Danza del drago nel Neguev- La Cina rafforza la sua cooperazione strategica con Israele.

I beduini del Neguev presto vedranno una ferrovia costruita dai cinesi che serpeggerà verso il nord tra le montagne rocciose e polverose, tra gli sfoci secchi dei fiumi e dei profondi crateri dalla città balneare di Eilat nel Golfo di Aqaba verso il Mediterraneo orientale.

Per i forti interessi su entrambi i fronti del Golfo Persico- gli Stati del Consiglio di Cooperazione del Golfo e Iran- la Cina sta facendo un salto impressionante come protagonista implacabile della geopolitica del Medio Oriente portando i suoi rapporti con Israele ad una cooperazione strategica.

Paradossalmente, precisamente quando gli USA, sperano di irritare il drago nel Mare del Sud della Cina e di “contenerlo” nell’Asia Pacifica, questo fa una brusca apparizione nel baluardo delle geostrategie statunitensi in Medio Oriente. Le implicazioni geopolitiche sono profonde.

In mezzo alla cacofonia dei tamburi di guerra che risuonano nel Golfo Persico e nel Levante, quasi non si è notato lo scambio di saluti, settimana scorsa, tra Pechino e Tel Aviv nel 20° anniversario dei rapporti diplomatici tra i due paesi, realizzati con un brio che andava oltre il semplice protocollo.

Diplomazia per qualunque stagione

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha espresso che il suo paese e la Cina formano una “combinazione di successo” e che poteva visualizzare un’”espansione spettacolare “ tra i due. “Penso che abbiamo appena sfiorato la superficie delle relazioni israeliane- cinesi”, ha detto lo scorso martedì durante un festeggiamento a Tel Aviv.

Nel suo messaggio di congratulazioni per l’anniversario, il presidente Hu Jintao ha detto che la Cina “ dà una grande importanza al progresso che i rapporti cinesi-israeliani stanno avendo e che è disposta a realizzare sforzi congiunti con Israele”. Wen Jibao ha segnalato che la Cina e Israele hanno “grandi prospettive di collaborazione “ e che “Pechino è disposto a continuare a espandere e ad approfondire i vincoli e portarli a “un nuovo punto”

Durante quella  manifestazione a Tel Aviv, Netanyahu ha invitato espressamente Pechino a lavorare con Israele per “affrontare le sfide per assicurare la pace in Medio Oriente”. L’ambasciatore cinese in Israele, Gao Yanping, presente in quell’occasione, rispose che :

“Lo sviluppo ulteriore dei rapporti tra la Cina e Israele non solo beneficiano entrambi i paesi e i due popoli, ma  è molto propiziatorio per la stabilità regionale, la pace mondiale e la prosperità globale.

Di fronte alla continua trasformazione e aggiustamento nella regione (leggasi Primavera Araba) e nel mondo, la relazione tra la Cina e Israele si trovano attualmente in un nuovo momento storico. Dobbiamo continuare a lavorare insieme, crescendo insieme e vincendo insieme negli anni a venire.”

Sono pensieri appassionanti, valorosi, in una regione dove gli angeli non osano toccare terra. Ma la maturità degli attuali vincoli tra la Cina e Israele è tale che anche mentre Gao parlava a Tel Aviv, il suo omologo nelle Nazioni Unite, l’ambasciatore Li Baodong, stava prendendo appunti sull’”impasse” nel processo di pace in Medio Oriente e ripeteva il forte appoggio della Cina allo Stato palestinese come parte di una soluzione dei due Stati, restaurando “il diritto legittimo” del popolo palestinese.

Li disse” La Cina appoggia la creazione di uno Stato palestinese indipendente che goda di piena sovranità, con Gerusalemme dell’Est come sua capitale e con le frontiere come stabilite nel 1967. La Cina appoggia la petizione della Palestina di formare parte dell’ONU”. Lì ha considerato la recente adesione del governo israeliano che ha approvato i piani di espansione di nuovi insidiamenti:

La Cina è sempre contro la creazione di nuovi insediamenti ebrei nel territorio palestinese occupato, incluso a Gerusalemme dell’Est. Chiediamo a Israele la cessione della costruzione di nuovi insediamenti, usando la prudenza e il lavoro attivo in collaborazione con gli sforzi della comunità internazionale di promuovere la pace e di creare le condizioni per la ripresa della negoziazione della pace israele-palestinese.

Li è sembrato imperturbabile di fronte ai calorosi sentimenti espressi mutuamente tra i dirigenti palestinesi e israeliani lo stesso giorno che aveva parlato.

L’agenda parallela della sorprendente diplomazia cinese in Medio Oriente, resa evidente nel recente tour di sei giorni di Wn Jibao per gli Stati del GCC, si ripete

La diplomazia cinese in Medio Oriente avanza abilmente lungo tre piste parallele : l’Iran, gli Stati del GCC, e Israele. Questo potrebbe sembrare poco probabile vista la scalata dell’Iran e l’ostilità che provoca in Israele e negli Stati del GCC.- Ma per Pechino non c’è nessuna contraddizione e si sforza per fare in modo che le tre piste si complimentino. E’ concepibile che un giorno possa riuscirci.

L’aspetto più “bello” è che i tre campi del Medio Oriente- Iran, GCC e Israele- vogliono anche avere il migliore dei rapporti con la Cina e in modo manifesto competono tra di loro per la miglior ora del drago. Questo porrà un enigma insolubile per altre potenze estere che aspirano ad avere influenza nella regione, siano queste potenze occidentali o la Turchia o la Russia.

