Tutto ciò che non va con la vostra stupida e ipocrita “immigrazione”, qualsiasi cosa intendiate con questo termine

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di Ian Ssali

La pseudo-questione “immigrazione” se così vogliamo chiamarla si muove su due spiegazioni del mondo di oggi: una limitata e un’altra ampia.

Oggi in Italia è diventato luogo comune pensare di essere invasi dagli “immigrati”. E cosa ci viene subito in mente? Africani, barcone e trentacinque euro. Ma ad alcuni verranno in mente risorse indispensabili, diritti dei braccianti, mediatori e corsi di lingua. Ma sempre gli africani. Sono sempre loro. Quello che sorprende è che vengono vestiti del manto della “stranieritudine”, gli stranieri per eccellenza, il corpo nero da integrare, però questi signori africani (e mi riferisco ora a quelli regolari sub-sahariani) sono coloro che rappresentano nel totale delle popolazioni straniere in Italia un’assoluta minoranza e una forza economica non molto rilevante. E potete tranquillamente andarvi a leggere il Dossier Immigrazione della Caritas e i dati ISTAT. Troverete tra le comunità africane più rappresentative quelle del Senegal, Ghana, Nigeria, Tunisia ed Egitto; ciò nonostante si continua a mantenere e propagandare una rappresentazione scorretta e direi assolutamente ingiusta e in malafede sugli “africani”, almeno la semplificazione giornalistica, sociale e politica.

Qualcuno mi può spiegare perché non mettiamo Cina, Filippine, Sri Lanka, Bangladesh, India sotto la grande categoria degli “asiatici”? Non lo facciamo, ed è giusto che sia così. Sono popolazioni diverse e ne riconosciamo la differenza, le peculiarità; invece gli africani (cioè i popoli del continente) li mettiamo tutti insieme, quasi avessero qualcosa in comune e non ne hanno a parte lo stare sullo stesso continente; ma è così rilevante? No. Il Ghana e l’Egitto non sono la stessa cosa. Senegal e Tunisi non sono la stessa cosa. E non sono questi paesi a rappresentare un immenso e vario continente di 54 stati. Semplicemente non c’è alcun paese africano che possa rappresentare l’originalità e l’intriseca unicità delle nazioni e delle popolazioni sul continente. Non c’è. Non esiste e non può esistere. Come nemmeno si può pensare che l’Italia e la Svezia siano uguali e che la Francia rappresenti tutta l’Europa. In Europa magari l’azzardo sarebbe appropriato visto la storia politica degli ultimi duemila anni ma i popoli d’Africa non hanno mai avuto nulla di simile: continente troppo grande. Nella storia politica umana non è mai esistita un’entità politica che copra un territorio così esteso. Concepire queste proporzioni è forse difficile ai più perché siamo abituati a pensare al continente africano come fosse una succursale dell’Europa (più il Nord Africa ovviamente ignorando tutto resto), anche nelle dimensioni, ma è tanto tanto più grande e questo ha delle implicazioni notevoli. Leggi il resto dell’articolo

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