The Shining: la casta occulta, i ricorsi storici, i guardiani attuatori, la premonizione dell’ eccidio

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THE SHINING

Overloock Hotel = La volontà del Potere
Elite Fantasma = I ricorsi storici
Jack Torrence = L’ attuatore/guardiano del Potere
Danny, Mandy, il cuoco = l’ umanità sacrificabile

E’ un film di tale sconcertante disvelazione e coincidenza con il periodo che stiamo attualmente vivendo da essere inquietantemente attuale, ed apice della rivelazione kubrickiana delle dinamiche ( e dell’ agenda stessa ) del Potere Occulto.

Prosecuzione ideale di “2001 Odissea nello Spazio”, Shining si ricollega ad esso sia per la tematica, sia per il messaggio in codice rivolto all’ èlite degli attuatori, sia per il sorprendente disvelamento a livello ultraverbale e metalinguistico del vero volto, espedienti e finalità del potere.
La lettura attraverso lo “specifico filmico” ( inquadratura, ritmo, suono, colori, allusioni, simbologia universale, simbologia culturale ) svela con chiarezza sorprendente e sconcertante il vero contenuto latente sottostante al racconto manifesto del film che, ben lungi dall’ essere un puro thriller di fantasia, diventa una visionaria trasposizione metalinguistica di una realtà inenarrabile. Ed è proprio grattando sotto la superficie ( seguendo i chiari ed inequivocaboli segnali trasversali a tutta la filmografia di Kubrick a partire proprio da “2001”: lame sonore, filastrocche, uso dei colori, simbologia universale e simbologia massonica ) che il regista ci mostra tutto un altro “film sotto il film”, parlandoci di un potere occulto e storico che ciclicamente si risveglia e si palesa per potersi tramandare attraverso la continua reiterazione di fasi storiche che prevedono, in loro chiusura, il sanguinario sacrificio della popolazione (Danny) proprio attraverso il “padre istituzionale” originariamente deputato a sua salvaguardia e difesa (Jack).


Ancora una volta dunque il tema portante è la trasfigurazione dell’ “attuatore”, della leva intermedia che, in un processo crescente di spersonalizzazione ed involuzione sadica ribalta la nostra visione “superficiale” delle cose e si rivela per quel che è: il guardiano del potere ( l’ Overloock ), il suo “medium” ( alla fine non c’è più personalità nel protagonista che, come in trance, viene completamente agito da una volontà esterna ), il concreto realizzatore sia dei suoi desiderata che della occulta ciclicità e reiterazione delle sue dinamiche che divengono dinamiche “storiche” ( la presenza finale di Jack nella foto storica del 1921 ).

Prima di affrontare la lettura delle scene più interessanti del film, ricordiamo brevemente quanto già detto circa il metalinguaggio ricorrente in Kubrick:

Lame sonore: (mi si perdoni l’ improprietà del termine): sono quei caratteristici suoni sgradevoli e taglienti che accompagnano sempre il presentarsi dell’ elemento “atemporale”, sia come visione fantasmatica che come pura presenza.

Filastrocca: indica la completa regressione del personaggio a puro esecutore, a puro automa (nel film coincide con l’ unica frase che compone il “romanzo” di Jack). Nella realtà, indica la propaganda ed il vuoto vaniloquio a cui media e politici sono costretti a ricorrere in questa fase; l’ infantilismo indica il completamento dell’ involuzione sadica dell’ attuatore.

Colori: sempre essenziali nella lettura di un film, vanno visti in Kubrick sotto il molteplice significato di simbologia universale ( il rosso come rimando al sangue, il nero come rimando all’ oscurità, all’ inquietudine, al male ), di simbologia culturale ( rosso e nero come contrapposti ideologici ), e di simbologia massonica ( gli opposti come complementari ).
Nero e Rosso abbiamo visto essere presenti con tutti questi significati praticamente in ogni film.

Colori bandiera: Danny indossa quasi sempre una maglia con i colori e la simbologia della bandiera americana (bianco, rosso e blù; a volte compaiono anche le stellette), a sottolineare ancora una volta il ruolo del figlio/popolazione (innocente ed imbelle) a vittima sacrificale.
( Estrapolando, i colori sono gli stessi della “Marianne” massonica, usati non a caso anche nelle bandiere Francese ed Inglese ).

