Kofi Annan: pelle nera, maschera bianca.

Ex segretario generale dell’ONU e Premio Nobel per la Pace.

di Thierry Meyssan

Sebbene il bilancio del lavoro di Kofi Annan quando è stato capo all’ONU ha mostrato di essere un vero successo in materia di amministrazione, gestione ed efficacia, le critiche sono numerose a livello politico. Come segretario generale, Kofi Annan si è dedicato ad adattare l’ONU al mondo unipolare e alla globalizzazione dell’egemonia statunitense. Mise in dubbio le basi ideologiche dell’ONU e privò  questa organizzazione della capacità di evitare e prevenire lo scoppio di conflitti. Nonostante questo, è precisamente Kofi Annan ad essere chiamato per risolvere la crisi siriana.

Kofi Annan, ex segretario generale dell’ONU e Premio Nobel per la Pace, è stato scelto come inviato speciale da Ban Ki- Mon e Nabil ElArabi per negoziare una soluzione pacifica alla crisi siriana. Conta per questo compito di un’eccezionale esperienza e un’immagine molto positiva, quindi tutti contenti della sua nomina.

Cosa rappresenta quest’alto funzionario internazionale? Chi lo ha portato fino alle più alte funzioni?Quali decisioni politiche ha preso e quali compromessi assume attualmente? La discrezione sembra essere l’unica risposta a tutte queste domande, come se l’incarico disimpegnato nel passato costituisse una prova di neutralità.

Scelto ed educato dalla Fondazione Ford e la CIA.

Gli ex collaboratori di Kofi Annan esaltano la sua amabilità, intelligenza e perspicacia. Dotato di una personalità altamente carismatica, il suo passaggio ha lasciato una profonda impronta dato che non si è comportato come un semplice “segretario” dell’ONU ma piuttosto come il “generale” delle Nazioni Unite, prendendo iniziative che diedero una nuova vita ad un’organizzazione pervasa di burocrazia. Tutto questo è noto e si è ripetuto fino alla sazietà. Le sue eccezionali qualità professionali gli sono valse il Premio Nobel per la Pace, nonostante questo premio dovrebbe ricompensare un compromesso politico personale, non una carriera come amministratore.

Kofi e sua sorella gemella, Efua Atta, nacquero l’8 aprile 1938, nel seno di una famiglia aristocratica della Costa d’Oro del golfo di Guinea. Suo padre era il capo tribale dell’etnia Fante e governatore eletto della provincia di Ashanti. Nonostante fosse contrario alla dominazione britannica, fu un servo fedele della Corona. Ha partecipato, insieme ad altri personaggi illustri, al primo movimento di decolonizzazione, ma vide con inquietudine e sospetto l’agitazione rivoluzionaria di Kwame Nkrumah.

In ogni caso, gli sforzi di Nkrumah condussero all’indipendenza del paese, sotto il nome di Ghana, nel 1957. Kofi aveva allora 19 anni. Nonostante non abbia preso parte alla rivoluzione, divenne vicepresidente della nuova associazione studentesca nazionale. Fu allora che un reclutatore della Fondazione Ford s’interessò a lui e lo incorporò ad un programma di “giovani leader”.  Nell’ambito diquesto programma, il giovane Kofi fu invitato ad un corso estivo presso l’università di Harvard (percorso simile a quello di Obama). Dopo aver comprovato il suo entusiasmo per gli USA, la Fondazione Ford gli propose una formazione completa, prima come studente di Economia nel Macalester College del Minnesota e dopo alla facoltà di Relazioni Internazionali nell’Istituto Universitario degli Alti Studi Internazionali di Ginevra. (IHEAD).

Alla fine della Seconda Guerra Mondiale, la Fondazione Ford, creata dal famoso industriale statunitense Henry Ford, è diventata uno strumento non ufficiale della politica estera degli Stati Uniti, offrendo una schermata rispettabile alle attività della CIA (1).

La vita dello studente Kofi Annan dall’altra parte dell’Atlantico (dal 1959 al 1961) coincide con i momenti più difficile della lotta per i diritti civili dei afro-americani (l’inizio della campagna di Martin Luther King nel Birmingham). Ha assistito quindi, negli USA, ad una sorta di continuazione del processo di decolonizzazione che aveva già conosciuto nel Ghana, ma neanche qui vi partecipò.

