Primarie centrosinistra. La gara della mediocrità

 

di Michele Mendolicchio

 

Scopiazzare tutto ciò che è americano non serve a rinsanguare la politica, semmai la fa scivolare ancor di più nel ridicolo. Alludiamo logicamente al confronto su Sky, dove i 5 candidati delle primarie del centrosinistra hanno dato vita ad uno spettacolo penoso. Sembrava di stare a Telemike, senza però dare quella adrenalina di un quiz.
Se questo è il vanto di una classe politica nuova allora meglio tornare al vecchio confronto all’italiana delle tribune politiche, dove emergeva sicuramente la credibilità delle persone e delle rispettive proposte. Più che un confronto politico è sembrato un programma di approfondimento religioso, con le dichiarazioni finali di Vendola in ricordo del cardinal Martini e di Bersani a favore di papa Giovanni XXIII. Non una parola fuori posto né tantomeno un insulto tra i cinque concorrenti in odore di santità. Non che bisogna dirsele e darsele di santa ragione però almeno un po’ di rivalità in più non guastava. Anche in fatto di proposte è sembrato tutto annacquato e riconducibile al politically correct. Il tema più gettonato è apparso ancora una volta quello relativo ai matrimoni gay. E francamente non crediamo che agli italiani interessi granché, semmai può interessare ad una piccola nicchia di persone. I problemi sono altri: la crescente disoccupazione, la mancanza di un salario decente e in linea con i tempi, la scarsità di politiche per la famiglia, la perdita della nostra sovranità, la mancanza di politiche serie in fatto di energia. Tanto per intenderci la rinuncia al nucleare è stato un grave errore che ci costa in termini di bolletta. E in questo Grillo come Vendola hanno delle responsabilità. La via delle biomasse, dei pannelli solari e dell’eolico in sostituzione dell’energia nucleare è una grande panzana. E’ servita solamente a far ingrassare certe imprese del settore piuttosto vicino a determinati ambienti politici e amministrativi. Al momento il nucleare è l’unica fonte che garantisce energia a sufficienza per la vita di ogni Paese e soprattutto per le industrie. Ma torniamo alle primarie agrodolci. Per il neo papista Bersani si è trattato di una scelta giustissima che darà frutti in fatto di consenso popolare. Francamente al popolo delle primarie preferiamo il popolo dell’astensionismo, molto più vasto e soprattutto più credibile. Il Vendola comunista che si richiama al cardinal Martini è davvero ridicolo. Nemmeno Casini è capace di tanto servilismo verso l’autorità ecclesiale. Il confronto su Sky, a detta di Bersani, è un bell’esempio di pluralismo ma “con un forte carattere di unità d’intenti, e quindi con una caratura sufficiente a proporsi come una forza di governo. Non so se si ripeterà in Rai”. Speriamo proprio di no altrimenti a votare non ci andrà proprio più nessuno. Proposte all’acqua di rose dove l’unico segnale è quello di non farsi del male. Mentre il Paese è soggetto ad una cura lacrime e sangue c’è chi gioca al telequiz, con domande e risposte annacquate.
Ma come si può ancora dare credibilità a questi teatranti della politica? E l’imitazione di modelli d’oltreoceano è ancora più ridicola. Bersani si dice convinto che confronti all’americana creino le condizioni per un allargamento della partecipazione. Francamente la pensiamo diversamente. Attraverso questo teatrino delle primarie stelle e strisce si cerca di nascondere i veri problemi che attanagliano il Paese e soprattutto la responsabilità di questi centrosinistri e centrodestri al servizio dei potenti e non dei cittadini. Città in preda al caos e all’abbandono con migliaia di disperati, soprattutto stranieri, lasciati come cani randagi. Disoccupazione che cresce assieme ai reati per colpa della crisi e di questi partiti agganciati al carro Ue e della Bce. Non capiamo proprio come l’introduzione delle primarie possa ridare credibilità alla politica e restituire una speranza ai lavoratori che ogni giorno si vendono ridurre il salario e sbattere fuori dal mondo del lavoro. Chiunque ha visto il programma si sarà ulteriormente schifato di questi partiti. Speranze ai giovani, ai pensionati e ai disoccupati non possono di certo venire da questi programmi quiz dove si evince solo la mediocrità assoluta di certi personaggi.

 

Fonte

L’Eni, Mattei e la maledizione del petrolio

di Benito Li Vigni

 
“Vorrei tornare su Enrico Mattei, di cui sono stato uno strettissimo collaboratore, per dire che in Italia è avvenuto qualche cosa di orrendo, di sporco, era stata fatta una inchiesta quando l’aereo precipitò a Bascapè, un’inchiesta vergognosa, fatta da depistaggi e coperture della verità. Nel 1994 ho pubblicato un libro: “La grande sfida” e sono riuscito avere documentazioni top secret dagli archivi della JFK Library di Boston, dall’Eisenhower Library ho scoperto che tra Mattei e Kennedy c’era una corrispondenza molto stretta. L’Italia dopo la crisi di Suez, quando Inghilterra e Francia erano stati invitati dagli Stati Uniti a ritirarsi durante la guerra di Suez, perché gli USA temevano uno shock petrolifero, avanzò la proposta di coprire un ruolo di nazione strategica sul Mediterraneo in sostituzione di Francia e Inghilterra. Kennedy era d’accordo, però bisognava dare stabilità politica al governo italiano che cambiava ogni due mesi. C’era stata la crisi del governo Tambroni che durò un mese e mezzo… Per dare stabilità politica bisognava scegliere un uomo e fare riforme, Kennedy esaminò tutti i possibili interlocutori italiani, Fanfani, via, Gronchi via, e arrivò a Mattei, di lui Kennedy era affascinato e iniziarono delle trattative, una prima trattativa avvenne all’hotel Excelsior di Roma in grandissimo segreto. Leggi il resto dell’articolo

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