L’ispettore Derrick era un “nazista”: non guardatelo!

derrick

di Enrico Galoppini

Alcuni giorni fa, in Germania, è stata fatta una “terribile scoperta”.

 

Si sono forse accorti di essere una nazione sotto occupazione militare Usa-Nato e di aver perso ogni autentica sovranità a partire dal 1945?

 

Che il loro “passato” è circonfuso di una nebbia impenetrabile di fandonie pseudo-storiche?

 

Che l’euro è una moneta completamente di proprietà di banchieri privati, la quale condurrà allo sfacelo – dopo quella dei “PIGS” – anche la loro economia?

 

Che la Merkel, lungi dall’essere “la cancelliera di ferro”, è una supina esecutrice degli ordini della grande finanza?

 

Niente di tutto questo. È stato “scoperto” da un solerte sociologo che l’ispettore Derrick era un “nazista”, essendosi arruolato a suo tempo nelle Waffen SS.

 

Che notizia sconvolgente! Che oVVoVe! Inutile dire che tutti, a partire dai telespettatori, hanno l’obbligo di mostrarsi “costernati”, “sbalorditi”, “scioccati”.

 

“Un segreto inconfessabile” – ripetono all’unisono – quello che si sarebbe portato nella tomba il celebre attore tedesco Horst Tappert. E lo credo bene: chi potrebbe garantirsi uno straccio di “carriera”, con un trascorso dalla “parte sbagliata”, in una nazione occupata che deve continuamente rinnegare se stessa?

 

I giornalisti fanno a gara a chi si lancia nel commento più cretino e conformista. Il tutto condito dai soliti strafalcioni quando di mezzo c’è il tedesco (qui sono addirittura riusciti a ciccare il cognome del reprobo), perché, si sa, l’importante è masticare solo un po’ di “basic english”.

 

Questi pappagalli si producono in facili ironie sull’“integerrimo ispettore”, evidenziando la discrepanza tra la figura di un “giustiziere” ed un “mostro” quale inevitabilmente dev’essere uno che ha militato nei ranghi delle organizzazioni nazionalsocialiste. Come – è opportuno ricordarlo – avevano fatto la stragrande maggioranza dei tedeschi dal 1933 al 1945, papa Ratzinger compreso.

 

Ogni tanto in Germania salta fuori un “caso” per rendere gustosi gl’insipidi piatti dei “dibattiti culturali”. Quello più eclatante è stata la “rivelazione” riguardante il Premio Nobel per la Letteratura Guenter Grass. I soloni delle “terze pagine” impazziscono letteralmente, sbavano, pretendono spiegazioni e additano al pubblico ludibrio “l’infame”, anche da morto. Inutile sottolineare chi si scatena di più in simili occasioni, tanto li conosciamo tutti.

 

In Italia, fortunatamente, essendo noialtri un po’ più di manica larga ed inclini ad abbozzare purché non si faccia troppo “rumore”, fior di attori e uomini di spettacolo hanno potuto esprimere il loro indubbio talento pur avendo un trascorso fascista repubblicano (RSI), ripudiato o meno: tra gli altri, Giorgio Albertazzi, Marcello Mastroianni, Tino Carraro, Walter Chiari, Ugo Tognazzi, Raimondo Vianello e persino Dario Fo.

 

Ma se il Fascismo è stato “il male assoluto” (Fini in kippà dixit), per il Nazionalsocialismo tedesco non esistono nemmeno le parole atte ad esprimere la negatività del giudizio che ogni sincero “democratico” e “liBBerato” deve provare in cuor suo.

 

E se poi altri, dotati della patente di “alfieri del bene”, in questo preciso momento, e per tutti i settant’anni trascorsi, hanno proseguito a praticare quelli che essi stessi definiscono “metodi nazisti”, chi se ne frega! Si tratta di un… insignificante particolare, anche se sarebbe assai istruttivo chiedere delucidazioni a coreani, vietnamiti, portoricani, panamensi, palestinesi, afghani, iracheni e chi più ne ha più ne metta.

 

Sarebbe molto interessante poter ascoltare dalla viva voce di un superstite di una famiglia massacrata da un drone americano se per lui “il male assoluto” è Hitler oppure Obama.

 

Macché, l’importante è che i loro figli (orfani) non vedano più “L’ispettore Derrick”!

 

Infatti non manca mai una dimensione grottesca ed involontariamente comica in simili frangenti: una tv olandese, scoperta “la tremenda verità”, ha fatto sapere di non voler più trasmettere le repliche della serie poliziesca.

 

E in Italia si allineeranno? C’è da aspettarselo, vista l’aria che tira. Magari “scopriranno” che Don Matteo è pedofilo o che il commissario Montalbano, con quella pelata, somiglia troppo al Duce!

 

Scherzi a parte, bisogna poi notare in questa “notizia” anche alcuni particolari maliziosi suscettibili di sviluppi decisamente più concreti e succulenti (il “dio quattrino” non viene mai perso di vista): in chiusura dei vari articoli sul “caso Derrick”, più o meno tutti uguali, s’insiste sempre sui 102 paesi in cui la serie “L’ispettore Derrick” è stata trasmessa… Che faranno adesso? Si “scandalizzeranno” tutti e reclameranno indietro le somme spese per i “diritti”?

 

In questo mondo impazzito c’è da attendersi questo ed altro.

 

A che cosa mirano, sennò, le ricorrenti “voci” sulle “simpatie naziste” del fondatore di Ikea se non a creare qualche “scandalo” ad hoc e poi passare all’incasso?

 

Perché un conto sono le “grida” e gli “starnazzi”, che servono per la massa beota, un altro la grana e le proprietà su cui certi occhi avidi non smettono mai di lanciare i loro sguardi bramosi ed invidiosi.

 

Ma un fatto è certo: un mondo in cui accadono simili cose sarà pure “liBBerato”, ma di autentica “libertà”, nelle menti e nei cuori di chi, su commissione dei potenti, crea letteralmente le “notizie”, ve n’è davvero poca.

Fonte

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