Soddisfatti dei risultati accademici e della sua capacità di discrezione sul piano politico, i suoi mentori statunitensi gli aprirono le porte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, dove trova il suo primo lavoro. Dopo 3 anni di lavoro nella sede di Ginevra, entra a far parte della Commissione Economica dell’Africa, con sede a Addis Abeba. Ma non potendo contare sulla necessaria preparazione per potere aspirare ad una carriera nella direzione dell’ONU, ritorna negli USA per studiare amministrazione nel Massachusetts Institute of Technology (MIT) (dal 1971 al 1972). Ha cercato di ritornare al suo paese natale come direttore dello Sviluppo Turistico, entrando continuamente in conflitto con il governo militare del generale Acheampong, per fare ritorno all’ONU nel 1976.

 

Una carriera brillante con tragici fallimenti.

Nell’ONU ha svolto diverse funzioni, prima in seno all’UNEF II (la forza d’interposizione tra Israele e l’Egitto creata dopo la guerra di ottobre del 1973) e più tardi come direttore del personale dell’Ufficio dell’Alto Commissionato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR in inglese). Conosce allora l’avvocatessa Nane Lagergren con cui si sposa in seconde nozze. Quest’avvocatessa svedese è la nipote di Raoul Wallenberg, rappresentante ufficiale della Svezia in Ungheria durante la Seconda Guerra Mondiale, famoso per aver salvato  centinaia di ebrei perseguitati attraverso la falsificazione dei passaporti. Wallenberg lavorava anche per la OSS (oggi CIA) come agente di collegamento tra gli USA e la resistenza ungherese. Sparì alla fine della guerra e si dice che i sovietici lo fecero prigioniero per interrompere l’influenza statunitense in Ungheria. In ogni caso, la felice unione con la nipote di Wallenberg aprì a Kofi Annan una serie di porte che non riusciva a superare da solo, principalmente quelle delle organizzazioni ebree.

Il segretario generale dell’ONU, Javier Perez de Cuellar, nominò Kofi Annan assistente a carico delle risorse umanitarie e responsabile della sicurezza del personale dell’ONU (dal 1987 al 1990). Quando l’Iraq decide l’annessione del Kuwait, 900 impiegati dell’ONU si vedono intrappolati in quel paese, Kofi Annan riesce a negoziare con Saddam Hussein l’uscita del personale dell’ONU, cosa che gli conferisce prestigio dentro l’organizzazione. Si incaricherà successivamente della finanziaria dell’ONU (dal 1990 al 1992) sotto il mandato di Butros-Ghali, delle operazioni di pace (1993-1996) con una breve parentesi come inviato speciale per la Jugoslavia.

Secondo il generale canadese Romeo Dallaire, comandante dei caschi blu in Ruanda, Kofi Annan non reagì di fronte ai numerosi avvisi e richieste di intervento e quindi, sarebbe il principale responsabile dell’inerzia dell’ONU durante il genocidio in Rwanda (con un bilancio di 800.000 morti, principalmente membri dell’etnia tutsi, dove si trovano anche oppositori appartenti all’etnia hutu)(2)

Uno scenario praticamente identico si riprodusse in Bosnia, dove le forze serbo-bosniache presero come ostaggi 400 soldati ONU. Kofi Annan non rispose all’epoca alle sollecitazioni del generale Bernard Janvier e permise l’esecuzione del massacro che era prevedibile.

Alla fine del 1996, gli USA si opposero alla rielezione dell’egiziano Butros Ghali come segretario generale dell’ONU. Washington riuscì allora imporre il suo candidato,proprio  Kofi Annan, un alto funzionario internazionale proveniente dalla stessa ONU. Invece di ostacolare la sua nomina, i fallimenti di Kofi in Rwanda e Bosnia si trasformarono in trofei quando il candidato li confessò candidamente e promise di riformare il sistema perché tali eventi non si ripetessero in futuro. Kofi Annan fu eletto sotto tale premessa e prese l’incarico di segretario generale il 1 gennaio 1997.

Segretario Generale dell’ONU

Kofi Annan da subito organizzò un seminario annuale della durata di due giorni, a porte chiuse, per circa 15 ambasciatori  all’ONU. Questo “ritiro” (sic) si avvaleva della generosa accoglienza del Rockefeller Brothers Fund nel Centro di Conferenze di Pocantico (a nord di N.Y). In questo posto, fuori dal quadro dell’ONU, il segretario generale ha parlato della riforma dell’organizzazione e le relazioni internazionali con i rappresentanti dei paesi che lo sostengono.

