L’OSCENO PASTO DEL GRANDE PARASSITA.

LA GRANDE OPERA ALCHEMICA CHE TRASFORMA LA CARTA IN ORO

PAOLO DE BERNARDI

Il segreto della setta dei banchieri è questo. Ipotizziamo che io e dieci di voi siamo su  un’isola deserta. Ci organizziamo per la sopravvivenza. Ognuno sceglie un compito: chi alleva vitelli, chi coltiva grano, chi fabbrica sedie, chi alleva polli, chi costruisce case, chi cuce vestiti, chi scarpe. Arrivato il mio turno, vi propongo che io sia colui che fa la moneta, e cioè mi impegno a stampare le banconote con le quali faremo i nostri scambi. Voi accettate.  Ecco allora che dopo aver stampato delle banconote, io ne presto 100 a ciascuno di voi, da utilizzare per i nostri scambi; e siccome vi ritengo miei amici, ve le presto senza interesse: 100 ve ne do e 100 ne rivoglio a fine anno.

Io per stampare le banconote ho lavorato un giorno. Durante l’anno vivo di pesca e di frutti. Voi allevate vitelli, coltivate grano, cucite vestiti, fate case di legno, ecc.

SCENARIO 1. A fine anno arriva il mio momento. Per me arriva un ricchissimo babbo natale. Infatti, appena voi mi restituite tutto il denaro che vi ho prestato, io lo utilizzo per acquistare i vostri vitelli, grano, scarpe, case, polli, vestiti. Infatti è accaduto che quella che all’inizio in casa mia, quando stampavo, era semplice carta, ora ha un potere di acquisto; grazie   alla vostra stoltezza si è tramutata in ricchezze reali, a fronte di un sol giorno di lavoro. Con quel giorno di lavoro mi sono appropriato delle vostre fatiche di un anno. Tranquilli, non fate strani pensieri, perché con questo denaro, che oramai equivale a case, cibo e vestiti, posso pagare una milizia privata che mi difende dalle vostre male intenzioni.

SCENARIO 2.. Senza aspettare fine anno, mentre voi siete al lavoro, io in mezza ora mi stampo cento banconote e vado ad acquistare i prodotti del vostro lavoro. C’è scritto da qualche parte che non posso continuare a stampare?

SCENARIO 3. Qualcuno tra voi sull’isola ampia l’attività, nel frattempo arrivano altri naufraghi, che voi vorreste assumere come operai, bisogna costruire capannoni. C’è da pagare la manodopera. C’è bisogno di soldi. Qui siamo al punto decisivo per capire come mangia il Grande Parassita che intanto è riuscito a farvi credere che l’economia reale dipende dal prestito della banca, mentre è vero l’esatto contrario: io sono il vostro parassita e voi nutrite me. Però siccome Mario che alleva i vitelli ha bisogno di liquidi per ampliare una attività che va a gonfie vele, ecco che sembra che lui dipenda da me,  che posso prestargli i soldi o no. Potrei prestarglieli semplicemente anche a tasso zero, tanto so che alla fine mangio tutto io. Ma siccome sono sfacciato e carogna non mi accontento di mangiare, ma voglio sgrasciare e impoverire gli isolani, ecco allora che abbiamo lo:

