I dieci ottimi motivi per attaccare l’Iran

Nulla è più terribile dell’ignoranza attiva.
Goethe (ndt)

1-      L’Iran ha minacciato di rispondere se venisse attaccato e questo è un crimine di guerra. I crimini di guerra devono essere castigati

2-      La TV dice che l’Iran possiede armi nucleari. Sono sicuro che questa volta è vero. Così come la Corea del Nord. Sono sicuro che saranno i prossimi. Bombardiamo solo quei posti che hanno bombe nucleari e si trovano nell’Asse del Male. Eccetto l’Iraq, lì è stato diverso.

3-      All’Iraq non è andata così male. Considerando quanto è maldestro il suo governo, stanno meglio ora dopo che tanta gente se n’è andata o è morta. Davvero, non poteva andargli meglio neanche se l’avessimo pianificato.

4-      Quando noi minacciamo di tagliare il rifornimento del petrolio all’Iran, l’Iran minaccia con tagliarci il rifornimento di petrolio e questo è assolutamente intollerabile. Cosa faremo senza quel petrolio? E cosa c’è di buono nel fatto di volerlo comprare se loro lo vogliono vendere?

5-      Dietro l’11 settembre c’era l’Iran. L’ho letto su internet. E se non era così peggio ancora. L’Iran non ha attaccato un’altra nazione da secoli e questo significa che il prossimo attacco è garantito che avvenga molto presto.

6-      Gli iraniani sono lunatici religiosi, a differenza degli israeliani e gli americani. La maggior parte degli israeliani non vuole attaccare l’Iran, ma il Sacro Governo israeliano sì. Opporsi a una tale decisione sarebbe un peccato contro Dio.

7-     Gli Iraniani sono talmente stupidi che quando assassinammo i loro scienziati loro cercarono di contattare un venditore di automobili nel Texas perchè a sua volta questo avrebbe dovuto contattare un trafficante di droghe nel Messico per fargli uccidere l’ambasciatore saudita a Washington e dopo tutto questo trambusto nemmeno lo hanno fatto per farci restare male per averli catturati.

7.b- Oh, e la gente stupida deve essere bombardata. Non è gente civile.

8-      La guerra è positiva per l’economia degli USA e anche per l’economia iraniana. L’esercito che si ritroverà nell’Iran acquisterà cose. E le donne sopravvissute alla guerra avranno più diritti. Come in Virginia. Dobbiamo fare questo favore agli iraniani dopo il disguido nel 1953.

9-      Questa è  l’unica maniera di unire la regione. O bombardiamo l’Iran o giurano amore eterno nei nostri confronti. O, se fosse necessario, occuperemo l’Iran per liberarlo come abbiamo fatto coi loro vicini. Che non dovrebbe impiegare molto tempo. Guardate bene quello che già si fa in Afghanistan.

10-   Non ci ridaranno il nostro drone. Basta  parole.

Fonte

Traduzione: FreeYourMind!

La cùmbia di chi cambia ( canzoni di fiori, botti e compassi )

 

 

Il Festival di Sanremo, e i grandi festival mediatici in genere, sono sempre un’ ottima occasione per intravvedere, attraverso i messaggi di presentatori, ospiti e canzoni, il grande lavorìo di costruzione del nuovo Immaginario Collettivo che gli “architetti sociali” stanno preparando affinchè noi lo introiettiamo e realizziamo. Questo lo aveva già capito a modo suo molti anni fa anche la mia zia buonanima, che quando ci si riuniva tutti in casa sua per vedere la finale ( allora fortunatamente la kermesse televisiva durava solo due serate ) diceva: “scultùm bèn quel che i dise a Sanremo, che dopu al sucéd sémpar” ( ascoltiamo bene quello che dicono a Sanremo, che poi va sempre a finire che si avvera ).
E se questo è sempre accaduto ( serve ricordare l’ ultima performance festivaliera di Benigni al grido di “Berlusconi, fòra dai ball” ? ), a maggior ragione dobbiamo prestargli attenzione in questa fase foriera di ampi stravolgimenti sociali.

In prossimità di avvenimenti importanti, la comunicazione sottintesa viene pertanto indirizzata ad un doppio target e ad un doppio livello interpretativo: e se l’ anno scorso la parola d’ ordine era “via Berlusconi”, oggi sembra essere “via il Papa e il Cattolicesimo”. Il “desiderata” dell’ agenda globalista è così rivolto ad un livello superficiale al popolino, e ad un livello appena più profondo ( non serve essere dei Freud per vederlo ) a quegli “attuatori” visti nell’ ultimo post, media in primis. E forse non confidando tanto nella prontezza di comprendònio degli italici dirigenti, i gran maestri nostrani hanno pensato bene di affidare l’ importante messaggio all’ esasperante lentezza espressiva e alla tendenza reiterativa di Celentano, e conoscendolo probabilmente avranno anche invertito la loro consueta raccomandazione da: “Mi raccomando, parli per sottintesi !” in: “Per favore, cerchi di essere il più chiaro possibile !”
… Lo sforzo cerebrale e linguistico del molleggiato è stato pertanto spinto ai limiti dello stress coronarico sostenibile ma, a prezzo di una certa pazienza e disponibilità all’ ascolto, il messaggio è stato perfettamente recepito anche dal mio gatto non ancora iniziato: “La stampa cattolica si occupi di Cristo e non di politica, oppure chiuda baracca”. ( Il che, tradotto con apposito decrittatore mercantile, suona pressapoco come: “non interferite in alcun modo, o finite come Berlusconi, fòra dai ball” ). A seguire, una strana dissertazione sul Paradiso e sul conoscere in faccia Dio, -dissertazione che induce istintivamente a toccarsi i maròni peggio di una Messa da Requiem-, e sulla figura storica di Gesù … Insomma stiano tranquilli i miei ideologici commentatori: quello che traspare da tale messaggio è che, come “allora”, è il potere TEMPORALE della Chiesa ad essere di troppo e a dar fastidio ai manovratori del vapore ( come sottolineato forse dalla Costa Concordia/Europa che smette di inchinarsi al Giglio ? ) …
L’ intervento si chiude, così come era stato introdotto giorni addietro, con inquietanti rumori di guerra che ora fanno da sottofondo ad una canzone – inno al “cambiamento” ( e qui si è toccato anche il mio gatto ).

Che dire … sembrerebbe quindi confermata dagli architetti la tendenza ( già annunciata in questo blog e anticipata anche analizzando il video di Vasco: “Ho fatto un patto con le mie emozioni / le lascio vivere, e loro non mi fanno fuori” ), non più volta ad un’ unificazione religiosa in un unico calderone new-age, ma a lasciare in auge una “riedizione originale e politicamente depotenziata” del pensiero religioso della popolazione, purchè svuotato appunto di qualsiasi velleità di potere temporale. Corsi e ricorsi …

La casalinga di Voghera, il pastore di Orgosolo e il metalmeccanico di Ivrea, per quel che hanno capito in questa enorme cacofonìa, approvano al coro unanime di “Però non dice mica delle cose sbagliate parbleu” …
Forse no, ( più nella teoria che nella pratica, of course ) … ma sono soprattutto quei suoni e immagini di guerra così insistentemente ricorrenti ad essere vagamente inquietanti, e tutto il retrogusto catastrofico subliminalmente indotto nello spettatore ( a scopo preparatorio ? ) …
( … e comunque l’ insistenza sulla figura storica di Cristo ed il recupero dell’ “origine” cristiana va intesa in senso letterale e ortodosso, lasciando forse presagire ad una possibile futura formazione eurasiatica in caso di conflitto, oppure in senso “eretico” protestante e luterano, quale volontà di un maggior avvicinamento culturale all’ Europa del nord ? … mah )

Sia come sia, qui rimarchiamo a fine puramente accademico la “duplice gamba massonica” da sempre usata per introdurre l’ immaginario del nuovo modello sociale: creazione ed esasperazione dei contrasti in fase terminale e lenta e progressiva introduzione del nuovo modello in modo che risulti desiderabile.
Solo questione di design e di feeling.

 

 

 

 

E per massacrarceli definitivamente, diamo anche un’ occhiata a due canzoni emblematiche anche del cambiamento “mentale” che ci verrà richiesto: la vincitrice “Non è l’ inferno“, e la canzone-manifesto illuminista “E tu lo chiami Dio” … Chiaro, Limpido, Celentano.
( L’ “intrusione architettonica” nei testi è evidentissima, ma è niente rispetto a quella che verrà operata nella nostra regione perianale … )

Manca qualcosa ? ah già, la farfalla di Belèn ( a proposito: la farfalla è simbolo di rinascita a nuova vita … ) … Sperùm, come disse lo scheletro … e, una tantum, auspichiamoci che “canzone” torni al più presto a far rima con amore.

 

 

 

 

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