L’assistenza sanitaria ai bambini? In mano alla Virgin. Può accadere anche in Italia

virgin

 

La contea di Devon, che deriva il proprio nome dalle origini celtiche della popolazione, è situata quasi all’estremo nordovest della penisola britannica. E’ abitata da oltre un milione di persone e, dal prossimo maggio, può essere un esperimento pilota di esternalizzazione al privato, e che privato, dell’assistenza sanitaria ai bambini.
Riporta infatti il Guardian che Richard Branson, storico manager del brand musicale Virgin che è entrato in innumerevoli business, è in condizioni di arrivare questa primavera all’offerta decisiva per arrivare a gestire l’assistenza sanitaria ai bambini della contea.
La Virgin care, una delle società del gruppo controllato da Branson, è infatti una delle società che concorrerà per aggiudicarsi la gara di affidamento del servizio sanitario per bambini nella contea di Devon. La Virgin care, che è quotata in borsa dopo aver assorbito una azienda sanitaria privata, è infatti solo una delle società che cercano di aggiudicarsi importanti settori del servizio sanitario britannico. Contro l’ipotesi di privatizzazione dell’assistenza sanitaria ai bambini nella contea di Devon si è espresso Terence Stephenson, presidente del Royal College of Paediatrics and Child Health. Secondo Stephenson l’assistenza ai bambini è un fenomeno troppo complesso per essere affidato a un privato. Come presidente del Royal College of Paediatrics and Child Health ha infatti chiesto il ritiro della gara di affidamento.
Ma non si pensi che si tratti di un fenomeno esclusivamente britannico. La gara di affidamento dell’assistenza sanitaria ai bambini nella contea di Devon ha regole definite secondo criteri stabiliti dall’unione europea, non tanto quindi dal governo britannico. Da questi fenomeni si comprende quindi quale è il nuovo livello della “liberalizzazione dei servizi” a livello Ue: tocca funzioni essenziali dello stato sociale affidandoli direttamente a multinazionali quotate in borsa? Il mercato italiano? Se prende piede questo genere di privatizzazioni la sua “apertura” è solo questione di tempo. La discussione su questi temi in Gran Bretagna tanto più rovente quando aziende come la Serco, concorrente di Virgin nella contea di Devon, hanno fatto 300 milioni di sterline di profitti nel 2011 con le esternalizzazioni del servizio sanitario nazionale ma anche prodotto casi di decessi per mancata assistenza (grazie al rifiuto di erogare cure costose e approfondite).
In Gran Bretagna si nota inoltre una ripresa della politica di privatizzazioni delle prigioni. Si tratta di fenomeni che prima si bloccano meglio è per la salute di tutti. Con buona pace per i profitti di Richard Branson che avrà anche prodotto Mike Oldfield e che è meglio che torni, in tutti i sensi, alla musica

 

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