L’ utopia e l’ inganno: sistemi ed espedienti di potere a confronto

“Ma è proprio così inconcepibile un sistema sociale equo e bilanciato ?” 

Neanche per idea; non solo infatti come già visto l’ utilizzo di appropriati “bilancieri interni” è sufficiente a rendere stabili e funzionali sistemi che già in partenza si mostrano farlocchi e poco produttivi quali i governi e il motore a scoppio; ma dopo che sociologi e psicologi hanno scientificamente individuato le “molle reali e profonde” che muovono l’ uomo ed il suo agire, i sistemi sociali potrebbero “potenzialmente ed utopicamente” aumentare in modo esponenziale la loro funzionalità adattiva ponendo a loro fondamento proprio quegli stessi principi individuati quale più sincera motivazione dell’ agire umano. Se solo lo si volesse.

Invece si insiste strumentalmente a basarli su stupide quanto funamboliche “pseudo-filosofie” proprio per poter controllare e sfruttare come una vacca da latte l’ intero sistema e infine condurlo alla sua macellazione: pseudo-postulati che non solo offrono una visione discutibile, parziale e dicotomica del reale, ma non basandosi su enunciati scientifici possono facilmente essere “interpretati” ad hoc dagli esperti di turno, stiracchiandoli fino ad avere quelle tipiche contraddizioni, tanto care al potere, che fanno dire per esempio a Kant l’ idiozia concettuale per cui “L’ Uomo, pur dotato della capacità di distinguere il Bene dal Male, è portato naturalmente a scegliere il Male” ( principio di “Male Radicale“, che non è altro che la versione illuminista del vecchio e tanto provvidenziale principio di “Peccato Originale” ).
Ora chiedetevi: è “filosofia” questa ?? … Neanche per sogno: si chiama “propaganda di asservimento dogmatico al potere”.


Concetto, quello di male radicale, quantomeno strambo, e prontamente divulgato e assunto a credo sociale proprio in quanto teso a far credere alla casalinga di Voghera, al pastore di Orgosolo e al metalmeccanico di Ivrea che sono proprio quei pochi centimetri di corteccia cerebrale che essi possiedono in più rispetto ad un gatto o un cercopiteco a rendere la loro vita sociale così tremendamente complicata, complicazione del tutto assente nel felide o nella scimmia che vivono allo stato brado; un errore certo di quel gran distrattone di Dio che, passando il tempo a pettinarsi tra le nuvole e avendo quindi ben poca confidenza con la vita pratica, ha ovviamente voluto ( secondo il pensiero politicamente corretto ) che ci evolvessimo oltre il livello animale proprio per complicarci l’ esistenza anzichè semplificarcela, sennò che gusto ci sarebbe ?
Distrazione quantomeno maldestra, peraltro ben teosoficamente e storicamente giustificata proprio con la tanto provvida introduzione di quell’ altro tortuoso concetto di “peccato originale”: un peccato a cui Cristo non ha stranamente mai fatto menzione, un peccato non riportato da nessuno dei quattro Vangeli, e che appunto per questo andava introdotto dalla struttura di potere ecclesiastica a dire al popolo che “nasce schiavo”, e che è meglio che accetti questo destino.
Un destino “indotto” con tecnica squisitamente mediatica, sulla quale i geniali cartoni di Willy Coyote ci rendono perfettamente edotti: non importa quanto ti ingegni, non importa quanto fantasiosi e geniali siano i tuoi sforzi e quanto cerchi di applicare alla tua esistenza proprio quei pochi centimetri superflui di inutile materia grigia messa lì per caso da un Dio bizzarro e cattivo: sarà tutto inutile proprio perchè vuolsi così colà dove si puote, ossia in quella cabina di regia che ha già stabilito che sarà Bip-Bip il vincitore di ogni episodio, nunc et in hora mortis nostris, amen.

