L’ABDICAZIONE DEL PAPA – Tra profezie apocalittiche, ipotesi di complotto e crisi globale

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di Enrica Perucchietti e Gianluca Marletta.

«Non lasciatemi solo, pregate per me, perché io non fugga per paura dinanzi ai lupi».

È con queste parole – quasi un’inusitata implorazione – che ha avuto inizio, più di sette anni fa, il pontificato di Benedetto XVI; parole che oggi risuonano come un’inquietante prefigurazione rispetto ad un avvenimento senza precedenti nella storia moderna come quello dell’abdicazione di un Papa. Si tratta infatti di un avvenimento che, al di là delle poco convincenti giustificazioni “ufficiali”, evoca nell’opinione pubblica un senso di disorientamento e di sconcerto; complice anche la sincronicità con una crisi politica, economica e morale globale che appare, ogni giorno di più, senza precedenti e senza apparente via d’uscita.

È evidente, infatti, come un atto del genere, al di là delle “normalizzanti” giustificazioni massmediatiche, presupponga una situazione di stravolgimento e un travaglio senza precedenti all’interno della più grande istituzione religiosa del mondo; scatenando peraltro, com’é ormai congenito al fluido mondo della cultura di massa contemporanea, un tam tam di illazioni e suggestioni d’ogni tipo, frutto da una parte di un confuso apocalittismo e catastrofismo, ma anche della percezione lucidamente radicata fra i più, di star vivendo un periodo di inusitata trasformazione del mondo.

Da questo punto di vista la sensibilità di massa, che si esprime essenzialmente sul web, si divide tra chi da una parte è tentato di rievocare le numerosissime – e a volte curiose e sconcertanti – profezie su “gli ultimi Papi” di cui è ricchissima la storia carismatica del Cristianesimo, e chi vuole leggere questo sconvolgente passo del Romano Pontefice alla luce della drammatica crisi politica e umana che coinvolge oggi il mondo intero, Chiesa Cattolica compresa.

Le profezie del passato

La notizia dell’abdicazione del papa non poteva che sconvolgere l’opinione pubblica e diffondere suggestioni apocalittiche ben vive nella tradizione cattolica, sebbene il rischio di coniugare previsioni spurie di origine non cristiana (addirittura di stampo new age) a visioni genuine sia sempre evidente. Per rendersi conto di come la notizia abbia scosso i fedeli, basta gettare un’occhiata su internet, dove post, articoli e tweet rilanciano il fascino apocalittico che, archiviata la profezia Maya sulla fine dei Tempi, da meno di due mesi ci eravamo lasciati alle spalle. Ora si rispolverano invece le visioni delle beata Anna Caterina Emmerich e la Profezia di Malachia, passando per il sempiterno Nostradamus, i Vaticinia de Summis Pontificibus, il Ragno Nero o Maria Valtorta. Non possono mancare i riferimenti al ciclo profetico di La Salette (1846), al Terzo Segreto di Fatima e ai sogni di Don Bosco.

A dispetto di quello che si potrebbe credere, l’impressione che ne emerge non è un coacervo di suggestioni apocalittiche ma, al contrario, una linea drammaticamente solidale nel prevedere la Fine dei Tempi e in alcuni casi il cosiddetto Decennio della Tribolazione. Concentrando l’attenzione infatti all’ambito prettamente cristiano (e tralasciando per ora le più criptiche quartine di Nostradamus), i vaticini alludono chiaramente della decadenza morale e spirituale della Chiesa, colpita da apostasia, e della sua imminente fine…

anna_emmerickLe visioni di Caterina Emmerick

Caterina Emmerick (1774-1824) parla ad esempio della “falsa chiesa” di Roma “costruita contro ogni regola” al cui interno avrebbero trovato riparo eretici di ogni tipo, dando origine a “divisioni e caos”. I sacerdoti si sarebbero abbandonati addirittura a ogni genere di oscenità, dal gioco d’azzardo al sesso: “Il clero locale diventava tiepido, e vidi una grande oscurità… Allora la visione sembrò estendersi da ogni parte. Intere comunità cattoliche erano oppresse, assediate, confinate e private della loro libertà. Vidi molte chiese che venivano chiuse, dappertutto grandi sofferenze, guerre e spargimento di sangue”. Continua la beata: “Vidi ancora una volta che la Chiesa di Pietro era minata da un piano elaborato dalla setta segreta, mentre le bufere la stavano danneggiando”. La Chiesa appare, come anche nei sogni profetici di Don Bosco, divisa “in due fazioni”.

