HIV. Al capolinea un’allucinazione di massa pilotata

Isolare retrovirus e trovare loro un leitmotiv patologico era di moda negli anni 70/80. Si pensava che nessun tessuto esprimesse trascrizione inversa, cioè dal RNA al DNA, e quando veniva rilevata dal test questa attività dovesse essere attribuita non all’organismo ma ad un suo ospite, insomma una sorta di contaminazione virale (“virus con trascrizione inversa”  –> “retrovirus”).
Ma questo si dimostrò un errore, poiché fu verificato già verso la metà degli anni ’80 che la trascrizione inversa è un’attività di tutta la materia vivente (Franchi 1997). La conferma definitiva arrivò nel 2001 con i risultati del Progetto per la mappatura del Genoma Umano. Se sono i tessuti stessi a prodursi naturalmente la loro attività di trascrizione inversa, il concetto stesso di “retrovirus” viene a decadere.
Tutti i 200 test per identificare retrovirus si riferiscono in realtà a capacità di trascrizione inversa di tessuti umani. Qualcuno ne avrà di un tipo, qualcun altro ne avrà di un altro tipo.

A parte l’HIV, non fu mai possibile correlare patologie ad altri retrovirus. E con l’HIV? Dobbiamo fare un passo indietro che mostrare che nemmeno con l’HIV si ritrova un leitmotiv patologico. Era il farmaco AZT che uccideva. Vi ricordate Magic Johnson e Freddy Mercury diagnosticati HIV positivi nel 1987 e 1988 rispettivamente? Magic Johnson si rifiutò di prendere una cosa così tossica come l’AZT ed infatti è ancora con noi. Le persone con HIV che accettavano le cure, l’AZT, finivano per sviluppare la sindrome da AZT, ovvero l’AIDS. Leggi il resto dell’articolo

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Kubrick: il “patto satanico” tra Intellighenzia e Potere

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Nell’ esposizione precedente abbiamo dunque visto come Kubrick sostanzialmente sia, ad un primo livello subliminale di lettura, nient’ altro che il megafono, il portavoce dei proclami e dei “desiderata” che il Potere, attraverso i suoi film, intende far pervenire agli “attuatori”, al ceto dirigente, in una parola all’ intellighentia (detto in senso lato) del tessuto sociale, quella a cui viene conferita superiorità di ceto e potere decisionale, quello strato intermedio posto a “guardia ed attuazione del potere stesso”, ceto oggetto non a caso dell’ attenzione monotematica e quasi maniacale dell’ intera opera del regista.


E se in “2001” abbiamo un’ anticipazione generica, dai toni transumanistici, niciani e trionfalistici del fantastico destino riservato dal Potere a chi vorrà seguirlo, sembra che nei film successivi, quale moderno Machiavelli, Kubrick si incarichi di fornire il bignami, il libretto d’ istruzioni per l’ uso destinato ai sub-dominanti, dirigenti ed attuatori, preoccupandosi in particolar modo di istruire tale èlite privilegiata su come dovrà selezionare i suoi stessi membri: così Arancia Meccanica descrive tramite Alex il puro reclutamento della pietra grezza già esistente e perfettamente idonea a farsi guardiano del sistema; Barry Lindon ci dice di come le egoistiche pulsioni del singolo dovranno confluire e codificarsi in un preciso comportamento di gruppo ( ossia ci parla del processo di unificazione attraverso l’ interesse superiore dell’ intera classe destinata a diventare egemone ); Shining serve ad istruirla sulla spietatezza dei modi che dovrà essere in grado di rivolgere verso lo stesso ceto della popolazione sottoposta; Full Metal Jacket ci parla ancora del sadico “spirito di branco” destinato a collante cooptante anche delle caratterialità potenzialmente dissidenti e di ogni residuo individuale di umanità (concetti raffigurati attraverso la figura di Joker), e al tempo stesso la mette in guardia dal reclutare elementi non caratterialmente idonei al compito (raffigurati attraverso le figure estreme ma ugualmente “mancanti” di Pyle e del sergente Hartman); Eyes Wide Shut rivela infine come in questo disegno e meccanismo “satanico” si possa solo entrare ma non uscire ( e in questo senso è possibile leggere anche la morte del regista come vero finale del film, da integrare con quella ambigua affermazione “dobbiamo scopare” pronunciata nell’ ultima scena dalla Kidman, a simbolica reiterazione della pura seduzione senz’ anima del potere e del continuo ripetersi tipico del suo modo ciclico di procedere ): e come narra la scena del “processo massonico“, la parola d’ ordine è valida solo per l’ ingresso, ( e non certo per “partecipare” all’ orgia del potere, nè tantomeno per uscire impunemente dal suo meccanismo … ) Leggi il resto dell’articolo

I poveri diavoli

Il nuovo ordine mondiale, i suoi tristi esecutori, e la vera sfida da affrontare.

