… E Poi Non Ne Rimase Nessuno
24 Mag 2013 Lascia un commento
Chi di questi tempi si limita a constatare da una posizione in apparenza ‘sicura’ la disperazione del proprio prossimo, convinto che l’agenda globalista proseguirà a mietere vittime solo tra le categorie meno funzionali al potere, ho idea che presto dovrà ricredersi. La tecnologia infatti si accinge a ridimensionare vasti settori della economia e della società che fino a ieri apparivano intoccabili.
L’evoluzione tecnologica, in abbinamento allo stato di narcosi chimico-mediatica che ottunde ampie fasce di popolazione, va sollevando il potere dalla necessità politica di ricorrere a figure professionali intermedie che fungano da esecutori e tutori dello status quo. Nell’ottica strozzinesca e accentratrice dei burattinai il discorso non fa una grinza: perché foraggiare ancora una classe media caporalesca, inquinante e obsoleta, quando la tecnologia è ormai in grado di fungere da canale di controllo e comunicazione immediato tra il vertice e la base della piramide?
Politici.
La prima categoria di ‘non più immuni’ è quella degli uomini politici, che in Italia da qualche annetto i fidi media hanno preso a definire: ‘La Casta.’ Non è un caso che si parli con insistenza di radicali riforme del sistema politico sia al livello centrale che locale; riduzione del numero dei parlamentari, abolizione di una Camera, revoca di privilegi e benefit; non è un caso che l’Italia si stia dirigendo verso il presidenzialismo e la abolizione di alcuni enti locali, tra cui province e comunità montane; che molti programmi televisivi di punta siano impegnati in una continua stigmatizzazione della inefficienza degli enti locali spesso sotto forma di opere pubbliche incompiute, abusi di potere e degrado ambientale, e non è un caso che con le ultime manovre si stiano sottraendo risorse ai comuni.
Medici.
Fossi un giovane medico mi preoccuperei di fronte alla prospettiva di privatizzazione della sanità, da tempo molto ventilata, e di cui parleremo nel paragrafo dedicato a Big Pharma. Inoltre guarderei con sospetto alla evoluzione della intelligenza artificiale e dei robot capaci di effettuare sia diagnosi (link) che interventi chirurgici a costo zero e con instancabile precisione (link). E’ evidente che la professione medica sia ancora ben lungi dal cadere in desuetudine, tuttavia la ristrutturazione del settore sanitario, unita alle politiche di controllo demografico e all’inarrestabile sviluppo tecnologico, comporterà una sensibile riduzione dei posti di lavoro disponibili, con conseguente incremento della disoccupazione e della occupazione precaria e mal retribuita.
Commercialisti e fiscalisti.
Nell’era del controllo e della informatizzazione globale, professioni come quella del commercialista e del fiscalista non avranno più motivo di esistere. Se l’esattore del fisco oggi interpreta il ruolo dello ‘sbirro cattivo’, commercialisti e fiscalisti vestono i panni di quello buono, nel furbo teatrino finalizzato a convincere il cittadino a pagare tasse di ogni tipo, spesso immorali e illegittime, e consegnare oltre metà dei propri guadagni ad uno Stato incapace di gestire decentemente cose come previdenza e bilancio e di garantire una vita decente ai propri cittadini. Purtroppo per entrambe i ruoli si prospettano tempi bui, dal momento che alla abolizione del denaro contante, obiettivo imprescindibile della agenda oligarchica (v. correlati), finiranno per abbinarsi sistemi informatici di tracciamento e tassazione telematici che renderanno obsolete entrambe le figure professionali. Toccherà darsi alla agricoltura.
Da un vecchio post (link).
Da molto tempo ormai la maggioranza dei redattori, reporter, editorialisti, direttori hanno rinunciato a fare valere i rispettivi punti di vista, le rispettive idee, le rispettive coscienze, così che le loro funzioni sono andate via via scolorendo, e le loro voci hanno finito per fondersi nella pedissequa ripetizione di comunicati stampa rilasciati da governi, lobby e multinazionali.
Ma ad ogni scelta corrisponde un prezzo, e ho idea che entro breve la categoria dei giornalisti dovrà pagare il conto. Detta in parole povere, tale scriteriato processo di spersonalizzazione ha finito per menomare tali professioni dei loro tratti essenziali, in assenza dei quali viene automaticamente meno anche la loro ragion d’essere, la loro utilità sociale. In assenza di oggettività ed indipendenza la figura del reporter perde ogni utilità, diventa solo uno strumento di diffusione non diverso da un megafono o un volantino. Qualcosa di molto simile ad una macchina persuasiva.
Avvocati, magistrati, notai.
Alla luce della interpretazione ‘estensiva’ applicata dalle autorità odierne al concetto di ‘pubblica sicurezza’, con strumenti di monitoraggio, raccolta ed elaborazione dei dati disseminati in ogni dove, non è assurdo ipotizzare che in un futuro non lontanissimo commettere azioni in violazione degli imperativi legali e farla franca sarà pressoché impossibile. Il giorno in cui ogni cittadino fosse obbligato ad indossare o impiantare una interfaccia calibrata sui suoi personali dati biometrici, un chip (v. correlati) che sia indispensabile – ad esempio – per potersi spostare liberamente e/o per effettuare e ricevere pagamenti, o semplicemente per non essere additato come un terrorista sovversivo o anarchico terrorista, o sovversivo anarchico, quel giorno segnerebbe la fine della avvocatura, della magistratura e del notariato. Ogni atto legalmente rilevante – infatti – sarebbe registrato, regolato e ufficializzato in tempo reale per via telematica e – ove necessario – rilevato in flagranza, condannato e perseguito, oppure tassato (v. correlati).