SCENARIO 4. Dove compaiono le agenzie di rating, le armi finanziarie di distruzione di massa, le scommesse al ribasso. Oggetto delle mie mire predatorie non sarà Franca e la sua azienda che pur andando benino produce quattro sedie impagliate (paragonate Franca a un paese piuttosto povero come la Romania), bensì Mario, nella cui stalla ci sono ben 15 vitelloni da 5 quintali l’uno (paragonate Mario all’Italia con le sue 2400 tonnellate d’oro, terreni, palazzi, beni culturali e artistici). Con la mia agenzia di rating, che assicuro esser indipendente, dichiaro che la capacità di restituire i soldi di Mario in caso di prestito, sono basse rispetto altre aziende, e invece di dargli la massima credibilità con la tripla A, gli affibbio una tripla B (Mario non se lo spiega e nemmeno gli italiani, che sono il popolo con maggior risparmio al mondo, se ne capacitano, infatti non hanno capito in che modo il Grande Parassita si prepara al pasto). Dopo aver sparato su Mario col cannone del rating, gli sparo mettendo in vendita le azioni della sua azienda, facendo capire ai mercati che si stanno svalutando. Tutti corrono a vendere le azioni di Mario, ossia i titoli del debito pubblico italiano. Se non dovesse bastare inizio a scommettere sul fallimento della azienda di Mario. A questo punto se Mario vuole continuare a commerciare sull’isola o se volesse ampliare l’azienda, ricorre a me in condizioni molto diverse da prima. Se, quando aveva tre A di credito, io come garanzia di restituzione di quanto gli presto gli chiedevo un quarto di vitello, ora che è così declassato come rating e credibilità “dai mercati” come lo chiamano,  gli chiedo sette vitelli come pegno per un prestito e tassi di interessi più alti. Quei sette vitelli pignorati ormai sono miei, sia quando Mario non restituisce il prestito (in tal caso sono autorizzato all’esproprio), sia quando Mario mi restituisce il denaro; perché glieli compro (sette e un quarto, perché ci sono gli interessi in più, che aumentano il mio potere di acquisto).

Tradotto: La Bce inonda di denaro le banche europee all’1% chiedendo loro garanzie concrete. Quali? Quelle che le banche si faranno dare dallo stato italiano se questo vuole che le banche gli comprino i titoli del debito pubblico. Lo stato italiano impegna come garanzia terreni, oro, palazzi ecc. che in ultima analisi sono la garanzia che la Bce ha esigito per stampare tutta quella cartaccia. Ecco l’opera alchemica: la carta è diventata oro. Traduciamo nell’esempio. Io sull’isola sono talmente sfacciato arrogante e sgrasciatore, che neppure voglio contatti con vacche, stalle ec. (puzzano), perciò incarico dieci fattori (banche europee) di finanziare le aziende dell’isola (faccio credere che son loro a dipender da me che sono il Grande Parassita). Dico loro: vi dò denaro all’1% quanto ne volete, ma dovete cercarvi delle garanzie concrete. Ve lo do insomma se il prestito me lo garantite con case, vitelli, sedie, ecc. Ecco i fattori sguinzagliati per l’isola a chiedere alle aziende di tizio e caio quali garanzie sono in grado di dare. E ognuno impegna quello che ha, anche in base al rating di cui gode

SCENARIO 5. Ai miei dieci fattori, che tengono i contatti con le aziende dell’isola, posso porre una ulteriore condizione, non solo quella di ipotecare i vitelli. Chiedo cioè che la famiglia di Mario faccia “sacrifici”, come garanzia che mi restituisca i soldi prestati. Perciò si debbono impegnare per iscritto che l’estate non andranno in vacanza; che il cenone a capodanno lo faranno a casa; all’università ci andrà solo un figlio, per una laurea solo triennale; che lasceranno morire la nonna novantenne la cui assistenza costa troppo; che i figli lavoreranno almeno un mese di estate. Solo così la famiglia e la ditta di Mario potranno “farcela”; solo così potranno restituire i soldi che gli verranno prestati; solo così saranno salvati dall’abisso del fallimento e potranno avere altro credito. Tradotto: ;  il premier grigio (esperto di economia, la lugubre scienza) dice al Paese che con queste misure di sacrificio (tasse, tasse, tasse) abbiamo salvato il paese dall’abisso; il cardinale sbertone fa eco dicendo che i sacrifici fanno parte della vita; il presidente napoletano raccomanda che ad Eluana venga staccata la spina (ve lo ricordate?) e auspica la legalizzazione dell’eutanasia, la flessibilità sul lavoro. Quindi tagli, tagli, tagli. Ai ministeri il nuovo governo tecnico ha posto banchieri e manager esperti in tagli e accorpamenti, per una sola cosa: risparmiare sulla spesa pubblica. In Italia funziona bene e fa paura solo la magistratura contabile, quella che assicura che tutti si faccia vita da micragnosi. Negli uffici pubblici manca la carta da fotocopie. Tutto va fatto on-line per risparmiare carta e posta. Solo così potremo farcela!