Meccanica di “induzione pubblicitaria” che risponde al principio già ben descritto di “avvelenamento lento”, per cui si introduce progressivamente a livello immaginifico proprio l’ idea consciamente inaccettabile che sarà usata per schiavizzare la massa, preannunciandone nell’ inconscio collettivo la sua concreta ed aperta realizzazione: “esponi lentamente al veleno per abituare e desensibilizzare la vittima”
I vari aspetti variopinti con cui tanto folkloristicamente è descritto il NWO sul web altro non sono che un perfetto esempio di tale tecnica di “enunciazione messianica”: l’ aspetto ingenuo e altamente immaginifico col quale tale idea è presentata e “venduta” attraverso il furbo ricorso ad alieni e quant’ altro è appunto parte integrante dell’ espediente e del messaggio mediatico stesso, che dovendo rivolgersi alla “massa” usa un linguaggio popolare e fortemente emozionale proprio per introdursi e concretizzarsi nell’ Immaginario Collettivo eludendo l’ opposizione critica.
In tal modo il successo dell’ espediente e dell’ idea collegata è garantito SULLA TOTALITA’ della popolazione, sia che lo accetti, sia che lo rifiuti: anche chi infatti, ritenendosi scaltro e sgamato, semplicemente rifiuterà tale idea definendola “troppo fantasiosa” sarà in effetti il suo PRIMO BOCCALONE, in quanto proprio “negandola” non opporrà alcuna opposizione alla sua concreta realizzazione, al pari di chi vi aderisce nel modo più totale ed ingenuo.
Ed è proprio grazie alla mancanza di qualsiasi valutazione razionale ( ma sola sua accettazione/negazione totalmente emotiva ) che oggi l’ immaginario collettivo ha incamerato come fatto incontrovertibile e scontato il prossimo realizzarsi di un “riassetto sociale” che, distante dagli alieni quanto la coca-cola da Babbo Natale, avrà tuttavia una sua concretezza ben tangibile, concretezza di cui cominciamo oggi ad avere le prime dolorose avvisaglie.

( Tra parentesi: la valutazione e decifrazione “iconica” della propaganda è la sola via per comprenderla e potersene difendere; non solo, ma costituisce al tempo stesso la miglior “sfera di cristallo” con la quale poter prevedere gli sviluppi futuri: è quanto predico dall’ inizio di questo e altri blog, ma evidentemente gli aspetti di indagine psico-dinamica di cose così fumose come la “pubblicità” sono troppo meschini per essere presi seriamente in considerazione dai tanti acculturati che proprio in virtù della loro sedicente cultura saranno infinocchiati esattamente come l’ ultimo degli ingenui. Ma probabilmente mi spiego male, per cui invito ancora una volta i presuntuosi colti ad andarsi a leggere “Il Linguaggio Dimenticato” e provare di persona a decifrare in tal chiave investigativa qualche loro sogno ricorrente. Provare per credere, e chiusa la parentesi ).

Tornando a noi e al nostro “Male Radicale”: è una idiozia concettuale e ossimoro talmente evidente, quanto culturalmente introdotto proprio per poter essere abilmente sfruttato dal potere che si pone quindi a “provvida guida” di un’ Umanità completamernte incapace a gestirsi ( ma se l’ uomo sceglie istintivamente il male, quale umano potere potrà fare diversamente ? ), e comodo assunto cui dare la colpa di ogni malfunzionamento sistemico, primo tra tutti la necessità della guerra.
E questo è solo un piccolissimo esempio di quei “virus sistemici” introdotti sia a livello strutturale che immaginario-culturale proprio per offrire delle “falle” opportunamente cavalcabili e strumentalizzabili dal potere di turno, che tutto vuole fuorchè un sistema equo, e che proprio attraverso tali falle potrà controllarlo finchè gli accomoda, ed infine distruggerlo per introdurne uno nuovo, formalmente diverso ma egualmente fallace.

Concetto che possiamo efficacemente sintetizzare nell’ assunto che “funzione della filosofia è proprio quella di uccidere l’ utopia“.

