PROPAGANDA ALLA DONAZIONE SU FACEBOOK E SELEZIONE DELLA SPECIE

 

Quella della donazione tramite Facebook è una americanata pericolosa, una sporca pubblicità alla donazione degli organi, tessuti e sangue, che non contempla l’opposizione perché in USA e nel Regno Unito, dove l’iniziativa ha preso il via, da sempre vengono segnati nei Registri ufficiali solo i donatori. Gli altri li lasciano in pace.
Una situazione che, pur truffaldina per la mala-informazione delle associazioni donazioniste, è più onesta e razionale di quella italiana dove siamo considerati tutti donatori (popolo gregge di aspiranti al “mondo dietro il mondo”) salvo che si documenti per iscritto una opposizione della persona o, in mancanza, della famiglia, entro i tempi del prelievo.

Il robot Zuckerberg, ideatore dell’iniziativa e fondatore di Facebook, che non è un umano ma ferraglia, al servizio delle organizzazioni di espianto-trapianto/vivisezione umana/sperimentazione in vivo, ha creato una nuova funzione della rete di aggregazione sociale (social network) col fine di pescare facili adesioni alla donazione dall’allevamento della specie umana, indifferente che siano riti sacrificali praticati sulle classi meno abbienti, più disinformate e più destrutturate dal sistematico lavaggio del cervello.

Questa iniziativa dimostra che internet (Facebook ed altre reti) può essere pesantemente gestita e controllata dal sistema di sfruttamento capitalistico di Stato e privato, e può avere il ruolo di penetrazione di una soffice ma sanguinolenta dittatura sulla persona umana.

Non dobbiamo però preoccuparci oltre misura dell’iniziativa americana, primo perché in Italia siamo ben oltre nell’inganno e nel pieno caos legislativo, in quanto la legge 91 del ’99, detta del silenzio-assenso, non è stata attuata per la dichiarazione di volontà dei cittadini, solo perché le autorità hanno timore dei NO. Secondo perché dalla non emissione del Decreto attuativo è esploso un groviglio di illecite e truffaldine Disposizioni transitorie, l’ultima delle quali firmata dalla Turco per coinvolgere i comuni nella donazione all’atto del rilascio della carta d’identità. Terzo perché in Italia si pescano più donatori con la donazione presunta e gli inganni, impedendo che il cittadino presenti formale opposizione secondo legge (art. 5). Per la similitudine dei fatti va però segnalato l’illecito delle associazioni pro-trapianto italiane che sollecitano donazioni on-line.

Per quanto attiene i cittadini USA e del Regno Unito, che non sono malmessi e predati come noi Italiani, riteniamo che nella rete di “donazione esplicita” cascherebbero solo i robot, gli utili idioti e quelli che non hanno autodifesa (forma patologica). In altre parole la si potrebbe vedere come una forma di selezione della specie nell’era della tecnologia invasiva che espropria dell’anima e della personalità ai fini della creazione della materia interscambiabile.

Nerina Negrello
Presidente
Lega Nazionale Contro la Predazione di Organi
e la Morte a Cuore Battente
www.antipredazione.org

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