Lo star-system è un Moloch sempre assetato di sangue umano

 

 

La notizia improvvisa della tragica morte di Whitney Houston, la leggendaria regina della musica pop americana, ha colpito in pieno non solo i suoi molti ammiratori, ma anche quanti non avevano che una vaga conoscenza di lei, vuoi per ragioni anagrafiche (ella aveva toccato il vertice della celebrità nell’ormai lontano 1992, con l’interpretazione del film «The bodyguard», la cui colonna sonora vendette 42 milioni di copie in tutto il mondo: il più grande successo musicale di ogni tempo), vuoi per ragioni di preferenze personali.

Sembra che la Houston, soprannominata “The Voice” per la morbida, stupenda sensualità del suo timbro vocale, non sia annegata nella vasca da bagno dell’albergo di Beverly Hills, come avevano annunciato in un primo tempo le agenzie di stampa, ma che sia stata stroncata da un miscuglio micidiale di Xanax e alcool, miscuglio al quale l’artista quarantottenne era purtroppo da tempo assuefatta. Leggi il resto dell’articolo

Il piano energetico nazionale di Monti/Passera – di Piergiorgio Rosso

 

Anche questa volta il rischio blackout o grande freddo è stato direttamente addossato all’”inaffidabile” duo ENI-GAZPROM. Senza lo schermo delle “bizze” ucraine tutta la grande stampa italiana all’unisono ha riempito pagine e pagine di banalità sulla eccessiva dipendenza energetica nazionale dal gas, ed in particolare quello russo, della presunta  vulnerabilità di tale situazione, degli alti costi per i cittadini. Il governo e segnatamente il ministro Passera si è affrettato a rilasciare l’autorizzazione per il rigassificatore ENEL di Porto Empedocle, dichiarando “se avessimo quelli già approvati, saremmo più tranquilli” (Corsera del 6/2/2012). Peccato che i due rigassificatori in funzione (La Spezia e Rovigo) abbiano lavorato in questi mesi al 20% circa della loro capacità nominale, causa … maltempo (!!). Non solo: gli analisti più accorti hanno sottolineato che il prezzo del gas sul mercato spot (si tratta del gas liquefatto, LNG) ha registrato negli ultimi mesi un sensibile innalzamento a seguito della scarsità relativa della sua disponibilità (come la frutta e la verdura, insomma …). Superando il prezzo fissato nei tanto vituperati contratti ToP (Take or Pay) a lungo termine stipulati da ENI con GAZPROM. Evidentemente anche i più affidabili produttori di gas filo-USA, in questi frangenti,  lo hanno venduto sul mercato spot seguendo logiche speculative “classiche”. Leggi il resto dell’articolo

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: