ACTA-Anti-Counterfeiting Trade Agreement: l’usurpazione di Internet da parte delle Corporazioni

Sulla scia di una protesta pubblica contro alcuni disegni di legge per regolamentare Internet, come SOPA e PIPA, i rappresentanti della UE hanno firmato, ieri a Tokio,  una nuova legge molto più minacciosa. Guidate dai governi degli Stati Uniti e del Giappone e costruite in gran parte in assenza di consapevolezza pubblica, le misure dell’Anti-Counterfeiting Trade Agreement (ACTA) alterano drammaticamente l’attuale quadro giuridico internazionale, introducendo i primi processi sostanziali di regolamentazione globale di internet. Con totale disprezzo verso il processo democratico, i negoziati del trattato si sono svolti esclusivamente tra rappresentanti dell’industria e funzionari di governo, escludendo dalle audizioni i rappresentanti eletti e i membri della stampa.

Con il pretesto di proteggere i diritti di proprietà intellettuale, il trattato introduce misure che consentono al settore privato di applicare un’ampia autorità centrale sui contenuti internet. L’ACTA abolisce tutta la supervisione legale che riguarda la rimozione di contenuti e consente ai titolari di copyright di costringere gli ISP a rimuovere il materiale da internet, qualcosa che attualmente richiede un ordine del tribunale. L’ISP si troverebbe quindi di fronte a responsabilità legali, se scegliesse di non rimuovere i contenuti. Teoricamente, i blog personali possono essere rimossi per l’utilizzo non autorizzato di loghi aziendali, o semplicemente perun collegamento a materiale scritto, gli utenti potrebbero essere criminalizzati, esclusi dall’accesso a Internet e finire anche in carcere per la condivisione di materiale protetto da copyright. In definitiva, queste implicazioni sarebbero fortemente dannose per internet come mezzo per la libertà di parola.

L’amministrazione Obama ha sovvertito la necessità legale di permettere al Senato degli Stati Uniti di ratificare il trattato, dichiarandolo incostituzionalmente  un “accordo esecutivo” prima che il Presidente lo firmasse in tutta fretta il 1 ottobre, 2011. Come propagandato avvocato costituzionale, Barack Obama è pienamente consapevole che l’articolo 1, Sezione 8 della Costituzione degli Stati Uniti, affida al Congresso il mandato di trattare le questioni di proprietà intellettuale, rendendo nulla la capacità del Presidente di emettere un accordo esecutivo. La Casa Bianca ha rifiutato anche di rivelare dettagli in merito alla normativa, ai funzionari eletti e ai sostenitori delle libertà civili, nel timore che ciò potesse comportare “danni alla sicurezza nazionale”. Mentre alcuni credono ad ogni parola profondamente insincera dei suoi discorsi e sono  ancora fermi alle promesse di speranza offerte dal marchio-Obama, la sua amministrazione ha calpestato la Costituzione e introdotto la legislazione più totalmente autoritaria nella storia d’America.

Oltre ad imporre sanzioni penali vagamente definite, per gli utenti comuni del web, il trattato ACTA obbliga anche gli ISP a rivelare informazioni personali sugli utenti ai detentori del copyright. Le misure introducono processi legislativi che contraddicono il quadro giuridico dei paesi partecipanti e consentono alle autorità di immigrazione di cercare computer portatili, hard disk esterni e dispositivi Internet negli aeroporti e ai posti di frontiera. Il trattato non si limita esclusivamente a questioni legate ad internet,

ACTA potrebbe vietare la produzione di farmaci generici e rendere illegale l’uso di alcune sementi per le colture, attraverso i brevetti, favorendo la cartellizzazione corporativa della fornitura di cibo e di farmaci.

ACTA consentirebbe alle imprese dei paesi partecipanti (che comprendono gli Stati membri dell’UE, gli Stati Uniti, Canada, Messico, Australia, Nuova Zelanda, Giappone, Corea del Sud, Singapore e Marocco) di chiudere siti web senza alcuna spiegazione. Ipoteticamente, nulla potrebbe impedire alle società private di Singapore di chiudere tempestivamente i siti web americani che si oppongono alla conduzione di esercitazioni di guerra della Singapore Air Force sul suolo americano, come quelli condotti nel dicembre 2011. Operando fuori dal normale quadro giuridico, esportando la legge degli Stati Uniti sul copyright al resto del mondo e affidando alle corporazioni private il mandato di sorvegliare i loro utenti, tutti i prerequisiti di democrazia, trasparenza e di libera espressione finiscono in secondo piano.