Ammiccamenti “lunari”:  troviamo anche in questo film alcuni “strani ammiccamenti” all’ impresa spaziale e alla conquista della Luna: in una scena chiave, prima di entrare nella camera 237, Danny indossa una maglietta sulla quale è disegnato chiaramente l’ Apollo 11 e l’ acronimo USA; la maglietta riporta delle stelle ( emblema spaziale ma anche simbolo massonico per antonomasia ), le stesse stelle evocate anche dal motivo conduttore che fa da sfondo alla festa nella Gold Room: “Mezzanotte, le stelle e tu”. La maglietta, all’ uscita dalla camera, sarà bruciacchiata, addosso ad un Danny visibilmente scioccato ( allusione agli strani incidenti e uccisione di astronauti scomodi ? )

Personaggi:  Abbiamo già detto del fatto che non interessi a Kubrick la descrizione e caratterizzazione dei personaggi, che anzi vengono spogliati di ogni spessore individuale per essere ridotti a pura astrazione, pura rappresentazione di un’ idea.  La recitazione dei personaggi è ipnotica, ed avviene come se il personaggio fosse sotto trance, ad indicare sia il suo “essere agito” da forze esterne che l’ impossibilità di sfuggirvi, proprio in quanto “non persona”.
( In Shaning abbiamo quindi il paradosso che le vere persone sono i fantasmi dell’ Overloock Hotel, e non la famiglia i cui componenti sono pure astrazioni a significare altro: Jack l’ attuatore/custode/istituzione, Danny la popolazione americana, Mandy -i cui abiti e fisionomia richiamano un chè di meticcio- gli indiani d’ America, a simbolizzare il ricorso del genocidio che storicamente si ripete ).

Precisa premonizione dell’ Agenda del Potere ?  Ormai non ci sorprende più che certi film nascondano, dietro un’ apparenza di fantasia, la precisa rivelazione di quella che sarà l’ agenda del potere negli anni a venire ( l’ abbiamo già visto per esempio verificarsi in modo inequivocabole con “Sesso e Potere” ).  Anche in questo caso, personalmente ritengo che esistano elementi in abbondanza per ritenere non a torto “profetico” quanto enunciato dal film:

Locandina: e si comincia proprio dalla locandina, che stranamente recita solo: “Lo shining di Stanley Kubrick” ( non “un film di” … e non compaiono altre parole e indicazioni -produzione e attori protagonisti, per esempio- di solito sempre presenti in cartellone: ricordo che lo “shining”, tradotto nella versione italiana come “luccicanza”, è la dote visionaria di Danny capace di vedere “oltre” il tempo e le apparenze … )

Gemelle: il film insiste sul sacrificio di piccoli innocenti, vero obiettivo di entrambi i custodi/esecutori. Ora, il precedente esecutore uccide due gemelle, perfettamente identiche anche nel vestire, che sono anche le prime in assoluto a svelarsi a Danny, prima vive e poi trucidate: “Vieni a giocare con noi, per sempre !”

Ora, se uniamo tutti i puntini, il fatto che queste gemelle appaiano da vive sempre ritte e affiancate ( notare anche la ripresa dal basso ) come due “torri” poi abbattute … se applichiamo anche gli ovvi “strani e continui” rimandi a “2001” inseriti nel film; se non consideriamo “casuale” la materializzazione del potere come un “monolite” e la profetica datazione dell’ “Odissea” proprio nel 2001; se facciamo due conti sugli anni d’ uscita delle rispettive opere ( 1968 per Odissea e 1980 per Shining ) … se facciamo due più due, beh … abbiamo che, così come “2001” era la perfetta anticipazione della “svolta del potere” e di quando e con quale preciso segnale essa avrebbe avuto inizio ( e questo o Kubrick lo sapeva già ben prima di girare il film o al Mago Otelma gli fa una pippa ), Shining è sia l’ anticipazione di quanto avverrà negli anni ’80 ( genocidio dei neri: diffusione dell’ Aids e recrudescenza dei conflitti Africani: il cuoco di colore è l’ unico tra le vittime designate a restare “immediatamente” ucciso ), sia il fatto che Danny dovrà forse seguire “dopo” la sorte delle (torri) gemelle …
( La versione originale del film termina infatti con una scena ancor più “circolare ed enigmatica” in cui Danny si ritrova tra i piedi la stessa pallina che lo aveva indotto ad entrare nella stanza 237, la Red Room ) … finale poi tagliato nelle successive edizioni ( forse troppo rivelatore, forse un ripensamento dell’ èlite sul da farsi, mah ) …


