Strani amori e giornate «no» Il lato tragicomico della vita

rene-magritte-1347483907_bdi David Thomas

Ho perso mia moglie perché ho perso la libido. Ho perso la casa perché era intestata a mia moglie e lei mi ha messo alla porta. Ho perso dieci anni della mia vita perché non avrei mai dovuto sposare quella stronza.

Ho perso il lavoro perché ho perso la moglie e la casa e mi ha dato di volta il cervello. Ho perso la macchina perché ho perso il lavoro e avevo bisogno di soldi. Ho perso i documenti perché mi sono preso una sbronza colossale e non so più cos’ho fatto. E ho perso gli ultimi soldi che avevo perché ho scommesso ai cavalli. Ho puntato su un outsider, si chiamava Dove va, lo davano ventisette a uno, avrei potuto rifarmi e ripartire col piede giusto e invece no, ha perso, quell’idiota.

GIORNATA NO – È iniziata che mi sono svegliato con un mal di testa incredibile per la sbronza della sera prima. Volevo fare una doccia per svegliarmi e la caldaia si è rotta quando ero già tutto coperto di shampoo e bagnoschiuma. Dopo una doccia fredda mi sono detto: caffettino e giornale e andrà tutto bene. Dal giornalaio mi hanno fregato l’ultima copia sotto il naso. Mi sono comunque seduto a un tavolino all’aperto e ho guardato la gente che passava per strada. Dopo dieci minuti il tipo non era ancora venuto a chiedermi cosa volevo. Neanche dopo un quarto d’ora. Dopo venti minuti mi sono alzato e sono andato a ordinare al bancone. Un tizio nervoso mi ha detto che dovevo rivolgermi al cameriere. Quando mi hanno servito era mezz’ora che aspettavo. Per rinfrescarmi le idee sono andato al cinema. Ho fatto la coda, come tutti, la domenica c’è sempre gente. E ovviamente, quando è arrivato il mio turno, alla cassa mi hanno detto che era tutto esaurito. Fuori si stava bene, per cui sono tornato a casa a piedi. Per strada ho fatto un paio di telefonate per vedere se c’era qualche amico con cui ammazzare il tempo, ma ho trovato solo segreterie telefoniche. Ho chiamato anche lei, ma com’era prevedibile mi ha mandato a cagare. A casa mi sono messo davanti alla TV. Davano solo telefilm del cazzo oppure un documentario sugli orangotango. Mi ha depresso come pochi, quel documentario. Ho perlustrato il frigo, restava un fondo di latte che ho bevuto dalla bottiglia. Era andato a male e l’ho sputato nel lavandino. Insomma, una giornata no. Meglio non insistere. Non mi restava che stendermi sul divano a fumare guardando il soffitto. È andato tutto benissimo, ho fumato quattordici sigarette fino a sera. Questo per dire che non bisogna mai disperare.

TUTTE – Senti, sei il mio migliore amico e con te non voglio certo tirarmela. In fatto di donne e sessualità le ho provate tutte. Bionde, brune, rosse, con l’henné, tinte, ossigenate, basse, alte, grasse, magre, piatte, siliconate, nere, magrebine, con gli occhi a mandorla, di tutto… Tahitiane e perfino uzbeke, sì sì. Culi grossi, chiappe tristi, fianchi a pera, androgine, ho visto di tutto, ti dico. Ho conosciuto tigri, iene, oche, gattine, lagnose, pestifere, pure troie al cento percento, principesse, maliziose, tonte, sveglie, dolci, rompicoglioni, gentili, intellettuali, urlatrici, certe con cui mentre facevi l’amore potevi leggere Hegel in lingua, per come non succedeva niente, e poi quelle della serie ‘mangiami’, quelle birichine, quelle sensuali, quelle divertenti, tutte, le ho provate tutte, ma sinceramente, una come tua madre, mai. È un complimento, fidati.

BASTA STORIE – Non ho più voglia di sentire storie. Vorrei che ognuno mi parlasse della sua verità, quella verità che non abbiamo paura di rivelare a uno sconosciuto il cui giudizio non ci interessa. Vorrei che la gente mi parlasse come se non contassi niente. Tutti noi ci portiamo dentro i dolori più ancestrali del mondo, abbiamo tutti sepolta nell’animo la storia del mondo. E questo mondo, lo soffochiamo con le chiacchiere. Abbiamo tutti in noi un silenzio assordante che pure dice più di tutto quello che ci possiamo raccontare. Sono parole purificate dalle nostre verità quelle che spero di sentire un giorno. Io desidero una cosa sola, che le parole si purifichino fino al silenzio.

DOLORE – Non avete mai saputo chiamarlo per nome eppure vi siete abituati alla sua presenza. Da lui dipende la vostra insonnia e alla fine avete accettato questa difficoltà a dormire tranquilli come ci adeguiamo ai difetti della donna che amiamo. Quando avete il morale a terra non cercate più di capire il motivo, sapete che lo sconforto passerà. Senza dover lottare, sentite che prima o poi la vostra energia e il vostro coraggio riusciranno ad avere la meglio. Siete resistenti. Di voi dicono che siete forti, che avete una capacità di incassare straordinaria. Sempre col sorriso. Non vi lamentate mai. Vi tenete per voi le vostre debolezze. Sì, sì, state bene. Sempre bene. Sapete che solo i più grintosi si realizzano pienamente, che la felicità va costruita, lentamente, e siete convinti di perseguirla. Di essere sulla buona strada. Siete sicuri di voi, non dubitate dei vostri piani. È questione di tempo. Sapete meglio di chiunque altro che cosa significhi la pazienza. Non temete il vostro dolore perché non siete consapevoli della sua potenza.

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