Il Ginepraio delle Adozioni Gay

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Sembra che la Germania sarà il primo paese in Europa ad introdurre l’opzione “Indeterminato” per definire il genere sessuale di un neonato nel certificato di nascita. Sembra che in Australia la norma sia già in vigore da anni. (Fonte).

Sembra che la ministra italiana per l’integrazione sociale Cecile Kyenge abbia espresso la propria approvazione circa la eventuale sostituzione – su certificati ed estratti di famiglia – dei termini ‘Madre’ e ‘Padre’ con le espressioni neutre: ‘Genitore1’ e ‘Genitore2′” (Fonte), innovazione già in vigore negli USA ed in Francia (Fonte).

Ormai da diversi lustri una interminabile successione di input politici e culturali sta sollevando il sospetto che non manchi molto alla introduzione di leggi con cui si riconoscerà alle coppie omosessuali il medesimo diritto di adottare o concepire figli via procreazione assistita, ad oggi riconosciuto alle coppie eterosessuali, il tutto con la tutela della cosiddetta ‘giustizia’, l’ausilio della scienza, la benedizione dei vertici ecclesiastici ed il supporto politico dei progressisti.

Dando per appurato che al giorno d’oggi nessun evento possa contare sull’avallo dei media main-stream senza la benedizione dei poteri che ne detengono il controllo, è il caso di chiedersi che tipo di tornaconto stiano perseguendo i burattinai supportando la introduzione delle adozioni gay.

C’è chi le ascrive ad una soave tendenza alla filantropia dettata da un profondo senso dell’amore, della uguaglianza e della tolleranza. Ipotesi toccante ma poco credibile in quanto incompatibile con le numerose azioni ed omissioni fondate sull’odio, la usurpazione, la violenza, la disuguaglianza, la intolleranza di cui in ogni campo si rende artefice la moderna classe burattinaia a discapito di (quasi) tutte le minoranze etniche, culturali e sociali.

C’è chi è convinto che tale campagna sia orchestrata da una potente ‘lobby gay’ che agirebbe mossa dallo impulso di donare maggiore ‘dignità’ sociale ai cittadini del ‘terzo’ orientamento sessuale. Ma anche qui appare poco credibile che persone omosessuali molto potenti prendano a cuore simili questioni. Sono altri gli obiettivi perseguiti da chi detiene il potere, di qualsiasi orientamento sessuale esso sia. 

Potrebbe essere – come sostiene qualcuno (link) – un espediente amministrativo atto a scongiurare che l’assistenza medica del superstite delle coppie omosessuali finisca per gravare sul sistema sanitario (in predicato di privatizzazione).

Potrebbe inquadrarsi in un progetto di ingegneria sociale a lungo termine, finalizzato a smantellare nell’arco di circa un secolo l’impianto della famiglia tradizionale, tutto ciò per soddisfare l’ormai chiara esigenza sistemica di disgregazione della società ed isolamento degli individui.

Quali che siano le ragioni stanti alla base della ‘apertura’ verso le adozioni gay, resta il fatto inoppugnabile che tale ‘diritto’ sarebbe riconosciuto alle coppie omosessuali in evidente violazione di uno dei più elementari diritti spettanti all’essere umano: quello di essere allevato da genitori di sesso opposto, così come fin dalla notte dei tempi avviene secondo natura, in funzione del meccanismo biologico di conservazione della specie.

 

 

Tutto ciò cosa vuol dire?

 

Probabilmente vuol dire che tale velleitario ‘esperimento transumanistico’ ideato dai tromboni al potere, e realizzato dai fidi progressisti sulla pelle di una generazione di bimbi-cavie, non potrà che tradursi in un colossale fallimento, e presenterà il suo conto nel giro di appena pochi decenni. Giusto il tempo che la nidiata di cavie umane raggiunga l’età della ragione. Il conto graverà sui genitori gay che si ritroveranno a confrontarsi con legittime accuse di egoismo, manifestazioni di rabbia ed istanze di risarcimento danni (tutto ciò se nel frattempo la politica asservita non avrà sfornato qualche norma ombrello). Di riflesso la situazione andrà ad incidere negativamente sulla reputazione della intera comunità gay, coinvolgendo anche chi attualmente, saggiamente, professa la propria contrarietà circa l’allevamento di bambini da parte di coppie omosessuali (v. correlati).

 

 

Riporto di seguito alcuni stralci di un articolo pubblicato sul sito Tempi (link), che descrive la vicenda di …

 

“… Robert Oscar Lopez, professore della California State University, che lo scorso 12 marzo ha dato testimonianza davanti al Parlamento del Minnesota chiamato a legiferare sul matrimonio omosessuale. L’uomo, cresciuto dalla madre lesbica con la sua campagna, è intervenuto raccontando la sua esperienza sul Public Discourse, il giornale online del centro di ricerca The Witherspoon Institute della Università di Princeton.” (…)

 

«Nel corso dell’ultimo anno sono stato di frequente in contatto con adulti cresciuti da genitori dello stesso sesso. Sono terrorizzati dalla idea di parlare pubblicamente dei loro sentimenti, così molti mi hanno chiesto (dato che io sono già uscito allo scoperto, per così dire) di dare voce alle loro preoccupazioni». Lopez, parlando della conflittualità che si vive tra l’attaccamento ai genitori e le ferite da questi provocate, ha aggiunto di voler parlare soprattutto per «conto di coloro che sono stati messi da parte dalla cosiddetta ricerca sociale sulla genitorialità omosessuale».

 

“Quelli che hanno contattato il professore si sono sentiti in dovere «di ribadire di amare i propri cari», ma poi «si sentono scollegati dagli aspetti legati al sesso delle persone intorno a loro, con una certa frequenza provano rabbia verso i loro “genitori” per averli privati del genitore biologico (o, in alcuni casi, di entrambi i genitori biologici), rimpiangono un modello del sesso opposto, e provano vergogna o senso di colpa per il fatto di provare risentimento verso i genitori».” 

 

“Lopez ha denunciato le autorità che, anziché proteggere il diritto degli orfani ad avere una madre e un padre, si preoccupano di rispondere alla domanda del mercato degli omosessuali che vogliono figli: «Qualunque sia il trauma causato ai bambini dall’essere orfani, non dovrebbe essere aggravato dallo stress di essere adottati da una coppia dello stesso sesso».

 

(…)

 

 

Non serve Nostradamus per prevedere che la strada intrapresa finirà per cacciare i pionieri delle famiglie gay in un drammatico ginepraio, creando psicosi, alimentando conflitti e scaraventando la comunità omosessuale dalla parte del torto nel giro di pochi anni. Alle scuole medie di solito insegnano che il diritto di ogni individuo finisca laddove inizi quello altrui. Massima a cui spesso e volentieri ricorrono molti attivisti omosessuali durante le orazioni con cui rivendicano i loro sacrosanti diritti di cittadini ed esseri umani. Ma forse alcuni gay, quelli ciecamente determinati ad avere dei figli ad ogni costo, quel giorno a scuola erano assenti.

 

Viator

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