L’ulteriore monopolizzazione delle esistenti risorse di comunicazione, scambio e di espressione è sempre presente sotto forma di nuovi ingannevoli articoli di legge che unanimemente richiamano l’attuazione delle stesse austere misure di censura. Anche se il trattato ACTA non fosse applicato, il Trans-Pacific Partnership Agreement (TTP) tra l’Australia, Brunei, Cile, Malesia, Nuova Zelanda, Perù, Vietnam e gli Stati Uniti, presenta regole ancora più ampie sulla proprietà intellettuale. Alcuni documenti trapelati, preparati dalla Business Coalition degli Stati Uniti (che sono stati redatti, secondo quanto riferito, dalla Ricerca Farmaceutica e Industrie d’America, la Camera di Commercio degli USA, e la Motion Picture Association of America) riferiscono che, oltre ad essere una legislazione in stile ACTA, il TTP  infliggerà ammende alle imprese non conformi e riuscirà ad estendere il periodo generale dei termini del copyright sui singoli prodotti.

Ai sensi dei regolamenti radicali del Trans-Pacific Partnership, i singoli trasgressori verranno criminalizzati e condannati con la stessa severità dei trasgressori su larga scala. Negli Stati Uniti, il regolamento recentemente  annunciato, Online Protection and Enforcement of Digital Trade (OPEN) HR 3782, intende introdurre criteri in gran parte identici a quelli di SOPA e PIPA. L’amministrazione Obama sta anche lavorando ad un programma di identificazione Internet, che può essere obbligatorio per i cittadini americani e richiesto al momento del rinnovo dei passaporti, licenze federali, o richiesta di previdenza sociale. La diffusione di queste misure pericolose ad altri paesi che partecipano a questi trattati rende necessario un obbligo vincolante per gli Stati Uniti di mantenere queste politiche, evitando qualsiasi possibilità di riforma.

L’ACTA diventerà legge una volta che sarà formalmente ratificata e approvata dal Parlamento europeo a giugno. Con una petizione ai membri del Parlamento europeo e informando gli altrisui pericoli potenziali imposti da tale legislazione, c’è la possibilità che il trattato sia respinto. Dopo un più attento esame della condizione umana con tutte le sue disuguaglianze, l’insicurezza alimentare e le terribili questioni sociali, i nostri governi hanno perso la loro legittimità per aver dato la  priorità alla  lotta contro la violazione del copyright, per conto dei lobbisti delle industrie farmaceutiche e di intrattenimento. L’esistenza di ACTA è una chiara affermazione che la sorveglianza, i regolamenti e la garanzia di un’ulteriore centralizzazione corporativa sminuisce qualsiasi cambiamento costruttivo in direzione di uno stimolo all’innovazione umana e delle tecnologie autosufficienti.

Quando l’ex Consigliere per la Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti e co-fondatore della Commissione Trilaterale, Zbigniew Brzezinski, ha parlato davanti al Council on Foreign Relations, nel 2010, ha avvertito dell’inizio di un risveglio politico globale. Tecnologie come la condivisione di file, i blog, e il software open source hanno il potenziale di minare gli interessi oligarchici che governano cercando di controllare la nostra società a livello centrale e forzare la popolazione ad essere completamente dipendente dai loro prodotti. Il seguente estratto dal libro di Brzezinski Tra due Ere:Il ruolo dell’America nell’era Tecnotronica, fornisce informazioni preziose su dove sta andando il mondo: “L’era tecnotronica comporta la comparsa graduale di una società più controllata. Una tale società sarebbe dominata da un’élite, senza i limiti dei valori tradizionali. Presto sarà possibile far valere una sorveglianza pressoché continua su ogni cittadino e  mantenere file aggiornati completi contenenti anche le informazioni più personali del cittadino.Questi file saranno oggetto di recupero immediato da parte delle autorità”.

Fonte: Global Research 27 Gennaio 2012
Traduzione: Anna Moffa per ilupidieinstein.blogspot.com

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