Soros, lo speculatore nemico dell’Italia

Soros

di Andrea Angelini

Il fatto incredibile non è che esistano gli speculatori che sono un tutt’uno con il capitalismo finanziario. L’incredibile è che in un Paese come l’Italia alcuni di questi criminali vengano pure gratificati di premi e di lauree honoris causa. Come venti anni fa all’Università di Bologna e giorni fa al Premio Terzani.
È il caso di George Soros uno dei peggiori criminali in circolazione che si muove perfettamente a suo agio in quel mondo di gangsters legalizzati che nulla hanno da invidiare ai mafiosi o ai narcos.
Soros, il finanziere ungherese-americano è infatti uno dei tanti discepoli, si fa per dire, dell’altrettanto sopravalutato e famigerato filosofo Karl Popper, il fautore della “società aperta” e al tempo stesso il sostenitore più accanito dal punto di vista teorico della tesi che il sistema liberal-liberista rappresenti il migliore dei mondi possibili e che il Libero Mercato non potrà che portare benefici a tutti i Paesi del mondo. Un grande Mercato sul quale potranno muoversi “liberamente” materie prime, merci, prodotti finiti, ovviamente capitali e dulcis in fundo, si fa sempre per dire, lavoratori.
Tutto fisiologico, tutto previsto.
Insomma il lavoro ridotto a merce con uomini e donne trasformati in semplici strumenti della produzione e consumatori.
Individui lasciati a se stessi e senza più legami e radici con la propria terra di origine e di nascita. Come appunto Soros che non riesce a non tenere conto che il padre fu uno dei più accesi sostenitori di quella non lingua che è l’esperanto che doveva, nelle intenzioni dei suoi ideatori, abbattere le frontiere e fare venire meno tutte le differenze culturali tra i popoli.
Un’unica grande melassa multiculturale unita ovviamente, perché è lì che si finirà, da interessi economici “comuni” e amministrata da un governo mondiale in grado di imporre la propria volontà a tutti i popoli.
Il ruolo dell’esperanto in realtà è stato già assunto dall’inglese… Qualcuno si rende conto di avere già sentito questa canzone? L’hanno interpretata personaggi come i neocons di Bush che di fatto hanno i loro consequenziali epigoni anche nell’attuale amministrazione democratica di Barack Obama, uno dei peggiori maggiordomi di Wall Street che siano arrivati alla Casa Bianca?
L’aspetto incredibile dei riconoscimenti che Soros ha ricevuto in Italia sta nel fatto che la laurea dell’ateneo di Bologna gli venne assegnata due anni dopo la sua massiccia speculazione, ottobre 1992, contro la lira che provocò una svalutazione del 30% dopo che l’allora governatore della Banca d’Italia Carlo Azeglio Ciampi, pressato dalla Repubblica di Scalfari, aveva prosciugato le riserve valutarie di Via Nazionale peredifendere un cambio della lira che era nei fatti indifendibile. La laurea honoris causa gli venne concessa per la sua attività filantropica nei Paesi dell’ex Europa dell’est comunista. Per aver contribuito, tramite le sue fondazioni, alla diffusione delle idee di democrazia e di libertà. Ossia del Libero Mercato. Una attività che è stata funzionale all’entrata dei capitali “occidentali” in quei Paesi e ala loro colonizzazione.
Una attività che il criminale di Wall Street ha continuato pure dopo finanziando le varie “rivoluzioni” che si sono verificate in Jugoslavia, Ucraina, Georgia.
E più recentemente in Egitto dove i giovani del Cairo erano andati a scuola dai colleghi serbi di Otpor, i primi della serie, per imparare come si gestiscono i moti di piazza. Otpor è finanziata appunto da Soros.
Anche l’assegnazione del Premio letterario Tiziano Terzani fa venire i sudori freddi perché, presumibilmente, è stato attribuito non soltanto al suo ultimo libro ma per avere cercato di migliorare la comprensione tra i popoli. Sì certo, convincere tutti i popoli del mondo che il migliore dei mondi possibili è e resta sempre quello occidentale fatto di libertà e di democrazia. E pazienza se la libertà, come la dittatura che lo ha preceduto, viene imposta con la forza delle armi a quei popoli che non ne vogliono sapere.
Con una notevole faccia di bronzo, e senza pensare di apparire contraddittorio, il gangster di Wall Street ha detto di non essere pentito del suo attacco alla lira del 1992 (“Fu una buona speculazione”) dal quale gli azionisti del Quantun Fund, ora sono soltanto suoi famigliari, ottennero enormi guadagni. Le crisi finanziarie, ha sostenuto, sono la conseguenza dell’operato delle Autorità regolatrici dei Mercati, come le Banche centrali, che creano regole sbagliate che danno spazio agli speculatori. Insomma, se mi offrite l’occasione di essere quello che sono, un bandito, perché non dovrei approfittarne? Gli speculatori sono soltanto portatori di “cattive notizie”. Quanto all’Italia, non se la passa bene ma può risollevarsi. Pure l’Europa deve fare la sua parte, allentando i vincoli di bilancio e le regole di austerità che hanno trasformato l’Unione in un gruppo tenuto su da una relazione tra creditori e debitori. In ogni caso, la crisi attuale lavora per il ritorno di Berlusconi. Se l’Europa vuole riprendersi, a suo avviso, deve puntare sulle Piccole e Medie Imprese alle quali la Bce e le banche ordinarie devono preoccuparsi di fare arrivare finanziamenti e non darli soltanto ai grandi gruppi industriali.
Inoltre, i Paesi europei devono cedere completamente la propria sovranità ad una Autorità Centrale che gestisca le entrate fiscali e le spese in uscita. Una Autorità che si muova di concerto con la Banca centrale Europea in modo che funzionino allo stesso modo del Tesoro e della Federal Reserve negli Stati Uniti.
Poi, si potrebbero unire gli organismi, dall’una e dall’altra parte dell’Atlantico e realizzare quel governo mondiale che è il sogno dell’Alta Finanza,delle multinazionali e dei politici loro servi.