In particolare, come descritto anche nella visione del Terzo Segreto di Fatima e nel ciclo di La Salette, la Emmerick racconta delle tribolazioni che la Chiesa dovrà affrontare, ed in particolare di un ultimo Papa “molto ammalato e debole” circondato da iniqui e traditori: “Parlai al Papa dei vescovi che presto dovevano essere nominati. Gli dissi anche che non doveva lasciare Roma. Se l’avesse fatto sarebbe stato il caos. Egli pensava che il male fosse inevitabile e che doveva partire per salvare molte cose… Era molto propenso a lasciare Roma, e veniva esortato insistentemente a farlo…”.

Le visioni della Beata sembrano indicare però nel successore al Soglio pontificio un italiano: “Vidi un nuovo Papa che sarà molto rigoroso. Egli si alienerà i vescovi freddi e tiepidi. Non è un romano, ma è italiano. Proviene da un luogo che non è lontano da Roma, e credo che venga da una famiglia devota e di sangue reale. Ma per qualche tempo dovranno esserci ancora molte lotte e agitazioni”.

La monaca di Dresda, invece, nella lettera a Federico I di Prussia predisse che “l’ultimo Pietro giungerà dalla tua terra”, ovvero dalla Prussia, regione storica oggi compresa tra i confini di Russia, Polonia, Lituania e Germania.

end-time-propheciesLe profezie del Ragno Nero

Un altro profeta a cui non si può non fare riferimento è il Ragno Nero (in tedesco Shwarzer Spinner), un monaco veggente bavarese dell’Ordine cistercense, vissuto probabilmente intorno alla seconda metà del XVI secolo tra Ratisbona, Monaco e Augusta, e meglio conosciuto come Monaco Nero. Il suo nome deriva dal sigillo, in forma di un ragno nero, con cui aveva vergato le sue carte contenenti un lungo elenco di profezie che terminerebbero il 7 giugno 3017 d.C.

A differenza delle profezie di Nostradamus, le previsioni del Ragno Nero sono disposte in ordine cronologico, hanno una matrice cristiana e per la loro chiarezza non necessitano di un particolare commento. È proprio negli scritti del Monaco Nero che ritroviamo un riferimento esplicito al Decennio della Tribolazione (“dieci anni di follia”) che avrebbe avuto inizio nel 2011 e che porterebbero al manifestarsi dell’Anticristo alla guida della Chiesa. L’espressione “dieci anni di follia” potrebbe fare indirettamente riferimento al periodo di tribolazione di cui si parla nell’Antico e nel Nuovo Testamento sotto nomi diversi: il giorno del Signore (Isaia 2: 121; 13: 62; Giole 1: 153, 2:1-64; 3:45; Tellasonicesi 5:26); angoscia, tribolazione o grande tribolazione (Matteo 24:217), il tempo dell’angoscia (Daniele 12:18), etc. concetto che viene ampiamente sviluppato nell’Apocalisse di Giovanni.

Così l’anno 2013 si caratterizzerebbe, per il Ragno Nero, per la fine della Chiesa Cattolica: s’intravvede un Grande Scisma e si paventa l’arrivo di una “Papessa” dal nord Europa. Ci vorranno però ancora tre anni perché “l’ultimo Pietro dei marmi benedirà il lupo, scambiandolo per agnello”.

Scrive il Ragno Nero: “Guardatevi dalla mano inanellata. Benedice, ma nel suo gesto c’è la maledizione./Guardatevi dalle ultime lune di questo tempo bizzarro, perché porteranno mutamenti strani./Nel cuore della vecchia terra si parla la lingua delle catacombe. Ma pochi riescono a intendersi./E di questa confusione approfitterà un uomo giovane./Molti seminatori rimarranno attoniti, con il braccio alzato, nel vedere passare il nuovo Cesare”.

