Inversione valoriale: il reato di istigazione alla normalità

papamamannaturel

di Vincenzo Sofo

La notizia giunge dalla Francia e ha del grottesco. Nel paese guidato da Hollande, da tempo si sta dibattendo su matrimonio e dell’adozione per le coppie omosessuali. Con sentita partecipazione da parte della popolazione, che più volte si è organizzata – in entrambi i sensi – con manifestazioni. Preoccupano – a quanto pare – soprattutto le forze dell’ordine, particolarmente attenti a non turbare gli animi… di una parte.

Accade così che un innocuo padre di famiglia venga fermato dalla gendarmérie, reo di indossare una felpa con il simbolo della “Manif pour tous”, ossia della parte di opinione pubblica che difende l’esclusività del matrimonio eterosessuale. Logo raffigurante un uomo, una donna e due bambini (stilizzati) che si tengono per mano. A detta dei gendarmi, potenzialmente offensivo; tanto da intimare all’uomo di togliersi la felpa e – successivamente al rifiuto – da portarlo in caserma e sottoporlo a processo verbale (con tanto di multa) per “organizzazione di una manifestazione ludica nei Giardini del Lussemburgo senza autorizzazione speciale“. Incredibile ma vero.

Nell’epoca della tolleranza, dove baciarsi in pubblico non è più considerato impudico, ne’ è scandaloso se a farlo sono persone dello stesso sesso, dove l’atto sessuale più o meno esplicito è costantemente reso manifesto in ogni forma e per ogni fine (marketing in primis), dove non c’è più necessità di alzare la gonnella perchè i pantaloni sono già abbassati, dove la provocazione è all’ordine del giorno e non è più provocazione ma ordinaria amministrazione, a far scandalo e scalpore è dunque il padre di famiglia che dice quanto sia bella una famiglia con anche una madre.

E’ l’inversione valoriale, ultimo atto di un processo in cui il diverso viene talmente elogiato da divenire normale e poi unico, e il normale talmente confinato da diventare talmente diverso da risultare offensivo e scomodo. Accade quando il lassismo estremizzato in nome del famigerato progressismo, portano la battaglia circa l’uguaglianza ad integralismo, non equiparando (cosa già di per se discutibile) ma sostituendo una cosa con un’altra. Dal “hanno diritto anche loro” al “hanno diritto solo loro”.

Il fatto accaduto in Francia è comico. Ma è sintomo di una tendenza sociale allarmante. Quella della promozione dell’individualismo a coscienza collettiva. Quella che sovrappone l’esigenza (o il vezzo) del singolo all’ordine scaturito dalla natura. Quello che in nome della tutela della diversità, vuole abolire le diversità. Quello che in nome dell’uguaglianza, vuole imporre monopòlio.

Ognuno del suo cul faccia che vuole“, disse un vecchio saggio. Intendendo che è libero di darlo via, ma anche di tenerselo. A costo di risultare offensivamente normale.

 

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