Morti di serie B

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di Fabrizio Andreoli

La Commissione Europea attraverso il programma Clean Air For Europe (CAFE) relativo all’interazione tra l’inquinamento ambientale e l’impatto sulla salute pubblica, ha stimato in almeno 350 mila i decessi avvenuti in ambito Comunitario a causa dell’inquinamento atmosferico, decessi, che crescono fino a circa 2 milioni secondo gli studi in ambito mondiale effettuati dall’OMS relativamente all’interazione tra il particolato carbonioso e le patologie respiratorie e cardiovascolari connesse.
Ma cos’è il particolato? E’ l’insieme delle componenti solide e/o liquide espulse alla scarico e derivante dall’impiego dei combustibili fossili, sia per l’autotrazione, che per la generazione elettrica, nonché in numerose attività dell’industria pesante.
Le particelle di più ridotte dimensioni sono facilmente inalabili ed in profondità, sottoponendo l’apparato respiratorio (direttamente) e quello cardiovascolare (indirettamente) a notevoli problematiche. A seconda della tipologia e dimensione possiamo distinguere:
1)Aerosol: particelle liquide o solide sospese di diametro minore di 1 µm.
2)Esalazioni: particelle solide di diametro < 1 µm, in genere prodotte da processi industriali.
3)Foschie: goccioline di liquido di diametro < 2 µm.
4)Fumi: particelle solide disperse di diametro < 2 µm, trasportate da prodotti della combustione.
5)Polveri: particelle solide di diametro variabile tra 0,25 e 500 µm.
6)Sabbie: particelle solide di diametro > 500 µm.
Il carbone, ancor oggi massicciamente impiegato per la generazione di energia elettrica a basso costo, è tra i principali artefici dell’inquinamento da particolato, ma vanno inclusi anche gli olii pesanti impiegati nelle vecchie centrali elettriche, il quotidiano traffico per autotrasporto, pesante e civile, che affolla le nostre principali arterie cittadine e Nazionali e anche il metano, noto per l’emissione in atmosfera del particolato sottile, particolarmente insidioso per l’apparato respiratorio.
Una delle alternative principali per abbattere l’inquinamento atmosferico e rendere le città più vivibili è quello di deputare alla potenza dell’atomo il compito di generare energia elettrica, la componente più importante dell’inquinamento mondiale; la Francia, ma anche gli Stati Uniti sono l’esempio più lampante dei vantaggi dell’energia elettronucleare, infatti nonostante le metropoli degli Stati considerati siano tra le più densamente popolate e trafficate, la qualità dell’aria e della vita è certamente tra le migliori del mondo.
Tralasciando il lasso di tempo necessario a costruire l’impianto, li dove si impiegano le sorgenti fossili per movimentare il materiale e produrre l’impiantistica, per almeno 60 anni una centrale nucleare produce energia elettrica ad impatto ambientale zero, risultando anche secondo le più recenti ricerche della NASA, come fonte salva-vita, con almeno 1,8 milioni di persone salvate dalla morte e da gravi patologie respiratorie, proprio grazie all’impiego di tali fonti. Le emissioni per unità di energia prodotta sono in assoluto le più basse tra tutte le fonti.
Purtroppo in Europa solo il Regno Unito e la Repubblica Ceca, di concerto con la vicina Slovacchia, hanno deciso di puntare pesantemente sull’energia atomica, mentre la stessa Francia per ragioni, che di tecnologico hanno poco o nulla e molto di carattere politico-elettorale, sta puntando erroneamente sulle fonti alternative, come l’eolico ed il solare.
Francia di oggi ed Italia di ieri ed oggi accumunate da strane politiche, che evidentemente si intrecciano negli interessi delle vere lobby: quelle delle energie alternative. Ambientalisti, che pressano la politica, mass media, che in nome di una scienza e di una conoscenza, che tali non sono, travisano dati, informazioni e allarmano sulla base di contestabili documentazioni di rischio delle centrali nucleari, mass media e associazioni, che non lasciano spazio di espressione a chi vive nel settore energetico e della ricerca, evidentemente preferendo alimentare falsi miti per manipolare l’opinione pubblica contro la più affidabile e sicura sorgente di energia.
Da qui le mistificazioni circa gli incidenti nucleari di Chernobyl e Fukushima, ricordiamo solo 57 morti nel primo caso dal 1986 ad oggi e nessuno nel secondo come anche la scienza ufficiale conferma, l’isteria alimentata in chi ascolta e legge di tumori, malformazioni e deformità mostruose in chi viene esposto alle radiazioni. Eppure la scienza ufficiale lo conferma: le radiazioni a basso dosaggio o ridotta esposizione non ledono l’integrità cellulare, non avendo entro i limiti stabiliti dai ricercatori, interferenza alcuna nei processi cardine, quali l’apoptosi (morte programmata delle cellule) e la metilazione (il processo di duplicazione dei fattori genetici). La potenza dell’interesse personale, la potenza delle lobby energetiche, la forza di penetrazione sul mercato mediatico ostinatamente cieco e chiuso, impediscono l’affermazione delle incontrovertibili verità scientifiche e tecnologiche.
La colpa del popolo? E’ quella di credere ciecamente in quanto affermato da chi, inventando, gridando e demonizzando maggiormente un avvenimento, riesce a penetrare la mente. Mente mal disposta a saper distinguere, pesare, mente troppo abituata alle grandi frasi ad effetto di chi fa della menzogna profezia di vita, ma mente non predisposta ad ascoltare chi vuole comunicare e non millantare la scienza.
In Italia si è così preferito puntare tutto sulle energie alternative, fornendo realtà ulteriore spazio alle fonti fossili e si preferisce parlare dell’impiego dei sistemi di stoccaggio del carbonio emesso dalle centrali a carbone e gas.
Le fonti alternative si sono mostrate ampiamente poco affidabili, perché troppo dipendenti dalle condizioni ambientali e, quindi aleatorie; il sole sorge e tramonta secondo un ritmo noto da sempre, il vento non sempre spira o in condizioni tali da garantire una generazione costante ed affidabile. Puntando su queste fonti si punta sull’incognita, anche impiegando sistemi di stoccaggio dell’energia. Perché in caso di prolungate avverse condizioni meteorologiche e non solo nel normale ciclo giorno/notte, da dove attingere energia mai generata per fare vivere la civiltà? E cosa dire dell’energia eolica? Il vento, presente 1560 ore su 8760 e non sempre in forma sfruttabile (in Italia spesso spira a raffiche violente); come ottenere l’energia nelle restanti ore mancanti? Ovviamente ricorrendo agli elementi di back-up, ovvero a sistemi affidabili e capaci di tamponare l’assenza di generazione attraverso l’impiego di combustibili fossili, gas e carbone, quindi non “sensibili” alle condizioni ambientali.
E cosa dire del tentativo di indicare come “verde ed ecologico” il carbone impiegato in centrali capaci di stoccare la CO2 nel sottosuolo? E’ forse meno pericoloso immagazzinare un gas letale in una cavità sotterranea o sottomarina? Cosa accadrebbe in caso si frane o violenti terremoti? Un gas filtra facilmente in superficie e la storia ci insegna, come nel caso del Lago Nyos in Camerun, li dove le esalazioni di CO2 da una sacca vulcanica uccisero in pochi istanti oltre 1800 persone.
In Italia si abbandona il futuro per una paura indotta da falsa comunicazione per abbracciare la fonte, che nel tardo 1800 diede per prima energia all’uomo per il suo progresso, adesso dobbiamo solo scegliere; credere alle menzogne e retrocedere nel medioevo ed inferno sociale o comprendere la realtà e progredire tecnologicamente e socialmente?