ELI0026AMalachia, la Monaca di Dresda e il Terzo Segreto di Fatima

Ma è soprattutto con le profezie di Malachia e con quelle della monaca di Dresda che alcuni hanno creduto di rinvenire chiari riferimenti al pontificato di Benedetto XVI e al suo successore. Comune ai due cicli profetici è la visione della fine della Chiesa che si dovrebbe compiere, stando alle interpretazioni degli storici, propri con il successore di Ratzinger.

La profezia di Malachia è una lista di 112 brevi frasi in latino attribuita a San Malachia di Armagh (vissuto nel XII secolo), pubblicata nel 1595 da Arnold de Wyon, uno storico benedettino, come parte del suo libro Lignum Vitæ. La lista descriverebbe tutti i papi (e antipapi) a partire da Celestino II, eletto nel 1143, e si concluderebbe con il papa descritto come “Petrus Romanus” il cui pontificato dovrebbe terminare con la distruzione di Roma: ed è qui che la profezia di Malachia sembrerebbe coincidere con la visione del Terzo Segreto di Fatima, erroneamente (secondo alcuni) identificata con l’attentato del 1981 di Giovanni Paolo II a Piazza San Pietro. Come ha dimostrato Antonio Socci nel suo libro inchiesta, Il quarto segreto di Fatima, si deve infatti ricordare che nessun organo istituzionale del Vaticano ha ufficialmente interpretato la visione di Fatima come la premonizione dell’attentato a Woytila, seppur tale accostamento sia stato proposto all’opinione pubblica: in sostanza, si sarebbe lasciato credere che il Terzo Segreto (che a differenza degli altri Due non contiene alcuna spiegazione, ma solo una visione) si riferisse all’attentato quando, al contrario, la visione indicherebbe esplicitamente (e drammaticamente) altro.

La Vergine, infatti, avrebbe mostrato ai tre pastorelli una scena di guerra, in cui un uomo vestito di bianco (il Pontefice) veniva ferito a morte non da un folle ma da soldati. La visione descritta da Suor Lucia è infatti la seguente: “…E vedemmo in una luce immensa che è Dio […] un Vescovo vestito di Bianco […] Vari altri Vescovi, Sacerdoti, religiosi e religiose salire una montagna ripida, in cima alla quale c’era una grande Croce di tronchi grezzi come se fosse di sughero con la corteccia; il Santo Padre, prima di arrivarvi, attraversò una grande città mezza in rovina e mezzo tremulo con passo vacillante, afflitto di dolore e di pena, pregava per le anime dei cadaveri che incontrava nel suo cammino; giunto alla cima del monte, prostrato in ginocchio ai piedi della grande Croce venne ucciso da un gruppo di soldati che gli spararono vari colpi di arma da fuoco e frecce, e allo stesso modo morirono gli uni dopo gli altri i Vescovi Sacerdoti, religiosi e religiose e varie persone secolari, uomini e donne di varie classi e posizioni. Sotto i due bracci della Croce c’erano due Angeli ognuno con un innaffiatoio di cristallo nella mano, nei quali raccoglievano il sangue dei Martiri e con esso irrigavano le anime che si avvicinavano a Dio”.

La descrizione è drammatica: la città di Roma è in rovina, il Pontefice cammina tra i cadaveri e dopo la sua uccisione altri religiosi, uomini e donne vengono sterminati dai soldati. Ora, è evidente che l’attentato di Piazza San Pietro semmai può essere ricondotto al ciclo profetico di La Salette (che allude al ferimento di un Papa) e che può essere considerato come “anticipazione” di Fatima, ma non al Terzo Segreto, mancando non solo la morte del Santo Padre (per colpi di arma da fuoco e frecce!), ma la rovina della città e soprattutto il successivo sterminio di “Vescovi Sacerdoti, religiosi e religiose e varie persone secolari, uomini e donne di varie classi e posizioni”. Anche a La Salette, infatti, la Madonna avrebbe accennato alla grave apostasia che avrebbe colpito la Chiesa e a sciagure che gravano sull’umanità e sulla Chiesa stessa, arrivando a profetizzare che il Papa “sarà perseguitato” e gli si “sparerà addosso”. Il Papa a cui fa riferimento la Vergine è stato identificato da alcuni ricercatori con Giovanni Paolo II, non solo per via dell’attentato ma anche perché la sua elezione al soglio pontificio viene descritta come “inaspettata” ed è chiarito che non sarebbe stato “romano”, cioè italiano.