In tale contesto, Kofi Annan, ridistribuisce le spese dell’ONU in funzione alle priorità politiche e riduce significativamente la finanziaria della segreteria generale. Riorganizza il funzionamento amministrativo intorno a 4 obiettivi (pace e sicurezza, sviluppo, affari  umanitari). Crea un posto di segretario generale, e si dota di un vero gabinetto capace di applicare velocemente le decisioni del Consiglio di Sicurezza e dell’Assemblea  Generale.

La grande iniziativa di Kofi Annan prese il nome di Global Compact, una mobilitazione della società civile per un mondo migliore. Sulla base di un dialogo volontario, aziende, sindacati e ONG dibatterono e si impegnarono ad agire in favore del rispetto dei diritti umani, del rispetto delle norme del lavoro e del medio ambiente.

Nella pratica, il Global Compact non diede i risultati sperati. Al contrario, sviò completamente il ruolo dell’ONU nel relativizzare il potere degli Stati Nazione ed al riconoscere quello delle transnazionali e le associazioni “non governative” che di tali non hanno altro che il nome e che ricevono sotto il tavolo succose sovvenzioni delle grandi potenze. Convertendo i gruppi di influenza in soci degli Stati-Nazione, Kofi Annan sotterrò lo spirito della Carta di San Francisco. Non si tratta di proteggere l’umanità da quel male che è la guerra riconoscendo l’uguaglianza dei diritti di qualsiasi Stato, grande o piccolo che sia, ma di migliorare la condizione umana favorendo la convergenza tra gli interessi privati. Il Global Compact è il passo da una logica quasi unanimemente accettata secondo la quale il Diritto Internazionale è al servizio del Bene Comune ed in una logica che solo  gli anglosassoni difendono e che vede il Bene Comune come chimera mentre  la Buona Governance consiste nel cooptare la maggior quantità di interessi particolari. In definitiva, il Global Compact ha avuto lo stesso effetto che dei galà che si organizzano negli USA con scopi caritatevoli: tranquillizzare la coscienza con  programmi propagandistici attraverso i mass media per mantenere le ingiustizie con un carattere strutturale.

In questo senso, i mandanti di Kofi Annan-dal 1997 al 2006- riflettono la realtà del periodo storico, la realtà di un mondo unipolare condannato alla globalizzazione dell’egemonia statunitense in detrimento degli Stati-Nazione e dei popoli che essi rappresentano.

Questa strategia segue i passi del dispositivo che Washington stabilì negli anni 80 con il National Endowment for Democracy, agenzia che- contrariamente a quanto indica il suo nome- serve da paravento all’azione sovversiva della CIA attraverso la manipolazione dei processi democratici (3). La NED sovvenziona, in forma legale o illegale, organizzazioni patronali, sindacati operai e associazioni di ogni tipo. In cambio di questo, i sovvenzionati partecipano al Global Compact e attenuano così le posizioni degli Stati-Nazione che non possono finanziare i propri gruppi d’influenza. La Pace smette di essere una preoccupazione per l’ONU dato che il mondo unipolare conta con il suo proprio gendarme: gli Stati Uniti. Così l’ONU si dedica piuttosto ad assorbire tutte le forme di protesta per dare più validità al disordine mondiale e alla globalizzazione progressiva dell’egemonia statunitense.

L’assonnante discorso di Kofi Annan ha raggiunto il punto culminante durante il Summit del Millennio. 147 capi di Stato e di governo si impegnarono allora a sradicare la povertà ed a risolvere i principali problemi del mondo come l’AIDS entro 15 anni. La felicità universale non esigeva, sembra, riforme politiche ma solo che ognuno contribuisse con una parte di elemosina. Come è possibile che non ci abbiamo pensato prima?Ma gli Obiettivi del Millennio non furono altro che un pietoso proposito mentre le ingiustizie continuano provocando guerre e miseria.

Seguendo la stessa linea, nel suo discorso del 20 settembre 1999, di fronte all’Assemblea Generale, Annan espose quella che conosciamo come “dottrina Annan”. Usando come argomentazione la sua impotenza in Rwanda e in Bosnia, affermò che , in questi casi, gli Stati non hanno compiuto il loro dovere di proteggere i  popoli. E concluse dicendo che la sovranità degli Stati, principio reggente della Carta dell’ONU, costituisce un ostacolo per i diritti umani. L’Unione Africana adotterà questa visione sotto la denominazione di “Responsabilità di proteggere”, alla quale si allineerà  anche l’ONU nel 2005 in occasione del Summit Mondiale,seguito dal Summit del Millennio. La dottrina Annan non è altro che un’espressione del diritto di ingerenza già invocato dai britannici per fare guerra contro l’Impero Ottomano e più di recente attualizzato da Bernard Kouchner. Il concetto rinnovato sarà usato esplicitamente per la prima volta nel 2011 per legalizzare l’operazione coloniale contro la Libia. (4).

