E arriva il conto a Grillo.


di Uriel Fanelli

 

Arriva alla fine il conto di tutti gli errori commessi da Grillo e Casaleggio nel costruire il M5S, e arriva ovviamente nel momento della competizione. Quando fai comodo, i partiti accettano il nuovo arrivato perche’ lo usano per compattare i ranghi: oggi compattare i ranghi e’ inutile, e semmai occorre attaccare Grillo. E ovviamente, lo fanno sfruttando gli evidenti punti deboli del movimento.

Il punto e’ molto semplice: l’ M5S ha delle evidenti carenze politiche e comunicative, che permettono alle altre forze politiche di farlo a pezzi. Questo e’ dovuto in gran parte all’incompetenza specifica di chi si propone come guru senza esserlo, e in parte alla incompetenza specifica in materia di politica che caratterizza Grillo come persona.
Inoltre, a questo si aggiunge una visione ideologica e manichea della politica , che sebbene in linea di principio e’ assolutamente condivisibile , di fatto produce una distanza enorme con un paese fatto da persone che, sebbene si dicano contrarie alla casta, nel quotidiano non aspirano ad altro che ad entrare in qualche casta. In Italia la politica e’ un ufficio di collocamento, e quando si rifiuta di comportarsi cosi’, essa viene distrutta dai suoi stessi esponenti.
 
