A chi si ribella


A chi si ribella.

A chi sa che fra un po’ dentro la scatola dei diritti non ci sarà più niente.

A chi paga tasse che non bastano mai, perché gli evasori sono troppi e se la ridono.

A chi è salito sui tetti, perché per terra non lo cagava più nessuno.

A chi si oppone ai marchionni, casual di fuori e gerarchi dentro, che pretendono servi muti e striscianti.

A chi non vuole più altre ‘grandi opere’ perché gli bastano quelle già fatte: grandi solo di corruzione, scempio e debiti che lasciano a chi verrà.

A chi ha osato alzare la testa contro una dirigenza arrogante protetta da divise e lacrimogeni. Leggi il resto dell’articolo

Stretta finale? Mai!

(di Fulvio Grimaldi

Improvvisamente, di colpo, viene la realizzazione. Vedi quello che sei, ciò che hai fatto o, più precisamente, ciò che non hai fatto, obbedendo a quanto a tutti noi è richiesto: non fare niente. Ti ricordi delle occasioni in cui, forse, se ti fossi sollevato, altri pure si sarebbero sollevati. Ora ricordi tutto e ti si spezza il cuore. Troppo tardi. Sei compromesso oltre ogni rimedio. (Milton Mayer: “I tedeschi pensavano di essere liberi” 1955)

Le notizie che ricevo direttamente da Tripoli sono contrastanti. C’è chi riferisce che, dopo l’infiltrazione di alcune centinaia di mercenari e attacchi a tappeto di bombardieri ed elicotteri d’assalto, sbarchi di uomini da navi Nato, inquadrati da personale Nato, plateale violazione di ogni norma internazionale e della stessa risoluzione 1973 del braccio criminale dell’imperialismo, la città è tornata sotto il controllo delle forze lealiste e della popolazione in armi. Ma mi si dice anche che l’Hotel Rixos, quello dei giornalisti occidentali che hanno segnalato alla Nato i posti di blocco da bombardare, è al centro di combattimenti, con il figlio di Gheddafi che guida la difesa. In ogni caso, la celebrazione dei golpisti in Piazza Verde, trasmessa dalle tv, è un falso. In Piazza Verde la notte scorsa è comparso Gheddafi davanti a un’immensa folla di sostenitori. Tocca attendere che i miasmi della disinformazione si diradino. Intanto possiamo presumere, alla luce delle falsità propinateci in cinque mesi di pippe della marmaglia mercenaria (ma ne avete visto le facce?!), con noi che nella Tripoli salda e pacifica vedevamo solo le orrende sevizie inflitte alla gente di Bengasi, trasmesseci dai telefonini dei patrioti, che le imprese di questi gangster siano grandemente esagerate, ma che sia vera e terribile la macelleria umana dei serial killer Nato sulla città, come ce la riferisce da lì anche Thierry Meyssan. Leggi il resto dell’articolo

Attenta ragazza mia, a certi seduttori…

(di Mondart)
Ed eccone qua un altro … Americano, George Carlin ( origini venete ? ) dice cose vere e molto sensate in questo video … ma in realtà non è che l’ ennesimo rappresentante della vasta schiera dei trascinatori di folle e CONVOGLIATORI DI DISSENSO. Il loro scopo: cavalcare la tigre per guidarla verso le soluzioni volute, verso gli stessi obiettivi ( tipicamente malthusiani ) già predisposti dall’ élite. Leggi il resto dell’articolo

Resistere per Esistere

(di Walter Bond*) 

Walter Bond, "Lone Wolf"

Sono un anarchico.

Non quel tipo di anarchico un po’ hippie e politicamente corretto.

Non sono un anarchico intellettualoide.

Leggere i dibattiti teorici delle varie fazioni anarchiche non mi è mai interessato più di tanto. Sono un insurrezionalista, un riottoso. Perché? Perché è così che sono fatto, da sempre. Quando ero un bambino e frequentavo la scuola materna, ricordo un colloquio genitori/insegnanti nel corso del quale la maestra disse a mia madre che ero un bimbo brillante, ma con un serio problema con l’autorità, e che un giorno questo mio atteggiamento mi avrebbe fatto finire nei guai. Aveva ragione, e così è stato. Leggi il resto dell’articolo

Verde (marcio): il colore dei soldi

(di Mondart) Due brevi osservazioni, così di getto, su alcune palesi contraddizioni d’ estrema attualità.

1) Mentre il movimento NO TAV (di genuina ispirazione ambientalista e d’ opposizione alla politica del malaffare di Stato) viene disperso e bastonato dalle stesse Istituzioni, che si mostrano così apertamente Illegittime e Criminali, contemporaneamente succede che:

2) La tecnologia solare ed eolica viene spudoratamente propagandata e finanziata, anch’ essa in nome dell’ “ambientaslismo”, proprio dalle stesse Istituzioni Manganellatrici, e in particolar modo dalla sinistra atlantica e debenedettiana con le mani in pasta (…c’è verde e verde, parbleu ! E il verde-virtual-finanziario fa molto più chic del verde-real-popolare); Leggi il resto dell’articolo

Il progressismo reazionario

(di Alessio Bava) Ciò che apparentemente sembra un ossimoro si profila con sempre più concretezza nella realtà effettuale odierna: il “progressismo reazionario”. I due termini sono storicamente antitetici, ma nell’attuale fase politica hanno trovato la loro sintesi.