Pare che il corso della storia abbia deciso di accelerare il suo moto in questi tempi, e gli eventi si susseguono a ritmi sempre più sostenuti.
Potrebbe anche trattarsi di una semplice sensazione, o forse no.
Comunque stiano le cose, si stanno verificando fatti intravisti negli anni passati da coloro che ipotizzavano l’esistenza di manovre e manovratori poco propensi a mostrarsi sotto la luce dei riflettori,  e di decisioni prese all’infuori di ogni apparato governativo consolidato noto.Ecco quindi che concetti quali il Nuovo Ordine Mondiale, fino a poco tempo fa esclusivo appannaggio dei teorici della cospirazione, sono improvvisamente diventati di dominio pubblico, sdoganati dai grandi della terra e presentati quale soluzione ai problemi che il pianeta attualmente attraversa. Leggi il resto dell’articolo

STATI UNITI DI AL-QAEDA

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Proprio come avevo previsto nel mio ultimo articolo, quando ho avvertito la gente di non festeggiare prematuramente dopo il veto alle Nazioni Unite di Cina e Russia su una risoluzione contro Assad, Venerdi, in Tunisia, 75 paesi che si descrivono come “amici della Siria” si sono riuniti per discutere azioni e modi per far pressione su Assad e costringerlo a dimettersi. Questo incontro è un modo per aggirare il veto russo e cinese, e liberare il campo ai terroristi Wahhabiti per conquistare la Siria. A Tunisi sono state prese molte decisioni importanti: Numero uno, i paesi partecipanti all’incontro hanno chiesto un cessate il fuoco per valutare la situazione in Siria. Numero due, si sono svolte trattative sulla possibilità di inviare una missione di peacekeeping delle Nazioni Unite in Siria. Numero tre, è stato concordata la consegna di aiuti umanitari alla popolazione siriana. Numero quattro, è stato deciso il congelamento dei beni della Banca Centrale siriana da parte dell’Unione europea. Ultimo, ma non meno importante, i sauditi hanno proposto di armare i ribelli, affermando che qualsiasi altra opzione da sola “non è sufficiente.” Questa proposta saudita non ha incontrato opposizione da nessuno dei delegati presenti alla riunione, spingendo ed aprendo in modo decisivo la strada a una guerra civile in larga scala in territorio Siriano . Clinton ha affermato che Assad “pagherà un costo pesante per le violazioni dei diritti umani,” una dichiarazione “profetica” che anticipa un tipo di morte stile Gheddafi anche per Assad. Clinton ha anche aggiunto che “Assad ha i giorni contati”. Leggi il resto dell’articolo

LA NATO AFGANIZZA L’EUROPA

Il ministro Fornero continua sulla linea delle provocazioni propagandistiche già seguita dal suo predecessore Sacconi. Il nuovo ministro del Lavoro e del Welfare vuole addirittura accreditarsi sui media come icona femminista, ed è riuscita ad aprire una disputa su una di quelle questioni che possono cambiarti la vita: se si debba dire “la Fornero”, o “Fornero”, oppure “il Fornero”. Nel frattempo il ministro “femminista” lancia altri siluri contro l’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, ed è significativo che nessun commentatore abbia notato come l’affossare il licenziamento per giusta causa esporrebbe ancora di più le donne a ricatti sessuali sul luogo di lavoro.
La propaganda del ministro Fornero non si limita a giocare sul futile, ma esplora arditamente i territori del demenziale, parlando dell’articolo 18 come un “tabù”. Non solo icona femminista, anche campionessa del libero pensiero. Ma l’articolo 18 concerne la dignità umana, e la dignità umana non è un precetto che ci sia stato calato dal cielo, bensì una convenzione umana, cioè un tabù. Ognuno si sceglie i suoi tabù: c’è chi preferisce la dignità umana, e chi invece il pareggio di bilancio.
D’altra parte, il futile seduce solo i futili, ed il demenziale affascina solo i dementi (vedi Veltroni). Non è questa perciò la propaganda più insidiosa, semmai quella che adopera strumentalmente frammenti di verità. Persino un Tremonti si può far bello di qualche sprazzo di verità, e dirci ogni tanto che i banchieri fanno le rapine e che i politici, ed anche i mitici “imprenditori”, in realtà sono nella loro gran parte dei lobbisti delle banche. Ma una verità incompleta può essere fuorviante quanto una menzogna. Non esiste infatti un potere della finanza in quanto tale, una finanza che sia separabile o distinguibile dal potere militare.  Leggi il resto dell’articolo