Per capirci: il mio meccanico riesce ad aggiustarmi ancora la macchina proprio perchè, non avendo mai preso in mano un tomo di filosofia, applica un pensiero DEDUTTIVO E PRAGMATICO alle dinamiche intrinseche del motore; per tale principio un bullone ideale ( astrazione utopica ) avrà tanta più QUALITA’ quanto maggiormente riuscirà a svolgere la funzione per cui è stato ideato.  Per dirla con Robert M. Pirsig: “Il Buddha dimora con la stessa disinvoltura tra gli ingranaggi di un motore come tra i petali di un fiore”.
Ma il giorno che dovessi sorprendere il mio meccanico intento a leggere un libro di qualche filosofo, magari economista ( quelli à la page sono sempre anche economisti, parbleu ) lo tirerò impietosamente sotto con la macchina: perchè i filosofi sono brutte creature, e ogni volta che parlano è una truffa.

E dopo che, tornati dal meccanico ed essendovi dedicati alla lettura politicamente scorretta dell’ ultimo post di Mondart, vi sarete fatti un’ idea abbastanza precisa di quello che sul lungo termine sarà il “Nuovo Sistema Sociale” che l’ attuale potere ha forsennatamente iniziato ad introdurre nell’ occidente, potrete confrontarlo con un modello “utopico” ( ossia astratto ma funzionante proprio in quanto presuppone che nessuno voglia porsi a sua guida esclusiva ), e vedere già da ora quali saranno i “virus” che, tra due o tre secoli, porteranno al suo abbandono e ad un nuovo rinnovamento: ogni sistema, proprio in quanto tale, è facilmente prevedibile nelle sue future dinamiche.
( L’ unico vero dramma, che vi accomunerà in questo ai veri “grandi scienziati”, è che non vivrete abbastanza a lungo da avere la soddisfazione di vedere confermate le ipotesi formulate: vi basti pertanto sapere di essere nel giusto, parola di Francesco Amadori ).

Il vero problema concettuale e strutturale che si pone a chi vuol controllare saldamente col potere un sistema è infatti quello di renderlo “disfunzionale”, come il vero problema di chi voglia davvero il benessere sociale non è tanto di trovare il modello più adatto, quanto di “limitare il potere” potenzialmente conseguibile all’ interno del sistema stesso.

( L’ “utopia” infatti si crea non in quanto non possa esistere un modello teorico realmente applicabile, poichè quasi ogni sistema è adattabile in entrambi i sensi, ma proprio perchè non esiste la volontà del potere di andare nella direzione della propria limitazione ).

Il Pentagramma della vita  

La misconosciuta “Scuola Di Francoforte” è la scuola di pensiero che, prima in assoluto, ha posto le basi per lo studio “scientifico” ( quindi non teosofico, religioso, idealistico o dogmatico ) delle dinamiche sociali.

Ciò è stato reso possibile solo dopo che Freud e seguaci avevano ben compreso il modello di funzionamento inconscio della mente umana e dei suoi meccanismi di “introiezione” degli schemi sociali; schemi che vanno a sovrapporsi psichicamente, in modo più o meno giusto o sbagliato, alle “pulsioni innate” nella natura umana. Pulsioni che, individuate da Freud col termine generico di “libido”, trovano una loro perfetta enunciazione in termini “sociali” proprio con Fromm, che nella sua “Anatomia della distruttività umana” ( vedi al capitolo 10 ) identifica in quello che potremmo chiamare “il pentagramma della vita”cinque regole la cui esatta e non distorta applicazione è condizione NECESSARIA E SUFFICIENTE ad edificare un modello sociale “adattivo alla vita”, intendendo con ciò l’ habitat più favorevole alla piena realizzazione delle naturali tendenze ed aspirazioni in termini di sana sopravvivenza fisica e psichica dell’ uomo.
L’ allontanamento più o meno marcato da tali regole, o la loro più o meno indotta soddisfazione “distorta”, comporta modelli sociali “malati” che Fromm chiama coi termini di “modello non adattivo alla vita” e “modello necrofilo e distruttivo”, in ordine crescente di distruttività intrinseca conseguente all’ allontanamento da queste regole “già scritte” nella stessa natura umana.
E come si vede, tali “bisogni innati” possono essere indirizzati sia verso la loro naturale e spontanea soluzione “adattiva alla vita”, che verso molteplici false canalizzazioni indotte per altri scopi “non adattivi alla vita”.

