Primarie centrosinistra. Renzi, il meglio della gioventù stelle e strisce

di Michele Mendolicchio

La discesa in campo del rottamatore Renzi sta creando una certa fibrillazione all’interno della dirigenza del partito. Anche se Bersani con il sostegno di tutta la vecchia guardia si dice certo del successo è indubbio che l’attacco a viso aperto crea una certa preoccupazione. La sfida delle primarie non riguarda solo la guida del partito ma soprattutto la leadership del centrosinistra nella corsa per Palazzo Chigi.
A favore di Renzi gioca soprattutto il vento dell’antipolitica che ha portato in questi ultimi anni molti elettori a disertare le urne facendo dell’astensionismo il primo partito. E altro elemento di non poco conto la voglia di cambiare la vecchia classe dirigente non solo del Pd ma di tutti i partiti che nel corso di questi ultimi 20 anni ha fatto davvero poco. Il rottamatore troverà dunque molti sostenitori che hanno una gran voglia di ripulire il Parlamento. Non basta però essere giovani per avere licenza di uccidere, ci vogliono soprattutto le idee e la voglia di lavorare per il bene comune. E questo non è affatto riconducibile ad una questione di età. L’astuta mossa di Renzi di chiedere il voto dei delusi elettori di Berlusconi potrebbe dargli quel pacco di voti che mancano per contendere la vittoria a Bersani. Sa benissimo infatti che nell’area dell’elettorato militante post-comunista è praticamente impossibile sottrarre voti. Voteranno in massa Bersani, in quanto rappresentante di un’ideologia ancora viva benché sconfitta dalla storia. E così a Renzi non resta che rivolgersi nel campo avverso per diminuire il gap che lo divide da Bersani. E’ chiaro che se alle primarie andrà a votare una buona percentuale di cittadini che pur non riconoscendosi in quell’area vedono nel rottamatore un interprete del rinnovamento l’esito potrebbe non essere così scontato. Sullo strumento delle primarie c’è comunque una grande ipocrisia di fondo. La dirigenza del Pd le esalta parlando di grande mezzo democratico ad uso dei cittadini ma poi quando si tratta di preferenze allora tutto cambia. Se vale per le primarie perché non dovrebbe valere per le politiche? Non è che quando si sceglie il segretario del Pd è un fatto di democrazia mentre quando si scelgono i propri rappresentanti parlamentari allora è corruzione e voto di scambio. “Chi diceva che noi chiediamo soltanto la rottamazione, credo che da ieri abbia degli elementi su cui riflettere perché noi chiediamo la rottamazione ma contemporaneamente proponiamo un’altra Italia e su questa Italia discuteremo con molta libertà e con molta serenità”. Ora si può pure votare Renzi per fare un dispetto a Bersani o perché semplicemente  piace la sua promessa di mandarli tutti a casa, però poi ci deve inesorabilmente misurare sulle proposte. E francamente Renzi non è altro che un sosia di Veltroni. Anche nel programma dell’ex sindaco di Roma c’era la voglia di rinnovamento, guardando soprattutto alla cometa Obama. E ogni passo del programma veltroniano era tutto un fiorire di elementi che facevano riferimento al modello d’oltreoceano. Solidarietà, accoglienza per gli immigrati, flessibilità massima, liberismo estremo e meritocrazia. Gli esiti ovviamente sono stati disastrosi, con la bocciatura dell’obamizzato. Quanto sta accadendo in America con la gestione Obama in grave difficoltà poi non fa altro che confermare l’opinione negativa del progetto veltroniano. Ora il novello democratico rottamatore vuole percorrere quasi la stessa strada. Non per niente prima di partire con il suo camper in giro per l’Italia per far breccia nei cuori dell’elettorato di centrosinistra ma anche di centrodestra è stato alla convention dei Democratici. E ne è tornato quasi affascinato da quel modello e da Obama, quasi avesse visto la Madonna. Un po’ come lo stesso Veltroni. Certamente va di moda questa esaltazione degli altri. Quante parole e quanto inchiostro speso per Zapatero? Per non parlare di Blair, ritenuto da D’Alema e da tutta la dirigenza piddina un punto di riferimento fondamentale. Per Obama poi una vera venerazione, quasi fosse un papa. La storia poi ha fatto carta straccia di tutti questi simboli. Il sogno americano è finito da un pezzo. Povertà, degrado e criminalità sono l’immagine predominante.
Se nel programma di Renzi c’è solo la voglia di fotocopiare il modello americano allora siamo ben lungi dal cambiamento. E’ un sola come Veltroni. D’altronde la sua Firenze non è che sia un modello da prendere in considerazione. Degrado, povertà, sporcizia sono lo specchio di una amministrazione che non ha portato nulla di nuovo. Se un valore sono gli zinagari e la moltitudine di immigrati che smerciano di tutto allora anche la meteora Renzi è destinata a fare la stessa fine della cometa Veltroni.
Nei giorni scorsi D’Alema aveva praticamente bocciato l’ascesa del rottamatore verso Palazzo Chigi, ritenendolo inadatto. Ora pare ammorbidire la sua posizione, sostenendo che in caso di vittoria del giovanotto non gli farebbe mancare il suo appoggio nella corsa delle politiche. “E’ iniziata -spiega Renzi- una campagna elettorale molto serena, ho visto che anche D’Alema ha fatto dichiarazioni di in bocca al lupo a tutti pur ribadendo, come è naturale, che lui voterà Pierluigi Bersani”.
Insomma il ma anche di veltroniana memoria torna di moda.