SCENARIO 6. Le banche centrali che stampano moneta dove sopra non c’è più scritto “pagabili a vista del portatore” (pura cartaccia, non più convertibile in oro), una volta che torna loro indietro il denaro prestato più l’ interesse (oppure: stampano tutto il denaro che vogliono e ci fanno spesa), non essendo scemi e sapendo che il giochetto sarà prima o poi scoperto, tutta quella cartaccia non l’accumulano nei magazzini, ma la usano per comprarci…sedie impagliate? No signori. Ci comprano l’oro; tutto l’oro che circola sul pianeta. Solo così si spiega il fatto che in 10 anni il prezzo è aumentato del 600%. A dar loro una mano ci pensa Soros, che due o tre volte al mese annuncia che lui vende gli assets in oro, sperando che banche e stati coglioni  credano che l’oro sta crollando e che lo svendano. Non solo, anche i privati cittadini, impiccati da tasse, caro benzina, iva al 23%, disoccupazione sono costretti a vender quel po’ di oro che hanno, non a caso sono assediati e circondati da una miriade di negozzietti con la scritta “COMPRO ORO”. Chi c’è dietro questo pullulare di acquirenti? Non ho le prove, ma al 98% sono le banche che hanno messo su questa rete.A questo punto l’opera alchemica si è compiuta. La carta è trasformata in oro. Se qualcuno, tardo di intelligenza, dopo anni si accorgerà del trucchetto e obietterà alla elite bancaria che non può emettere carta straccia, ecco allora che ti diranno che i loro forzieri sono pieni di oro con cui pagare milizie private e comprare tutto ciò che vogliono. Tradotto. Sull’isola, coi soldi che mi restituiscono e/o con quelli che stampo ad libitum, mica compro sedie impagliate, ma roba di sostanza, come vitelli e case e sono veramente ricco tra voi. E se vorrete un banchiere dovrete eleggere me, perché solo io ho tante sostanza che facciano da controvalore alla cartamoneta che emetto. Non permetterete di fare la banca a chi  non possiede nulla, come me all’inizio della vita sull’isola, quando alle mie emissioni di valuta non esigevate copertura in oro o altri beni. Quella era moneta di rapina, dove a fare da copertura sono stati i frutti del vostro lavoro. Per quanto stupidi oramai avrete capito.