Con La Salette e poi con Fatima la Vergine mostra un’escalation di violenza, sciagure e apostasia che avrebbero colpito la Chiesa ma che, evidentemente, non si sono ancora compiute del tutto: abbiamo un pontefice che viene ferito (ma non ucciso) e un suo successore che viene addirittura martirizzato. Come ha notato Socci, “è facile constatare che è il segreto della Salette (e non il terzo Segreto di Fatima) a corrispondere perfettamente alla vicenda di Giovanni Paolo II. È a lui che si attenta la vita, ed è lui che però, per la protezione della Vergine, si salva. Poi c’è un’altra profezia formulata a Fatima, quella di un pontefice che viene ucciso”. E che non si sarebbe ancora avverata.

Malachia, invece, avrebbe descritto ciascuno dei 112 futuri pontefici attraverso un “motto”. L’avvicendarsi di quelli che secondo la profezia sarebbero gli ultimi papi ha riportato l’attenzione dei ricercatori e dei fedeli su questa profezia, arrivando, in tempi non sospetti, a identificare Benedetto XVI con il penultimo e 111º Papa.

Il 111º papa è infatti descritto come De gloria olivae. Il motto De gloria olivae è stato collegato al nome “Benedetto” perché alcuni benedettini sono anche chiamati “monaci olivetani”. Da notare che nell’araldo del Papa è raffigurata un persona di colore sul lato destro (sinistro rispetto all’osservatore) simbolo della Diocesi di Frisinga di cui fu arcivescovo. Il termine “olivae” è stato connesso al colore di questo viso di moro e collegato al “Papa Nero” menzionato da Nostradamus. Il ramoscello di ulivo è inoltre legato alla pace, causa alla quale Benedetto XVI si è consacrato durante il suo pontificato. Infine, i ricercatori hanno evidenziato come Joseph Ratzinger sia nato nel Sabato Santo del 1927, il 16 aprile, al culmine della Settimana Santa, periodo sotto il segno dell’ulivo.

La profezia sul 112º papa, Petrus Romanus, presagisce invece la fine della Chiesa e la distruzione di Roma dopo l’ascesa al soglio pontificio dell’ultimo papa, in continuità, dunque, con il Terzo Segreto di Fatima. Recita la traduzione italiana della profezia: “Durante l’ultima persecuzione della Santa Romana Chiesa siederà Pietro il Romano, che pascerà il gregge fra molte tribolazioni; passate queste, la città dei sette colli cadrà ed il tremendo Giudice giudicherà il suo popolo. Amen.

Un’ipotesi precedente all’abdicazione di Benedetto XVI ha sollevato il dubbio che l’epiteto di “Pietro Romano” non sia riferito a un Papa bensì al Cardinal Camerlengo che, alla morte (o abdicazione in questo caso) del Pontefice regnante, siede sul trono di Pietro in attesa dell’elezione del successivo.

Non sono in pochi, così, coloro che fanno notare, con inquietudine, come l’attuale Camerlengo sia il Card. Tarcisio Pietro Evasio Bertone, nato a Romano Canavese nel 1934…! Ma non solo.

Ratzinger abdicherà alle ore 20 del 28 febbraio, data in cui la Chiesa festeggia proprio San Romano. Alcuni hanno fatto anche notare l’importanza numerologica della data in cui è stata comunicata la decisione del Santo Padre: 11 febbraio. Da un lato abbiamo l’11, simbolo di Giustizia, numero “caro” alla massoneria, dall’altro la ricorrenza della Madonna di Lourdes.

Le profezie della monaca di Dresda sembrano completare il ciclo profetico di Malachia, additando gli ultimi pontefici rispettivamente come: “Angelo Guida di Giosafat, con il segno della Gloria” e “Angelo della Pietà, con il segno del Martirio”. Il primo coinciderebbe con il motto malachiano De gloria olivae mentre il secondo con Petrus Romanus.

