senza precedenti, dalle quali uscirà un mondo ben diverso da quello che con tanto apparente successo si è costruito. L’esistenza della legge ferrea dell’”eterogenesi dei fini” ci riporta a un Progetto che sovrasta tutti i piani umani e si realizza vanificandoli.

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Il nuovo feticcio.

La modernità, periodo che si è esteso durante gli ultimi cinque secoli, è in crisi. Oggi viviamo, non un’epoca di cambiamenti ma un cambiamento d’epoca.

In questo millennio che inizia emerge qualcosa che impropriamente è chiamato post-modernità e che sembra molto diverso a tutto quello che l’ha preceduto, conformando un nuovo paradigma.

Nell’età media la cultura ruotava intorno alla figura divina, intorno all’idea di Dio. Nella modernità si centra nell’essere umano, nella ragione e nelle sue due figlie predilette: la scienza e la tecnologia.

Uno dei simboli che esprime meglio questo passaggio è la pittura di Michelangelo “La Creazione di Adamo”, che decora la Cappella Sistina: Dio Padre, con una lunga barba, ricoperto da vestiti, rappresenta il teocentrismo dell’epoca di fronte all’uomo nudo, fortemente attratto verso la Terra. L’uomo estende il dito per non perdere il contatto con l’aspetto trascendente, con il divino. La nudità di Adamo traduce l’arrivo dell’antropocentrismo e della rivoluzione che la modernità rappresenta nella nostra cultura.

L’episodio caratteristico della modernità avvenne nel 1682, quando Edmond Halley, basandosi esclusivamente su calcoli matematici- e non disponendo di strumenti ottici- previde che una cometa sarebbe riapparsa nel cielo di Londra entro 76 anni. Molti lo presero per pazzo. Come, rinchiuso nel suo stanzino, basandosi su calcoli fatti su un pezzo di carta, poteva predire il movimento degli astri nel cielo? Chi se non Dio domina la volta celeste?

Halley morì nel 1742, prima del compimento di quei 76 anni. Nel 1758 la cometa, che oggi porta il suo nome, ritornò ad illuminare i cieli di Londra. Fu il trionfo della ragione!

“Se è così- dissero- se la ragione è capace di prevedere i movimenti degli astri, come Copernico e Galileo hanno dimostrato, e dopo Newton, uno dei pilastri della nostra cultura, allora essa- la ragione- potrà risolvere tutti i drammi umani. Porrà fine alla sofferenza, al dolore, alla fame, alla peste. Creerà un mondo di luci, progresso e felicità”.

Cinque secoli dopo, il saldo non è molto positivo. Al contrario. I dati della FAO dicono che : siamo 7 miliardi di persone ad abitare la terra, la metà delle quali vive al di sotto della soglia di povertà e 852 milioni sopravvivono,soffrendo però di fame cronica.

C’è chi afferma che il problema della fame è dovuto al numero eccessivo di bocche da sfamare ed a questo proposito si fa promotore del controllo della natalità. Io mi oppongo al controllo anche se sono d’accordo con la pianificazione familiare. Il primo è impositivo, il secondo rispetta la libertà di coppia. E non accetto l’idea che ci siano troppe bocche da sfamare ne che manchi il cibo. Secondo la FAO, nel mondo si produce abbastanza cibo da sfamare 11 miliardi di persone. Quello che manca è la giustizia, e avanza l’eccessiva concentrazione della ricchezza.

A causa dell’attraversamento di un periodo di grande insicurezza, le persone cercano risposte fuori dal razionale. Si osservi, ad esempio, il fenomeno dell’esoterismo: mai Dio è stato così in voga come ora. Suscita passioni e fondamentalismi, a favore e contro.

La crisi della modernità culmina nel momento in cui il sistema capitalista raggiunge la sua suprema egemonia con la fine del socialismo e acquista un nuovo carattere chiamato neoliberale.

Quali sono le chiavi di lettura della transizione dal liberalismo al neoliberalismo? Sotto il liberalismo si parlava molto di sviluppo. Durante gli anni 60 è sorta la teoria dello sviluppo, che includeva anche la nozione di sottosviluppo, ed è anche il periodo in cui è stata creata l’Alleanza per il Progresso, destinata a “sviluppare” l’America Latina.

La parola “sviluppo” ha una certa componente etica perché ci si immagina che tutti debbano esserne beneficiari. Oggi il termine è “modernizzazione” che non ha un contenuto umano ma una forte connotazione tecnologica. Modernizzare è equipaggiarsi tecnologicamente, competere, far sì che la mia azienda, la mia città, il mio paese si avvicinino al paradigma del primo mondo, anche se questo significa sacrificio per milioni di persone.

Il Mercato è il nuovo feticcio religioso della società odierna. In passato, la mattina, i nostri nonni consultavano la Bibbia. I nostri genitori il meteo. Oggi si controllano gli indici della Mercato.

Di fronte ad  una catastrofe o ad un avvenimento inatteso, gli esperti in economia dicono: “vediamo come reagisce il Mercato”. E io immagino il signor Mercato, rinchiuso nel suo castello mentre strilla al telefono: “Non mi è piaciuto il discorso del Ministro. Sono arrabbiato”. E i media a fare da amplificatori: “Il Mercato non ha reagito bene in seguito al discorso del ministro”.