Articoli correlati:
Nell’ambito del programma CAFE (Clean Air For Europe) della Commissione Europea è stato stimato che, nel 2000, “circa 350.000 persone sono morte prematuramente per l’inquinamento atmosferico.” Fonte
Secondo l’Oms “ogni anno più di 2 milioni di persone muoiono a causa dell’inalazione di particolato fine presente nell’aria all’interno ed all’esterno.”
La Germania va a carbone e non ad energie alternative
In Europa come nel mondo il consumo di carbone è in costante crescita.
L’energia nucleare potrebbe aver salvato 1,8 milioni di vite umane e potrebbe salvarne almeno altri 5 milioni
Le emissioni di CO2 da una sacca vulcanica del Lago Nyos hanno sterminato un intero villaggio

 

Fonte

 

Si veda anche : L’imbroglio delle fonti energetiche rinnovabili

I crimini di Monsanto, con i soldi di Bill Gates

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Bill Gates, è fondamentalmente noto per essere il fondatore di Microsoft, l’azienda produttrice del notissimo sistema operativo Windows. Ricchissimo, si è ritirato dalla guida dell’azienda ed ora impiega tempo e denaro nel finanziare le tecnologie per la modificazione genetica, la geo-ingegneria, le vaccinazioni sperimentali e nel diffondere la buona novella della Monsanto salvatrice dalla fame nel mondo.

