L’orizzonte del desiderio.

di Uriel Fanelli

 

Ho scritto nel post precedente che dal 2014 dobbiamo smettere di pensare che sia l’industria a dare lavoro, e che invece inizieranno ad essere indispensabili nuove infrastrutture per supportare un tipo di industria nuovo e mai visto prima. (1) Cosi’ la domanda e’ “ma chi rimarra’ senza lavoro come fara’?” , e qualcuno ha scritto che questo produrra’ guerre e rivoluzioni. Onestamente, e’ un ritornello che alla lunga stanca, per quanto e’ stupido.

Il primo punto da capire e’ che la rivoluzione la fa un popolo che e’ in qualche modo importante o necessario al potere. Se e’ il popolo ad essere necessario per raccogliere il grano o mandare avanti le industrie, allora succedera’ che in Francia ci saranno le corvee’, e in Russia le deportazioni nelle citta’ industriali.
Cosi’il lavoratore si ribellera’, per la semplice ragione che ha valore. “Se vuoi che io faccia questo mi dai quello, e se provi a costringermi con la forza io mi ribello”.
Ma se osserviamo le ribellioni, osserviamo per prima cosa che prima avvengono richieste meno violente, POI il potere le seda con la forza (Come l’ Ochrana in Russia che carico’ i manifestanti con la cavalleria, facendone strage) , e allora si arriva alle armi.
Adesso supponiamo che NON ci sia bisogno di voi. Non potete andare in piazza a dire “ehi, se vuoi che io faccia quel che vuoi allora devi darmi quel che voglio”, per la semplice ragione che nessuno vuole che voi facciate qualcosa. Leggi il resto dell’articolo
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