Il mercato adesso è internazionale, globalizzato, si muove secondo le sue stesse regole, e non in base ai bisogni umani. Di fatto predomina la globo -colonizzazione, l’imposizione al pianeta del modello anglosassone della società. Centrato nel consumismo, nella speculazione, nella trasformazione del mondo in un casinò globale.

Di fronte alla crisi finanziaria che colpisce il capitalismo, ed in special modo i diritti sociali conquistati negli ultimi due secoli, è ora di chiedersi quale sarà il paradigma della post- modernità. Mercato o  “globalizzazione della solidarietà”, usando un’espressione del Papa Giovanni Paolo II?

di Frei Betto

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Traduzione: FreeYourMind!

Se lo dice anche Chiambretti …

Ecco ancora un bell’ esempio della strana schizofrenia mediatica per cui da una parte il tema “Banche” arriva ad essere demonizzato a destra e a manca ( altro esempio “cult” quello della cortigiana Santoro che dal pulpito “luterano” di Fabio Fazio pontifica sullo stesso tema ), mentre nel concreto vi stanno spolpando proprio attraverso esse, attraverso i “Due Mario”, attraverso lo “Spread” e le agenzie di rating.

Che strano vero ?  Ma questo può risultar strano solo a chi non ha ancora capito come il potere, l’ èlite, riesca a giocarsi la massa come vuole, usandola ora per costruire la società che l’ èlite parassiterà, poi per distruggerne la parte sacrificabile salvando sè stessa dal crollo sistemico: a questo è tesa oggi l’ azione di un Monti, che sta distruggendo i ceti più bassi guardandosi bene dal toccare, anche minimamente, i ceti alti. Proprio perchè poi la “sovrastruttura” dovrà crollare, ma NON con essa i ceti abbienti che non a caso si stanno tanto affrettando per concretizzare con beni REALI il loro enorme credito maturato solo con l’ inganno VIRTUALE.
( E non ci interessa ora sapere CHI sia tale èlite: sono LORO contro di VOI, parbleu, nobili contro plebe, ricchi contro poveri, potere contro chi potere non ne ha ) … Poi, in un secondo momento, sarete chiamati, ancora voi, a demolire la “mungitrice” ormai superflua ora che le vacche non potranno più dare una sola goccia di latte: è per questo che già da adesso stanno mediaticamente spifferando, mostrando e demonizzando alla vista delle vacche stesse tutto l’ astuto marchingegno delle mungitrici, del sistema più “esteriore e sacrificabile” dell’ allevamento, ma si guardano ancora bene dal mostrarvi il mattatoio che sta oltre la fase di mungitura … ( alzi la mano chi ha esattamente capito cosa sarà questo fantomatico “nuovo che avanza”, e soprattutto COME farà ad “avanzare”, parbleu ! ) … Leggi il resto dell’articolo

I piani dell’elite per un nuovo ordine sociale mondiale.

Di: RIchard K Moore

Quando la Rivoluzione Industriale in Gran Bretagna ebbe inizio, alla fine del 1800, si poteva guadagnare molto denaro investendo in fabbriche e industrie, aprendo nuovi mercati, e ottenendo il controllo delle fonti di materia prima. Quelli che avevano denaro per investire non si trovavano tanto in Gran Bretagna quanto in Olanda. L’Olanda era stata la maggior potenza occidentale nel 1600 ed i suoi banchieri erano i principali capitalisti. Alla ricerca di benefici, il capitale olandese fluì verso il mercato della borsa britannica, e così gli olandesi finanziarono l’ascesa della Gran Bretagna, che dopo eclissò l’Olanda economicamente e politicamente.

In questo modo l’industrialismo britannico arrivò ad essere dominato da investitori ricchi, e il capitalismo divenne il sistema economico dominante. Questo portò ad una grande trasformazione sociale. La Gran Bretagna era stata essenzialmente una società aristocratica, dominata da famiglie terra tenenti.  Man mano che il capitalismo economicamente dominante, i capitalisti arrivarono ad essere dominanti anche nella politica. Le strutture tributarie e le politiche di import- export furono gradualmente modificate per favorire gli investitori e non i proprietari terrieri.

Non era più economicamente possibile mantenere semplicemente una proprietà nella campagna: bisognava svilupparla, trasformarla per un uso più produttivo. I drammi vittoriani sono pieni di storie di famiglie aristocratiche che affrontano tempi difficili, e che si vedono obbligate a vendere le loro proprietà. Per scopi drammatici, questa decadenza è generalmente attribuita al difetto caratteriale, magari di qualche primogenito debole. Ma nei fatti la decadenza dell’aristocrazia formava parte di una trasformazione sociale più ampia causata dall’ascesa del capitalismo.

L’affare del capitalista è l’amministrazione del capitale, e questa amministrazione è controllata generalmente attraverso la mediazione delle banche . Non c’era da sorprendersi che i banchieri di investimenti arrivassero a occupare la cima della gerarchia della ricchezza e il potere. E di fatto, c’è un pugno di famiglie di banchieri, inclusi i Rothschild e i Rockefeller che sono arrivati a dominare le questioni economiche e politiche nel mondo occidentale. Leggi il resto dell’articolo

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