Il bisogno compulsivo di ferire è il grido di dolore dell’anima ferita


di Francesco Lamendola

«Ferito a morte» è il titolo di un noto romanzo di Raffaele La Capria.
Ma, uscendo dalla letteratura ed entrando nel regno della vita quotidiana, quante sono le persone che continuano a vivere, pur essendo ferite a morte?
Che si portano una spina nel cuore, una piaga mortale nell’anima, e nondimeno vivono, o sembrano viere, svolgendo le cose di ogni giorno, come se niente fosse?
Sono ferite a morte, eppure vivono; vivono, ma solo esteriormente; vivono, ma solo per portare in giro il proprio simulacro, la propria apparenza di vita – e null’altro.
Nella vita, ha detto qualcuno, tutto dipende da quanto si è rimasti delusi, vale a dire da quanto si è rimasti feriti: e questo è il primo problema dell’esistenza.
Il secondo problema è che Leggi il resto dell’articolo

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