Eccoli elencati per l’ ennesima volta:

1) Bisogno di avere uno schema di orientamento 
2) Bisogno di mettere radici
3) Bisogno di coerenza con se stessi e con il mondo esterno
4) Bisogno di interagire efficacemente
5) Bisogno di avere stimoli diversificati

… Semplice, chiaro, e relativamente facile da mettere in pratica, no ? … Eppure, esattamente come fa il meccanismo della propaganda, le tecniche di dominio USANO STRUMENTALMENTE tali bisogni per condurre proprio ad una loro realizzazione stravolta, proponendo modelli di comportamento distruttivi che sarà l’ “immaginario sociale” stesso a concretizzare.

Scopo di tale stravolgimento è sempre la sottomissione della popolazione ed il controllo in tal senso dell’ intero sistema: in questo senso il punto 5 ( bisogno di stimoli diversificati ) viene per esempio stravolto dalla civiltà attuale indirizzandolo verso una pseudo-stimolazione virtuale e consumistica, assurta a surrogato gratificante e compensatorio di una vita monotona e ripetitiva dove la produzione, rigidamente incanalata entro un puro ambito di profitto, è eletta a motivo esistenziale stesso, unificando in tal modo (erroneo) i punti 1, 3, 4, e 5 in un unico, grande centro catalizzatore … è esattamente quanto accade oggi, no ? … e c’è chi pensa che tutto ciò sia “naturale” … invero TUTTI lo pensano inconsciamente, nella pratica quotidiana …
( E succede così che, pur salvaguardando la sua sussistenza psicofisica, l’ uomo e la società stessa si “ammaleranno”, sviluppando forme di crescente dipendenza da stimoli falsi e mediaticamente imposti, ossia evolvendo verso modelli sociali non adattivi alla vita o più apertamente distruttivi … Tale esempio sintetizza anche perfettamente come il morbo “primario” indotto viene ulteriormente usato quale strumento di potere, sfruttando a proprio vantaggio l’ innaturale senso di sudditanza così innescato a risolversi in quel vortice assurdo per cui la popolazione giunge a dominarsi da sè, contro il proprio stesso interesse … ! ).

Vediamo alcuni altri esempi in cui si applica una tecnica analoga ( anche se più esplicita ) di uso stravolto del postulato a fini di controllo:


a) SCIENZA / DOGMA: Il dominante usa per sè il pensiero scientifico per approcciare e conoscere la verità, mentre riempie la testa al popolo di menzogne spacciate per scienza e cultura, tenendovelo dogmaticamente legato al semplice scopo di dividerlo in fazioni dalle quali non riuscirà mentalmente a svincolarsi ( sostanzialmente un pensiero di tipo manicheo filosofico, culturale e religioso, in cui si inserirà andando ad aumentare le dicotomie: classico esempio le due opposte visioni ideologiche, entrambe parziali e non scientificamente definibili, di “destra e sinistra” con cui controllare la vita politica ).

b) TRIBALITA’ / DEMOCRAZIA: Il dominante usa per sè un’ organizzazione in termine di vincolo fortemente tribale, autocratico e familiare del potere ( espediente che ne consente sia la trasmissione diretta e conservazione che il pieno controllo ) mentre invischia il popolo in democrazie di facciata, svuotate di ogni possibilità di reale controllo sulla vita politica, ed introduce politiche atte alla minimizzazione della famiglia e della vita associativa in genere

c) LINGUAGGIO ADULTO / LINGUAGGIO INFANTILE: Il dominante userà coi suoi simili una comunicazione da adulto ad adulto per potersi capire, ma userà verso il popolo una comunicazione di tipo Adulto > Bambino per colpevolizzarlo, farlo sentire inferiore e impossibilitarlo a capire le “cose da grandi”  ( Vedi nello specifico anche questo post )

