Si inaugura oggi il gasdotto North Stream. La Merkel nuota in gas russo

 

Quando Angela Merkel e Dimitri Medvedev inaugureranno oggi il gasdotto North Stream , che trasporterà gas per i prossimi 50 anni direttamente dalla Russia alla Germania attraverso il Mar Baltico, si starà compiendo un nuovo giro di vite sulla nuova cartina geostrategica europea, dove la principale economia dell’UE passa a una situazione di dipendenza energetica legata alla Russia che necessariamente orienterà i suoi rapporti verso questo paese.

Fino ad ora il 40% del gas consumato in Germania procede già dalla Russia ma il trasporto addizionale raggiungerà da oggi i 27.500 milioni di metri cubici e questa quantità raddoppierà in un solo anno.

L’azienda russa Gazprom possiede il 51% delle azioni, varie aziende tedesche riuniscono il 31% e la Francia e l’Olanda rispettivamente si dividono il 9% restante di questo progetto di 7.000 milioni di euro. E a questa configurazione di interessi imprenditoriali si sono sommati vari fattori della politica tedesca che ha sostenuto il progetto.

Il primo di questi fattori è l’amicizia personale che durante il suo periodo come cancelliere stabilì Gerhard Schroder con Putin, che aveva facilitato le concessioni pubbliche necessarie e che in seguito hanno permesso di lavorare insieme spianando la strada del North Stream nel settore privato.

 

Origine Orientale.

Il secondo fattore è l’origine della Merkel, cresciuta nella Germania orientale, parla perfettamente il russo e considera Mosca come un punto di riferimento fondamentale per le  relazioni estere della Germania.

E la terza e definitiva spinta è stata la decisione del governo di Berlino di far a meno da tutti i reattori nucleari funzionanti in Germania entro il 2022, cosa che rende necessaria la sostituzione in modo immediata del 22% di energia che consuma tale paese.

La Russia si stabilisce così come il primo fornitore geostrategico della principale economia europea con un unico limite per la rifornitura. “Quanto meno caro i russi offrano il loro gas, più aumenterà la richiesta” ha detto la Merkel nell’ultimo summit bilaterale.

Rapporti commerciali atipici.

La Germania, secondo paese esportatore del mondo dopo la Cina, ha rapporti commerciali atipici con la Russia, uno dei pochi paesi che esporta in Germania più di quanto compri. Non solo è il fornitore di gas, ma anche del 33% del petrolio consumato dai tedeschi e la Gazprom recentemente ha firmato con l’elettrica tedesca RWE un accoro per negoziare nuovi contratti di collaborazione.

La Germania da parte sua, si prende cura del suo fornitore e sta aiutando la Russia per ottenere lo status di socio preferente della NATO , in un momento dove le relazioni tra l’UE e la Russia sono ancora da definire. I dirigenti russi, sia Medevedev che Putin sono riusciti ad imporre la loro strategia negoziatrice sempre con i paesi europei, uno ad uno, e non con le autorità di Bruxelles.

La Germania è il paese europeo prioritario per la Russia, perché ha bisogno dei suoi investimenti e della sua tecnologia. La Merkel, che ha bisogno dell’energia russa, ha appoggiato l’entrata della Russia nell’Organizzazione Mondiale del Commercio e ha dichiarato che la “Germania desidera che in Russia sorga un importante e moderno settore industriale”

Fonte: Rebelion

Traduzione : FreeYourMind!

 

Nota aggiuntiva (di FYM!)

“Il nostro rapporto con Berlusconi è complesso,” scrive la Dibble. “E’ apertamente filoamericano, e ci ha aiutato nel curare il nostro interesse su diversi piani in una maniera e a livelli tali che il precedente governo non ha voluto o potuto fare.” Però, il diplomatico fa notare, ci sono altre aree nelle quali Berlusconi “sembra determinato a essere il miglior amico della Russia, a volte in aperto contrasto con le politiche americane, o anche europee.”

E’ stato notato che Berlusconi aveva criticato il progetto americano di difesa missilistica, l’espansione della NATO a est e il supporto dell’indipendeza del Kossovo come “provocazioni verso la Russia.” Praticamente solo fra i leader europei, ha difeso la campagna militare della Russia in Georgia nella guerra dell’agosto 2008, e ha sostenuto progetti energetici congiunti fra la Gazprom in Russia e la compagnia energetica italiana ENI, in un periodo in cui l’Unione Europea sta cercando di raggiungere una minore dipendenza dal gas russo.

I legami di Berlusconi con la Russia e con Vladimir V. Putin, il suo ex presidente e attuale primo ministro, sono un chiaro motivo di preoccupazione per gli americani. L’ufficio della Clinton ha posto domande alle ambasciate americane a Roma e a Mosca, chiedendo informazioni su qualsiasi cosa potesse far luce su questa relazione. “Quali investimenti personali possiedono, se ve ne sono, che possano guidare le loro politiche estere ed economiche?” il telegramma chiedeva” (fonte NY Times)

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