Nessuna sorpresa quindi nel leggere che Gates possiede 500.000 azioni della Monsanto. Controvalore: 23 milioni di dollari.

Ma è sempre Monsanto quell’azienda che è stata beccata a gestire in Argentina gruppi di lavoratori in nero, schiavizzati e costretti a lavorare 14 ore al giorno – per giunta spesso senza stipendiarli. Azienda che ricorre ai propri colossali fondi per pagare organizzazioni che falsificano letteralmente le dichiarazioni della FDA al fine di diffondere gli organismi geneticamente modificati.
Non mettiamo nemmeno in conto i suicidi di agricoltori in India, dovuti all’incapacità dei prodotti Monsanto di garantire i raccolti, suicidi che si verificano al ritmo di 1 ogni 30 minuti in quella zona agricola che è tristemente nota come ‘fascia dei suicidi’.

Bill Gates finanzia anche aziende che riducono i minori in schiavitù
Come se non bastasse, la Bill and Melinda Gates Foundation collabora con la Cargill con l’obbiettivo di diffondere la soia OGM nel 3° mondo. La Cargill è una multinazionale da 133 miliardi di dollari beccata anch’essa a violare le leggi sul lavoro ed incriminata dall’International Labor Rights Fund per traffico di minori dal Mali e per riduzione in schiavitù di minori come lavoratori nelle piantagioni di cacao, dove sono costretti a lavorare dalle 12 alle 14 ore al giorno, con paghe misere ed alimentazione insufficiente. L’azienda intanto continua ad acquistare cotone dall’Uzbekistan, dove è ben noto che sia il frutto di lavoro nero minorile.
Bill Gates si è prestato in prima persona per spot pubblicitari a favore degli OGM Monsanto, nei quali li magnifica come «La soluzione» alla fame nel mondo quando persino l’ONU ha riconosciuto che gli OGM non possono sconfiggere la fame altrettanto bene quanto l’agricoltura tradizionale.

Il tema della fame nel mondo è stato studiato in particolar modo dall’International Assessment of Agricultural Knowledge, Science and Technology for Development (IAASTD), un gruppo di 900 fra scienziati e ricercatori. I risultati della ricerca sono abbastanza chiari: 900 scienziati concordano che le sementi OGM non sono la soluzione alla fame nel mondo. I risultati sono stati pubblicati nel 2008, ben prima che Bill Gates – ignorandole – iniziasse a proclamare per ogni dove che gli OGM sono la soluzione miracolosa.
Anche la Union of Concerned Scientists ha esaminato la verità sui raccolti prodotti dagli OGM, giusto per scoprire che sul lungo periodo le sementi OGM non producono nessun aumento nei raccolti, mentre hanno un costo eccessivo e recano un grosso danno alla salute ed all’ambiente. La mancanza di basi scientifiche è risultata tanto evidente agli occhi della Union da voler documentare tutto in modo dettagliato, all’interno di un resoconto del 2009 intitolato: «Raccolti fallimentari».

Sono molte le critiche che si sono levate contro Gates per tali finanziamenti, per esempio dal gruppo Community Alliance for Global Justice, che ha dichiarato:

«La Monsanto ha un passato di crasso spregio delle esigenze e del benessere dei piccoli agricoltori sparsi per il mondo… la questione solleva grossi dubbi sul pesante finanziamento dato dall’azienda allo sviluppo dell’agricoltura africana…».
Allora, come mai Bill Gates, un uomo osannato dai media come un santo filantropo versa milioni – se non miliardi – in operazioni di questo tipo? E perché continua a dire che gli OGM possono combattere la fame nel mondo quando sa che non è vero, visto che fanno al contrario calare i raccolti e creano altri problemi?