I dieci ottimi motivi per attaccare l’Iran

Nulla è più terribile dell’ignoranza attiva.
Goethe (ndt)

1-      L’Iran ha minacciato di rispondere se venisse attaccato e questo è un crimine di guerra. I crimini di guerra devono essere castigati

2-      La TV dice che l’Iran possiede armi nucleari. Sono sicuro che questa volta è vero. Così come la Corea del Nord. Sono sicuro che saranno i prossimi. Bombardiamo solo quei posti che hanno bombe nucleari e si trovano nell’Asse del Male. Eccetto l’Iraq, lì è stato diverso.

3-      All’Iraq non è andata così male. Considerando quanto è maldestro il suo governo, stanno meglio ora dopo che tanta gente se n’è andata o è morta. Davvero, non poteva andargli meglio neanche se l’avessimo pianificato.

4-      Quando noi minacciamo di tagliare il rifornimento del petrolio all’Iran, l’Iran minaccia con tagliarci il rifornimento di petrolio e questo è assolutamente intollerabile. Cosa faremo senza quel petrolio? E cosa c’è di buono nel fatto di volerlo comprare se loro lo vogliono vendere?

5-      Dietro l’11 settembre c’era l’Iran. L’ho letto su internet. E se non era così peggio ancora. L’Iran non ha attaccato un’altra nazione da secoli e questo significa che il prossimo attacco è garantito che avvenga molto presto.

6-      Gli iraniani sono lunatici religiosi, a differenza degli israeliani e gli americani. La maggior parte degli israeliani non vuole attaccare l’Iran, ma il Sacro Governo israeliano sì. Opporsi a una tale decisione sarebbe un peccato contro Dio.

7-     Gli Iraniani sono talmente stupidi che quando assassinammo i loro scienziati loro cercarono di contattare un venditore di automobili nel Texas perchè a sua volta questo avrebbe dovuto contattare un trafficante di droghe nel Messico per fargli uccidere l’ambasciatore saudita a Washington e dopo tutto questo trambusto nemmeno lo hanno fatto per farci restare male per averli catturati.

7.b- Oh, e la gente stupida deve essere bombardata. Non è gente civile.

8-      La guerra è positiva per l’economia degli USA e anche per l’economia iraniana. L’esercito che si ritroverà nell’Iran acquisterà cose. E le donne sopravvissute alla guerra avranno più diritti. Come in Virginia. Dobbiamo fare questo favore agli iraniani dopo il disguido nel 1953.

9-      Questa è  l’unica maniera di unire la regione. O bombardiamo l’Iran o giurano amore eterno nei nostri confronti. O, se fosse necessario, occuperemo l’Iran per liberarlo come abbiamo fatto coi loro vicini. Che non dovrebbe impiegare molto tempo. Guardate bene quello che già si fa in Afghanistan.

10-   Non ci ridaranno il nostro drone. Basta  parole.

Fonte

Traduzione: FreeYourMind!

La cùmbia di chi cambia ( canzoni di fiori, botti e compassi )

 

 

Il Festival di Sanremo, e i grandi festival mediatici in genere, sono sempre un’ ottima occasione per intravvedere, attraverso i messaggi di presentatori, ospiti e canzoni, il grande lavorìo di costruzione del nuovo Immaginario Collettivo che gli “architetti sociali” stanno preparando affinchè noi lo introiettiamo e realizziamo. Questo lo aveva già capito a modo suo molti anni fa anche la mia zia buonanima, che quando ci si riuniva tutti in casa sua per vedere la finale ( allora fortunatamente la kermesse televisiva durava solo due serate ) diceva: “scultùm bèn quel che i dise a Sanremo, che dopu al sucéd sémpar” ( ascoltiamo bene quello che dicono a Sanremo, che poi va sempre a finire che si avvera ).
E se questo è sempre accaduto ( serve ricordare l’ ultima performance festivaliera di Benigni al grido di “Berlusconi, fòra dai ball” ? ), a maggior ragione dobbiamo prestargli attenzione in questa fase foriera di ampi stravolgimenti sociali.