Netanyahu ha detto “Apprezzo la necessità della Cina di assicurare una fornitura regolare di energia con lo scopo di continuare con la sua impressionante crescita. Credo che è possibile sostituire il petrolio iraniano”. Spera di separare la Cina dal petrolio iraniano nonostante  Pechino non abbia la minima intenzione di indebolire la sua relazione economica con l’Iran. Il ricco commercio tra la Cina e l’Iran è di 45.000 milioni di dollari di fronte ai 8.0000 milioni di commercio tra la Cina e Israele.

Unione tra continenti

Nonostante tutto, Israele cerca di approfittare o offrire le massive riserve di petrolio e gas nella provincia della conca del Levante nel Mediterraneo Occidentale. L’area, che copre circa 83.000 km quadrati, comprende un territorio su terra e mare che include la Striscia di Gaza, Israele, Libano, Siria e Cipro. L’Istituto di cartografia Statunitense ha calcolato che nel 2010 l’area contiene circa 1.700 barili di petrolio recuperabile e una media di 122 bilioni di piedi cubici di gas.

Tale calcolo veniva fatto sul principio che quelle riserve garantivano la sicurezza energetica a Israele, ma una valutazione più recente, alla luce di nuove scoperte di riserve, indicano che  sono di gran lunga  superiori al fabbisogno energetico d’Israele.

E’ imminente un grande sviluppo delle infrastrutture, includendo installazioni per la  liquefazione che si stabiliranno nella costa di Israele e strade per il trasporto verso i mercati d’esportazione d’energia di Israele. Queste attraenti prospettive di cooperazione spiegano la fiducia di Netanyahu nel commercio bilaterale con la Cina e che potrebbe duplicarsi facilmente in un futuro molto vicino. (La Cina appare come il terzo socio commerciale d’Israele dopo gli USA e l’UE).

Il ministro israeliano dei Trasporti, Yisrael Katz, ha visitato Pechino a settembre e recentemente sono state riprese le sue parole: “ La capacità professionale delle compagnie cinesi nella costruzione di sistemi ferroviari e di reti di trasporto è una delle migliori al mondo”.

Il ministero dei Trasporti israeliano ha sottolineato che Israele preferiva che fossero le compagnie cinesi di proprietà statale a intraprendere la costruzione della ferrovia “Med-Red” attraverso il Valle Zin del deserto di Neguev che metterà in comunicazione le città del Mediterraneo d’Israele con quelle del Mare Rosso, Haifa e Eilat.

Immediatamente dopo le negoziazioni di Katz a Pechino, la Cina ha cominciato a lavorare in una proposta congiunta con Israele per la connessione con Eilat. Compagnie cinesi e israeliane potrebbero effettuare congiuntamente il progetto e si può prevedere che la Cina investirà in tale progetto.

I due grandi maggiori giacimenti di gas israeliano- Leviathan e Tamar- sono a 130 e 80 km del porto di Haifa. Si calcola che il Leviathan contiene riserve per 16 bilioni di centimetri cubici di gas e quelle di Tamar per 8,4 tcf. Di recente si sono scoperti due campi di gas-Sarah e Mira- di fronte al porto Hadera più a sud di Haifa.

Le  connessioni via ferrovia e strada faciliterebbero il trasporto di gas naturale liquefatto dalla costa mediterranea d’Israele alla costa del Mare Rosso, da dove si può imbarcare attraverso l’Oceano Indiano verso la Cina. Di nuovo la connessione realizzerebbe l’unione delle esportazioni cinesi verso l’Europa centrale e meridionale e verso i  Balcani.

La relazione tra la Cina e Israele è stata complessa. Tenendo conto degli alti e bassi. Ma il ministro degli Esteri israeliano ha ragione all’affermare in una dichiarazione, settimana scorsa, che i due paesi “godono di una rinascita delle relazioni negli ultimi anni”-

Sicuramente il 2011 è stato un buon anno. A maggio il comandante dell’armata cinese, l’almirante Wu Shengli ha visitato Israele, seguito ad agosto dalla visita del capo del Dipartimento di Stato maggiore dell’Esercito Popolare di Liberazione, il generale Chen Bingde. E’ stata la prima visita di un capo militare cinese a Israele.

Nel frattempo, il ministro israeliano della Difesa, Ehud Barak, ha visitato la Cina a giugno, anche questa la prima visita di questo tipo. A luglio, i due paesi conclusero un accordo di cooperazione economica. Citando a Netanyahu :”I vincoli bilaterali sono importanti per noi, quindi, ci siamo compromessi per la sua espansione su vari terreni. Con questo scopo, ho emesso una direttiva generale per approvare qualunque invito provenga dalla Cina”.

Evidentemente, Israele e la Cina sono impegnati a iniziare una cooperazione profonda e altamente strategica. Netanyahu durante una riunione del gabinetto a Tel Aviv, domenica, ha detto che si propone di sviluppare le reti della ferrovia e strade proposte che uniscano Eilat con il nord d’Israele come “un’unione tra i continenti”. Di seguito sottolineando l’interesse della Cina nel progetto.

Pechino deve aver già compreso l’immenso potenziale strategico di un’audace via di trasporto attraverso il Neguev che unirebbe l’Asia con l’Europa, lasciando da parte il congestionato Canale di Suez in Egitto. Quasi sembra che Washington abbia perso il filo.

Fonte

Traduzione: FreeYourMind!

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