… e via di questo passo, fino a prosciugarsi la lingua …



L’ essenziale funzione dell’ utopia ( e suo storpiamento storico ? )

Fu proprio il pensiero umanista-rinascimentale a rendere possibile, con l’ affrancamento dal dogma temporale della chiesa, l’ ipotesi di modelli di civiltà a misura d’ uomo, ipotesi variamente formulate da pensatori quali Tommaso CampanellaTommaso Moro, ecc. e modelli urbanistici presi a schema di “città ideale” da tanti architetti dell’ epoca … a testimoniare come ogni nuova epoca renda plausibile il riproporsi dello stesso sogno di sempre a ipotesi di governo …

Ipotesi che purtroppo proprio nell’ umanesimo comincia ad essere cavalcata, storpiata e strumentalizzata con vari espedienti tecnico-culturali atti a favorire l’ ascesa di quella che, in sostanza, è ancora oggi la classe mercantile e bancaria che con gli stessi espedienti monetari detiene il potere, avendo semplicemente sostituito il vecchio potere assoluto esplicito con un egual potere occulto.
Anche in questo caso purtroppo, l’ idea originaria in sè geniale ( proprio per la sua grande capacità “rivoluzionaria” di progressiva unificazione del potere in un’ unica èlite capace di sostituirsi al potere temporale della chiesa ) non rinuncia al suo potere uscendo allo scoperto, ed anzichè estendersi successivamente a beneficio dell’ intera popolazione viene mantenuta nei secoli successivi quale occulto strumento di allargamento a sempre nuovi territori del medesimo potere reale.  
Ancora, abbiamo quindi che un postulato di enorme potenza rivoluzionaria e unificatrice viene stravolto ad uso e consumo della sola parte al potere … o forse proprio qui nasce l’ idea di utilizzare ancora tale strumento formidabile fino alla sua estrema conseguenza, ossia una unificazione “globale” da organizzare finalmente secondo i principi di quella utopia scaturita in seno al Rinascimento …

 Ognuno può a questo punto sbizzarirsi a proporre il proprio modello utopico di “società perfetta”: punto fondamentale dovrebbe essere in ogni caso l’ eliminazione di ogni possibilità di prevaricazione di una parte sull’ altra, e poichè il “Potere Costituito” non sarà tanto stolto da togliersi dai piedi da solo, occorrerà innanzitutto abolire le leve usate dall’ èlite per assurgere al potere: leve che oggi sono di natura squisitamente economica ( ossia controllo del sistema attraverso l’ emissione di moneta-debito ).
Ancor prima di ogni ogni altro aspetto sarà dunque necessario stabilire i parametri precisi secondo i quali dovrà svilupparsi l’ economia ed il suo controllo, mettendo innanzitutto al bando ( ossia dichiarando illegale ) ogni strumento finanziario e di capitalizzazione monetaria, che porta inevitabilmente al sopravvento della classe capitalista …

… ecco quindi come dovrebbe configurarsi il mio, ( personalissimo, da anarchico qual sono ) modello utopico a partire proprio da tale fattore:

Pur intervenendo il meno possibile nella regolamentazione della vita individuale, lo Stato dovrà essere assolutamente sovrano per quanto riguarda la regolamentazione dell’ economia e l’ emissione monetaria, adottando la tecnica del “Fiat Money” a controllo statale, un welfare ampio ed esteso ad ogni aspetto essenziale dell’ esistenza ( diritto alla casa, reddito di cittadinanza, possibilità teorica per lo Stato di costruire ogni sovrastruttura senza ricorso alla tassazione, assistenza medica, ecc ) ed una economia rigidamente controllata dallo stesso volta sia a sviluppare la piena potenzialità interna che ad impedire ogni possibile sottomissione a poteri esterni … e questo è l’ assunto-base senza il quale è assurdo pensare ad ogni ulteriore sviluppo sociale positivo nel senso postulato da Fromm, che andrà vagliato come realizzabile solo internamente a tale habitat di base.
Ad organismi sovranazionali potranno poi essere affidati lo sviluppo ed interconnessione di sovrastrutture logistiche globali, la funzione di difesa dall’ aggressione militare, l’ armonizzazione dei commerci … ossia nient’ altro di QUANTO POTENZIALMENTE C’ ERA GIA’, nulla di strutturalmente diverso da quanto già previsto alla fine della seconda guerra mondiale …

