LEGGE STABILITA’ : SINDACATI POLIZIA E FORZE ARMATE PRONTI ALLA MOBILITAZIONE

(ansa) – roma, 10 ott – i sindacati di polizia ed i cocer delle forze armate pronti alla mobilitazione contro la legge di stabilita’ che conterrebbe, spiegano, ”un ulteriore anno di blocco dei contratti prevedendo, per i lavoratori della sicurezza, difesa e soccorso pubblico, ben 5 anni di complessiva compressione della dinamica retributiva rispetto ai quattro previsti per la restante parte del pubblico impiego, oltre alla soppressione della indennità di vacanza contrattuale”.
le organizzazioni esprimono ”sconcerto per quello che appare un vero e proprio tradimento del governo che ancora una volta dimostra una evidente mancanza di volontà di rispettare le delicate funzioni e la specificità della categoria e del sistema sicurezza, difesa e soccorso pubblico, in una fase particolarmente delicata di involuzione economica e sociale come quella in atto nel paese”.
Roma, 10 ott. (Adnkronos) – ”In vista dell’approvazione della  legge di stabilita’, gia’ si inizia a parlare di un ulteriore blocco dei rinnovi contrattuali, degli automatismi stipendiali e delle progressioni di carriera per i prossimi anni e della sospensione
dell’erogazione dell’elemento provvisorio della retribuzione, cosiddetta ‘vacanza contrattuale’. Su questo punto dobbiamo prendere atto che il governo, anche nel metodo, viene meno ai suoi obblighi, peraltro prevista da una legge dello Stato. Nessuna convocazione e’ infatti giunta alle rappresentanze del comparto”. E’ quanto si legge nella lettera aperta inviata al ministro dell’Economia dal Consiglio Centrale di Rappresentanza della Guardia di Finanza.
Lo Stesso CoCeR della GdF nella  lettera a Monti scrive, tra l’altro, ..” LETTERA APERTA Signor Ministro, …..all’incontro a Palazzo Chigi tenutosi alcune settimane fa con i Co.Ce.R e le OO.SS. di Polizia e del Soccorso Pubblico, al quale Lei non era presente, il Ministro Fornero ci ha ringraziato per il lavoro svolto dai nostri operatori ma, nel contempo, a sostegno delle ragioni che inducono il Governo a portare avanti una riforma stigmatizzata anche dai partiti che appoggiano l’esecutivo, ha affermato che il Paese è in difficoltà. Per queste ragioni ci ha chiesto, senza alcuna remora, come se noi vivessimo nel lusso sfrenato e con stipendi o pensioni da capogiro, di accettare la riforma in modo tale da fare un sacrificio per il nostro Paese.
Signor Ministro, non ce ne voglia, ma chiederlo a noi è stato come chiedere ad un malato cronico di non urlare per il dolore, perché infastidisce i vicini, o di rinunciare alla necessaria terapia perché troppo costosa…… ……Signor Ministro, d’ora in avanti, Ella e tutti i componenti del Governo a cui appartiene cercate di evitare, se potrete, l’utilizzo delle forze di Polizia per garantire molti ingiusti privilegi che ancora connotano questo Paese, si risparmierebbero tante risorse da destinare alla collettività. Gradiremmo, altresì, che alle parole di ringraziamento per il lavoro svolto dalle Forze dell’ordine, facessero seguito azioni coerenti. Certi sentimenti non si proclamano, si dimostrano con i fatti.
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