Nella maggior parte dei casi coloro che vengono annoverati nella schiera dei progressisti sono, consapevoli o meno, promotori di politiche di fatto reazionarie.

Il progressismo rimane più che altro di facciata, o per meglio dire “laterale”, cioè applicato solo a questioni secondarie, come la morale e il costume, a discapito delle questioni primarie, come quella nazionale e geopolitica, o socio-economica ed energetica. Passando, per dirla con Marx, da una critica della struttura ad una critica della sovrastruttura, rafforzando così solo lo status quo. Leggi il resto dell’articolo

I forcaioli di Mladic

mladic(di Gabriele Adinolfi) Il generale Mladic – dicono in molti – non avrà ucciso a Srebrenica tutte le persone di cui lo hanno accusato, le prove del massacro saranno pure una messa in scena del team Clinton, come è ormai palese, ma egli non è uno stinco di santo e di sicuro qualcuno avrà ammazzato. Quindi, dicono gli stessi, poco male se viene sequestrato, estradato e sicuramente condannato da una corte internazionale. In fin dei conti se lo merita. D’altronde è uno slavo, quindi feroce; e figurarsi quanto può essere stato cattivo in una guerra civile che è stata anche scontro etnico e religioso. Dunque ora che paghi il fio! Prove di colpevolezza? Cosa contano mai. In fin dei conti era un uomo di guerra e in guerra si uccide di sicuro. Non appartiene ai buoni, ergo i civili, le donne, gli anziani, i bambini che siano stati vittime eventuali delle sue truppe non sono “effetti collaterali di interventi umanitari” come quelle che la Nato continua a mietere in tutti gli scenari possibili e che non hanno, loro, lo status di vittime. Leggi il resto dell’articolo

Banane: dalla piantagione alla tavola

(di Ed Hamer) Nelle prime ore del 16 marzo 2007, tre lavoratori agricoli, Alexander Zuñiga, Marco Borges e Jamie Juárez hanno iniziato la loro giornata lavorativa nel bananeto di proprietà della Chiquita a Coyol, nel nord del Costa Rica. Da circa un’ora erano impegnati nella raccolta dei grappoli acerbi quando capirotno che un’altra squadra di lavoratori era stata assegnata alla loro stessa sezione e aveva spruzzato i frutti con del nematocida per controllare i parassiti.

In pochi minuti, due degli uomini sono stati colti dagli effetti dell’avvelenamento da pesticidi e sono stati immediatamente portati dagli altri lavoratori a una clinica, dove uno di loro è rimasto in osservazione con la flebo per qualche ora. Il giorno dopo, denunciando i fatti ai loro supervisori e ritenendoli responsabili, sono stati convocati dalla direzione per un’udienza disciplinare e licenziati per cattiva condotta. Leggi il resto dell’articolo

Imbalsamarte

(di Roberto Duria) La mia professoressa di educazione artistica delle medie ci faceva portare in classe dei lombrichi, animaletti non difficili da reperire per noi ragazzini rurali che pescavamo con le canne di bambù. I vermi venivano lavati, uccisi in un bagno di alcol e messi a seccare. Indi incollati su supporto cartaceo così come morte li aveva colti, insieme ad altre macchie di colore, in quella che aveva la pretesa di essere una libera composizione artistica.

Se a quell’epoca quel genere di professoresse era frequente nelle scuole medie, nei licei artistici e magari anche nelle accademie di belle arti, non mi stupisco se nell’anno di grazia 2011 sedicenti artisti come Maurizio Cattelan espongono alla Biennale d’arte di Venezia duemila piccioni imbalsamati, immobili su cornicioni e sporgenze delle strutture espositive, quasi una specie di surreale spettacolo di artisti di strada, con statue viventi che viventi più non sono. Leggi il resto dell’articolo

Che rottura di……

Non andrò a votare Domenica. Per non far raggiungere il quorum? Non diciamo sciocchezze; non m’interessa nulla del suo raggiungimento o meno; né dei risultati. Non entro in una cabina elettorale dai tempi dei tempi, non ho voglia di imprigionarmi in essa per i quesiti posti. In linea di principio, sarei per l’acqua “pubblica”, ma non certo perché il pubblico rappresenti l’interesse generale. Anzi proprio questo continuo inganno, ormai particolarmente stupido, della distinzione tra pubblico e privato mi conferma nell’intenzione di non votare. Del legittimo impedimento me ne sbatto ancor di più. Conosco bene il significato dei processi giudiziari che da vent’anni mascherano la politica e l’hanno ridotta ad una “troia”; per di più mal vestita, sporca, puzzolente. Per sapere se è possibile “buttare giù” Berlusconi – e soprattutto sfogare l’odio maturato vent’anni fa giacché egli impedì all’operazione “mani pulite” di andare in porto e a chi rinnegò perfino il proprio “buco del culo” di apparire credibile (e quindi meritevole di un prezzo di vendita più alto) di fronte agli americani – non ho bisogno di queste “menate”. So leggere negli avvenimenti degli ultimi due anni, e soprattutto degli ultimi sei mesi, per capire che il premier è sulla via del tramonto; che ciò avvenga lasciandolo guidare la “transizione” oppure no, non mi sembra di speciale interesse. Leggi il resto dell’articolo

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