Germania. Fondo salva-banche Soffin in attivo nel 2012
Per la prima volta dalla sua fondazione, nel 2008, l’anno passato il fondo tedesco salva-banche Soffin ha chiuso il bilancio in attivo. Lo ha reso noto ieri l’autorità federale per la stabilizzazione del mercato finanziario (Fmsa), che gestisce il fondo. Nel 2012 il bilancio di Soffin ha segnato un attivo di 580 milioni di euro. Solo nel 2011, anche a causa del taglio del debito greco in mano ai privati, il fondo aveva chiuso con perdite per 13,1 miliardi di euro. Attualmente la partecipazione di Soffin a istituti salvati dallo Stato è scesa di 1,7 miliardi di euro a 6,3 miliardi. Contemporaneamente le banche interessate hanno restituito l’87% delle garanzie statali, mancano ancora 3,7 miliardi di euro.

Cipro. Ue dà il via libera a prima tranche “aiuti”
L’Ue ha sbloccato la prima tranche di aiuti a Cipro. Il fondo salva-Stati Esm ha versato ieri nelle casse del Paese due miliardi di euro, un altro miliardo dovrebbe essere versato entro il 30 giugno. Lo ha deciso l’Eurogruppo.

Parigi e Berlino lanciano un piano contro la disoccupazione giovanile
Il quotidiano tedesco Rheinische Post ha rivelato che Francia e Germania sono pronte a lanciare entro fine mese un piano europeo contro la disoccupazione giovanile. “New deal for Europe”, questo il nome dell’iniziativa, sarà presentata a Parigi il 28 maggio dal ministro del Lavoro francese, Michel Sapin e dal collega tedesco Ursula von der Leyen. Secondo le indiscrezioni il piano prevede prestiti per miliardi di euro dalla Banca europea degli Investimenti alle aziende che si impegneranno ad assumere o a formare giovani

Fitch: il peggio non è passato
Il peggio della crisi del debito nell’Eurozona non è affatto passato. Un sondaggio fra gli investitori condotto dall’agenzia di rating Fitch, sostiene che dai mercati è arrivata soltanto una tregua, non supportata “da una stabilizzazione economica e da progressi verso l’unione bancaria”. L’estate resta il periodo più critico.

Fonte

La Signora della Guerra: Emma Bonino

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Oggi il Vs. affezionatissimo parlerà di politica. Ma non di Alta Politica, di Visoni di Rinascita per il Paese o di Kulturkampf. No, oggi parlerò di un argomento basso e triste. Parlerò del Governo Letta e nello specifico di uno dei suoi componenti.

Parecchi amici e conoscenti all’alba della composizione del nuovo governissimo Letta, malgrado la comprensibile iper-incazzatura per lo squallore del compromesso tra PD e PDL, esprimono attestati di stima per la figura di Emma Bonino. “Da sempre impegnata nella difesa dei diritti civili”, ”Una donna che ha sempre lottato per i più deboli”, “Avercene di persone così al governo, una donna attenta ai problemi dei paesi più poveri!” Queste sono alcune delle perle di crassa ignoranza che il Vs. Ayatollah ha sentito proferire negli ultimi giorni.

Ma facciamo una veloce carrellata divisa in tematiche sulle sentenze espresse da questo licantropo abortista che occupa ed occuperà il Ministero degli Esteri Italiano.