In entrambi i casi i papi descritti dai motti sarebbero gli ultimi.

1233ac85943b8ae3dd3e13950610517fIpotesi di Complotto.

Naturalmente, oltre al filone profetico-apocalittico, impazzano sul web le varie ipotesi complottiste sulle dimissioni di Benedetto XVI. Alcune di queste ipotesi, in realtà, precedono in maniera piuttosto sconcertante l’attuale evento, annunciando già da mesi cosa sarebbe poi realmente accaduto e identificando nei Poteri Forti massonici e nemici del Cristianesimo i “cospiratori” che avrebbero complottato contro l’attuale Pontefice.

Sul sito http://www.parrocchie.it/correggio/ascensione/scontro_in_Vaticano_2012.htm, ad esempio, campeggia da mesi un’inquietante articolo dal titolo “Vaticano: complotto per far dimettere il Papa?” in cui si afferma esplicitamente: “La Massoneria ecclesiastica, attraverso queste continue fughe di documenti e di lettere, sta cercando di spingere il Papa alle dimissioni per indire un nuovo Conclave nel tentativo di mettere a capo della Chiesa Cattolica uno dei suoi. Sarebbe la reale vittoria della Massoneria sulla sua più acerrima nemica… Dopo, la strada verso il New World Order sarebbe completamente spianata!”. Il riferimento immediato è ad alcuni scandali e fughe di notizie, tra cui quella pubblicata da “Il Fatto Quotidiano” del 10 Febbraio 2012 a firma di Marco Lillo, in cui si faceva riferimento ad un presunto documento riservato in cui sarebbe stata paventata con preoccupante certezza l’uccisione del Papa (!) entro il Novembre del 2012. Un’inquietante “previsione” poi rivelatasi errata, ma che è stata solo una delle innumerevoli “voci”, calunnie e sibili che hanno circondato la persona del Pontefice specie negli ultimi anni.

Di certo, al di là delle sconcertanti previsioni o delle mere illazioni, c’è il dato di fatto che tutto il pontificato di Benedetto XVI sembra essere trascorso all’ombra (o piuttosto sotto il peso) di un rapporto ambiguo e decisamente “pericoloso” con i Poteri Forti che dominano la scena in Occidente: stiamo parlando, per intenderci, di quei poteri reali, spesso poco visibili ma apparentemente onnipresenti, che caldeggiano la creazione di un Nuovo Ordine Mondiale.

Benedetto XVI e i poteri forti del Nuovo Ordine Mondiale.

Una delle critiche più diffuse sul web alla figura di Benedetto XVI – anche su molti siti cattolici – riguarda la sua debolezza (a volte bollata addirittura come connivenza) verso quei Poteri Forti occidentali che propugnano la costruzione di un Nuovo Ordine Mondiale: debolezza piuttosto sconcertante, data la storica ostilità che i poteri “mondialisti” hanno sempre dimostrato verso tutte le religioni, specie verso il Cattolicesimo.

Di fatto, sembra che tali Poteri Forti abbiano perseguito fin dall’inizio, nei confronti del pontificato di Benedetto XVI, una cinica ma efficace strategia del bastone e della carota, passando dagli scandali mediatici montati ad arte (da ricordare, quello riguardante il famoso “Discorso di Ratisbona” che fece infuriare il mondo islamico a partire da una frase volutamente estrapolata dal contesto, o l’ancor più capzioso “scandalo del preservativo” creato dalla stampa francese durante un viaggio pastorale in Africa) ad una ricerca di consenso o persino di legittimazione da parte dello stesso Pontefice. Un Pontefice, Papa Ratzinger, a capo di una Chiesa aggredita e priva di qualsivoglia difesa, e pertanto facilmente ricattabile dall’esterno come dall’interno.

