La vera faccia del M5S: Casaleggio al Forum Ambrosetti di Cernobbio

ULTIMA GIORNATA DEL WORKSHOP AMBROSETTI 2013

di Italo Romano

“Al momento di marciare molti non sanno che alla loro testa marcia il nemico”
Bertold Brecht

Gianroberto Casaleggio, co-fondatore del MoVimento 5 Stelle, è intervenuto al forum Ambrosetti di Cernobbio in un panel sui nuovi media e sulla politica del futuro.

Ai giornalisti prima di entrare in tutta fretta ha detto:

«Sono qui per esporre le idee del movimento e per spiegare le evoluzioni delle reti e della politica».

http://www.youtube.com/watch?v=2u7HEqOlQyg

Casaleggio, accompagnato dal figlio Davide, ha aperto i lavori dell’ultima giornata del Forum Ambrosetti, e in sala ad ascoltarlo c’erano il presidente del Consiglio, Enrico Letta, ma anche l’ex premier Mario Monti. Tra i tanti volti noti, c’erano anche i due amministratori delegati della maggiori banche italiane, quello di UniCredit Federico Ghizzoni e quello di Intesa SanPaolo Enrico Cucchiani, e specie quest’ultimo ha molto apprezzato quanto esposto dall’ideologo del M5S:

Casaleggio ha fatto un discorso tecnico educativo per gli altri politici in sala. Alcuni non sono cosi’ attenti sulla rete e credo non capiscano cosi’ bene le potenzialita’ di Internet. Lui sì, e quindi credo sia stata una specie di consulenza, e credo che la consulenza sia stata apprezzata anche dai suoi competitor” .

Gianroberto Casaleggio ha spiegato che ”Internet non è solo un altro media, è un processo di trasformazione” e aggiunge che siamo a un ”tipping point”, dunque un punto critico, di non ritorno. E infatti negli Stati Uniti il tempo medio passato su internet ha superato quello trascorso davanti alla tv. Secondo Casaleggio, ”giornali e tv – riportano tweet di persone presenti – sono lo strumento del potere, ma per fortuna declinano davanti al web”. Leggi il resto dell’articolo

Genitore 1 e 2. La degenerazione nel nome dell’ “evoluzione”.

Camera dei Deputati - Voto di fiducia Governo Letta

di Flaminia Camilletti

Lo spettacolo di Cécile Kyenge va avanti senza esclusione di colpi. Tuttavia l’ultima trovata del Ministro congolese manca di originalità. Difatti la proposta di sostituire la denominazione di “madre e padre” in “genitore 1 e genitore 2” nei certificati di nascita, moduli scolastici e documenti simili non viene da lei, ma da un consigliere comunale di Venezia: Camilla Seibezzi, che a sua volta ha semplicemente preso l’idea dalla Francia. I francesi da bravi “rivoluzionari”, già hanno provveduto ad inserire questa modifica l’ottobre scorso insieme alle sicuramente più discusse leggi sulle adozioni gay e sul matrimonio tra omosessuali. In un’Italia in cui da ormai settant’anni è un continuo omologarsi al grido di “evoluzione, civiltà e pari opportunità” , non trovo lo scalpore nel voler continuare a prendere solo il peggio di quello che succede negli altri Paesi. Mai che si cerchi di capire come adattare il welfare scandinavo al modello italiano ad esempio, figurarsi. Inutile discutere la perversione degenerativa della proposta che risulta palese, piuttosto è stato commovente assistere alla frenesia con la quale sono stati pubblicati articoli su articoli di giornalisti indignati che insultavano l’ignoranza e l’arretratezza dei soliti “cafoni italiani medi non evoluti” malati di omofobia e dall’animo fascista e contadino. Questa è la tolleranza dei soliti progressisti in un’Italia che manca sempre più di personalità in ogni aspetto della vita sociale. Mentre aspettiamo che gli altri Paesi decidano le linee strategiche della politica estera italiana, non riusciamo neanche a difendere la nostra identità culturale. L’immagine della famiglia italiana di un tempo, i valori tradizionali di cui dovremmo andar fieri e promuovere nel mondo, li rifiutiamo, li rinneghiamo non ritenendoli adatti al mondo moderno. Con la solita scusa del  bambino che per crescere ha solo bisogno d’amore e nulla più, stanno provando a propinarci qualsiasi tipo di modello purché non sia quello della famiglia tradizionale. Basandoci su questo principio perché tenere solo due spazi, perché non aggiungere genitore 3, genitore 4 e così via? Se i valori tradizionali della famiglia sono azzerati, dove sta scritto che i genitori debbano essere solo due? Anche le pubblicità della Mulino Bianco dovranno adattarsi, il “progresso” è inarrestabile. Il ministro Kyenge invece di occuparsi delle giovani coppie che hanno difficoltà sposarsi, fare dei figli presto per non aspettare di diventare dei giovani nonni invece che dei giovani genitori, si occupa di problemi che non esistono: basti ricordare che nei documenti di cui si discute già esiste la dicitura, “..o di chi ne fa le veci”. Come sempre più spesso accade si inventano nuovi diritti civili da conquistare, quando le vere emergenze della nostra società vengono dimenticate. Tutto in nome dell’evoluzione, della civiltà e delle pari opportunità.

Fonte

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