Il “governo della paura” esiste perché accettiamo la paura dentro di noi

di Enrico Galoppini

Quello di tenere in scacco gli esseri umani con paure d’ogni tipo è un giochetto vecchio come il cucco.

Ne abbiamo una tipica rappresentazione – da oltre dieci anni – con tutto il can can sull’11 settembre e la “guerra al terrorismo” (“islamico”). Con la scusa delle “misure di sicurezza”, hanno fatto digerire di tutto. Intrusioni sempre più invadenti ed insolenti nella vita delle persone. Ed inimmaginabili, fino a pochi anni fa.

Come quelle delle telecamere, praticamente in ogni dove, o delle “intercettazioni”, o della “tracciabilità” di ogni transazione. Sempre per difenderci da qualche terribile “minaccia”.

E, già che c’era, qualcuno ne ha approfittato per farsi il solito gruzzolo, come le ditte dell’acqua minerale, le uniche beneficiarie dirette del divieto imposto ai passeggeri di portare con sé, prima del “check-in” in aeroporto, anche una banale bottiglietta d’acqua. Leggi il resto dell’articolo

LE COLPE ED IL GOLPE

di Gianni Petrosillo

 

La tecnocrazia è l’ultimo buco dove si nascondono i partiti roditori e frodatori, nonché l’ennesimo paravento dietro il quale cantano stonando quei poteri marci e decadenti che qualcuno si ostina a definire forti, mentre si tratta soltanto di cerchie di vili e di corrotti preoccupate della propria misera sopravvivenza, per le quali anche dieci anni di resistenza possono equivalere ad un’intera esistenza. L’Italia è stata consegnata da tutti costoro ad un tribunale fallimentare di professori investito del compito di liquidare il patrimonio, chiudere i battenti di imprese strategiche e gioielli industriali d’avanguardia, svendere la polpa ai creditori internazionali, lasciando le ossa in bocca ai connazionali. Ormai nessuno dovrebbe avere più dubbi sul tema o sul dramma in corso, il Premier Monti, cattedratico e macellaio, finora questo ha fatto, ha preparato il controfiletto con la carne nazionale per i mercati voraci e i prepotenti mondiali veraci. La giunta di salvezza pubblica, calata dall’alto di un Colle decollato di ogni pudore, tra il capo e il collo di tutti noi, ci ha sobriamente infilato il coltello in gola facendo scorrere molto sangue e garantendoci immani sofferenze prima della morte. Basta dare uno sguardo agli ultimi rilevamenti Istat: il Pil in discesa libera (si parla di un -1,4% entro l’anno), gli investimenti impantanati, il deterioramento delle infrastrutture e dei servizi, i consumi delle famiglie a picco tanto che se un tempo si chiedevano mutui per comprare la casa adesso bisogna rivolgersi alle banche, che comunque non ci sentono, per non perderla tra Imu, bollette ed altri tartassamenti vari. In cambio di tutti questi sacrifici inutili e mortali abbiamo ottenuto quella credibilità che tanto veniva invocata allorché al governo c’era il satiro nano con il coso sempre in mano. Credibili e mazziati, verrebbe da dire, grazie ad un Presidente del Consiglio membro della commissione Trilaterale che ci garantisce centralità globale, almeno nel senso di essere diventati un bersaglio internazionale, ma tra una distesa di bare. In realtà, che questa emergenza fosse seria ma non così esasperata ce lo dimostrano quegli atti dell’esecutivo orientati ad intervenire in questioni tutt’altro che urgenti come la Rai, i vertici di alcune authorities, le nomine di commissari in organismi inessenziali, la riforma elettorale. Il mondo intorno crolla ed il Gabinetto degli illuminati pensa ad occupare ed amministrare le macerie fumanti. Da ultimo, circondati da queste devastazioni i partiti si concentrano sui sistemi di voto per riprendere al più presto in mano il timone di una nave che loro hanno mandato alla deriva e che adesso vorrebbero persino far ribaltare. Si disputa sul semi-presidenzialismo alla francese e il doppio turno alla pirlese con il Pd che nega il primo, proposto da Berlusconi, perché non ci sarebbero i tempi per un cambiamento della Costituzione ed Alfano che si oppone al secondo perché avvantaggerebbe solo Bersani e soci. Le solite discussioni tra furfanti che puntano a sottrarsi il bottino a vicenda. Eppure c’è stato un sovvertimento costituzionale che il Parlamento ha approvato quasi all’unanimità concretando un golpe silente ai danni dell’autonomia decisionale del Paese. Nessun paladino dell’intoccabile Costituzione si è alzato a difendere la stessa allorché con la Legge 1/2012 la nostra sovranità contabile è stata consegnata all’UE contro gli interessi dello Stato. Tale norma ha introdotto nella carta fondamentale il principio del pareggio di bilancio abdicando alla governance economica che viene trasferita a Bruxelles. Con questi atti di suicidio assistito da terzi forse un giorno riusciremo a rientrare dal debito pubblico uscendo definitivamente dalla Storia. Sono stati tutti d’accordo ad autorizzare questo esautoramento del popolo italiano in nome di un’artificiosa appartenenza ad una più vasta comunità continentale. Dove guardavano, mentre era in corso questa rapina costituzionale tutti quegli strenui difensori della Carta, i quali per anni ci hanno fracassato i timpani e ben altro con l’inviolabilità della stessa? Dov’erano i costituzionalisti integerrimi, i politologi mascherati da tali ed i loro associati fraterni della stampa, soprattutto di sinistra (da Zagrebelsky, a Sartori, a Pasquino, a Scalfari ed altri finti scienziati) nel momento in cui il “golpe legale” diventava arbitraria condanna alla pena capitale del futuro dello stivale? Coi feticci si difendono i pretesti nel mare magnum delle menzogne e dei tradimenti. Ne abbiamo avuto la prova ora che siamo con l’acqua alla gola.