I mandati di Kofi Annan si sono caratterizzati inoltre dal programma “Petrolio per alimenti” creato nel 1991 dal Consiglio di Sicurezza ma reso effettivo dal 96 al 2003. Inizialmente si trattava di garantire che le entrate irachene provenienti dal petrolio si usassero unicamente ed esclusivamente per soddisfare i bisogni degli iracheni e non per il finanziamento di nuove avventure militari. Ma, nel contesto dell’embargo internazionale e sotto la supervisione personale di Kofi Annan, il programma divenne uno strumento degli USA e del Regno Unito per dissanguare l’Iraq mentre entrambe le potenze occupavano la “no fly-zone” (che corrisponde approssimativamente all’area attuale del Kurdistan autonomo) fino al momento in cui si è scatenata l’aggressione contro l’Iraq e la successiva distruzione di questo paese(5). Vari alti funzionari internazionali che furono a capo di quel programma lo qualificarono come “crimine di guerra” e ammisero dopo di essersi rifiutati di applicarlo. Due di loro, il segretario generale aggiunto Hans Von Sponecj e il coordinatore speciale Denis Halliday, calcolarono che quel programma costò la vita ad un milione e mezzo di iracheni, tra i quali mezzo milione di bambini (6). Washington rispose brutalmente con una grande operazione di spionaggio contro Kofi Annan, i suoi collaboratori, familiari e anche amici. Il figlio del segretario generale, Kojo Annan, fu accusato di aver sottratto fondi del programma “Petrolio per alimenti” con la complicità del padre. L’accusa non è arrivata a convincere gli Stati membri dell’ONU e, al contrario, rafforzò l’autorità del segretario generale (7). Ma, durante gli ultimi anni del suo mandato, le potenze paralizzarono Annan e lo obbligarono ad abbassare la testa.

Ritorno al punto di partenza.

Dopo 10 anni di lavoro come segretario generale dell’ONU, Kofi Annan continuò la carriera in varie fondazioni più o meno private.

A dicembre 2007, le elezioni in Kenya degenerano in un conflitto. Il presidente Mwai Kibaki sembra aver sconfitto il candidato finanziato da Washington, Raila Odinga, teoricamente cugino dell’allora senatore Barack Obama. Il senatore statunitense John McCain mette in dubbio i risultati delle elezioni e inneggia alla rivoluzione mentre ondate di SMS anonimi esacerbano le divergenze tra le differenti etnie. In pochi giorni, le rivolte lasciano un saldo di 1000 morti e 300.000 profughi. Madeleine Albright propone la mediazione dell’Oslo Center for Peace and Human Rights. Quest’istituto invia due mediatori: l’ex primo ministro norvegese Kjell Magne Bondevik e l’ex segretario generale dell’ONU, Kofi Annan, entrambi membri del Consiglio d’Amministrazione dell’Oslo Center.

Come risultato di quella “mediazione”, il presidente Kibabi fu costretto a piegarsi alla volontà degli USA. Mantenne l’incarico accettando però una riforma costituzionale che lo vedeva privato dei precedenti poteri in favore del primo ministro e nominando inoltre  come primo ministro….Raila Odinga. Nel suo ruolo di vecchio saggio africano, Kofi Annan, ha contribuito a dare una pennellata di legalità ad un cambio di regime imposto da Washington. (8)-

Kofi Annan attualmente esercita essenzialmente due ruoli. In primo luogo presiede l’Africa Progress Panel, organizzazione creata da Tony Blair dopo il summit del G8 organizzata a Gleeneagles il cui obiettivo è di garantire la copertura mediatica delle azioni del ministero britannico di Cooperazione (DFID). Disgraziatamente, come per il Summit del Millennio, le promesse del G8 non si sono concretizzate e l’attività dell’Africa Progress Panel risulta infima.

Occupa anche la presidenza dell’Alleanza per una Rivoluzione Verde in Africa (AGRA), che si propone di risolvere il problema della fame nel continente nero con l’uso della biotecnologia. In realtà, l’AGRA è un gruppo di influenza finanziato dalla Fondazione Bill Gates e la Fondazione Rockefeller per favorire la diffusione degli OGM che i gruppi come Monsanto, DuPont, Dow e Sygenta, producono. La maggior parte degli esperti concordano nel segnalare che, al di là delle conseguenze per il medio ambiente, l’uso degli OGM metta ulteriormente i contadini in una posizione di dipendenza con i fornitori e instauri una nuova forma di sfruttamento dell’uomo.