Tempo fa scrissi un post su Pizzarotti, nel quale evidenziavo un problema strutturale enorme. Si prenda una persona che desidera dare un contributo al proprio paese -cosa nobile- e la si tolga dal mondo del lavoro per un massimo di due mandati. Dopodiche’ la si risbatta nel mondo del lavoro in un periodo difficile per l’occupazione. Che cosa abbiamo ottenuto? Un barbone.
Cosa significa? Significa che e’ assolutamente nobile l’intento di non sporcare la politica coi soldi, ma se sin dai greci i politici meritevoli  andavano in pensione a spese dello stato -Socrate propone il medesimo trattamento per se’ nella sua arringa –  un motivo c’e’.
Il motivo lo state vedendo a Bologna, dove Favia ha esternato contro Casaleggio, in una situazione piuttosto sospetta, ma piuttosto facile da intuire come problema sistematico. Favia e’ ormai al secondo mandato, e questo nel M5S significa che dovra’ ritirarsi a vita privata.
Ora, dopo qualche anno fuori dal mondo del lavoro -e non da un mondo del lavoro in vena di regali- Favia dovra’ reinserirsi, senza che il partito offra alcuna carriera politica -vade retro, Satana!- e senza che  la sua esperienza possa venire riutilizzata -nell’ M5S ogni politico deve cominciare da zero, visto che il dilettantismo e’ scambiato per verginita’- da chi viene dopo.
Cosi’, e’ ovvio che Favia sara’ sensibile a qualsiasi richiamo , specialmente da chi gli puo’ offrire un modo di sbarcare il lunario. Ma questo non e’ un problema di Favia. E’ un problema globale.
OGNI candidato di M5S , finito il mandato, dovra’ trovare un lavoro od un altro partito. Ma nella situazione economica italiana, anche se Favia e’ abbastanza economico -e prende solo 2500 euro al mese, come vanta da tempo- oggi i lavoro da 2500 euro al mese non sono cosi’ comuni in Italia.
Cosi’, questo problema e’ sistematico: OGNI membro uscente dell’ M5S si trovera’ con un partito che disdegna qualsiasi supporto ai suoi ex politici , e ognuno di loro si trovera’ sull’orlo del baratro economico. Ben disponibile a quei partiti che invece possono offrirgli di piu’.
Questa e’ la ragione per la quale l’ M5S, se non supporta i politici uscenti dopo onorato servizio -ricordo che Favia era il loro gioiellino sino a due giorni fa- , e’ destinato ad essere un movimento di breve durata. Se ognuno dei politici eletti passa all’avversario, in cambio di un bello sputino contro Grillo e Casaleggio, spero che abbiano dei buoni ombrelli, perche’ si prepara pioggia.
Il secondo limite strutturale dell’ M5S e’ il business. Quello di Casaleggio e quello di Grillo.
Casaleggio e’ il pericolo principale. Si tratta di un’agenzia di pubblicitari che -come tutte le agenzie di pubblicitari- si vende come guru della strategia del social duepuntozzero neweconomy newage tuitterguglefeisbuk. Niente di strano, e’ un mercato cosi’, anche quelli che fanno i volantini per i kebabbari si propongono allo stesso modo.
In realta’ il business e’ l’hosting di siti web e la vendita di impression/gadget/altro e questo deve rimanere il business. La creatura M5S, quindi, DEVE rimanere su internet, perche’ e’ su internet che c’e’ il business di Casaleggio.
In divieto di andare in TV, in particolare nelle TV italiane  – Grillo ha partecipato, in veste di curiosita’ da deridere , a diverse trasmissioni TV qui in GErmania, dove Casaleggio non lavora- e’ dovuto al fatto che Casaleggio deve tenere il business su internet, e deve tenerlo in casa propria.
In altre parole, se u Favia diventa troppo popolare e va in TV, o sui giornali, anche se i giornali fossero favorevoli, uscirebbe dall’universo della “consulenza sulle strategie di comunicazione sul web duepuntozero” che Casaleggio fattura.
Perche’ Casaleggio abbia la fetta piu’ grande della torta, occorre che il M5S rimanga rigorosamente su internet, e che non si sposti troppo dal recinto che gestisce Casaleggio.
