Le Fiabe sono solo “favole” ? ( o della necessità della ribellione )

Ecco: chi adesso torce il naso di fronte al titolo, è una stupida capra che non ha ancora capito che questi, e non certo quelli di attualità, sono i post più importanti del blog “Mondart”: dove vi sta portando infatti tutta la vostra fretta, il vostro ottuso pragmatismo, la vostra pignola logica analitica del particolare, il vostro mal inteso “cercare”, il vostro insulso “darsi da fare” ?? … Alla rovina, n’ est-ce pas ?

Quindi vi invito a farvi una bella tazza di camomilla e sorseggiarla con calma, mentre leggete questo post.

Post che si riallaccia e prosegue il “fil rouge” che attraversa tutto questo blog: un fil rouge teso a mettervi maggiormente in contatto coi significati profondi del linguaggio dell’ Immaginario e dell’ Immaginifico, nonchè con le verità profonde ed intrinseche già scritte, ed “optional già incluso”, nel pacchetto con cui ognuno di noi viene al mondo. Leggi che non serve andare a cercare chissà dove, nè tantomeno in chissà chi … ed è la prima cosa che ogni “Fiaba”, appunto, ci insegna.


Post che, ancora, si riallaccia e prosegue quanto già detto a proposito del meccanismo del sogno e degli opposti, di quanto entrambi siano “visualizzazioni” generate da un meccanismo profondo proprio perchè, attraverso esse, si proceda alla ribellione nei confronti di un’ idea “malvagia” e si avanzi oltre, verso un’ idea di “Bene”, aiutati e spinti in questo proprio dalla “scissione iconografica e ben visibile” dei due assunti.
( Questo perchè la mente “Bambina” non riesce a concepirli come “gli estremi dello stesso range adattivo” -per far questo occorre un ragionamento non facile nemmeno agli adulti-, e quindi, proprio come abbiamo visto succedere nel sogno, le sarà necessario “visualizzarli” caricandoli di un forte elemento di emozionalità quale spinta evolutiva tesa al superamento del conflitto stesso così raffigurato ).

Post, infine, che si riallaccia e prosegue sulla linea generale di questo blog, OSTINATAMENTE tesa a vedere in Internet stesso, e nella stessa Realtà come ci viene presentata con l’ Immaginario fornitoci ogni giorno, un gigantesco esperimento in tal senso, volto ad un superamento dello stesso stallo in cui siamo intrappolati: dipende solo da come vogliamo intenderlo, da come finalmente dovremmo approcciarci ad esso e alla costruzione di una “Realtà definitivamente fuori dall’ incubo”. ( E questo si fa a cominciare dal quotidiano, ribellandosi a tutto quanto percepiamo “ingiusto” e promuovendo quanto riteniamo intimamente “giusto”. La verità è una, ed è già scritta dentro di noi: agite sull’ ultima leva, e cambierete l’intero sistema ).

E nella fiaba è già racchiuso, socialmente parlando, anche tutto il perchè, o politicanti della mutua e pragmatici quanto stupidi teorizzatori di astratti e ideologici sistemi campati per aria, -ignoranti capre che non siete altro-, il bene del singolo DOVRA’ PER FORZA coincidere con il bene del “sistema” e viceversa: perchè così avviene per semplice legge di natura ( e una tribù di bonobo, o un branco di lupi, non necessita certo della vostra ottusa pretesa “organizzatrice” ).

Vi esorto quindi a riprendere mentalmente una fiaba a piacere ( e non dite “Io non credo alle favole”, perchè poi guardate i film, che sono la stessa cosa ) e considerarla quale “un canovaccio” ( eternamente ed ugualmente ripetuto in ogni fiaba ) che si propone al bimbo perchè lo “interpreti” … e perchè tale canovaccio lo aiuti ad applicare dinamiche già intrinseche e volte a “divenire adulto”, superando la paura ( perdita della Madre ) che tenderebbe a mantenerlo fermo in uno stato di perenne e infantile dipendenza.


BHUUU !
  E proprio questo è il motivo per cui, in modo innato e spontaneo ( altro stupendo meccanismo che ci dice quanto tutto sia già predisposto dentro di noi ) le mamme ad un certo punto si mettono ( e non certo per delibera consapevole ) a “spaventare innocentemente” il proprio bimbo, nascondendosi e poi riaffacciandosi, oppure facendogli “Bhuu” … proprio per ABITUARLO sia alla futura separazione senza che ne soffra ( dicendogli insomma, nel linguaggio ultra-verbale specifico: “Ci sono sempre, non mi perderai mai per davvero” ), sia ad affrontare la paura di un pericolo: “Ci sarò sempre io a rassicurarti dietro la minaccia di un pericolo, dietro lo spavento” …
Meccanismi inconsci, puri automatismi naturalmente indotti ( e non certo appresi culturalmente ) e comuni non solo all’ intera razza umana, ma ad ogni essere vivente: guardate cosa fa la vostra gatta quando gioca coi suoi micetti.
La loro funzione è quella di permettere al cucciolo di “intoiettare una figura positiva e presente” sulla quale andrà a basarsi ogni futura sicurezza.