Kofi Annan in Siria

Cosa viene a fare in Siria questo ex alto funzionario internazionale? La scelta indica, in primo luogo, che l’attuale segretario generale dell’ONU Ban Ki Moon, immagine offuscata dalla sua sottomissione agli USA così come da costanti casi di corruzione (9) non poteva svolgere tale ruolo mentre Kofi Annan può contare, nonostante il bilancio complessivo delle sue attività,di un’immagine positiva.

In secondo luogo, un mediatore ha solo due possibilità di successo nella misura in cui lo scelgono le parti del conflitto. In questo caso però non è così. Annan rappresenta il segretario generale dell’ONU e il segretario generale della Lega Araba. Difende l’onore e la reputazione di entrambe le istituzioni senza avere un’istruzione politica precisa.

Se la scelta del signor Annan è stata approvata di fatto dai membri del consiglio di Sicurezza dell’ONU e della Lega Araba è perché soddisfa aspettative contraddittorie. Alcuni considerano che l’inviato speciale congiunto non debba cercare la pace ma mascherare una pace già negoziata tra le grandi potenze perché possano mantenere la fronte alta. Altri pensano che può, al contrario, ripetere la sceneggiatura kenyana e ottenere un cambio di regime senza ulteriore violenza.

Durante le ultime tre settimane l’azione di Annan è consistita nel presentare come proprio la versione rivisitata del piano che il ministro russo degli Affari Esteri, Serguei Lavrov, aveva stilato. In questo modo, Annan fa si che quel piano presenti un’apparenza accettabile per Washington e  i suoi  alleati. Il signor Annan introduce inoltre, in modo volontario, un elemento di confusione suggerendo di aver convinto il presidente al-Assad di designare uno dei suoi vicepresidenti, Faruk al-Shara, per negoziare con l’opposizione. Questo si presenta come una concessione siriana al Consiglio di Cooperazione del Golfo. La realtà è molto diversa. Da un anno il vicepresidente al-Shara è a capo delle negoziazioni e l’esigenza dell’Arabia Saudita e del Qatar sono totalmente diverse. Questi paesi pretendono che il presidente Al-Assad rinunci al suo incarico, essendo alauita e vogliono che il potere passi direttamente al vicepresidente sunnita. Sembra, quindi, che l’inviato speciale congiunto stia inventando una via di fuga per gli Stati che hanno aggredito la Siria e che si sono inventanti la favola della ipotetica rivoluzione democratica affogata nel sangue.

Ma il doppio linguaggio di Kofi Annan, che quando è a Damasco si dichiara soddisfatto del colloquio con Al-Assad e che si dice deluso quando è a Ginevra, non ha dissipato gli interrogativi sulle sue reali intenzioni.

Note

[1] «La Fundación Ford, facciatafilantrópica della CIA» et «Perchè la Fondazione Ford sovvenzione l’opposizione», por Paul Labarique, Red Voltaire, 5 et 19 abril 2004.

[2Shake Hands with the Devil : The Failure of Humanity in Rwanda, par Roméo Dallaire, Arrow Books Ltd, 2004. Version française : J’ai serré la main du diable : La faillite de l’humanité au Rwanda, Libre expression, 2004.

[3] «La NED, vitrina legale della CIA», por Thierry Meyssan, Red Voltaire/Однако, 6 ottobre2010.

[4] «Résolution 1973», Réseau Voltaire, 17 mars 2011.

[5] «Annan : Génocide en Irak et Paix en Syrie ?» (Sr. Annan: genocidio en Irak y paz en Siria?) por Hassan Hamade, Red Voltaire/As-Safir, 22 marzo 2012.

[6] 6«Crimini  di guerra: la implicazione dell’ ONU», entrevista con el conde Hans-Christof von Sponeck, por Silvia Cattori, Red Voltaire, 16 marzo 2007.].

[7] «Harassing Kofi Annan», Red Voltaire, 13 diciembre 2004.

[8Dietro il premio Nobel per la Pace , por Thierry Meyssan, Red Voltaire, 13 octubre 2009.

[9]  “An open letter….”, por Hassan Hamade, Red Voltaire, 25 enero 2012.

Fonte

Traduzione: FreeYourMind!

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