SCENARIO 7.Se accade, come probabilmente è accaduto, che lo stato nicchia nell’offrire pegni importanti, come l’oro e i terreni, quali garanzie per avere acquistati i suoi bot e poter pagare stipendi e pensioni, ecco allora che i dici fattori…pardon, le banche invece di comprare i bot al 7%, ma senza garanzie, preferiscono depositare i soldi che ha loro prestato Bce, indovinate dove? In Bce con interessi allo 0,75 per cento circa! E non si sognano neppure di dare quei soldi (a un 3%, che è sempre più del misero 0,75) alle aziende prossime al fallimento, dove non passa giorno che non si abbia notizia di questa o quell’impresa che chiude e licenzia, col capo fabbrica che si è suicidato perché non ce la faceva ad andare avanti.  Perché questo strano giochetto, ben noto all’avvoltoio? Perché più passa il tempo e più lo stato agonizza senza ossigeno e più agonizza con spread da brivido, più i vertici europei telefonano all’uomo grigio, chiedendo che “bisogna fare di più” altrimenti crolla l’Europa. Siamo sull’orlo dell’abisso, sta all’Italia salvare l’Europa. Siamo tutti chiamati ad un atto di responsabilità, annuncia anche lui luttuoso il presidente napoletano. Per “fare di più” bisogna calare le braghe, e cioè privatizzare, vendere Finmeccanica, innanzitutto (dovesse mai vendere tecnologia di difesa a Putin; o non l’ha già fatto, col Berlusca, che magari ha passato qualcosa anche a Gheddafi?), Poi Enel, così la smette di costruire South Stream, il gasdotto gigantesco che unisce economicamente e poi politicamente Russia ed Europa ( Eni aveva il 50% della partecipazione ora è scesa a 20%). E altre partecipazioni statali in aziende guarda caso colpite di recente da inchieste giudiziarie che ne hanno fatto crollare i titoli in borsa (più si ridimensionano e più in fretta il serpente potrà ingoiarle; costano meno). Insomma con la tecnica della stare a guardare tenendo i soldi in Bce, le banche alzano la posta, mirando infine non solo a papparsi i prodotti della produzione industriale, bensì le stesse fabbriche, che sull’orlo del fallimento e il rating sotto i piedi le puoi acquistare a prezzo di saldo. Chissenefrega se i disoccupati fanno casino per le strade e si suicidano; questi sono c….i dello stato. Venda oro, terreni, beni artistici e avrà i soldi per far ripartire l’economia e toglier la gente dalle piazze.  Tradotto sull’isola: I dieci fattori di fronte alle aziende che hanno bisogno di liquidi, temporeggiano, come io gli ho consigliato di fare. I soldi li tengono presso di me; e li incentivo a questo dandogli lo 0,75% di interesse. Li sconsiglio di dare i soldi senza garanzie. Spiego loro che quando quelle aziende saranno con l’acqua alla gola non solo impegneranno case, vitelli, sedie ecc., ma con un lampo sugli occhi farò capire che Mario e gli altri porteranno qui le loro figlie e mogli, disposte a ….Capiranno, come gli italiani, “che bisogna fare di più”, che è il momento dei sacrifici per salvare la casa e l’azienda.

Mi astengo dal dipingere lo scenario 8, che è quello nel quale i fattori non danno i soldi neppure dopo che hanno assaggiato le mogli e le figlie di Mario e altri, in attesa che l’azienda fallisca e la possano rilevare per tre soldi. Nella speranza che questi signori siano solo avidi, arroganti e malvagi, ma non pazzi, non vado oltre lo scenario sette. Saremmo al caos sociale, infatti Mario non ha compulsività suicide, bensì omicide e potrebbe venire a cercare me e i fattori con un machete di 60 cm. A quel punto se il Grande Parassita vuol salvarsi deve trovarsi e pagare la milizia privata. E può farlo perché in questi anni ha acquistato oro, mica sedie impagliate. Ma spero non sia questo lo scenario, anche se stanno tirando troppo la corda.  Arroganza e pazzia confinano. Loro potrebbero vivere benissimo accontentandosi dello scenario uno. Anche noi sopravviveremmo decentemente. Invece sono arrivati al livello sette di arroganza, quella che sfocia nella follia. (E’ inutile che vi dica che se Mario e gli altri isolani pensano di mettersi in proprio e adottare una loro moneta, ecco che chi prende questa iniziativa cade, batte la testa e per circostanze fortuite ha la casa incendiata. Tradotto: chi come Iraq, Libia o Ungheria vuole smettere di bere coca-cola ecco che si tira in testa bombe a grappolo, dopo un bell’articolo di B. Henry-Levy su “Corsera” che denuncia in questi paesi la violazione sistematica della democrazia, bavaglio alla stampa, spari sulla folla pacifica, ecc.)