L’ M5S, cioe’  , e’ condannato a girare sugli unici binari che portano soldi a Casaleggio, ovvero a ruotare attorno ad una specifica “internet” fatta da misure rigorose di impression e clickstream, ovvero attorno al sito di Grillo e a quei siti collegati che Casaleggio gestisce. E questo non perche’ sia un dittatore: perche’ e’ quello che ci fa business.
Se l’ M5S dovesse avere politici che “bucano” lo schermo, capaci di stare in TV e sui media mainstream, o di stare su internet per conto proprio, esso non avrebbe piu’ bisogno di Casaleggio.
Casaleggio, quindi, non ha alcun interesse a formare dei politici che buchino lo schermo, che siano conosciuti, che vadano in TV, e/o che diano al movimento qualche immagine che Casaleggio non gestisce (fatturando).
Questo e’ il primo limite, che impedira’ sempre all’ M5S di andare oltre le elezioni locali, e gli impedira’ di avere una proposta politica su scala nazionale: per quella bisogna andare sui media mainstream, perche’ se governi un paese devi parlarci, non puoi rispondere al cittadino “vai qui e leggi il nostro programma”.
Anche perche’ sui media mainstream ci staranno gli altri, quindi se non ci vai, ti batteranno proprio su quel campo.
Casaleggio vuole un partitino rumoroso che non va in TV , che gira interamente DENTRO il recinto del sito web di Grillo, e che non acquisisce mai una sua autonomia comunicativa, perche’ questa sarebbe la fine del suo business.
Se questa e’ la strategia, il resto sono gli errori palesi di Casaleggio. Non essendo un esperto di comunicazione, ma soltanto di pubblicita’ , Casaleggio e’ incompetente in qualsiasi cosa non sia un mero broadcast , privo -come e’ la pubblicita’ in Italia- di fenomeni comparativi o di fenomeni di denigrazione.
La pubblicita’ italiana non contiene dei meccanismi comparativi, che sono limitati dalla legge, e come se non bastasse non consente di sminuire il prodotto altrui. Fenomeno che in politica e’ invece diffusissimo.
Di conseguenza, i pubblicitari italiani sono completamente incompetenti a riguardo, e Casaleggio ne e’ la prova.
Come tutti i pubblicitari ha saputo sicuramente costruire l’immagine del suo prodotto, ma ha un piccolo problema: regge malissimo quando qualcun altro lo attacca. Questo perche’ se io vendo scatolette di carne Puppa e arriva l’azienda Ciccia a fare pubblicita’ comparativa o a denigrare la carne Puppa, di solito si va in tribunale annunciando l’azione con un comunicato pieno di tuoni e fulmini.
Ed e’ quello che fa Casaleggio ogni volta che l’ M5S viene attaccato: un comunicato in cui minaccia questo e quello -di solito “ci vediamo in parlamento”- con i toni piccati coi quali di solito di annuncia una querela.
I politici -che sono usi a ben altro- lo hanno capito e ovviamente li porteranno allo sclero. Anche perche’ il comunicato rabbioso , fatto continuamente, fornisce l’immagine di una gabbia di belve che sarebbe meglio non aprire -tantomeno portarli in parlamento- , devastando l’opera di immagine fatta da Casaleggio.
La seconda incompetenza di Casaleggio consiste nel non prevedere che non siamo in pubblicita’, dove c’e’ il messaggio che deve essere efficace per quel che dice. In politica, a differenza della pubblicita’, il messaggio deve COPRIRE le critiche.
Nequaqua vacuum.
Cosa significa? Significa che se io non dico chiaramente come e’ strutturato il partito, lo dira’ qualcun altro. Se la carne Puppa non dice che le sue mucche sono allevate in prati verdi, la carne Ciccia raccontera’ che le mucche di Puppa sono allevate a Chernobyl e nutrite ad uranio bagnato nei bambini mutanti.
Ma Casaleggio non puo’ saperlo, perche’ in pubblicita’ questo non succede: se la carne Puppa non dice come alleva le sue mucche amen, perche’ al concorrente non e’ consentito insinuare nulla. In politica, invece, se non dici tutto, lo dicono altri.
Cosi’, se non c’e’ un ruolo UFFICIALE di Casaleggio nel movimento, QUALCUN ALTRO gli attribuira’ quello di dittatori. E’ ovvio. Ma Casaleggio, che e’ un pubblicitario, non e’ competente in comunicazione bidirezionale. Non viene da un mondo ove e’ possibile attaccare il tuo prodotto.

