UNA COLONIZZAZIONE IN PIENA REGOLA

Siamo arrivati al livello più basso, ma solo in senso relativo (al nostro intero passato di “liberati” dai nuovi padroni del mondo dopo il tradimento dell’8 settembre ben noto), perché indubbiamente cadremo ancora (e sempre) più in basso. Comunque, vergognoso è assistere, in spregio ad ogni norma di corretta “diplomazia”, alle telefonate di Obama, e subito dopo di “Sarkel”, a Napolitano non appena saputa l’intenzione (da essi indotta ovviamente, quindi già la conoscevano in realtà) di nominare Monti; nel mentre il “nanetto d’Arcore”, dopo un’ultima finta di volersene andare nel giro di un paio di settimane (e anche meno), annunciava che avrebbe sloggiato in 48 ore. Normalmente, ci si congratula con un premier quando ha perfezionato l’insediamento con l’approvazione delle Camere (o con un Presdelarep quando è stato già nominato o eletto); non ci si congratula con chi l’ha appena proposto (e non spettava a lui, per Costituzione, di proporlo, in effetti di imporlo). Questo dimostra con assoluta certezza che i giochi erano ormai stati fatti al di fuori di ogni discussione parlamentare (e con la piena complicità dell’“escluso o licenziato”), ma soprattutto che il nostro presdelarep aveva corrisposto ai “desideri” dello “zio Tom”.

Ma non doveva finire qui. Il governo ha appena dato alla popolazione la “prima stangata” – di cui pian piano ci si rende conto poiché molte norme vengono via via scoperte tra i vari mascheramenti e imbrogli combinati – e subito viene in Italia il segretario americano al Tesoro a dire che “Monti è credibile in tutto il mondo”. Non so se un ministro inglese di altri tempi andava in giro nei vari Dominions (Canada, Australia, Nuova Zelanda, Terranova, Unione Sudafricana, Stato Libero d’Irlanda, India e Pakistan, prima del 1948) ad affermare che il “governatore” (o quello che era), appena nominato e “gradito” agli inglesi, lo era anche in tutto il mondo. Questi Usa di Obama (la vergogna dei grandi “neri” statunitensi che lottarono per ben altre idealità) hanno raggiunto un livello di arroganza e prepotenza che mi auguro li perda infine come perse Hitler (con le sue smanie di grandezza), cui assomigliano sempre di più. Leggi il resto dell’articolo

Seconda serata: riservato ad un pubblico adulto

 

 

I programmi proseguono in seconda serata.

Si avvisano i gentili spettatori che, per le modalità descrittive e le tematiche trattate, lo spettacolo è riservato ad un solo pubblico adulto.


Prego allacciarsi le cinture di sicurezza; chi è affetto da disturbi cardiaci è gentilmente pregato di non salire a bordo: in questa seconda fase abbandoneremo definitivamente ogni “politicamente corretto”, ogni ulteriore analisi, il tedioso e sterile inseguimento dei fantasmi del potere da esso creati ad hoc; abdicheremo da ogni linguaggio culturalmente temperato per riappropriarci finalmente dell’ immediatezza, della schiettezza, e dove occorra anche della necessaria, sapiente volgarità plebea.

Perchè, parafrasando Pasolini, è proprio il potere che ci detta anche lo stesso modo di esprimerci, di opporci ad esso e di “indignarci”: qui si vuole pertanto tornare a “incazzarsi di brutto”, cominciando proprio con una riappropriazione di termini e concetti, e di un’ efficacia e coloritura di immagini da opporre agli scialbi, vuoti, frustranti neologismi e ossimori orwelliani dettati da questo spersonalizzante potere, da questa indistinta nebbia culturale politically correct, e ormai adottati dall’ intero etablishment intellettuale e scimmiottati stupidamente anche dall’ ultimo dei blogger, inconsapevole di come proprio in questo modo stia perdendo ogni sua più genuina identità, per finire miserevolmente col “conformarsi” a quello che il potere stesso vuole, per esprimersi con le sue medesime parole, i suoi concetti, le sue emozioni, i suoi modi. Che di certo non potranno dargli il benchè minimo fastidio, anzi …
Che coglioni siete diventati, parbleu !
Per questo torneremo innanzitutto a dire pane al pane, vino al vino, e merda alla merda; useremo culi e mona per spedirvici senza mezzi termini ogni comportamento dubbio; useremo “cazzo” al posto di “cribbio”, e “vaffanculo” al posto di “mi permetto di dissentire”. Torneremo ad essere svergognatamente provocanti, splendidamente selvaggi e del tutto incoercibili come la perfetta soubrette del filmato.

E’ ora infatti di cominciare a tirare anche qualche “diretto” ben piazzato allo stomaco.
Perchè non può esistere, nell’ immaginario ancor prima che nel reale, un’ opposizione che “chiede permesso”, un pugno tirato senza far male, o un forcone che trapassi le budella “gentilmente”.  E’ tempo di capirlo, come è tempo di capire che, in questo sistema di controllo soft dell’ intera emozionalità che viene in vario modo incanalata, solo “persone” che accettino di uscire dalle dinamiche di “massa” recuperando nel bene e nel male le loro UNIVOCHE specificità, potranno invertire una tendenza che pretende di annegarci in un uniformante mare di merda chiamandola cioccolata.

E questo si fa proprio a partire dall’ “Immaginario” personale prima ancora che da qualsiasi associatività (peraltro oggi del tutto inesistente): la rivolta va immaginata e conquistata in ogni piccola azione quotidiana, non fantasticata attraverso terzi, nè delegata a paladini mediatici che hanno proprio il preciso scopo di impedirla e incanalarla.
QUESTO è il primo, indispensabile punto da capire: nel romanzo di Kundera “L’ insostenibile leggerezza dell’ essere” c’ era un personaggio, di cui ora non ricordo il nome, che individuando nel suo personalissimo immaginario le automobili quali causa prima dell’ odiato “progresso”, usciva di notte armato di un coltellaccio per tagliar loro le gomme … perpetrando il suo gesto con una logica “asincrona”, in modo da farlo sembrare il gesto di un pazzo … un personalissimo modo di opporsi, uno strampalato quanto disperato e poetico tentativo di riappropriarsi dell’ anima e della dignità umana, un perfetto quanto banale esempio di autentico “comportamento anti-sistema self made man”, insomma.
Un’ azione strampalata e forse oggettivamente inutile, ma che “serve innanzitutto a lui”, sia per opporsi simbolicamente a quella che oggi da semplice “LEGGEREZZA” si è ulteriormente evoluta in una insostenibile “ASSENZA” dell’ essere, sia per dominare magicamente l’ avversario proprio come faceva il primitivo dipingendo il bisonte nella caverna … E questo è il vero punto cruciale da raggiungere per ognuno di noi, ossia il “personale dominio mentale e psicologico” sul nemico da sconfiggere. Il resto verrebbe da sè.

E non riuscirete forse con piccole ribellioni personali a cambiare il mondo, non riuscirete a fermare ogni oscura trama del potere, non riuscirete a fermare concretamente la macchina della globalizzazione, ma combatterete efficacemente il disegno di livellamento mentale, intellettuale ed emozionale indotto in modo continuo e sottostante contro di voi: potranno globalizzare i territori, la politica, i loro sporchi traffici del cazzo, ma non potranno globalizzarvi l’ anima se non glielo permetterete.

… E se questo non è amore, dimmi tu, cos’ è ? … Scupiti-ciattah !

 

 

 

 

 

 

 

Mondart

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