Operatori delle Forze dell’Ordine.
Come detto, il giorno in cui fosse standardizzato l’uso di un microchip identificativo, gran parte della illegalità sparirebbe fisiologicamente. Tutto ciò comporterebbe una forte riduzione delle unità impiegate nella tutela del cosiddetto ‘ordine pubblico’. I sistemi di dissuasione a distanza come l’Active Denial System (v. correlati) stanno facendo passi da gigante. Droni e robot diventano ogni giorno più autonomi. Inoltre il Potere sembra remare nella direzione di piccoli eserciti di mercenari molto ben equipaggiati, tutelati, supportati, addestrati e in taluni casi, modificati.
Dal sito ForzeArmate.org:
“Roma, 24 apr 2013
L’Arma dei carabinieri, in osservanza del trattato di Velsen procede a tappe forzate al proprio smantellamento con la chiusura di numerosi reparti, sino all’inevitabile scioglimento dell’Arma.
La legge n.84 del 12 giugno 2010 riguarda direttamente l’Arma dei Carabinieri, che verrà assorbita nella Polizia di Stato, e questa ultima degradata a polizia locale di secondo livello. Allo stesso tempo, l’art.4 della medesima legge introduce i compiti dell’Eurogendfor.” (link).
L’Eurogendfor è descritta in questo post (link).
Come si vede, le grandi manovre di ristrutturazione del settore sono già incominciate, con buona pace della Arma dei Carabinieri. In definitiva, la categoria dell’operatore delle forze dell’ordine non si estinguerà, ma subirà una rivoluzione da cui uscirà completamente modificata, sia dal punto di vista pratico che da quello etico.
Dipendenti pubblici, bancari e assicurativi.
Anche qui è solo questione di tempo prima che ogni funzione assolta da lavoratori subordinati e agenti siano completamente sostituibili dalla intelligenza artificiale. Per ora solo i più lungimiranti hanno scorto lo spettro della automazione sotto forma di informatizzazione degli sportelli municipali, email certificate, polizze online e web banking. Ma il giorno in cui il contante fosse bandito, automaticamente partirebbe il conto alla rovescia verso lo smantellamento di queste tre categorie professionali, sostituite con nuove figure, estremamente più esigue di numero, che con l’ausilio della tecnologia saranno in grado di svolgere autonomamente la mole di lavoro che oggi impegna decine di individui.
Chi crede di poter continuare a fare camionate di soldi a discapito dell’ambiente, presto dovrà ricredersi. E’ ormai risaputa la vocazione ultra-ambientalistica del Vero Potere; l’Agenda 21 è una realtà, così come diventa sempre più chiaro che l’attuale inquinamento ambientale sia stato tollerato dal sistema solo in funzione della agenda di depopolamento e sterilizzazione globale. Non appena questo obiettivo sarà raggiunto, molti brevetti occultati in un secolo di reticenza saranno resi pubblici. Probabilmente si procederà alla conversione delle fonti energetiche da inquinanti in non inquinanti, l’energia diventerà libera e gratuita, ed il Potere si darà ad esercitare il proprio dominio in modi rinnovati o nuovi, ad esempio con il controllo della tecnologia (mass media, debito e valuta elettronica) e delle risorse idriche ed alimentari. Il libero mercato diventerà un ricordo. Spiacenti: il Sogno Americano non è più disponibile; subordinarsi, grazie. Il nuovo centralismo sarà di marca esplicitamente lobbistica, e il nuovo mercato globale sarà amministrato da pochi colossi industriali con centinaia di milioni di dipendenti a libro paga.
Tra i settori industriali che iniziano a scricchiolare sotto il peso del ‘cambiamento’ sembrano esserci l’edilizia, l’agricoltura e – udite udite – la farmaceutica.
Cosa accadrebbe se la Sanità fosse privatizzata? Semplice: le spese per la salute pubblica cesserebbero di essere coperte dallo Stato e ricadrebbero sulle finanze dei cittadini. Ciò comporterebbe in tutta probabilità l’introduzione delle polizze assicurative sanitarie obbligatorie, in modo analogo a ciò che avviene oggi con la responsabilità civile delle auto. Se così non fosse, si prospetterebbe una situazione in cui ai cittadini sprovvisti di copertura assicurativa o congrue risorse personali, le terapie costose sarebbero semplicemente negate.
Un’ultima osservazione. Tempo fa pubblicammo un articolo di debunking in merito al noto film documentario Thrive (v. correlati). Tra le altre cose, l’articolo faceva notare che questa opera dal taglio eversivo, finalizzata a denunciare i misfatti delle banche e del sistema, fosse stata prodotta e interpretata da Foster Gamble, membro della famiglia proprietaria del colosso farmaceutico Procter and Gamble. Come si spiega – si chiedeva l’articolo – che un personaggio integrato come Gamble si sia messo a dire peste e corna del sistema? Doveva esserci l’inghippo. Ma forse in quel film non ci sono inghippi. Forse Thrive è solo ciò che succede quando uno dei dieci piccoli indiani prende coscienza (troppo tardi) che sta per giungere il suo turno…
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