Fatto sta che il film ci parla fin troppo chiaramente
della ineluttabilità e ciclicità dell’ operato del potere, della “forma visibile” che assumerà nella fase finale ( l’ èlite che abita, guarda caso, la “Gold Room” è in abiti anni ’20, come in quell’ epoca è collocato il precedente guardiano e poi lo stesso Jack dopo la sua “morte terrena” ) e delle stragi ( economiche e belliche: la datazione della foto 4 luglio 1921 allude in modo duplice sia alla guerra d’ indipendenza -4 luglio- che all’ ultima grande crisi economica -la Gold Room emblema di Wall Street ?- ed agli eventi, festosi per il potere quanto sanguinosi per le vittime, che ne sono conseguiti, ben orchestrati da gente in nero -qui nella festa da ballo come nell’ orgia di Eyes”, nel monolite di 2001 -l’ astronave danza a ritmo di valzer- e come nelle sagome finali e festanti al suono della marcetta di Topolino in Full Metral Jacket ) …

Se poi facciamo due conti sugli anni intercorrenti tra l’ uscita dei film, (12 anni) considerandoli come il distanziale temporale tra i due eventi … beh, abbiamo che nel 2013 sarà la volta di Danny.  Troppo azzardato, considerando anche l’ attualità di cronaca ? … ai posteri l’ ardua sentenza.

Comunque sia, non ci sono dubbi che stiamo vivendo esattamente la fase di “fine ciclo”, che l’ èlite è tornata a materializzarsi in nera veste dittatoriale dal 2001, che da allora il genocidio non si è più fermato, e che ora sembra proprio toccherà anche all’ America, come tanto sottolineato dalle magliette di Danny … e dal fatto che la strage sanguinaria sia perpetrata solo da questi ultimi guardiani in corrispondenza di periodi ben prestabiliti: nell’ intermezzo ci saranno pur stati altri guardiani all’ Overloock, che però non hanno tentato di sterminare la famiglia/popolazione.
( Il film insiste molto sia sulla reiterazione del genocidio che sulle menzogne raccontate alla popolazione: fin dalle battute iniziali l’ accompagnatore dice a Wendy -che simbolicamente come visto rappresenta i nativi d’ America- che l’ edificio sorge su un vecchio cimitero indiano -reiterazione- e che durante la costruzione avvenuta nei primi anni del 1900 venne preso d’ assalto da una tribù indiana -ovvio paradosso logico e storico tendente a sottolineare il falsi clichet usato per giustificare gli eccidi- )

Analizziamo senz’ altro qualche scena del film:

Scena della seduzione:  Il potere occulto prende inizialmente forma, all’ interno dell’ Overloock Hotel, tramite i suoi “messaggeri”: una statuaria bellezza nuda, il barista, il precedente custode. Questo a sottolineare il fatto che l’ élite occulta non appare e non si sporca le mani, ma usa dei valletti, dei camerieri per entrare in contatto con quelli che saranno gli attuatori dei suoi piani.
Le lame sonore come sempre introducono la presenza dell’ elemento atemporale, qui rappresentato da una statuaria bellezza nuda che dapprima seduce Jack ( la seduzione erotizzante del potere ), per poi mostrarsi per quel che veramente è: un putrefatto cadavere richiamato in vita ( ad indicare che il potere è “antico” e si perpetua ).
Nella scenografia è evidente lo scollamento stilistico tra l’ arredamento delle stanze e quello più “futuristico” del bagno, a sottolineare la continuità storica tra passato, presente e futuro.

