Afghanistan, crocevia del “grande gioco”: il grande bluff della Nato

 

Bisogna sgombrare innanzitutto la mente da quanto ci ripetono quotidianamente giornali e tv italiani sull’Afghanistan e sugli obiettivi della guerra condotta contro i Talebani, trattandosi null’altro che di propaganda propalata a piene mani dagli uffici stampa dei vari stati maggiori degli eserciti occidentali lì impegnati e direttamente “interessati” a “coprire” mediaticamente un’occupazione che si protrae ormai da più di 10 anni.
La droga: la storia del traffico di droga in Asia Centrale è intimamente collegata con le operazioni coperte delle CIA. Prima della guerra sovietico-afghana, la produzione di oppio in Afghanistan e Pakistan era diretta ai piccoli mercati regionali. Non vi era una produzione locale di eroina. A tal riguardo, lo studio di Alfred McCoy conferma che in due anni di operazioni della CIA in Afghanistan, “la zona di confine Pakistan-Afghanistan divenne il maggior produttore mondiale di eroina, fornendo il 60% della domanda USA. In Pakistan, la popolazione eroinomane passò da zero del 1979, al 20% della popolazione nel 1985 – il tasso di incremento più alto di qualsiasi altra nazione. Gli agenti della CIA controllavano tale commercio. Quando i mujahidin occupavano un territorio in Afghanistan, essi ordinavano ai contadini di coltivare il papavero come forma di tassa rivoluzionaria. Attraverso il confine con il Pakistan, i leader afghani e i gruppi locali, sotto il controllo dell’Intelligence del Pakistan, operavano centinaia di laboratori dell’eroina. Leggi il resto dell’articolo

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