Claytronics, dalla materia programmabile al teletrasporto

“Le crisi economiche, sociali e tecnologiche sono irrilevanti perché i successi della tecnologia in termini di efficienza, velocità, rendimenti, accelerano esponenzialmente. Le prestazioni dei computer diverranno tanto eccelse da realizzare intelligenza artificiale con impatti positivi sconvolgenti. Superata l’intelligenza umana, i computer si integreranno coi cervelli umani potenziandoli. Progetteranno altri computer più grandi, veloci e intelligenti di loro stessi. Non ci sarà distinzione fra umani e computer, nei quali riverseremo memoria, personalità, sentimenti. La morte fisica sarà irrilevante: continueremo a vivere nel software. Non distingueremo più la realtà virtuale da quella fisica. Elimineremo vecchiaia, malattie, povertà, fame, inquinamento.”
R. Kurzweil
Immaginate di mandare a distanza via Web un oggetto che si materializza a destinazione, immaginate di vedere il serpente a sonagli opportunamente programmato ricostruirsi fisicamente all’istante sotto i vostri occhi. E’ la rivoluzionaria nanotecnologia Claytronics ideata nel 2002 da Seth Goldstein e Todd Mowry, due ricercatori della Carnegie Mellon University di Pittsburgh.
Il progetto Claytronics sviluppato adesso in collaborazione con Intel, viene anche chiamato Realtà sintetica. Proviene dalla contrazione della parola inglese Clay (argilla) e electronics, una sorta di “plastilina elettronica” che si può modellare e scomporre a piacimento. Questa nuova materia è composta da micropalline elementari in scala nanometrica, chiamati Catoms (Claytronics atoms), dei nanorobot autonomi, che contengono un microprocessore in grado di farli muovere, agganciarsi con gli altri, mentre alcuni sensori gli permettono di dialogare fra loro.
Insomma, i pixel fisici del futuro. L’oggetto originale non si sposta dal luogo in cui si trova: semplicemente è scannerizzato, a livello molecolare, per essere ricostruito uguale nel luogo di destinazione: un Fax 3D. “Non è un ologramma tridimensionale, ma un oggetto fisico a tutti gli effetti che si può toccare e non solo vedere” spiega Todd Mowry. Il progetto Claytronics, se si finalizzerà, potrebbe sconvolgere la nostra visione del futuro. Questi nanorobot potrebbero essere programmati per replicare qualsiasi oggetto col suo colore, ma anche più in là esseri umani, secondo i ricercatori. “Invece di una semplice telefonata in futuro, si potrebbe vivere l’esperienza reale di essere nella stessa stanza con l’Avatar fisico della persona chiamata” sostiene Seth Goldstein, uno dei due ideatori di Claytronics (vedi video). Allo stesso modo si può pensare a un medico Claytronics che interviene in primo soccorso, a casa di un paziente, prima dell’arrivo dal vivo della squadra di emergenza.

“Nel 2045 gli umani saranno immortali”.

L’idea che gli esseri umani siano immortali e che l’intelligenza artificiale raggiunga quella del suo creatore potrebbe sembrare la sceneggiatura di un film di fantascienza, ma un gruppo di scienziati paventa questa possibilità tra qualche decennio, nel 2045.

L’ingegnere Josè Cordero ha rilasciato un’intervista alla rivista Time su una ricerca dell’Università della Singolarità, che collabora anche con la NASA, circa l’immortalità della razza umana. Leggi il resto dell’articolo

L’avvento dell’uomo digitale

 

Nessun regime politico ha cambiato la vita degli uomini tanto quanto le grandi innovazioni tecnologiche.
Si pensi all’automobile, all’aereo, alla pillola contraccettiva, alla televisione. Il principio fondamentale della tecnica, diceva Friedrich Georg Junger (il fratello di Ernst Junger), è il principio di fattibilità: nel momento stesso in cui qualcosa è tecnicamente possibile, quel qualcosa sarà realizzato, lo si voglia o no. Gli uomini politici, i moralisti, i membri dei comitati di “riflessione etica” saranno, nei suoi confronti, sempre un po’ in ritardo. Al di là del bene così come del male, la tecnica si impone da sé, trasformando il possibile in necessario, e persino in ineluttabile.
Ai giorni nostri, è stato indiscutibilmente Internet ad avere maggiormente modificato la vita quotidiana di centinaia di milioni di individui. Nel 2000 erano solo 400 milioni i connessi ad Internet. Oggi il loro numero supera un quarto della popolazione mondiale. Nato da Arpanet, rete militare messa a punto dal Pentagono negli anni Sessanta, Internet si è dimostrato uno degli strumenti di comunicazione la cui penetrazione ha conosciuto la progressione più rapida della storia: venti volte più in fretta del telefono, dieci volte più in fretta della radio, tre volte più della televisione. La grande frattura, ormai, è quella che, nel mondo, contrappone i “connessi” ai “non connessi”.
La nuova tecnologia ha dapprima toccato i giovani, tradizionalmente considerati early adopters (utilizzatori della prim’ora). Da ciò è derivata una frattura d’uso, che separa i digital natives, o “autoctoni del mondo digitale”, al cui interno sono nati, dai digital immigrants, approdati sul tardi alle nuove tecnologie. Si è così scavato un fossato tra le generazioni.
Agli inizi degli anni Novanta, i primi internauti si meravigliavano di poter accedere ad ogni sorta di informazioni e servizi tramite i motori di ricerca e di poter comunicare istantaneamente attraverso messaggi di posta elettronica. Poi si sono messi a partecipare. Hanno pubblicato le loro foto su Flickr o Snapfish. Hanno guardato video su YouTube e Dailymotion, consultato informazioni su Wikipedia. I softwares gratuiti hanno consentito loro di creare dei blogs. Infine hanno avuto accesso alle “reti sociali” (Facebook, MySpace, Twitter, Bebo, Plaxo ecc.). Il Web è così diventato la piattaforma sulla quale si può fare di tutto, o quasi: ricevere messaggi, consultare in tempo reale, connettersi con delle reti, chiacchierare in diretta, fare acquisti o prenotazioni, trovare partners e così via.
Internet ha, naturalmente, i suoi avversari irriducibili, che non sono tutti dei nostalgici dell’era Gutenberg, così come ha i suoi difensori incondizionati, che ne sottolineano gli evidenti vantaggi: un’informazione più diversificata, nuove libertà, possibilità di esercitare un contropotere e via dicendo. Leggi il resto dell’articolo