Casaleggio non sa che in politica, a differenza di quanto accade con la pubblicita’, TUTTO CIO’ CHE NON DICI DEL TUO PRODOTTO, LO DIRANNO I TUOI CONCORRENTI.

Cosi’, nella sua incompetenza, Casaleggio lascia aperti diversi punti:
  1. Non affida un ruolo UFFICIALE a Casaleggio, dando agio agli avversari di scriverglielo addosso.
  2. Non affida un ruolo UFFICIALE a Grillo, dando agio agli avversari di scriverglielo addosso.
  3. Non crea organi UFFICIALI dell’ M5S, affidandosi alla spontaneita’  , dando agio agli avversari di inventare ogni pratica malvagia e attribuirla all’ M5S.
  4. Non esiste un ufficio stampa UFFICIALE, col risultato che la comunicazione e’ affidata a chiunque parli in qualsiasi modo.
Il risultato di questa incompetenza e’ che adesso i politici giocheranno come sanno giocare,e  cioe’:
  1. Attribuiranno a Casaleggio il ruolo di qualsiasicosa vogliano, tanto non e’ ufficiale il suo ruolo.
  2. Attribuiranno a Grillo il ruolo di qualsiasicosa vogliano , tanto non e’ ufficiale il suo ruolo.
  3. Attribuiranno all’ M5S ogni possibile errore di qualsiasi movimento satellite che Grillo non abbia il potere di controllare a priori.
  4. In mancanza di un organo di stampa ufficiale, trasformeranno in dichiarazione politica ogni rutto che compaia sul sito di Grillo. E ne compaiono molti.
E’ assolutamente chiaro che sino a quando l’ M5S viene venduto come prodotto, cioe’ con le strategie di comunicazione della pubblicita’ e non con quelle della politica, esso sara’ facile da aggredire per i politici.
Come se non bastasse, in assenza di ruoli ufficiali e di uno statuto partitico che chiarisca i meccanismi interni UFFICIALI, sara’ possibile attribuire all’ M5S qualsiasi rutto appaia nelle loro bacheche online.
Oggi l’M5S e’ impreparato perche’ guidato, o meglio limitato, da una visione di internet incompetente e limitata all’advertising , da un modello di business che vede COMUNQUE nel sito di grillo un “cliente”, e da una catastrofica serie di assunzioni che lo rendono debole.
Di volta in volta, il politico di turno , sconosciuto alle masse perche’ non va in TV o sui giornali, finira’ la sua carriera e non sapra’ che lavoro fare. Cosi’ qualcuno lo paghera’ per passare dalla sua parte, e gli fara’ colpire l’ M5S nei suoi punti di debolezza: il ruolo non ufficiale di Grillo, il ruolo non ufficiale di Casaleggio, la mancanza di organi interni ufficiali e la mancanza di un ufficio di comunicazione che non sia gestito da Casaleggio.
Anche il duo Grillo-Casaleggio e’ pericoloso in se’. Se il partito M5S decidesse di scindersi dal blog di Grillo e avere un suo centro di informazioni , anche su internet ed anche gestito da Casaleggio, si staccherebbe da Grillo, e grillo direbbe di no: se l’ M5S si stacca dal sito web di Grillo, Grillo perde lettori.
Allo stesso modo, se Grillo decidesse di lasciar crescere i politici dell’ M5S, fino a farne dei volti noti capaci di fare un comizio senza stare due ore dietro le spalle di Grillo e poi parlare per 5 minuti, Casaleggio si incazzerebbe di questi spin-off, che non fatturerebbero piu’ a lui -come fece Di Pietro- e farebbe pressioni su Grillo.
Questo duo di fatto castra il movimento, impedendogli di diventare autonomo da Grillo-Casaleggio sul piano della comunicazione, e bloccando ogni tentativo di avere una classe politica fatta di persone che non hanno bisogno della faccia di Grillo per fare un comizio, che non hanno bisogno del sito web di Grillo per fare un comunicato, e di Casaleggio per gestire le due cose.
In piu’, la palese incompetenza di Cassaleggio quando si esce dal mondo della pubblicita’ commerciale offre ai nemici un comodo punto debole.
Per cui, ripeto, e’ gia’ tanto se l’ M5S riuscira’ ad uscire intero, senza scismi ed altro, da questa campagna elettorale, contro avversari preparati e pieni di esperienza. Senza contare la continua emorraggia di politici scaduti che finiranno il mandato in M5S e cercheranno una sistemazione. In un paese ove la politica fa da ufficio di collocamento, significa passare da un tradimento all’altro.

In ultimo, come il cazzo sui maccheroni, si sono trovati a costruire una struttura informatica da incompetenti. Avevo scritto tempo fa un post su come io avrei organizzato un partito digitale, (su internet sono un “vecchio”)  e alcuni dei sostenitori mi dissero che i meetup andavano bene cosi’. Ma dimenticavano alcune cosine.

Che quando il meccanismo partitico non e’ a portata di mano, ed e’ “da qualche parte su internet”, per l’uomo comune scompare. E quindi, ancora una volta, che cosa sono questi meetup? Quelli dell’ M5S lo sanno, ma per l’uomo comune sara’ facile , molto facile, che siano messe sataniche ove si sacrificano vergini e si beve sangue: basta farlo dire a qualche giornale.

E non avendo una infrastruttura digitale LOCALE da mostrare ai cittadini , anche casa per casa, o coi banchetti , il risultato e’ che si lascia all’avversario raccontare come funzioni -anche informaticamente- il M5S.

L’incompetenza, nel lungo termine, porta sempre dei costi.

Di solito, enormi.

E Internet , come dice Grillo, non perdona mai.

One Response to E arriva il conto a Grillo.

  1. Davide scrive:

    Sono d’accordo con la sua analisi, effettivamente il problema è aver creato un movimento e non farlo volare. Mi sono chiesto il perchè non formare delle persone capaci di parlare nei media mainstream, è quello che servirebbe, quante volte, vedendo santoro avrei voluto che ci fosse qualcuno capace di dire le cose come stanno, di dirlo nel modo giusto che non lascia possibilità di replica intelligente di fronte alla pura verità.
    Ho l’impressione che in un certo senso Grillo e Casaleggio non abbiano veramente capito cosa hanno creato e che con il loro comportamento tarpino le ali di una vera novità nel panorama politico italiano. Alla passione sincera dell’inizio si sta sostituendo la paura di mollare l’osso.

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