Capacità umane, pulsioni emotive e gestione delle masse.

 

 

Premessa

Questa sintesi di osservazioni e pensieri è rivolta alla comprensione dei nostri tempi e dell’atteggiamento assunto dalle persone, in quella che potrebbe essere definita “la crisi senza fine”.
Non dimenticando l’indubbio peso che rivestono attualmente le questioni economico – monetarie, lo scritto vuole raccontare e mettere in relazione tre aspetti che attengono, essenzialmente, alla natura umana e che paiono assai poco distanti l’uno dall’altro.
Il tentativo è quello di unire i puntini per scoprire il disegno nascosto che, spesso, non lo è più di tanto.

Tre temi e tre domande

Il primo argomento riguarda le capacità e potenzialità del cervello e del corpo umano, le quali sono costantemente in fase di studio, catalogazione e approfondimento scientifico.
La mole di lavoro svolta, le pubblicazioni e la sperimentazione inerenti alle possibilità della nostra mente, è semplicemente sconfinata.
Suscitano particolare attenzione, gli studi e gli esperimenti che si occupano della capacità di precognizione/presentimento, che alcuni scienziati hanno definito essere ”patrimonio comune della razza umana” (Dean Radin, “The conscious universe”, Harper Edge, San Francisco 1977).
La questione riveste particolare importanza, soprattutto se si considera che un uomo sensibile, attento, istruito e consapevole dei propri “mezzi”, è più difficile da “amministrare”.
Il secondo tema è quello che vede il macro mondo dei mass media impegnato in un incessante bombardamento, fatto di notizie e rappresentazioni grafico – televisive intrise di violenza, sesso e messaggi subliminali.
Il terzo aspetto attiene alla “gestione delle masse”.
E’ il secondo argomento, tuttavia, a ispirare gli interrogativi che seguono:
– perché negli ultimi anni i media ci impegnano, in modo assillante e ben più che evidente, con immagini e richiami violenti, oltre che di natura sessuale?
– come mai, soprattutto in rete, la maggior parte di trattazioni e approfondimenti (scientifici e non), ci raccontano della costante presenza di messaggi subliminali caratterizzati da sesso e violenza?
E perché, sovente, tali messaggi sono destinati ai più piccoli?

Riflessioni e risposte

Partendo dalla consolidata certezza che “cuore e ragione” sono nemici giurati, è possibile tentare di legare qualche filo pendente, così da provare a dare delle risposte.
Sia concesso, inoltre, di rilevare che il confitto fra emozioni e intelletto rappresenta uno degli elementi essenziali del concetto di dualismo, che permea e caratterizza da sempre l’esistenza umana.
Preliminarmente occorre anche cercare di capire se qualcuno abbia già tracciato, e continui a tracciare, buona parte del cammino di vita che tutti noi percorriamo.
A giudicare dal fatto che ora, come millenni fa, siano in pochi a stare bene e dominare, mentre sono in tanti quelli che soffrono e sono dominati (chi più chi meno), si direbbe che le cose non siano mai cambiate davvero e, soprattutto, che ciò non sia esattamente dovuto al caso.
Molte sono le conoscenze che ci sfuggono, tuttavia è ragionevole credere che “l’animale uomo” sia gestibile in modo ottimale se la sua intelligenza e le sue capacità istintive sono “offuscate” e represse.
Tutto ciò ben può essere conseguito attraverso un lungo, intenso e costante lavoro, finalizzato alla distrazione dell’obiettivo, magari attraverso importanti sollecitazioni emotive.
L’uomo a cui facilmente “sale il sangue alla testa”, è ben poco propenso al ragionare e ben più disposto ad agire in modo impulsivo e violento.
Ecco, quindi, che indirizzare con sesso e violenza ogni soggetto e azione nella nostra società, trova una sua precisa ragione d’esistere.
Grandi e piccini sono tempestati da messaggi, situazioni e condizioni, che li vedono costantemente coinvolti in eventi caratterizzati da fortissime pulsioni emotive, che oscurano le capacità di ragionamento e analisi di cui ognuno è dotato.
Non bisogna dimenticare, inoltre, che l’estrema velocità con cui tutto ciò accade porta la mente ad essere costantemente impegnata, ad avvitarsi su se stessa, lasciandoci privi di qualsiasi spazio introspettivo e di serena riflessione.
Un contesto sociale ben “educato e nutrito” in questo senso, è molto più facile da controllare e gestire.

La più volte citata “polarizzazione” della società, fatta esclusivamente di bianco e nero, di buoni e cattivi, di destra e sinistra, di favorevoli e contrari, priva della benché minima attenzione in materia di etica, condivisione, senso civico e “sano fare comune”, è un esempio concreto di ciò che fruttano questo tipo di operazioni.
Trova allora una giusta collocazione anche il mirare e colpire i bambini, affinché imparino e assimilino presto (come noi?) quale sia la “giusta posizione” nell’odierna società.
Quanto appena detto si configura come un macabro investimento, poiché è assai probabile che sarà più facile distrarre chi, sin da piccolo, è stato educato a vivere subendo queste forti sollecitazioni emotive.
Oltre a ciò è possibile che, grazie a quest’intensa attività, le realtà (devianti) propinate dalla marea di fiction e produzioni cinematografiche a puntate dell’ultimo decennio, siano anch’esse accolte meglio dallo spettatore, che finisce così per alienarsi dal mondo reale.
Si concretizza, così, un’altra motivazione del perché i nostri tempi siano ricchi di spettatori e assai poveri di attori.