Domandiamolo a Bill Gates
Ieri Gates si è reso disponibile a rispondere alle domande di utenti online tramite il sito sociale Reddit, in quella che si presentava come una intervista aperta, del tipo «Chiedetemi qualunque cosa». Era un’opportunità unica per chiedere a Bill Gates in persona perché avesse acquistato in modo occulto 500.000 azioni Monsanto – a parte questioni fiscali – e perché facesse squadra con la Cargill per diffondere gli OGM nel mondo. Cosa che in tanti ci domandiamo.

Alle domande su Reddit avrebbe risposto in forma scritta. Così, benché avessi una quantità di domande da porgli – una per tutte: «se lui per primo mangiasse OGM» – gli ho semplicemente chiesto:

«Perché ha comprato 500.000 azioni Monsanto?».

Non arrivando la risposta, sono partiti numerosi commenti con gli utenti che domandavano a Gates, per favore, se voleva rispondere. Quindi molti altri hanno posto delle varianti di questa stessa domanda. Domande rimaste tutte senza risposta – come previsto.

Ecco alcuni commenti alla mia domanda:

Lawfairy scrive: «Avrei voluto rispondesse; per me questa è una delle cose più incomprensibili circa di Gates, persona che altrimenti rispetto come uno dei più eminenti filantropi della nostra generazione… Per me i rapporti di Gates con la Monsanto sono l’aspetto moralmente più discutibile della sua intera attività».

Un altro utente scrive: «Non potrebbe dedicarci un po’ del suo tempo per chiarirci dei suoi investimenti nella Monsanto? Questa multinazionale, benché titoli di voler metter fine alla fame nel mondo, ha fatto negli ultimi 100 anni delle cose decisamente deprecabili, ed io non credo che avessero a cuore gli interessi della gente. Io credo che il modo per metter fine alla fame nel mondo non consista nell’avere un’unica azienda che manipola, controlla o possiede le scorte alimentari mondiali – o cerca di farlo».

Un altro utente ha dato questa risposta: «[Ha le azioni Monsant] Perché appoggia il Bilderberg group!».

Comunque, nessuno ha avuto una risposta ufficiale alle domande sulle azioni Monsanto. L’intenzione ovvia sembra quella di voler lasciar svanire la cosa nel flusso della stampa allineata, quella che sembra pensare che Bill Gates sia il nr. 1 dei filantropi, incapace di fare del male.
Noi invece troviamo assolutamente inaccettabile che qualcuno che finanzia i piani di aziende collegate agli OGM ed allo sfruttamento del lavoro nero minorile venga accolto con un applauso.

Anthony Gucciardi

Traduzione per EFFEDIEFFE.com a cura di Massimo Frulla, revisione di Lorenzo de Vita

Rifiuti speciali: bruciati nei cementifici, arriva l’ok del Senato

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di Debora Billi

Si bruceranno rifiuti senza costruire inceneritori. E a tenere a bada la popolazione ci penseranno i “bravi ragazzi”, che nei cementifici bruceranno poi quel che vogliono.

Mentre voi siete lì a scrivere post sui rifiuti, a raccogliere firme contro l’inceneritore dietro casa, ad invocare la differenziata e a sfilare al corteo alla discarica, c’è qualcuno che approva in sordina la seguente cosa:

All’articolo 3, comma 1, lettera d), e comma 3, nonché all’articolo 5, comma 3, la parola: ‘salve’ sia sostituita con le parole: ‘ivi incluse'”.

Non avete capito niente? Così dev’essere. Infatti, l’enigmatico decretino appena approvato al Senato, con la sostituzione dell’altrettanto enigmatica paroletta, in pratica stabilisce che i rifiuti solidi urbani siano considerati rifiuti speciali e possano essere bruciati nei cementifici. Lo avevamo anticipato già nell’aprile scorso.

Qual è il vantaggio di ciò? Semplice: in Italia c’è una notevole produzione di cemento, e quindi i cementifici sono praticamente ovunque. In ogni regione, in ogni provincia, quasi in ogni comune. Voilà: non c’è più bisogno di costruire inceneritori, per incenerire rifiuti. Non solo, l’incenerimento nei cementifici impedisce il controllo da parte dei cittadini, quello che si verifica continuamente con i termovalorizzatori: i cementifici sono piccoli, privati, sparsi ovunque, chi potrà riuscire a controllare cosa si brucia lì dentro?