Scena del Bar:  Allo stesso modo Jack viene contattato ed allettato dal barista Lloyd, che nel simbolico drink “offerto dalla casa” sottolinea un metodo di adescamento che si basa sulla corruzione e sulle debolezze dei contattati ( Jack era un alcolista ). La sala è vuota, la vera “casta del potere” è invisibile, assente, inconoscibile … apparirà soltanto nella vecchia foto storica e durante una festa danzante, preludio del genocidio che verrà esplicitamente richiesto a Jack dal precedente “guardiano”.  ( E il fiume di sangue che si riversa per i corridoi è non a caso la prima visione, il primo “shining” di Danny, che intuisce ancora prima di recarvisi il pericolo che si cela dietro l’ hotel ).

Party e scena dei due custodi:  Il party è emblematicamente l’ unica occasione in cui vediamo l’ intera èlite al completo, festante ed in costume anni ’20. Anche in questa occasione però le inquadrature colgono solo una visione d’ insieme, mai singole persone, ad indicare ancora l’ anonimato e lo spirito di “branco” che caratterizza l’ èlite.
Il suo riunirsi festante nella “Gold Room” sta ad indicare molti significati contestuali: l’ accenno al fatto che il potere si basi sull’ oro, quindi sul monopolio dell’ economia e del ciclico succedersi di boom e di crisi (il boom degli anni venti e la grande crisi del ’29); il necessario contrasto tra la Gold Room e la “Red-rum” ad indicare come la prima si regga sulla seconda: e rosso (ad indicare il sangue) sarà ancora il bagno dove il precedente custode “passa le consegne” a Jack.
Il bagno, ancora una volta, appare dissonante con l’ arredamento generale dell’ hotel, ed ha un chè di futuristico, richiamando nettamente per colore e luci l’ abitacolo dell’ astronave di 2001 che ospitava Hal, ovvero il custode/sterminatore di Odissea nello Spazio.
La compresenza dei tre guardiani ( il passato Gredy, l’ attuale Jack, e l’ allusione allo spaziale Hal ) indica ancora l’ atemporalità e continuità storica, il tramandarsi delle consegne sempre con gli stessi metodi; interessante e surreale il dialogo tra i due ( “io sono qui da sempre” ), nel corso del quale Grady infine espliciterà molto chiaramente a Jack cosa ci si attende da lui.

In questa scena abbiamo la tipica comparsa della filastrocca ossessivamente ripetuta, (qui come testo del “romanzo” di Jack), che sta ad indicare la completa spersonalizzazione, regressione, riduzione a puro automa del custode/attuatore che a questo punto non può più mentire alla sua vittima e parla per vaniloqui, portando la “convenienza”, il “dovere”, la “responsabilità”, l’ “impegno”, il “contratto” a vuoti, insulsi, reiterati ritornelli ( ricorda qualcosa …?? ).


Il “redrum”, il nero, l’ orso
:  scena dell’ escalation e attuazione del genocidio (murder), che andrà effettivamente a segno solo sul cuoco di colore ( come già detto sopra, probabile anticipazione dell’ eccidio dei neri africani attuato negli anni ’80 tramite l’ Aids e i nuovi conflitti fomentati in terra d’ Africa ).
Una sconvolta e terrorizzata Wendy (altra minoranza etnica) nello shining finale che ormai si rivela chiaramente anche a lei, vede un tizio in costume da orso praticare la fellatio ad un membro dell’ élite dai tratti tipicamente “wasp”: una possibile lettura, se associamo l’ icona dell’ orso all’ “orso russo”, potrebbe suonare come: “non speri dunque Wendy che qualche sedicente “oppositore” venga in suo soccorso, in quanto anche l’ orso russo è completamente asservito ai desideri dell’ élite wasp …” (Evidenziato qui oltre ogni ragionevole dubbio anche il fondamentale razzismo che anima il potere).

Scena finale:  Ora l’ élite può tornare tranquillamente al riparo della “Storia ufficiale”, rappresentata da quella fotografia di cui anche Jack entra a far parte, in un processo di “riscrittura” che vedrà sempre i vincenti, in veste di innocenti, riscrivere a loro favore gli accadimenti e la fotografia stessa della storia ( ora la foto è mutata rispetto all’ inizio della vicenda, Jack ha preso il posto di Grady come preannunciatogli dallo stesso nel dialogo nel bagno “lei è sempre stato il guardiano dell’ hotel”; quello stesso Grady che risponde “che strano, non ricordo” all’ accusa di aver ucciso le due gemelle e la moglie, per parlarne con assoluta consapevolezza solo un istante dopo … )

Fonte

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