 

Fonte

 

—————————————————————————————————-

 

Brancaleone Renzi alle crociate…

 

Lo scorso giovedì s’è tenuto il via alla campagna elettorale di Renzi per le primarie del PD. Ha cominciato dal Nord Est, in quel Veneto profondo per anni feudo leghista ed in cui ora i delusi del Carroccio si sono massicciamente riversati sul Movimento 5 Stelle di Grillo. Del resto, nel comizio inaugurale di Verona, Bersani s’è proposto, anzi imposto, proprio come “l’antidoto a Grillo”.
Anche se negli indici di gradimento il vulcanico sindaco di Firenze continua a star dietro a Bersani con un secco 40 a 32 (sondaggio trasmesso dal programma “Piazza Pulita” di giovedì scorso) la sua popolarità tra gli elettori del PD risulta comunque in aumento. Dovrà comunque vedersela con un apparato di partito spesso in grado di mobilitare, in occasione delle primarie, voti dalla provenienza oscura. Non va dimenticato che il 30% dei voti di Bersani, durante le primarie del 2009, provennero dalla Campania di Bassolino, e c’è di che sospettare che in quell’occasione i signori delle tessere e gli elettori fantasma abbiano fatto la loro cospicua parte. Passino le primarie nei piccoli e anche nei grandi comuni ma, quando il gioco si fa duro ed è in ballo la sopravvivenza del ceto diessino e post PCI (con tanto di fedeli cooptati ex DC), quest’ultimo inizia a giocare ricorrendo a tutti i mezzi a propria disposizione.
Ecco perchè, nel suo presentarsi ai potenziali elettori del Nord Est (la piccola e media borghesia d’origini democristiane, poi convertitasi alla Lega e a Forza Italia, ostile a differenza del ceto operaio ex leghista e oggi grillino alle misure più sinistreggianti del M5S) come “l’anti-Grillo”, Renzi ha invocato il “soccorso azzurro” degli elettori delusi del PDL. Solo loro possono salvarlo, in parole povere, dalla potenza soverchiante dell’apparato piddino, rovesciando un esito elettorale che appare già scontato.
Già, ma basterà questo a farlo primeggiare? Nel 2007 – 2008 un gioco simile lo tentò Veltroni ed abbiamo visto tutti come andò a finire. Veltroni non riuscì a convincere gli elettori del centrodestra che in minima parte ed il suo tentativo di rimpiazzare il perduto voto della sinistra radicale con quello in uscita dal PDL e dall’UDC naufragò miseramente. Un Berlusconi che solo pochi mesi prima tutti consideravano sul viale del tramonto gli fece mordere la polvere: potrebbe succedere di nuovo, e non soltanto a Renzi.
Per raggiungere il suo obiettivo Renzi cerca di scatenare, nella platea già democristiana e forzista e leghista, l’incubo del “terrore rosso”. I numeri parlano chiaro: qualunque legge elettorale venga adottata, a vincere sarà il PD. Il PD di Bersani e D’Alema. Difficilmente sarà alleato con l’UDC di Casini, col quale aveva stabilito una fragile alleanza già in via di dismissione a causa delle divergenze sulla riforma elettorale, ma avrà invece al suo fianco Vendola e, chissà, magari anche Ferrero e Diliberto. E allora, se matematicamente il vincitore è già il PD, l’unica soluzione che ancora si può tentare è di cambiarlo dall’interno, rendendolo il più possibilmente simile al rimpianto centrodestra.
Da questo punto di vista il programma del sindaco di Firenze, accusato di vacuità, parla invece benissimo: è la scopiazzatura aggiornata e corretta di quello presentato da D’Alema nel ’98, ovvero da Berlusconi nel ’94: liberismo a gogo. Non è certo un programma che può piacere ai grillini, come noto di tutt’altro avviso su temi come il lavoro, l’acqua pubblica, e così via; ma piace ad una fetta consistente del PD e a buona parte degli elettori del centrodestra. Tutta gente che in questo momento, oltre all’incubo di vedere un asse PD – SEL al governo, è ossessionata anche dall’idea di ritrovarsi con Grillo al parlamento.
Eppure Renzi non sembra destinato a fare molta strada. Col PDL e la Lega in piena ripresa, anche e soprattutto in termine di appeal, l’elettorato a cui Renzi rivolge il proprio appello potrebbe disertare i seggi lasciandolo in balia di D’Alema e Bersani. E a Firenze la sua politica è sempre più contestata: dopo aver privatizzato tutto il privatizzabile (dalle quote dell’aeroporto alla compagnia di trasporto su gomma ATAF e via dicendo), le entrate del comune risultano persino più basse di quelle dell’ultimo anno della gestione Domenici. Che Firenze sia destinata, nel giro di pochi anni, a fare la fine di Parma, dissolvendo il fenomeno Renzi come una bolla di sapone?

 

Fonte

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: