Il nuovo feticcio.

La modernità, periodo che si è esteso durante gli ultimi cinque secoli, è in crisi. Oggi viviamo, non un’epoca di cambiamenti ma un cambiamento d’epoca.

In questo millennio che inizia emerge qualcosa che impropriamente è chiamato post-modernità e che sembra molto diverso a tutto quello che l’ha preceduto, conformando un nuovo paradigma.

Nell’età media la cultura ruotava intorno alla figura divina, intorno all’idea di Dio. Nella modernità si centra nell’essere umano, nella ragione e nelle sue due figlie predilette: la scienza e la tecnologia.

Uno dei simboli che esprime meglio questo passaggio è la pittura di Michelangelo “La Creazione di Adamo”, che decora la Cappella Sistina: Dio Padre, con una lunga barba, ricoperto da vestiti, rappresenta il teocentrismo dell’epoca di fronte all’uomo nudo, fortemente attratto verso la Terra. L’uomo estende il dito per non perdere il contatto con l’aspetto trascendente, con il divino. La nudità di Adamo traduce l’arrivo dell’antropocentrismo e della rivoluzione che la modernità rappresenta nella nostra cultura.

L’episodio caratteristico della modernità avvenne nel 1682, quando Edmond Halley, basandosi esclusivamente su calcoli matematici- e non disponendo di strumenti ottici- previde che una cometa sarebbe riapparsa nel cielo di Londra entro 76 anni. Molti lo presero per pazzo. Come, rinchiuso nel suo stanzino, basandosi su calcoli fatti su un pezzo di carta, poteva predire il movimento degli astri nel cielo? Chi se non Dio domina la volta celeste?

Halley morì nel 1742, prima del compimento di quei 76 anni. Nel 1758 la cometa, che oggi porta il suo nome, ritornò ad illuminare i cieli di Londra. Fu il trionfo della ragione!

“Se è così- dissero- se la ragione è capace di prevedere i movimenti degli astri, come Copernico e Galileo hanno dimostrato, e dopo Newton, uno dei pilastri della nostra cultura, allora essa- la ragione- potrà risolvere tutti i drammi umani. Porrà fine alla sofferenza, al dolore, alla fame, alla peste. Creerà un mondo di luci, progresso e felicità”.

Cinque secoli dopo, il saldo non è molto positivo. Al contrario. I dati della FAO dicono che : siamo 7 miliardi di persone ad abitare la terra, la metà delle quali vive al di sotto della soglia di povertà e 852 milioni sopravvivono,soffrendo però di fame cronica.

C’è chi afferma che il problema della fame è dovuto al numero eccessivo di bocche da sfamare ed a questo proposito si fa promotore del controllo della natalità. Io mi oppongo al controllo anche se sono d’accordo con la pianificazione familiare. Il primo è impositivo, il secondo rispetta la libertà di coppia. E non accetto l’idea che ci siano troppe bocche da sfamare ne che manchi il cibo. Secondo la FAO, nel mondo si produce abbastanza cibo da sfamare 11 miliardi di persone. Quello che manca è la giustizia, e avanza l’eccessiva concentrazione della ricchezza.

A causa dell’attraversamento di un periodo di grande insicurezza, le persone cercano risposte fuori dal razionale. Si osservi, ad esempio, il fenomeno dell’esoterismo: mai Dio è stato così in voga come ora. Suscita passioni e fondamentalismi, a favore e contro.

La crisi della modernità culmina nel momento in cui il sistema capitalista raggiunge la sua suprema egemonia con la fine del socialismo e acquista un nuovo carattere chiamato neoliberale.

Quali sono le chiavi di lettura della transizione dal liberalismo al neoliberalismo? Sotto il liberalismo si parlava molto di sviluppo. Durante gli anni 60 è sorta la teoria dello sviluppo, che includeva anche la nozione di sottosviluppo, ed è anche il periodo in cui è stata creata l’Alleanza per il Progresso, destinata a “sviluppare” l’America Latina.

La parola “sviluppo” ha una certa componente etica perché ci si immagina che tutti debbano esserne beneficiari. Oggi il termine è “modernizzazione” che non ha un contenuto umano ma una forte connotazione tecnologica. Modernizzare è equipaggiarsi tecnologicamente, competere, far sì che la mia azienda, la mia città, il mio paese si avvicinino al paradigma del primo mondo, anche se questo significa sacrificio per milioni di persone.

Il Mercato è il nuovo feticcio religioso della società odierna. In passato, la mattina, i nostri nonni consultavano la Bibbia. I nostri genitori il meteo. Oggi si controllano gli indici della Mercato.

Di fronte ad  una catastrofe o ad un avvenimento inatteso, gli esperti in economia dicono: “vediamo come reagisce il Mercato”. E io immagino il signor Mercato, rinchiuso nel suo castello mentre strilla al telefono: “Non mi è piaciuto il discorso del Ministro. Sono arrabbiato”. E i media a fare da amplificatori: “Il Mercato non ha reagito bene in seguito al discorso del ministro”.

Il mercato adesso è internazionale, globalizzato, si muove secondo le sue stesse regole, e non in base ai bisogni umani. Di fatto predomina la globo -colonizzazione, l’imposizione al pianeta del modello anglosassone della società. Centrato nel consumismo, nella speculazione, nella trasformazione del mondo in un casinò globale.

Di fronte alla crisi finanziaria che colpisce il capitalismo, ed in special modo i diritti sociali conquistati negli ultimi due secoli, è ora di chiedersi quale sarà il paradigma della post- modernità. Mercato o  “globalizzazione della solidarietà”, usando un’espressione del Papa Giovanni Paolo II?

di Frei Betto

Fonte

Traduzione: FreeYourMind!

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