POLITICI CORROTTI PER BANCHE ATLANTICHE

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’inserimento dell’obbligo del pareggio di bilancio nella Costituzione dimostra che oggi i veri bersagli del dominio imperial-coloniale non sono tanto Keynes, e neppure Marx, bensì Locke e Montesquieu. La modifica costituzionale prospetta infatti l’abolizione della separazione dei poteri e la restaurazione dell’Assolutismo, in quanto si proclama di fatto la sovranità assoluta della finanza internazionale, proprietaria della maggior parte del debito degli Stati, che ora dovrebbero essere impossibilitati a districarsi con il tradizionale espediente del deficit di bilancio.
Ma in questo progetto di restaurazione assolutistica non mancano gli aspetti confusi. Da un lato c’è un’arroganza persino puerile in questa proclamazione di sovranità assoluta delle banche, ma, dall’altro lato, si nota una dissimulazione piuttosto goffa di tutta l’operazione, fatta passare come “virtuosa”: la virtù nei conti. I provvedimenti di finanziarizzazione dell’economia vengono infatti camuffati con slogan rubati alla tradizione politica più radicale: la “Virtù” di Robespierre, le “riforme strutturali” di Togliatti, la lotta all’evasione fiscale, ecc.  Leggi il resto dell’articolo

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