L’ultima batracomiomachia nazionale. La svendita della patria continua

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di Gianni Petrosillo

Non poteva esserci epilogo peggiore per il Governo dei disciplinatori, litiganti in aula come studenti indisciplinati ed un po’ somari che la Storia e l’attualità si sono incaricate di mettere dietro alla lavagna. Ci auguriamo per sempre.

Questi idioti con lampi d’imbecillità, per dirla alla Petrolini, avrebbero dovuto ridare credibilità all’Italia, salvarla dalla crisi, rimettere i conti in ordine e far dimenticare i tempi bui di una partitocrazia incapace e corrotta. Sono riusciti a fare l’en plein ma all’incontrario, non ne hanno azzeccata una, il Paese non ha più una strategia internazionale, l’economia si è inabissata, i bilanci sono a posto solo per le banche salvate dal crack coi denari rapinati al contribuente e siamo piombati in una oscurità epocale dalla quale non verremo fuori nemmeno tra altri vent’anni. Rien ne va plus, les jeux sont faits.
Ci ricorderemo di chi ha autorizzato lo scippo della sovranità nazionale e causato la débâcle su tutti fronti dello Stato, degli ominicchi e dei quaquaraqua che hanno innalzato questa linea (im)Maginot, affinché la resistenza agli affondi della finanza estera e delle cancellerie mondiali fosse unicamente parvenza. Sin dall’inizio avevano in mente di svendere la patria ed in parte ci sono riusciti, altrimenti mai avrebbero chiamato a dirigere l’asta liquidatoria dei beni pubblici e dell’economia nostrana un funzionario del più becero capitalismo finanziario e massonico, molto atlantico ed anche un po’ teutonico, e per questo soprannominato “M’ario” di Merkel.

Ma dove sono finiti i suoi rapporti privilegiati quando ne abbiamo avuto bisogno? Dove le sue entrature straniere che lo avevano fatto preferire al barzellettiere d’Italia? L’India ci ha presi a pesci in faccia e nessuno ha mosso un dito, né Obama, dal quale il nostro Capo dello Stato, che si crede un sovrano da quando il Time lo ha chiamato King “Napoleonitano”, è andato in visita troppo spesso, in momenti delicati della fase politica, oltrepassando il suo mandato costituzionale ed autorizzando ingerenze nelle nostre questioni interne che almeno in precedenza si tenevano nascoste, e nemmeno questa fantomatica Grande Europa unitaria, per la quale stravedono i ciechi di sinistra e i polifemi di destra, esistente sulla carta geografica e monetaria ed assente in quella geopolitica e democratica.
Del resto, non è un caso che l’alto rappresentante della politica estera comune sia la bar(b)oncina Ashton astonished, l’unico diplomatico che abbaia ma non azzanna perché l’Ue è nata per mordersi la coda e masticare amaro.  
Ora Mario Monti, dopo la beffa vorrebbe rifilarci anche l’inganno, vorrebbe darci a bere che Giulio (conto)Terzi, ministro degli esteri e ambasciatore da pena, degno incaricato di questo Esecutivo di pasticcioni, avrebbe fatto tutto di testa sua. Panzane sesquipedali alle quali non crederebbe nemmeno Pinocchio, sotterratore di zecchini d’oro, in quanto lo sapeva lui, ne erano a conoscenza gli altri ministri e pure il Capo dello Stato. Con lo stesso criterio scriteriato, alla carlona e mettendo il Paese alla Berlina, lorsignori hanno gestito per più di un anno Roma in ogni sfera sociale, che da Gomorra quale era è diventata semplicemente masochistica. Più bondage che abbondanza, nonostante le promesse di ripresa.

Con i tecnici abbiamo insomma perduto tutto, compresa la faccia. Ormai sappiamo che per gli americani siamo esclusivamente un richiamo turistico ed un bivacco per la soldataglia, per l’Ue un allevamento di “pigs” e per chi si era avvicinato con qualche speranza,  dai russi ai cinesi, dei referenti inaffidabili e timorosi che non stanno ai patti. Anziché attivare una diplomazia parallela, capace di muoversi nelle contraddizioni del mondo multipolaristico che offre occasioni di creatività strategica e di proiezione internazionale, ci siamo giocati influenza, legami e approcci profittevoli, nel Mediterraneo, in Russia, in Cina e dappertutto.  Mai si sarebbero permessi gli indiani di schiaffeggiarci in questo modo se i nostri sedicenti alleati ci avessero tenuto in considerazione, perché siamo la Cenerentola della Nato,  il settimo nano economico del pianeta, la Farinella d’Europa ed il paese di Pulcinella.
Ma non è finita, perché prima di sloggiare i pro-fessi-onisti provano l’ultimo colpo di mano ai danni dell’Italia, posizionando ai vertici delle partecipate del tesoro, dalla CDP a Finmeccanica – dove comanda ancora, e nonostante qualche odor di scandalo, Vittorio Grilli, già dato per sistemato alla Goldman Sachs, una delle merchant bank americane più implicate nella crisi sistemica globale e accusata d’influenzare le scelte economiche dei governi di mezzo orbe – teste di turco che parlano inglese. Costui sta tentando di mettere i gioielli pubblici nella rete Washington, infatti si parla della nomina di Gianni Castellaneta, ex felucheo negli Usa dal 2005 al 2009, per Finmeccanica e della conferma Giovanni Gorno Tempini, cresciuto in banca Intesa ed ex Jp Morgan, per la CDP). Insomma, se innanzi le mani erano sporche adesso sono anche vuote, come le casse.
Scommettiamo che nessun in Parlamento ed anche fuori da questo avrà nulla da ridire su queste scelte, nemmeno il quasi omonimo di Grilli, ovvero Grillo con orda di grillini al seguito? Tutto andrà come vorranno Oltreatlantico e noi assisteremo all’ennesima batracomiomachia nella quale ad essere fatti a pezzi saranno i cittadini italiani.

 

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