In prossimità di avvenimenti importanti, la comunicazione sottintesa viene pertanto indirizzata ad un doppio target e ad un doppio livello interpretativo: e se l’ anno scorso la parola d’ ordine era “via Berlusconi”, oggi sembra essere “via il Papa e il Cattolicesimo”. Il “desiderata” dell’ agenda globalista è così rivolto ad un livello superficiale al popolino, e ad un livello appena più profondo ( non serve essere dei Freud per vederlo ) a quegli “attuatori” visti nell’ ultimo post, media in primis. E forse non confidando tanto nella prontezza di comprendònio degli italici dirigenti, i gran maestri nostrani hanno pensato bene di affidare l’ importante messaggio all’ esasperante lentezza espressiva e alla tendenza reiterativa di Celentano, e conoscendolo probabilmente avranno anche invertito la loro consueta raccomandazione da: “Mi raccomando, parli per sottintesi !” in: “Per favore, cerchi di essere il più chiaro possibile !”
… Lo sforzo cerebrale e linguistico del molleggiato è stato pertanto spinto ai limiti dello stress coronarico sostenibile ma, a prezzo di una certa pazienza e disponibilità all’ ascolto, il messaggio è stato perfettamente recepito anche dal mio gatto non ancora iniziato: “La stampa cattolica si occupi di Cristo e non di politica, oppure chiuda baracca”. ( Il che, tradotto con apposito decrittatore mercantile, suona pressapoco come: “non interferite in alcun modo, o finite come Berlusconi, fòra dai ball” ). A seguire, una strana dissertazione sul Paradiso e sul conoscere in faccia Dio, -dissertazione che induce istintivamente a toccarsi i maròni peggio di una Messa da Requiem-, e sulla figura storica di Gesù … Insomma stiano tranquilli i miei ideologici commentatori: quello che traspare da tale messaggio è che, come “allora”, è il potere TEMPORALE della Chiesa ad essere di troppo e a dar fastidio ai manovratori del vapore ( come sottolineato forse dalla Costa Concordia/Europa che smette di inchinarsi al Giglio ? ) …
L’ intervento si chiude, così come era stato introdotto giorni addietro, con inquietanti rumori di guerra che ora fanno da sottofondo ad una canzone – inno al “cambiamento” ( e qui si è toccato anche il mio gatto ).

Che dire … sembrerebbe quindi confermata dagli architetti la tendenza ( già annunciata in questo blog e anticipata anche analizzando il video di Vasco: “Ho fatto un patto con le mie emozioni / le lascio vivere, e loro non mi fanno fuori” ), non più volta ad un’ unificazione religiosa in un unico calderone new-age, ma a lasciare in auge una “riedizione originale e politicamente depotenziata” del pensiero religioso della popolazione, purchè svuotato appunto di qualsiasi velleità di potere temporale. Corsi e ricorsi …

La casalinga di Voghera, il pastore di Orgosolo e il metalmeccanico di Ivrea, per quel che hanno capito in questa enorme cacofonìa, approvano al coro unanime di “Però non dice mica delle cose sbagliate parbleu” …
Forse no, ( più nella teoria che nella pratica, of course ) … ma sono soprattutto quei suoni e immagini di guerra così insistentemente ricorrenti ad essere vagamente inquietanti, e tutto il retrogusto catastrofico subliminalmente indotto nello spettatore ( a scopo preparatorio ? ) …
( … e comunque l’ insistenza sulla figura storica di Cristo ed il recupero dell’ “origine” cristiana va intesa in senso letterale e ortodosso, lasciando forse presagire ad una possibile futura formazione eurasiatica in caso di conflitto, oppure in senso “eretico” protestante e luterano, quale volontà di un maggior avvicinamento culturale all’ Europa del nord ? … mah )

Sia come sia, qui rimarchiamo a fine puramente accademico la “duplice gamba massonica” da sempre usata per introdurre l’ immaginario del nuovo modello sociale: creazione ed esasperazione dei contrasti in fase terminale e lenta e progressiva introduzione del nuovo modello in modo che risulti desiderabile.
Solo questione di design e di feeling.

 

 

 

 

E per massacrarceli definitivamente, diamo anche un’ occhiata a due canzoni emblematiche anche del cambiamento “mentale” che ci verrà richiesto: la vincitrice “Non è l’ inferno“, e la canzone-manifesto illuminista “E tu lo chiami Dio” … Chiaro, Limpido, Celentano.
( L’ “intrusione architettonica” nei testi è evidentissima, ma è niente rispetto a quella che verrà operata nella nostra regione perianale … )

Manca qualcosa ? ah già, la farfalla di Belèn ( a proposito: la farfalla è simbolo di rinascita a nuova vita … ) … Sperùm, come disse lo scheletro … e, una tantum, auspichiamoci che “canzone” torni al più presto a far rima con amore.

 

 

 

 

Fonte

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