DOCUMENTI

Dedicato al cardinal sbertone, che ha detto agli italiani che i sacrifici fanno parte della vita. Gesù invece diceva che l’uomo è più importante del sabato e nell’unica preghiera che ha insegnato è detto “rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori”. I cattolici farisaizzanti e puritanizzati recitano il Pater con le labbra e plaudono all’uomo grigio che pone al primo posto non la vita delle persone (che Gesù chiamava figli di Dio), ma la restituzione dei soldi al Grande Parassita (il presidente napoletano ha detto che bisogna rivedere gli ammortizzatori sociali; tradotto: lo stato deve smettere di spendere soldi a ufo per i disoccupati, perché dobbiamo restituire i soldi al Grande Parassita, che ci chiede di staccare la spina a Eluana e ai disoccupati, i quali sono invitati a suicidarsi, come fa capire il necroforo presidente ). Quel che più mi intristisce è il comportamento degli sbertoni dei don sciocchini e dei molti cattolici: non fiatano e non li indigna lo strazio di migliaia di persone sotto le bombe in Libia; non li scandalizza, non li indigna la catena di suicidi nelle vergognose carceri italiane; non si scandalizzano per questi dieci suicidi di cui parla l’articolo che vi riporto, di imprenditori, stritolati dai debiti, perché lo stato per l’uomo grigio e il suo governo tecnico non si deve impegnare a sostenere economia e lavoro, consentendo alla gente di vivere decentemente, bensì deve garantire il pasto al Grande Parassita, che rivuole i soldi (le donne viola dove sono finite, stanno a guardare e riguardare “Il corpo delle donne”?). Che cosa indigna gli sbertoni,  la maggioranza dei cattolici, le donne viola? Li indigna il politico che tocca il culo alla fanciulla (fanciulla che fa la fila sotto la sua casa in minigonna per essere invitata!). Andate a fare in c…., sepolcri imbiancati, ve lo dico di tutto cuore. Ma un pochino queste dieci creature suicide ce le abbiamo tutti sulla coscienza, a cominciare da giornali e telegiornali che minimizzano o neppur riportano la notizia, fino alle alte cariche istituzionali che invitano a fare sacrifici. L’importante è il pasto del Parassita, non la vita delle persone- PDB

di Vittorio Macioce – 03 gennaio 2012,  “Il Giornale”

Non sono solo nomi su una lapide. Se prendi questo filo scuro e lo segui, un giorno dopo l’altro, ti accorgi che quello che sta accadendo non è per niente normale. È il romanzo nero di questa crisi. È una fila di croci che dal Nord Est arriva fino in Sicilia.
Dieci nomi, dieci storie, dieci vite spezzate. Tutte con la stessa trama. Arriva un momento in cui non ci credi più. Non ce la fai neppure a sperare. Non ce la fai ad alzarti la mattina e dire «ancora ci provo». Non bastano le promesse, i discorsi del cavolo sullo spread, le rassicurazioni dell’anno che verrà. Quello che vedi è solo questa maledetta crisi, quella vera, quella che ti manda il conto in rosso, quella con le banche che non ti fanno più credito, con gli operai che non sai come pagare, con lo Stato che ti deve dei soldi e ti dice di aspettare, con il fisco che invece bussa alla tua porta. Da novembre a oggi si sono ammazzati nove imprenditori e un pensionato.
Questi suicidi parlano di economia reale. Non è la disperazione delle borse. Non è il lutto dei lunedì neri. Non che faccia differenza. La morte è morte, ma questa sembra più lenta, sfibrante, meditata giorno dopo giorno, come se alla fine la crisi ti avesse stremato, perch´ dopo tanto lavoro, tanta impresa, tanto rischio, non c’è più nulla da fare. È come se gli imprenditori preferissero sparire, lasciando agli altri la fatica di Atlante, quella di chi si alza e si costruisce un futuro. Non è solo la disperazione. Queste morti parlano anche di vergogna. No, non quella dei ladri o dei fannulloni. Quella di chi bene o male ha legato il suo destino ad altri uomini, i suoi dipendenti, le loro famiglie e non ce la fa a santificare questo lungo otto settembre. Non ce la fanno a dire: tutti a casa, tornate quando il peggio è passato.
È la storia di Giancarlo Perin, da Borgoricco, nome beffardo in provincia di Padova, imprenditore edile. Si impicca il 18 novembre alla benna dei suoi macchinari. Lascia un biglietto in cui chiede perdono: «Sono distrutto dai debiti». È Giovanni Schiavon che punta la pistola alla tempia e spara. Troppi debiti anche per lui e crediti per 200mila euro dallo Stato. Mai arrivati. Due morti a Spresiano, vicino Treviso. Una ristoratrice e un consulente finanziario. A 15 giorni di distanza scelgono la stessa stazione ferroviaria per morire. È l’artigiano di Campodarsego, Padova, titolare di una ditta di pitture edili: si impicca a una grondaia il 28 dicembre. Non riusciva a recuperare i suoi crediti. Lascia un biglietto: «Situazione insostenibile». È il muratore di Montecchio Maggiore, Vicenza, la notte di Capodanno si uccide nella sua azienda. I conti sono in ordine, ma era angosciato dal futuro, dalla crisi. È il proprietario di una concessionaria di Catania, con il fatturato ridotto di un terzo e costretto a licenziare i dipendenti. È l’allevatore di polli, Michele Calì, impaurito dai conti in rosso. È l’agricoltore di Montefiore dell’Aso, Fermo, ossessionato dalla crisi. È il pensionato di Bari che si getta dal quarto piano, durante le feste ha saputo che doveva restituire cinquemila euro all’Inps. Nessuno di loro è morto guardando lo spread.