Anche perché in molti casi si rischia anche la fucilata, è noto che molte aziende cementiere sono ahinoi in odor di mafia o camorra. Consegnando loro anche i rifiuti, tra l’altro, è come autorizzarli a bruciare nei loro forni davvero la qualunque: già lo fanno illegalmente, ora lo faranno quasi legalmente. Chi andrà a controllare che nel cementificio non si brucino anche rifiuti tossici, clandestini, persino radioattivi come già accaduto, o provenienti da chissà dove? E che le ceneri speciali non vengano mescolate al cemento?

E’ la quadratura del cerchio. Si è inventato un sistema per far scomparire una buona volta tutti i rifiuti urbani, speciali e tossici senza dover combattere battaglie estenuanti con la cittadinanza; senza dover costruire mille inceneritori; senza sfinirsi a mandare Arpa e controlli. Saranno i bravi ragazzi a tenere a bada il territorio circostante, e si sa che i bravi ragazzi mantengono l’ordine pubblico molto meglio dei manganelli.

Ad ogni microarea il suo microinceneritore, e tutti zitti. Miracoli della filiera corta.

Fonte

8 Gennaio 2013, la Nasa conferma il collegamento Sole – Clima e ipotizza un minimo solare, Maunder-like

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Nello schema galattico, il Sole è una stella molto costante. Mentre alcune stelle mostrano pulsazioni spettacolari, all’impazzata, sia in dimensione e luminosità, e talvolta possono anche esplodere, la luminosità del nostro sole varia di un misero 0,1% nel corso del suo ciclo di 11 anni.

Vi è, tuttavia, la consapevolezza nascente tra i ricercatori che anche queste variazioni apparentemente piccole possono avere un effetto significativo sul clima terrestre. Un nuovo rapporto pubblicato dal National Research Council (NRC) a titolo, “Gli effetti della variabilità solare sul clima della Terra”, espone alcuni dei modi sorprendentemente complessi con cui l’attività solare può farsi sentire sul nostro pianeta. Leggi il resto dell’articolo

L’Alcoa vola via sull’F-35

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di Manlio Dinucci

Ne è passato di tempo da quando gli operai avevano di fronte il padrone delle ferriere. Lo ignorano però i politici e sindacalisti che trattano la vicenda Alcoa solo come vertenza di lavoro, tacendo sulla reale identità della controparte. Che cos’è l’Aluminum Company of America?

Nata nel 1888 a Pittsburgh, è oggi leader mondiale nell’estrazione e raffinazione della bauxite e nella fabbricazione di alluminio e prodotti derivati. Gli Stati uniti hanno però poca bauxite, i cui giacimenti si concentrano in Sudamerica, Africa, Russia, Cina, Sud-Est asiatico e Australia. L’Alcoa ha quindi sempre cercato di accaparrarsi la materia prima, ovunque e comunque. La sua storia è perciò intessuta con quella dell’imperialismo Usa. Non a caso, dopo il colpo di stato orchestrato dalla Cia in Indonesia nel 1965, con il massacro di oltre un milione di persone, fu l’Alcoa a ottenere dal dittatore Suharto la più grossa fetta della bauxite indonesiana. Fu ancora l’Alcoa che, dopo il colpo di stato organizzato dalla Cia in Cile nel 1973, riottenne da Pinochet il controllo della bauxite, nazionalizzata da Allende. Non è neppure un caso che il presidente del Paraguay, l’ex vescovo Fernando Lugo, che voleva nazionalizzare le miniere di bauxite dell’Alcoa, sia stato destituito lo scorso giugno con un golpe bianco organizzato dalla Cia.

Il potere dell’Alcoa, che possiede oltre 200 impianti in 31 paesi di tutti i continenti, va ben oltre l’attività industriale. Come emerso da Wikileaks, dietro l’Alcoa ci sono le più forti oligarchie finanziarie Usa, dalla Citicorp alla Goldman Sachs (di cui Monti è stato consulente internazionale). C’è il complesso militare-industriale: l’Alcoa Defense, il cui fatturato è in forte crescita, fabbrica speciali leghe di alluminio per missili, droni, blindati, navi e aerei da guerra. Per i caccia F-35 produce elementi strutturali di primaria importanza (trasversali alla fusoliera in corrispondenza delle ali e interni alle ali).