5 in 5, i prossimi 5 anni secondo IBM

Accendere la luce di una stanza con la mente, e comprare con gli occhi, sarà possibile secondo IBM entro i prossimi cinque anni. Ogni fine anno infatti, IBM annuncia le sue previsioni sulle innovazioni, che dovrebbero cambiare la nostra vita. Ecco i prossimi cinque passi verso il futuro. Addio alla password da ricordare che, grazie all’affermazione della biometria, diventerà corporale. L’identificazione avverrà mediante il riconoscimento vocale, facciale, e la scansione della retina, per l’accesso a tutti i sistemi, dal bancomat al telefonino. Al solo pensare di chiamare qualcuno, la chiamata sarà attivata: si potranno controllare vari dispositivi con la mente, tramite speciali cuffie, come pilotare il proprio smartphone o accendere la luce di una stanza al solo pensiero. Secondo la visione d’IBM, ogni cosa che si muove può generare energia. Ogni attività sarà in grado di recuperare l’energia cinetica che oggi si disperde, dalla bici al jogging, all’acqua che scorre nei tubi. Produrremo da soli la nostra energia. Sempre secondo IBM, il digital divide finirà. Tutto passerà dai cellulari, dal prenotare un tavolo al ristorante al controllare il conto in banca. Per ultima la posta elettronica di oggi sommersa da tanti messaggi spam, ridiventerà sopportabile grazie a mail personalizzati e filtri intelligenti contro la posta indesiderata-
Fonte: Futurix

Transumanesimo e Metacomunicazione

di LVB

Traduzione di Anticorpi.info

Il video musicale dei Black Eyed Peas: Imma Be – Rock That Body è un capolavoro di computer grafica e musica digitale. Ma allo stesso tempo rappresenta uno degli esempi più eclatanti di guerra psicologica che abbia mai visto nei mass media.
Questo articolo tratterà i seguenti argomenti:
1) Che cos’è il transumanesimo.
2) Il massiccio utilizzo di tecniche di guerra psicologica riscontrabile nel già citato video ed in tutte le forme espressive usate dai mezzi di comunicazione di massa.
3) Una analisi per dimostrare come il simbolismo occulto e la persuasione occulta transumanistica siano ingannevolmente integrati in questo videoclip per promuovere la agenda di un pericoloso movimento noto come transumanesimo.
L’Agenda dei transumanisti 
Il Transumanesimo è un movimento che afferma di sostenere l’uso di qualsiasi forma di tecnologia al fine di migliorare l’essere umano. E’ qualcosa di molto più rilevante di un innocuo gruppetto di nerd tecnofili che fantasticano di sci-fi e super robot.
Si tratta di un grande movimento estremamente ben organizzato e finanziato, motivato dallo obiettivo di  sostituire ogni elemento che fa di noi esseri umani (compresa la nostra stessa biologia, la individualità della nostra mente e gli scopi della nostra vita) e tutti gli attuali credo religiosi e spirituali con una nuova religione, la quale in realtà non è affatto nuova.
Vediamo come tutto ebbe inizio.
I Creatori del transumanesimo e della eugenetica.

Il termine ‘transumanesimo’ fu coniato nel 1957 dal biologo Julian Huxley, che lo definì ‘l’uomo che restando uomo trascende se stesso, realizzando nuove potenzialità di e per la sua natura umana.’

Julian Huxley era il fratello di Aldous Huxley, autore del famosissimo libro Brave New World, in cui venne descritta una visione del futuro che la maggior parte delle persone oggi identifica con il nome di ‘Nuovo Ordine Mondiale’ (tema trattato anche da 1984, di George Orwell). Un deprimente futuro in cui un governo mondiale utilizza tecnologia, guerra psicologica (persuasione occulta) e forza bruta per controllare tutto e tutti.
I fondatori del transumanesimo erano individui molto istruiti e facoltosi, per lo più di discendenza britannica ed europea. Questi personaggi appartenevano a ciò che chiameremmo la elite, la classe dirigente della società, e la loro filosofia era elitaristica, se non addirittura totalitaristica e fascista. Leggi il resto dell’articolo
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