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LO SFASCIO DI UN PAESE

PAOLO DE BERNARDI

Governo tecnico: come ti preparo il pasto al Grande Parassita.

Per consentire il pasto al Grande Parassita, Monti, verosimilmente con l’aiuto di Draghi, deve spingere il Paese nel fosso della recessione. E non è difficile farlo. Tasse e tasse; tagli e tagli Nel post precedente dal titolo “L ‘osceno pasto del Grande Parassita” vi ho mostrato la struttura generale del sistema con cui vengono mangiati gli Stati. Qui invece la vediamo nel caso Italia, che negli anni ’80 era la 5° potenza economica del mondo. Un bel boccone dunque. Un primo morso lo ricevette nel 92 (anche allora c’era Draghi sul panfilo Britannia, aiutato da Prodi Ciampi poi Amato a tenere ferma la vittima Italia per consentire al Parassita di addentarla (di “risanarla” nel loro linguaggio). I due articoli dunque sono complementari.

  1. Con l’aiuto decisivo di Tg 3 (quale telecabul? Questa è telewashington) e di quasi tutta la stampa italiana, “Repubblica della sera” in testa, si convincono gli italiani che per capire se le cose vanno bene o male non devo guardare se ho soldi in tasca o no, se ho un lavoro o no, se mi fanno le rapine in casa o no, bensì devo guardare lo spread non tardan. E’ lì che i veri intenditori di politica, inclusa famiglia cristiana, vanno a guardare per capire come vanno le cose.
  2. Monti carica di tassse imprese e famiglie italiane (pure i pensionati, che se vogliono riscuotere la pensione devono spendere tra 30 e 50 euro anno per aprire un contocorrente)
  3. I risultati non tardano a vedersi. Istat ha fatto sapere che a gennaio 2012 la produzione industriale è calata del 2,5% rispetto a dicembre 2011. Crollo dei consumi annuncia Confindustria: beni durevoli -12,9%; energia -5,9%; legnami -16,3%; prodotti petroliferi -11,4; prodotti chimici -8,3; autoveicoli -36%! Mentre stanno col naso all’insù a guardare il termometro dello spread, sentite che noci di cocco cadono in fronte agli italiani. E intanto quelli che preparano il pasto al Parassita ridono e si sfregano le mani. Catena di suicidi tra imprenditori e disoccupati che non ce la fanno ad andare avanti; centinaia di fabbriche chiudono ogni mese.
  4. A marzo 2012 Bankitalia fa sapere che il tasso di crescita dei prestiti delle banche ai privati è passato dal 2,3 a 1,6; quello alle imprese passa dal 2,6 a 1,3; quello alle famiglie da 3,4 a 3,1. “Le banche hanno chiuso i rubinetti del credito per imprese e famiglie” dice Elio Lannutti della Commissione finanze al Senato (“La Nazione” 9 III 12). Anzi hanno perfino alzato i tassi di interesse. Imprese, da 4,18 a 5,01; famiglie, da 4,27 a 4,55
  5. L’Eba, autorità bancaria europea, dice e pretende dalle banche di “ricapitalizzarsi”, e cioè, in parole semplici, dice loro di non prestare i soldi a nessuno. Piuttosto pensino a sanare le proprie magagne (prestiti inesigibili ai greci, manovre finanziarie finite male).
  6. A questo punto la circolazione monetaria globale si contrae. Non ci sono sufficienti soldi in circolazione per comprare e vendere. L’economia si ferma. E’ come uno che avesse nelle vene due litri di sangue in meno. Non cammina, non lavora, vuole solo dormire.