Ora, il significato di questi meccanismi è profondo ed importantissimo: per sopravvivere infatti il cucciolo dovrà ad un certo punto “separarsi”, e tale superamento è talmente difficile che deve prendere, soprattutto nell’ uomo dove la fase di dipendenza è particolarmente lunga, l’ aspetto di una “ribellione”: ma solo chi avrà introiettato precedentemente una solida figura positiva riuscirà a farlo senza traumi, altrimenti prevarrà in lui la paura di perdita. Ecco che il sogno, e la fiaba, intervengono come “canovacci emozionali”, separando la stessa figura materna da cui si vuole al tempo stesso staccarsi e liberarsi, ma senza peraltro perdere la protezione e sicurezza ad essa associate, nelle due figure antitetiche e complementari della Strega e della Fata.

La Strega, la Fata, l’ Orco e altri topos della fiaba

Separando l’ assunto interiorizzato di “Madre” nelle due icone esteriori di “Strega” e di “Fata” ( con un procedimento inconscio analogo a quello che origina ogni pensiero mitologico e/o religioso ), ecco che la mente del bimbo riuscirà più facilmente, e senza alcun complesso di colpa, ad “attaccare e distruggere” la Strega ( ossia ogni ostacolo che si frappone al suo raggiungimento di un’ individualità separata ). In questo compito viene aiutato proprio dalla figura della “Fata” ( o il saggio, o Mondart, o il grillo parlante, ecc ) sulla quale proiettare invece ogni emozionalità positiva.

Così “attrezzato” il bimbo ( ossia il protagonista generalmente inteso nel quale ci identifichiamo, come l’ “eroe” epico, l’ Ulisse di ogni rappresentazione teatrale, filmica, narrativa ecc ) potrà adeguatamente affrontare le difficoltà variamente configurate dalla narrazione ( superamento della fase bambina ) e conquistare l’ indipendenza adulta ( il castello, come la principessa ecc, intese come figure di individuazione adulta ).
Processo che implica sempre e comunque una necessaria RIBELLIONE a quelle che vengono raffigurate come “forze del Male”, per procedere alla conquista di quanto viene considerato, obiettivamente e soggettivamente, il “Bene”.

L’ Orco, il Principe, il cavaliere, la dama ecc altro non sono che estensioni accessorie delle due essenziali figure dicotomiche di Bene e di Male: una da uccidere ( o comunque eliminare ), l’ altra da conquistare, sposare, o comunque meta da raggiungere.

E proprio nella violenza intrinseca del processo di eliminazione della “parte non più utile, ma anzi ormai deleteria della figura materna/paterna” sta sia la difficoltà psicologica del passaggio ( “così sarò solo” ), che i sensi di colpa connessi alla sua simbolica “uccisione”, che la conseguente necessità del suo sdoppiamento figurativo in due entità separate.

La “Realtà Invertita” come rappresentazione enfatica, fiabesca e teatrale

Ora, non troviamo anche in questo caso una sorprendente analogia con l’ “Immaginario indotto” del reale ?

Perchè “il mondo sta andando a rovescio ” ?
Perchè ogni assunto logico, ragionevole, che sentiamo intimamente “giusto” viene tanto assurdamente rovesciato e stravolto in questa logica orwelliana delle cose ?
Perchè i politici sembrano tutti teatranti ? … (e perchè tengono quasi a farcelo sapere ?)
Perchè si permette, senza alcuna CONCRETA opposizione, che una nazione, come un po’ di vuota cartamoneta, possa distruggere in modo imbelle vite, popoli, civiltà intere ?

… E soprattutto: perchè queste cose ci vengono continuamente e letteralmente “sbattute sotto il naso” invece di perseguirle, come sarebbe più ovvio, nel più segreto dei segreti ? … Perchè Internet ? … Perchè far sapere a tutto il mondo il terribile potere che si cela dietro la finanza e la moneta, perchè sbandierare ai quattro venti ogni azione criminosa, perchè il linguaggio orwelliano, perchè nessun potere reale si oppone, perchè “son diventati tutti matti”, perchè il potere sembra giocare a nascondino con noi, perchè non si nasconde meglio e basta, perchè non stacca semplicemente la spina ad Internet … Insomma: perchè la mamma ci sta facendo “bhuu” ?

E queste domande ( le stesse che vengono poi continuamente sollecitate in questo blog ) se le ponga chi ha la curiosità intellettuale e la tendenza a cercare la “causa prima”, il “motore immobile” delle cose …

Ma a tutti gli altri, a noi tutti, basti la ben più banale ed istintiva logica del buon senso, l’ approccio più squisitamente emozionale, empatico ed intrinsecamente umano che ci dice di piantarla di vedere questa come “la normalità delle cose” ( che NON è ), e cominciare seriamente a considerare tale “Realtà” come la Strega, l’ Orco a cui ribellarsi, la parte “non più utile” da abbattere che va finalmente affrontata e definitivamente estromessa, con quotidiana e risoluta caparbietà, dalle nostre vite.

Mondart

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