In tale quadro di poteri forti è maturata la decisione strategica dell’Alcoa, dovuta a ragioni non solo economiche ma politico-militari: quella di realizzare in Arabia Saudita il più grande ed economico impianto integrato per la produzione di alluminio. Nel maxi impianto, che entrerà in funzione l’anno prossimo con energia e manodopera a basso costo formata in gran parte da immigrati, sarà trasferita anche la produzione Alcoa di Portovesme e forse di Fusina. Si conclude così l’operazione varata e perfezionata dai governi Dini, Prodi e D’Alema. Nel 1996 l’Italia cedette all’Alcoa il gruppo Alumix a partecipazione statale, base dell’industria nazionale dell’alluminio, quindi le fornì tramite l’Enel energia elettrica a prezzi fortemente scontati.

Tale agevolazione, concessa tramite rimborsi anche dai successivi governi (Amato, Prodi e Berlusconi), è stata pagata dagli utenti italiani con un aggravio delle bollette per miliardi di euro, finiti nelle casse dell’Alcoa. Spremuto il limone, l’Alcoa se ne va. Lasciandosi alle spalle non solo lavoratori sul lastrico, ma danni ambientali e sanitari provocati da emissioni chimiche e rifiuti di lavorazione, che richiedono altri esborsi di denaro pubblico.

Non tutto è perduto però: l’alluminio Alcoa tornerà in Italia. Dentro gli F-35, che ci costeranno altri miliardi di euro.

 

Fonte

PETROLIO: DALLA BASILICATA ALL’ITALIA. COME DOVREBBE CRESCERE LA SOVRANITA’ NAZIONALE.


di Gianni Petrosillo

 

Quando le premesse di un ragionamento sono sbagliate, fortemente ideologizzate e, persino, volutamente mistificanti si esce dal mondo della logica e si entra nello spazio ingarbugliato dei paralogismi e dei logaritmi gialli dove regnano sovrani emotività, inganno ed interessi particolaristici smerciati per esigenze generali.
E’ dalle riunioni del Club di Roma (anni ’70), emanazione della Trilateral di David Rockefeller, ben conosciuta dal nostro Premier Monti, che si proclama la fine del mondo per raggiunti limiti dello sviluppo, esaurimento delle fonti energetiche e successiva crisi ecologica. Forse, il banchiere newyorkese, con questi stratagemmi propagandistici, cercava di scoraggiare i concorrenti dall’imbarcarsi in mercati iper-redditizi che evidentemente non voleva dividere con nessuno.
Ovviamente, non è ancora accaduto nulla e come per i dogmi religiosi l’avveramento dell’ultima profezia viene spostato sempre più in là nel tempo e nello spazio dove si accatastano le idiozie delle quali si nutrono gli sciocchi e gli allocchi che nel nostro caso e caos si chiamano ambientalisti, catastrofisti, eco-cretini.
Ma non pensiate che siano tutti ingenui o scemi poiché c’è sempre qualcuno che, invece, si avvantaggia della situazione per fare soldi con le conferenze sui disastri climatici imminenti o per succhiare risorse pubbliche per le sue imprese che producono energia rinnovabile quanto inservibile. Leggi il resto dell’articolo

L’ILVA DI TARANTO


di Luigi Longo

 

 

1.Avanzerò alcune riflessioni sui recenti fatti giudiziari accaduti all’Ilva di Taranto provando a fare delle ipotesi sul perché oggi la magistratura sferra un attacco così forte ad una delle industrie più importanti del Paese.

A mio parere i fatti giudiziari sono finalizzati ad indebolire ( decapitando di fatto, con gli arresti domiciliari, quasi tutto il gruppo dirigente strategico e tecnico) una impresa di livello mondiale con il più grande impianto siderurgico d’Europa (1) che produce acciaio, una merce base dell’economia italiana e mondiale (2).

Nel 2011 l’Italia ha prodotto quasi 29 milioni di tonnellate d’acciaio. Assai meno della Germania ( prima produttrice in Europa), ma quasi il doppio di quante non ne abbiano prodotte, a testa, Francia e Spagna, e tre volte la produzione del Regno Unito. Più o meno la metà dell’acciaio italiano proviene da Taranto. Non è dunque un caso se le aziende siderurgiche italiane sono al secondo posto in Europa dopo la Germania e al primo nel settore del forno elettrico (3). Leggi il resto dell’articolo

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