  7. E infatti le banche prendono montagne di euri da Bce all’1% di interesse e li tengono depositati presso la stessa Bce, che le remunera allo 0,25%. Eseguono l’ordine e consiglio di Eba. Aspettiamo che la vittima agonizzi. L’avvoltoio cunctator.
  8. E infatti l’Italia agonizza, per a) più tasse, b) restrizione del credito, c) aumento tassi interesse per i pochi crediti concessi, d) complessiva rarefazione monetaria, e) disoccupazione giovanile al 20% (famiglie che fanno da ammortizzatori sociali: devono mantenere i figli disoccupati)
  9. A questo punto la tavola è quasi completamente apparecchiata per il Grande Parassita. Goldman e le sorelle sono pronte a sbramarsi. Ci sono migliaia di aziende italiane di eccellenza fallite o quasi fallite, rilevabili per pochi spiccioli. Ci sono migliaia di famiglie in fila davanti ai negozietti “Compro Oro”, dei quali siamo letteralmente circondati (non c’è quartiere che non ne abbia almeno due) a vendere fedi e bracciali per avere quel denaro per vivere, di cui v’è artificiosa penuria. Indovinate chi ha imbastito questa catena di compratori di oro.
  10. Il Parassita non vuole ancora sedersi a tavola. Vuole ancora una cosa dall’uomo grigio e dagli altri suoi servi. Ci vogliono tanti immigrati. Infatti nelle fabbriche che rileva per pochi spiccioli non ci vuole operai che pretendano 1200 euri mese, come gli italiani, bensì gente disposta a lavorare per 800, 600 o addirittura per soli 400 euri mese. Perciò gli arrivi da quando c’è l’uomo grigio sono triplicati (temo decuplicati). Tg atlantici e Corrieri della serva tacciono rigorosamente, così come sulla catena dei suicidi di imprenditori falliti.
  11. A loro va il beneficio di gente disposta a lavorare per 500 euri mese e a vivere in tre famiglie in un solo appartamento. Agli italiani invece toccano gli effetti collaterali. Scippi, spaccio, rapine in villa con violenze sessuali, spaccate, omicidi.
  12.  Ora il Grande Parassita inizia il pasto. Migliaia di aziende fallite, famiglie che vendono oro e terreni, aste dove si vendono case, auto, tenute agricole pignorate (il 30% delle aziende agricole italiane boccheggia, non riescono a pagare il mutuo). Lo Stato vende le sue partecipazioni (Enel, Eni, Finmeccanica, ecc.), beni immobili, oro per……fermare lo spread!
  13. In questo modo si è compiuta l’Opera Alchemica del sistema delle banche centrali private (per il possesso delle quali si è avuta la guerra in Libia, Siria e prossimamente in Iran.., così le rivolte arabe); questi enti privati stampano montagne di carta colorata con su scritto “denaro”. E’ chiaro che se voi venite da me con un camioncino pieno di questa carta e mi chiedete di vendervi un vitello di 6 quintali, io vi rispondo che per raggiungere il controvalore del vitello con la carta, (sarà bella, ma che ci faccio?) me ne dovete portare qualche tonnellata. Nessuno è disposto a cedere un grosso anello d’oro per due foglietti di carta con su scritto “500 euro”; neppure se mi proponete due biglietti con su scritto 5000 euro. Scriveteci pure una cifra astronomica, non mi farete credere che vale di più; è sempre carta, in cambio della quale non vi darò né oro né vitelli. Dovrei essere scemo. Eppure i paesi europei accettando come