 

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Il grande disegno

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Di Luciano Fuschini     

Si delinea lo scenario di un mondo unificato, con un governo supremo che detta le regole attraverso i flussi finanziari, imponendosi su realtà regionali frammentate, non vivificate dai costumi locali e dalle tradizioni ma omologate al modello dominante. Ebbene, la cosa più impressionante è che questo scenario realizza un progetto che fu messo a punto fra il XVII e il XVIII secolo. In ambienti rosacrociani e massonici si coltivòl’ideale universalista di un deismo che superasse le distinzioni fra le varie religioni e le varie chiese, di una Ragione filosofica che sarebbe progressivamente diventata Ragione scientifica, di un cosmopolitismo permeato di idee umanitarie. Rileggere la storia degli ultimi secoli secondo l’ipotesi di un progressivo inverarsi di quel progetto, può fornire strumenti di interpretazione della realtà che stiamo vivendo.

La guerra di indipendenza americana e la rivoluzione francese furono guidate da massoni, propugnatori di quegli ideali di deismo, umanitarismo, universalismo, anche se le contingenze del processo rivoluzionario portarono a direzioni in parte diverse. La cultura illuminista che scaturì dal laboratorio massonico e che preparò il terreno alla rivoluzione francese, aveva un obiettivo polemico primario, un nemico da abbattere: l’antico regime aristocratico feudale di cui la chiesa cattolica era componente ormai organica. L’assalto demolitore alla chiesa cattolica si è sviluppato a ondate successive, dal Settecento illuminista attraverso tutto l’Ottocento e il primo Novecento, col relativismo storicista, il positivismo scientista, il materialismo marxista, lo psicologismo, la sociologia concepita come scienza, la concezione laicista che separando nettamente religione e società civile decreta la fine della fede nella sua dimensione di custode delle tradizioni e di cemento delle culture locali. La chiesa ne è uscita sconfitta e il Concilio Vaticano II è l’atto che ne codifica la resa. Oggi la chiesa cattolica è un guscio vuoto. Ha perso in gran parte il suo ruolo di custode del sacro, per diventare un ente assistenziale dove i preti non si distinguono dagli psico-socio-pedagogisti nemmeno nel linguaggio, o per sopravvivere come centro di potere finanziario. La chiesa è stata utilizzata nella lotta contro il comunismo, ma ciò che l’ha demolita è stata la cultura laica, razionalista, scientista delle massonerie, con l’apporto concomitante del protestantesimo convergente con l’ebraismo, pur nella sua netta distinzione dal laicismo massonico. L’esposizione mediatica di papa Woityla non solo non ha invertito la tendenza, ma ha costituito la riprova del cedimento del cattolicesimo alle modalità mondane dei suoi avversari.L’altro grande ostacolo che le élites scaturite dalla rivoluzione settecentesca dovevano abbattere era quello rappresentato dagli imperi multietnici. Erano un residuo dell’antico regime. Imperi con una continuità territoriale che inglobava popoli che conservavano tradizioni, lingue, talvolta religioni diverse, in un’articolazione complessa in cui particolarismi locali e rispetto quasi sacrale per il potere centrale trovavano un equilibrio, instabile come tutto ciò che è umano, ma comunque fecondo. Contro quegli imperi, asburgico, russo, turco, le massonerie ottocentesche col formidabile apparato finanziario e militare di potenze a esse collegate, scatenarono i nazionalismi, il fenomeno politico più imponente dell’Ottocento, mentre gli imperi extraeuropei venivano investiti dal colonialismo e smembrati con la forza delle armi. Il colpo finale ai grandi imperi del passato, asburgico, russo e turco, fu dato dal macello della Grande Guerra. Le vicende successive ne furono un’appendice. Il tentativo nazista di creare un impero terrestre europeo che espandendosi al medio oriente si congiungesse con le armate nipponiche dilaganti in Asia, impero contrapposto a quello marittimo anglo-americano, fu vanificato dalla vittoria alleata. Il successivo proposito sovietico di utilizzare l’ideale comunista come veicolo per creare un altro grande impero continentale, è stato frustrato attraverso la guerra fredda che ha logorato e fatto implodere il nemico.

