La lunga marcia di logoramento dell’Italia

Dietro le forti pressioni esercitate dalla Commissione Europea e dagli organismi dell’Antitrust sia europeo che italiano, l’ENI si accinge a cedere la propria quota di controllo (51%) della Snam. Le ragioni che stanno alla base dello scorporo discendono tutte dal mantra liberista venerato acriticamente dalle istituzioni europee, secondo il quale sottraendo la distribuzione all’azienda si attiverebbe un circolo virtuoso di “sana” concorrenza che garantisca a tutti gli operatori del settore le pari condizioni di accesso che il controllo della Snam da parte dell’ENI avrebbe compromesso. Le compagnie statunitensi, francesi e britanniche avevano caldeggiato con forza questa svolta, in virtù del fatto che dal loro punto di vista lo scorporo della Snam comporta un netto indebolimento dell’ENI.
L’hedge fund statunitense Knight Winke, che controllava una quota ridotta del pacchetto azionario dell’ENI, aveva invece svolto un lavoro “interno” all’azienda, intraprendendo un’opera di convincimento nei confronti dell’azionariato incardinata sul concetto che vendendo la Snam, l’Ente Nazionale Idrocarburi avrebbe incamerato ricchi proventi che avrebbero a loro volta reso possibile l’allargamento del raggio operativo della società. Quando l’Amministratore Delegato di questo hedge fund è volato in Italia per partecipare alla presentazione del bilancio 2011, egli ha sottolineato che la fiducia dei mercati nei confronti dell’Italia è subordinata all’implementazione dei piani di privatizzazione delle ultime aziende su cui lo Stato è ancora in grado di esercitare un controllo effettivo, più che nei confronti del debito pubblico.
Il parossismo generale nei riguardi del debito pubblico – che, lungi dall’essere il fulcro del problema come vorrebbe qualcuno, costituisce invece la vera cartina tornasole capace di misurare grado di deterioramento delle altre attività economiche nazionali – non è altro che uno specchietto per le allodole, utile per giustificare lo smantellamento totale e definitivo dell’industria strategica italiana in nome dell’imperativo categorico di “far cassa”.
Per questa ragione il nuovo piano strategico elaborato da Finmeccanica ha suscitato l’approvazione di Morgan Stanley, che ha alzato il rating sulla società romana poche ore dopo che l’Amministratore Delegato Giuseppe Orsi ebbe esternato pubblicamente l’intenzione di “alleggerire” la holding attraverso la dismissione di alcune aziende “meno produttive”. Leggi il resto dell’articolo

Il moto elicoidale della Storia: accettasi scommesse, al di là del Bene e del Male


Bene: è giunto il momento di cercare di operare una sintesi tra tutti i dati finora raccolti, dati che, nonostante tutto, ancora non hanno una loro organicità, una chiara logica interpretativa, un coerente legante interno.

Troppe restano le contraddizioni, e troppe le domande senza risposta: la prima delle quali è: “PERCHE’ ??” …

Se è infatti a questo punto evidente che la classe dominante stia seguendo un proprio preciso progetto che a noi non viene comunicato, restano per ora senza risposta alcuni forti interrogativi: vediamoli, e poi vediamo se riusciamo a formulare una più coerente teoria storica avvalendoci di tutte le teorizzazioni fin qui enunciate: teorizzazioni a cui manca ancora la “chiave di volta”, la chiusura del cerchio, la chiara visione della loro escatologia finale.
Scorriamo quindi brevemente i principali interrogativi che ancora rimangono senza risposta:

– SONO DUNQUE TUTTI DIABOLICAMENTE PERVERSI E MALVAGI ??  Questo è senza ombra di dubbio il primo quesito che ci si pone non appena ci si rende conto di quanto diverse siano le reali dinamiche del mondo da quelle cui la nostra educazione tradizionale ci ha indotto a credere. ( E si badi bene: non è solo questione di questi ultimi anni: come abbiamo visto, questo è un modo di procedere che appartiene almeno agli ultimi secoli, almeno a partire da quel ‘600 quando il “debito pubblico”, introdotto attraverso la Banca d’ Inghilterra ed in seguito sempre mantenuto, anzichè venire periodicamente “rimesso” come avveniva nelle precedenti società teocratiche, assurge a dinamica sociale costante e viene trasformato in vero e proprio “motore storico”. Del resto, il sibillino enunciato di “Corsi e ricorsi storici” di Giambattista Vico stava a propagandare, elevandola a scienza, proprio tale pratica, con un’ operazione di “induzione del giusto pensiero” del tutto simile a quelle che vediamo anche oggi essere messe in pratica allo stesso scopo … )
Ma c’è ancora qualcosa che ci sfugge … Leggi il resto dell’articolo

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