moneta l’euro, sulla quale non c’è più scritto “pagabili a vista del portatore”, ossia “convertibili in oro quando vuoi” hanno accettato la carta in cambio di oro, vitelli, case e industrie. Tu lavori anni per fare case, industrie e vitelli, mentre il Grande Parassita in pochi secondi stampa tutta quella carta che attraverso il sistema delle banche e con la tecnica applicata dall’uomo grigio, si trasforma miracolosamente in beni, che non si producono in pochi secondi. Loro si pappano la Grecia, poi l’Italia e in cambio le inondano di cartaccia, neppur utilizzabile in un wc. Non ti ci puoi neppure asciugare le mani, pulire una macchia sul vestito, lucidare l’auto. Non vale niente! Ci avessero dato dei pezzi di legno, in cambio, saremmo meno poveri; ci manderemmo la stufa, ci ricaveremmo qualche stuzzicadente; accatastandoli avremmo almeno un traballante sgabello. Carta, priva di qualsiasi valore intrinseco. Quando c’era scritto “pagabili a vista del portatore”, andavi a Bankitalia e ti dovevano dare l’oro corrispondente, perché quella era una cambiale. E se tu vieni da me con circa un ettogrammo d’oro, ecco allora  si può ragionare sul vitello (da sei o da quattro quintali? Qualcosa porti a casa). Grazie a una classe dirigente corrotta o collaborazionista siamo passati dalle cambiali alla carta. Così il Parassita ci ingoia (non lo chiamo “predatore”, perché il predatore lavora e soffre quasi quanto la preda per catturarla, ed è forte; il parassita non conta sulla propria forza per mangiare, perché è debole, bensì sulla stupidità e l’incapacità a stare vigili delle sue prede)
  14. E infatti, dopo queste “riforme” (=preparazione del pasto al Parassita) che procurano a Monti tanti elogi, da Time al presidente napoletano (anche lui chiamato “grande uomo” dai camerieri del Parassita), da Obama a Repubblica della sera, da commissione europea a Sarkozy, fino ai c…….i di famiglia scristiana (così “si salva l’Italia e l’Europa” e forse il mondo, aggiungiamo noi), ecco che il famoso spread cala! Infatti Bce e le banche apprezzano molto il fatto che siamo disposti a vendere per pochi spiccioli anche il ……A questo punto siamo “credibili”, banche, Bce e “mercati”  sono disposti ad acquisire i titoli del nostro debito pubblico anche al 4%. Vedi come cala lo spread! Bravo Mario, hai fatto il miracolo, gridano gli italiani col naso all’insù.
  15. Capito perché Berlusca, quando in un sol giorno da di là dell’Atlantico gli hanno fatto crollare i titoli Mediaset del 16%, ha mollato tutto? Ha detto: “chi me lo fa fare? Questi non solo sono ingrati, ma pure stupidi. Perciò assaggino i morsi del Grande Parassita (dal quale io scioccamente ho cercato di difenderli), all’avvento del quale, festeggianti, hanno sempre steso tappeti rossi. Governare gli italiani non è impossibile, bensì inutile”. Quando applaudono supermario a Repubblica della sera, posso capire; loro sanno per chi lavorano; ma quando lo fanno movimenti, sindacati, partiti di ispirazione popolare o cattolici lo spettacolo è indicibilmente penoso. Anche perché si accompagna a una capacità spudorata di menzogna, come solo in guerra può aversi: “abbiamo salvato l’Italia”.

Fonte

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