Insomma, ci eravamo già avvicinati a qualcosa di molto simile al miglior modello utopico, e forse proprio per questo esso doveva essere definitivamente stravolto e demolito da un potere che intendeva mantenerne ben saldo il controllo, e artatamente portato alle contraddizioni interne che ben conosciamo in modo da essere sostituito col “nuovo” che si va profilando … o forse bisognava “temporeggiare” ancora …

… per poter instaurare un modello che stravolge l’ assunto di “Sovranità Nazionale in struttura globale” in quello opposto di “Sovranità globale in strutture nazionali” … in pratica una organizzazione simil-feudale eretta a sistema globale, dove l’ élite già unificata tramite l’ espediente monetario possa ora regnare senza più doversi preoccupare di difendersi, e porsi nuovamente ad unica guida e agente di modellazione plastica del corpo sociale. Insomma, un allontanamento vertiginoso dall’ utopia democratica appena intravista, ed un avvicinamento sui generis a quell’ “internazionale socialista” rivisitata secondo l’ ottica fabiana del laburismo britannico e l’ ideale di “Società Aperta” promosso da Soros e Company … Alla fine un modo come un altro di sostituire l’ utopia con un modello fortemente controllato.
Staremo a vedere …


Analizziamo i principali aspetti del “Nuovo Ordine”
Ecco quindi che la direzione in cui si va configurando il “Nuovo Ordine” non è altro che il consolidamento dell’ élite internazionale finanziaria fin qui sviluppatasi in modo da rendere il proprio dominio stabile e non più attaccabile, a prescindere dalla necessità di una sua continua difesa tramite l’ esercito.
E poichè uno stato di polizia, plausibile come fase di transizione, non può durare impunemente per secoli, ecco che il dominio di grandi masse prevede sempre un loro esplicito od implicito consenso: da qui, e solo da qui, prende il via tutto l’ ambaradàn di sviluppo di teorie, di cultura, di modi di pensiero che non sono altro che IMMAGINARIO INDOTTO … anche se la massa lo riterrà poi “il solo modello applicabile”, il solo politicamente, o religiosamente, o ideologicamente corretto, infine quello quello che sarà considerato “maggiormente evoluto” rispetto ai precedenti.

In effetti non si tratta che di “contenitori più alla moda” della medesima bevanda: ma come oggi inorridiamo all’ idea di indossare un vestito degli anni ’50 in quanto le sue linee ci appaiono antiquate, e non ci capacitiamo di come allora si potesse andare in giro così abbigliati, allo stesso modo domani inorridiremo di fronte all’ attuale modello sociale ( così come magistralmente vi stanno inducendo ad inorridire di fronte al “terribile Berlusconi” anche se non si capisce bene per quale preciso motivo, costituendo egli una variabile di nessuna influenza reale nel sistema: in realtà si tratta del semplice bersaglio scenico di un marketing ben mirato: sarebbe stato credibile un Prodi donnaiolo strafatto di viagra e bunga-bunga ? sarebbe stato credibile un Prodi che finge di opporsi agli interessi dei banchieri internazionali ? sarebbe stato facile trovare un “catalizzatore del crollo” altrettanto “teatralmente perfetto spendibile” del grande mattatore Berlusconi ? no, vero ? )
QUINDI: è solo strategia di marketing, solo una questione di design, solo un problema di obsolescenza programmata, solo la necessità di indurre la “voglia di cambiare macchina” nella testa della gente.

