I videogiochi propaganda della CIA

videogiochi propaganda

 

Secondo l’Iran Amir Mirzaei Hekmati, condannato a morte per spionaggio, era parte di un complotto informatico della Cia

Non si ferma il tempo che porterà Amir Mirzaei Hekmati, ex marine americano, al patibolo in Iran con accuse di spionaggio. Neanche 30 anni sulle spalle e un lungo cammino nelle forze armate statunitensi, prima come militare effettivo, poi come parte di alcuni progetti a supporto dell’intelligence e dell’azione bellica americana. E proprio questi suoi impieghi successivi sono ora sotto la lente d’ingrandimento dei giornalisti internazionali visto che l’Iran, in un documentario andato in onda sulla Tv di stato, punta il dito contro un noto sito di videogames americani, Kuma Wars, che, secondo le confessioni di Hekmati, sarebbe un progetto semi-ufficiale della Cia.

IL COMPLOTTO – “Un complotto della Cia”, dice, per la precisione, un blog del New York Times descrivendo i prodotti Kuma, pensati appositamente per il mercato mediorientale e finalizzati a convincere la gioventù di paesi come l’Afghanistan, l’Iraq e l’Iran che le azioni militari americane nei paesi mediorientali siano cosa buona, giusta e desiderabile. Una traduzione del documentario andato in onda interamente in iraniano, pubblicato dal Teheran Times, ricostruisce la storia del marine. Fino al 2005 il ragazzo è sotto le armi, dopodiché viene reclutato presso il Defense Advanced Research Projects fino al 2007: il DARPA si occupa di “innalzare il livello di sicurezza informatica del sistema militare americano”. A seguire, come dicevamo, Hekmati continua il suo impiego nell’informatica, trasferendosi alla Kuma Games, “una compagnia che riceve denaro dalla Cia per progettare e realizzare film e giochi per computer per cambiare il pensiero dell’opinione pubblica nel medio oriente, zone in cui vengono distribuiti gratuitamente. (…) Il capo della Kuma mi ha chiamato e ha detto di aver ricevuto i miei giudizi dal Darpa, e che avevano un programma in cui potevo aiutarli. Kuma è una copertura della Cia, e solo il capo della compagnia sa che stanno lavorando per i servizi”. Che Hekmati abbia lavorato per Kuma è stato confermato in seguito da un sito internet del circuito Gizmodo, Kotaku, che si occupa appunto di videogames: ma, ovviamente, nessuno dello staff di Kuma ha voluto commentare sulle proprie connessioni con la Cia, anche se in una precedente dichiarazione l’amministratore delegato aveva ammesso di aver usufruito di alcuni appalti della difesa.

WAR GAMES – Alla Kuma il prodotto principale è Kuma/Wars, un gioco sparatutto in prima persona che ricostruisce in ambiente videoludico scenari di guerra quasi sempre ripresi dalle notizie di cronaca: su piattaforma Kuma si può “giocare” all’operazione Bin Laden, a uccidere i figli di Saddam Hussein o a uccidere Muhammar Gheddafi. Dal sito si scarica la piattaforma di gioco e la società man mano distribuisce gli “episodi”, giocabili in maniera interamente gratuita.

Ecco il video dell’azione nel “compound” in cui è stato individuato e ucciso lo sceicco del terrore [sic]. Un altro progetto Kuma, unico nel suo genere, invece che partire dalla cronaca propone al giocatore di “immaginare” cosa succederebbe se gli Usa invadessero l’Iran; l’ultima idea, disponibile sul canale Youtube di Kuma, è quella di un cartoon che mostra un medio oriente futuristico, fra corse ad alta velocità ed elicotteri, in più di tre lingue incluse arabo e persiano.

Come dicevamo, dalla Kuma, nessun commento alle accuse iraniane.

Fonte:Saigon2K

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