Undicesimo comandamento: non rimestare la merda

 

Tutti noi, nel corso della vita, accumuliamo delle ferite nell’anima: più o meno dolorose, più o meno profonde.

Però, sebbene tutti siano d’accordo nel fatto, non esiste di esso una interpretazione univoca; in particolare, ci si domanda quanto sia dovuto alle reali circostanze oggettive e quando, invece, si debba a una condizione spirituale soggettiva.

Le persone più sensibili sono particolarmente esposte alle ferite: ciò significa che soffrono in maniera acutissima, anche là dove altri neppure si accorgono di nulla, o a mala pena patiscono un graffio superficiale; ma fino a che punto si tratta di ferite prodotte da cause effettive e fino a che punto da un predisposizione patologica e masochista?

Impossibile sciogliere il dubbio, almeno in teoria; in pratica, l’occhio un po’ esercitato si rende conto abbastanza facilmente della differenza fra le due situazioni e sa riconoscere chi soffre a causa di qualcosa e chi soffre perché ha una predisposizione a vivere con sofferenza anche le circostanze relativamente ordinarie della vita. Leggi il resto dell’articolo

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