Restavano due ostacoli perché il disegno cosmopolita e omologante si realizzasse compiutamente: il nazionalismo e l’islam.Il nazionalismo era stato usato per smantellare i grandi imperi non omologati al piano del cosmopolitismo illuminista, ma a questo punto diventava un ostacolo. Non a caso coloro che si sono opposti al vasto disegno, in una lotta mortale e disperata, sono stati capi popolo fortemente nazionalisti. Questa è la chiave di lettura per comprendere l’accanimento con cui l’Impero, anche ricorrendo  a grossolane menzogne, ha voluto liquidare il serbo Milosevich, l’iracheno Saddam e il libico Gheddafi. Questa è anche la chiave di lettura per comprendere le guerre contro l’islam, naturalmente non presentate come tali ma spacciate per guerre difensive contro il terrorismo, e l’abile appropriazione delle rivolte arabe da parte di Obama e delle élites che ispirano lui come tutti i capi di quello che chiamiamo Occidente. Esaltare le rivolte arabe come una tappa nella lotta per la libertà e la democrazia, significa incoraggiarle ad adottare schemi politici e culturali occidentali. Significa un accurato piano di omologazione al modo di pensare, di consumare, di concepire il rapporto fra i sessi, che è proprio della civiltà che assimila a sé il mondo intero. Fare anche dell’islam un’area di laicismo significa abbattere l’ultima resistenza culturale all’omologazione del mondo. Così si spiegano anche le recenti, confuse e apparentemente contraddittorie vicende, con gli USA e l’Europa che appoggiano le rivolte contro i dittatori che pure furono servi dell’Occidente.Questa rapida esposizione delle grandi linee di tendenza che hanno orientato la storia degli ultimi secoli può sembrare un’adesione a certo complottismo caro a correnti inclini all’esoterismo, vagamente paranoiche e fascisteggianti: le sorti del mondo affidate alle trame di forze occulte massoniche, ebraiche, protestanti, oggi  espresse da gruppi potentissimi semiclandestini come il Bilderberg, la Trilaterale, gli Illuminati. Non è precisamente la mia convinzione. Non c’è niente di misterico e di esoterico, né costoro sono i protagonisti veri del grande disegno. Ci sono invece potenti interessi dell’alta finanza e della grande industria diventata transnazionale, che hanno utilizzato ai loro fini un apparato concettuale elaborato da quei circoli culturali che produssero l’Illuminismo. Essi seppero anche abilmente spacciare per democrazia un sistema elettorale concepito per manipolare l’opinione pubblica, mentre il potere vero è sempre stato esercitato dalle élites finanziarie e dai servizi segreti ai loro ordini, entità sostanzialmente sottratte al controllo dei parlamenti .  Non si può che essere ammirati dalla grandiosità del progetto e dalla sua realizzazione puntuale attraverso gli ultimi secoli. Ma anche questo apparente clamoroso successo è esposto allo scacco che chiamiamo “eterogenesi dei fini”. Il piano prevedeva il governo unico di un’umanità pacificata, riscattata attraverso la ragione e la scienza dai fanatismi che l’afflissero, tollerante nella prassi liberal-democratica, fiduciosa nel progresso e credente nel Dio dei deisti, una religione naturale senza dogmi. Gli USA si sentono portatori di questa Verità, investiti della missione di salvare l’umanità uniformandola al loro modello. Ebbene, l’umanità che si pensava così forgiata, è invece una moltitudine derelitta e disorientata, sradicata, percorsa da un sentimento del nulla e da un presagio di apocalisse. Sono state scatenate dinamiche imprevedibili e incontrollabili. I disastri ambientali, l’esplosione demografica, il debito pubblico non più sanabile, fanno presagire un’epoca di catastrofi senza precedenti, dalle quali uscirà un mondo ben diverso da quello che con tanto apparente successo si è costruito. L’esistenza della legge ferrea dell’”eterogenesi dei fini” ci riporta a un Progetto che sovrasta tutti i piani umani e si realizza vanificandoli.

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