Per questo non credo nella concretezza a medio-lungo termine di uno “stato di polizia” come descritto da certa propaganda ( tesa piuttosto a far accettare una possibile “transizione” attraverso tale fase ); così come non credo nella totale negatività di un nuovo ordine che semplicemente non potrebbe reggersi solo sulla forza dovendo comunque in qualche modo rendersi “accettabile”, quindi dovendo giocoforza armonizzare in qualche modo elementi di dominio con elementi di accettazione sociale. Per lo stesso motivo ritengo stramba l’ idea che un sistema completamente distopico alla 1984, dove sia impedita la stessa facoltà di pensiero, adotti per instaurarsi proprio un mezzo fortemente critico come Internet: e che tale modello “distopico” non stia in piedi ce lo dice proprio lo stesso medium e la contestuale direzione realmente intrapresa dal potere verso uno “svuotamento di efficacia pratica” di ideologie e relativa potenzialità associativa: il pensiero critico e la funzione cognitiva saranno al contrario liberamente incoraggiati, in quanto piuttosto che sopprimerli si preferirà inserirli in un contesto dove sia impedita ogni loro potenziale capacità a tradursi in reale efficacia politico-fattiva non controllabile.

Detto tra parentesi, ritengo che le immagini più fortemente distopiche di NWO ( Stato di polizia, avvento luciferiano, stato orwelliano, ecc. ) siano introdotti quale propaganda virale ( il controllo occulto delle masse esiste già e nessuno si sogna di difendersi da esso: che bisogno c’è di introdurre un più esplicito controllo materiale, peraltro molto più visibile ed attaccabile di quello “buonista-pubblicitario” attualmente in uso ? ) proprio per svolgere la duplice funzione di:
a ) giustificare una “fase di transizione” tutt’ altro che bonaria e pacifica che prevede conflitti, crisi economiche, contraddizioni estese e guerre
b) favorire un processo collettivo di forte atteggiamento critico e crescente disgusto proprio verso alcune “leve sacrificabili” usate dal potere stesso per instaurarsi, e che prossimamente dovranno essere abbandonate e demonizzate ( entrambi assunti perfettamente coerenti con la loro ispirazione massonica che prevede che l’ evoluzione verso il nuovo debba avvenire distruggendo l’ ordine di cose esistente in modo non più edificabile ) … Allo stesso modo si spiegherebbe perchè al potere piaccia tanto in questa fase metterci così al corrente di ogni suo subdolo espediente “prossimamente sacrificabile”, invece di seguire la più consueta prassi del silenzio: un esempio eclatante di ciò è fornito proprio dall’ azione di auto-demolizione ed auto-denuncia in atto verso il sistema politico ed economico fin qui utilizzati.

Più razionale mi sembra pertanto l’ atteggiamento di previsione di tale modello in base agli assunti-base che vediamo già oggi così chiaramente esplicitarsi, cercando di individuarne sia gli aspetti positivi che negativi, e gli eventuali “virus” già previsti a suo controllo e futuro eventuale abbattimento.

Tutta la fase attuale va quindi considerata come preparatoria all’ introduzione del nuovo modello sociale e non confusa con esso; fase di estreme contraddizioni che vedono come strumenti di un’ unica volontà ( di matrice tipicamente Fabiana ) sia la distruzione indotta con guerre e crisi economiche che il “traghettamento” della “mente sociale” attraverso i media e Internet: a tale scopo sia il sistema che la sua opposizione “ufficiale” condotta su siti e network da lungo tempo predisposti a ciò ( leggi Casaleggio Associati, Indignati, Soros, Network organizzati in genere, Opinion Leaders, ecc ) fungono allo stesso scopo: se i primi servono a “chiudere un ciclo”, i secondi servono ad introdurre l’ immaginario del nuovo modello: in tal senso vanno letti gli attacchi alla politica, al sistema capitalista, la spinta ecologista ecc propalati anche inconsapevolmente da siti cosiddetti “alternativi”, e comunque dall’ intero corpus internettiano, secondo la logica che in un sistema che ha unificato l’ élite in un pensiero unico, ogni manifestazione di dissenso non potrà che pervenire dal sistema stesso.