Ed é forse questa la chiave di lettura per interpretare certe sconcertanti “aperture” del Pontefice verso il Nuovo Ordine Mondiale a partire dal famoso (o per alcuni famigerato) discorso del 25 dicembre 2005, quando un Ratzinger appena eletto pronunciò le parole: “Uomo moderno, adulto eppure talora debole nel pensiero e nella volontà, lasciati prender per mano dal Bambino di Betlemme; non temere, fidati di Lui! La forza vivificante della sua luce ti incoraggia ad impegnarti nell’edificazione di un nuovo ordine mondiale”.

Una sconcertante “benedizione” ad un potere mondiale notoriamente cresciuto in un contesto massonico e anticristiano che è stata persino ribadita, più di recente, nel documento del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, dal titolo: Per una riforma del sistema finanziario e monetario internazionale nella prospettiva di un’autorità pubblica a competenza universale9; in cui si afferma senza mezzi termini la necessità della costituzione di un’Autorità Pubblica Mondiale a partire dalle stesse istituzioni sovranazionali oggi esistenti (ONU, Fondo Monetario Internazionale, Banca Mondiale, ecc.); ovvero, a partire da organizzazioni che per decenni hanno fatto, di “valori” ben poco cattolici come quelli della riduzione maltusiana delle nascite, della propaganda abortista e dell’indebitamento dei paesi poveri, un vero cavallo di battaglia!

Eppure Papa Benedetto XVI è quello stesso Cardinal Ratzinger che nel 1999, nell’introduzione al libro di Michel Schooyans, professore dell’Università Cattolica di Loviano, dal significativo titolo di Nuovo Disordine Mondiale (trad. ital., Cinisello Balsamo 1999) – sottotitolo La grande trappola per ridurre il numero dei commensali alla tavola dell’umanità– affermava non senza coraggio: Le tesi portate avanti da Schooyans, oltre ad essere un autentico pugno nello stomaco, esprimono dunque una linea interpretativa che potremmo definire autorevolissima della posizione della Chiesa riguardo ad un problema, quale quello della “vita” e della sua strumentalizzazione, che è preconizzato come un tentativo di “dittatura mondiale” perseguita dai paesi più ricchi e che si avvale, nella visione proposta, di importantissimi strumenti politici quali l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), l’O.N.U., le ONG, la Banca Mondiale e tutte le organizzazioni ad esse collegate. Secondo l’Autore, il Nuovo Ordine Mondiale altro non è che il tentativo di imporre la “filosofia dell’egoismo” dei paesi ricchi ai paesi poveri o in via di sviluppo, ed il dominio di pochi su tutti gli altri”.

Ed è da queste indubbie contraddizioni che è nata in molti la percezione di un Papa fragile e indeciso, ricattabile da Poteri contro i quali egli non sembra aver voluto (o potuto) opporre alcuna resistenza.

Proprio in queste ore, pertanto, sul web rimbalza di continuo la domanda se non sia partita proprio da questi “Poteri” l’ingiunzione a Benedetto XVI di abbandonare il Pontificato, di …fuggire davanti ai lupi, per riprendere la metafora delle stesso Papa appena eletto; una decisione che, qualunque siano le reali ragioni che l’hanno originata, rischia di essere foriera di gravissima confusione e di temibili scandali per un mondo cattolico già profondamente indebolito e lacerato.

1 Poiché vi sarà un giorno del signore degli eserciti

2 Urlate perché è vicino il giorno del Signore; esso viene come una devastazione da parte dell’Onnipotente

3 È infatti vicino il giorno del Signore e viene come uno sterminio dall’Onnipotente.

4 Tremino tutti gli abitanti della regione perché viene il giorno del Signore, per è vicino giorno di tenebra e caligine, giorno di nube e oscurità.

5 Il sole cambierà in tenebre e la luna in sangue, prima che venga il giorno del Signore, grande e terribile.

6 …voi ben sapete che com eun ladro di notte, così verrà il giorno del Signore.

7 Poichè vi sarà allora una tribolazione grande quale mai avvenne dall’inizio del mondo fino a ora, né mai più ci sarà.

8 Vi sarà un tempo di angoscia, come non v’era mai stato dal sorgere delle nazioni fino a quel tempo

9 Il documento è scaricabile in PDF presso il sito: http://www.pcgp.it/dati/2011-10/24-999999/RIFORMA-MONETARIA-italiano.pdf

Fonte

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