Emma e l’Afghanistan. Sul suo sito internet troviamo la seguente comunicato stampa a sostegno dell’invasione e occupazione dell’Afghanistan: ”Oggi l’Afghanistan ha un Presidente, un Parlamento e 34 Consigli provinciali eletti direttamente. Il processo di transizione istituzionale e democratica è concluso”. Così Emma Bonino, a capo della missione di osservazione elettorale dell’Unione Europea, racconta da Kabul le elezioni del 18 settembre. “Certo, a parte una maggiore libertà individuale, la qualità della vita degli afghani non è migliorata”. Insomma: la guerra è servita o no? “L’intervento armato ha messo fine a uno dei regimi più repressivi, sanguinari e grotteschi: quello Talebano. […] Un’occasione militare può condurre alla democrazia? “In linea teorica sì, anche se nel caso dell’Afghanistan non si può parlare di occupazione: qui c’è una forza multinazionale. Ma non ne farei un problema ideologico. In Germania e in Italia il processo democratico è cominciato sotto “occupazione”…. Il problema è l’applicazione pratica di questo processo” Interessante eh!? Seguendo poi con questo:”Quali sono allora le motivazioni per cui dovremmo andarcene? Solo quelle ideologiche? Io credo che un Paese che vuole crescere sulla scena internazionale deve prendersi la responsabilità di non abbandonare a metà strada una nazione che sta cambiando”. “Chi non vuole vedere il cambiamento – insiste Bonino – lo fa solo per motivi ideologici. Basta fare uno sforzo e parlare con la gente per vedere cosa c’è di diverso rispetto al passato: non tutto è risolto, ma almeno le donne vanno a lavorare e i ragazzini a scuola. Ci vorrà una generazione per arrivare a progressi completi, sono processi lenti”.

Emma e l’Iraq. Famose anche le dichiarazioni apologetiche sulla guerra di invasione all’Iraq: ”Io credo che non ci fosse alternativa per sconvolgere la rete terroristica: se mandiamo il messaggio che dopo le torri di New York possono bombardare, senza colpo ferire, anche il Colosseo e la Torre Eiffel, non ci dà sicurezza”. Per restare sul tema ma riferendosi alle manifestazioni di mezzo mondo contro l’illegittima guerra a
Saddam la paladina dei diritti civili Emma aggiunge sul Messaggero: ”I manifestanti sono degli irresponsabili. Non si può pagare oggi per il peccato originale di un anno fa”.

Emma e Israele. Rimasta negli annali una sua dichiarazione sulla “Operazione Piombo Fuso”: la carneficina della popolazione di Gaza (1200 morti, tra cui 400 bambini) “conseguente” al lancio di otto(!) razzi Kassam (che avevano fatto ZERO vittime) per protestare contro la continua spoliazione della Palestina. La nostra Missionaria per la difesa dei popoli più deboli afferma: “Hamas si è comportato in modo irresponsabile, anche rispetto ai palestinesi, quando ha deciso l’escalation militare che ha generato le reazioni israeliane che vediamo. E se per alcuni l’operazione “Piombo fuso” è sproporzionata, lo è altrettanto il lancio di migliaia di razzi (ricordiamo 8 razzi Kassam N.d.r.) in reazione ad un embargo economico.”

Emma e la Libia. E come dimenticare il testo del messaggio della nostra Novella Madre Teresa – allora vicepresidente del Senato – a tutti i Senatori. “Cari colleghi, vi invio un gruppo di video relativi alla drammatica situazione di queste ore in Libia; in particolare viene testimoniata la presenza di molti mercenari assoldati dal Regime e impegnati in azioni di dura repressione contro la popolazione libica. Credo che tutto questo debba convincerci che non esiste più alcuna ragione per mantenere in vita l’accordo “di amicizia” con la Libia ovvero con chi è responsabile di questa spietata repressione della propria popolazione.” I video, ovviamente, dimostravano esattamente il contrario di quello che la Bonino diceva, ma servirono, insieme alla interpellanza parlamentare del 24 marzo 2011, e alla dichiarazione della Bonino a garantire l’entrata in guerra del nostro Paese contro la Libia.

Emma e la Siria. Non si fa mancare nulla la nostra Emmona nazionale. Dopo avere, per mesi, capitanato la campagna per la liberazione della blogger siriana Amina Abdallah Arraf al Omari, rivelatasi poi un personaggio totalmente inventato, la Bonino si è distinta per il suo appoggio ai “ribelli” inquadrati nel il Free Syrian Army foraggiati dal nostro governo, dalla Nato e dalle Petromonarchie FiloAmericane. Appena insediatasi alla Farnesina, ecco sulla Home Page del ministero degli Esteri la priorità del governo italiano sul tema Siria: “…l’urgenza di un sempre più profilato impegno della comunità internazionale per accelerare una soluzione politica della crisi siriana con l’uscita di scena di Assad, a fronte dei rischi di destabilizzazione dell’area e delle gravissime conseguenze umanitarie del conflitto”. In poche parole: Guerra.

Di fronte a questo licantropo che sembra uscito dal peggiore romanzo di Lovecraft e infesta adesso la farnesina rispondo con una citazione presa da un’opera cinematografica: “Guerra nessuno fa grande” Maestro Yoda, Star Wars.

In Verità io vi dico: rende certamente qualcuno più ricco!

L’Ayatollah

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