Ecco in sintesi perchè in tali condizioni “opporsi” è impossibile: perchè lo stesso Internet ( che molti ritengono ingenuamente massima espressione di libertà di dissenso ) non è altro che uno strumento volutamente concepito così disponibile e reso tanto facilmente fruibile proprio dal sistema stesso, quale principale veicolo di propaganda virale degli assunti culturali e ideologici che verranno posti a fondamento della futura struttura organizzativa. In questo il sistema si avvale oggi di una base “intellettuale” nello stesso modo in cui nel settecento si avvalse dei filosofi illuministi; di nuovo e positivo c’è il fatto che tale base è “allargata e dinamica”, e sfrutta in questo la potenzialità di “intelligenza condivisa” tipica del web … il che non è negativo, anzi, è il preludio di un concetto di auto-aggiustamento dinamico che se fosse ampiamente esteso al nuovo sistema sarebbe in sè garanzia di una sua “solidità dinamica”, peraltro bilanciere interno indispensabile a sostituire in qualche modo una indispensabile potenzialità che verrebbe automaticamente a mancare in un sistema completamente feudale … e il fatto che potrebbe finalmente essere una “molla intellettuale e virtuale” a sostituire la storica “molla di avidità concreta” che ha sempre costituito il movente delle élites ponendolo a stesso motore storico è di per sè positivo, e mi spinge ad azzardare che un “Nuovo Ordine Mondiale” non debba per forza essere solo negativo e staticamente tirannico … ma di questa funzione “internettiana” ne riparliamo.
Tra le eventuali “positività” va anche tenuto in non poco conto il fatto che l’ esternarsi di un potere finora occulto a potere dichiarato porrebbe finalmente fine ai più ignobili strumenti di governance occulta fin qui adottati e non più necessari, cosa che potrebbe evolvere verso una maggior trasparenza generalizzata: un potere non più minacciabile, per quanto assoluto, non necessita più di nascondersi alla vista della popolazione, e può dichiararare più apertamente le proprie reali intenzioni. “Fusse la volta bona” che anche i media tornino a fare il loro mestiere …

…”Ma questa è la fine della Democrazia”,
 direte … “Beh, non l’ abbiamo mai avuta”, tenderei a rispondere, in quanto sempre governati da un assolutismo occulto che si è solo mascherato coi panni della Democrazia … vera “utopia” di là a venire, modello perfetto esistente nel solo mondo delle idee, ma proprio per questo idea potentissima a guidare l’ agire reale, come Dio, come la “Qualità” di Robert Pirsig … ossia un “buco nero” più che un pianeta, un “non essere” che attrae con la sua impossibile realizzazione ogni nostra aspirazione concreta … Ancora, la formulazione pratica che più si avvicina all’ impossibile utopia … ma anche questa non è alla fin fine che filosofia massonica e fabiana …
“E’ un mondo difficile …” direbbe sbrigativamente Paolo Conte per trarsi d’ impaccio … e del resto sono disquisizioni accademiche che non interessano certo la casalinga di Voghera, o il pastore di Orgosolo, e sicuramente non il metalmeccanico di Ivrea …

Premesso ciò, vediamo quindi che l’ unico approccio veramente “rivoluzionario e neutrale” sta, ancora una volta, nel tentativo di comprensione più “scientifica” possibile delle principali dinamiche che ci si prospettano innanzi:

1) Consolidamento dell’ élite già unificata tramite il “pensiero unico”
2) Introduzione progressiva di una Moneta Unica
3) Abbattimento del sistema capitalista ad economia di decrescita
4) Depotenziamento delle sovranità nazionali e delle ideologie
5) Virtualizzazione e frammentazione della vita associativa

… Ma è quanto vedremo, per motivi di spazio e di attenzione, solo col prossimo post ( … sempre che interessi ancora alla casalinga di Voghera, o al pastore di Orgosolo, o al metalmeccanico di Ivrea, che sono poi anche i miei unici tre lettori rimasti … e che trovi ancora della roba buona come quella fumata oggi: non preoccupatevi pertanto se non tutto vi è chiaro, io non sono nemmeno riuscito a rileggere … ma sì, pubblico così, ciàpa ). Ciao belle gioie !

Fonte: Mondart
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