Hollywood chiama alle armi

Già a partire dalla fine degli anni ’30, quando i capitalisti della Casa Bianca pensavano ad una guerra contro il nazifascismo (apparentemente per “difendere i valori della libertà e della democrazia”, praticamente per soggiogare l’Europa in una morsa soffocante), l’industria cinematografica fu sfruttata con efficacia per manipolare il popolo yankee e gli adepti dell’american way of life, in procinto di espandersi ai quattro angoli del globo, e creare così il terreno adatto per un intervento che dovette sembrare straordinario a milioni di entusiasti spettatori innocenti. Era la vittoria dei principi base della civiltà, tanto esaltati nei film dell’epoca, da Frank Capra al simpatico Chaplin. Ma in un periodo caratterizzato da Goebbels, dal MinCulPop e da La corazzata Potëmkin, direbbe un fedele democratico, non c’è da stupirsi: è legittima difesa contro i demoni appartenenti ad una generica schiera di “totalitarismo”, come se all’epoca fosse già possibile scadere nell’inaccettabile revisionismo storico odierno. Tuttavia, questi sacerdoti della religione liberal non si sono resi conto della degenerazione della propaganda Hollywoodiana, che, da subdola ed inconscia qual era nei primi anni di grandiosi successi, quando i messaggi patriottici erano abbozzati ed inculcati con furbizia, è diventata la quinta colonna dell’ideologia guerrafondaia americana, con ultimatum, dichiarazioni alquanto esplicite, critiche pesanti, proposte indecenti. Il lavaggio dei cervelli del ceto medio occidentale va avanti con cinica maestria e brutale noncuranza degli effetti collaterali dalle battaglie culturali della guerra fredda, quando il binomio CIA-FBI seminò il germe dell’anticomunismo viscerale (la cui bandiera era innalzata con orgoglio in Parlamento dal senatore repubblicano McCarthy) e del patriottismo estremo nelle menti ignare di sudditi felici, folgorati dall’opulenza degli anni ’50. Ma anche allora, volendo essere realisti, le tecniche di manipolazione prevedevano metodi esecrabili, ma mai così bassi e volgari come quelli attuali: si è passati da slogan, manifesti, controlli politici (addirittura lo stesso Chaplin fu sospettato di simpatie per i rossi !) e disumani esperimenti scientifici ( alcuni documenti esposti al Congresso negli anni ’70 parlando di controllo mentale con ipnosi, sieri della verità ed uso di LSD da parte dei servizi segreti) ad un tipo di mistificazione della verità che, sebbene all’apparenza risulti più umanitario , provoca un appiattimento cerebrale, una totale paralisi di giudizio, una spaventosa passività socio-culturale dalle conseguenze più catastrofiche rispetto ai condizionamenti subconsci del passato. Se prima c’era l’alibi dei meccanismi psicologici e pertanto di una schiavitù indotta irrazionalmente, oggi c’è un’adesione volontaria alle nuove campagne militari spacciate per lodevoli attività filantropiche. Leggi il resto dell’articolo

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