Conclusioni

Gli approfondimenti, gli studi scientifici e le trattazioni tematiche inerenti al peso dei mass media, uniti a quelli riferiti alle capacità umane e al cosiddetto social – control sono molteplici e tutti meritevoli di grande attenzione.
Questa breve riflessione è stata ispirata da una piccola parte di questo lavoro, operoso e qualificato.
Inibire, in modo preciso e mirato, le formidabili e innate dotazioni dell’uomo non è casuale e rappresenta, purtroppo, uno dei più grandi misfatti compiuti contro il genere umano.
Un ringraziamento per l’attenzione e un sincero in bocca al lupo, a tutti coloro che incroceranno questi pensieri.

Antonio Pani.


Principali riferimenti tratti dalla “rete”, e non solo:

– “La scienza dell’intenzione”, di Lynne Mc Taggart, pag. 103/104, edito nel 2008 da “Macro Edizioni”, nella collana “Scienza e Conoscenza”;
La precognizione inconscia, da scienzamarcia
Prevvegenza, la prova definitiva, Daily Wired
Precognizione, Fringe Italia
I cartoni troppo veloci compromettono le capacità di coordinazione dei bambini, di Edoardo Capuano,
Come la tv danneggia le facoltà mentali, di Marco della Luna
Ladri di cervelli, di Andrea Massari

Alcuni estratti significativi dai collegamenti riportati:

Dal libro:“La scienza dell’intenzione”, di Lynne Mc Taggart, pag. 103/104, edito nel 2008 da “Macro Edizioni”, nella collana “Scienza e Conoscenza”;
“Rollin Mc Craty (Direttore Ricerca all’Institute of HeartMath a Boulder Creek, California)… scoprì che i presentimenti di buone e cattive notizie erano avvertiti sia nel corpo che nel cervello, dove le onde elettromagnetiche acceleravano o rallentavano appena prima che un’immagine disturbante o tranquillizzante venisse mostrata.
Ma la cosa più stupefacente era che il cuore sembrava ricevere queste informazioni alcuni istanti prima del cervello.
Questo suggeriva che il corpo possedesse un apparato percettivo che lo metteva in grado di analizzare e intuire continuamente il futuro…”


da Precognizione

“Le immagini furono selezionate in maniera casuale da un computer, restavano sullo schermo per 3 secondi, poi una pausa di 5 secondi in cui lo schermo appariva vuoto e poi l’immagine successiva.
Le immagini erano di tre tipi: paesaggi, violenza, sessuali.
La cosa incredibile dell’esperimento fu che il segnale di risposta alle fotografie del secondo e del terzo tipo fu registrato quasi sempre in anticipo di 3 secondi sulla visione della foto stessa”.

da La precognizione inconscia dimostrata
“Questi sono solo alcuni esperimenti che provano, senza ombra di dubbio, che la capacità di precognizione/presentimento è patrimonio comune della razza umana”.

da Prevvegenza, la prova definitiva
“Prima di essere accettato per la pubblicazione, l’articolo, dal titolo ambizioso Feeling the Future (sentendo il futuro), è stato passato al vaglio di quattro attenti revisori: sono state suggerite delle modifiche, ma non è stata riscontrata alcuna incongruenza di fondo.
Rispetto ad altri studi sulla presunta capacità degli esseri umani di vedere nel futuro, la novità della ricerca di Bem sta nell’aver preso in esame dei fenomeni psicologici ben studiati, invertendone l’ordine.
Ciò che di solito è interpretato come la causa di un determinato comportamento, negli esperimenti è stato mostrato o raccontato dopo il verificarsi dell’evento stesso.
A prendere parte allo studio è stato un campione di circa mille studenti volontari, che sono stati sottoposti a un set di nove esperimenti. Di questi, otto hanno prodotto risultati statisticamente rilevanti”.

A proposito delle “basi per il futuro” gettate dalla televisione e mezzi/media affini:

da I cartoni troppo veloci compromettono le capacità di coordinazione dei bambini
“… analizzando il comportamento di 60 bambini dopo… la visione di un cartone animato a “velocità aumentata”…”.
Lo studio, pubblicato sulla rivista di settore Pediatrics, è partito dall’assunto che sebbene molto “sollecitabile”, il cervello dei bambini non sarebbe in grado di reggere la velocità di alcuni stimoli. Ma che soprattutto questa “velocità”, dando una impressione sbagliata ai bambini li spinga a volere imitare ciò che vedono, rendendoli poi incapaci per la frustrazione di mettere in atto ciò che fino alla visione erano in grado di fare”.
E ancora:
“Altrettanto interessante è apparso essere in ulteriore studio, in tal senso, pubblicato su Archives of pediatric adolescence Medicine, che ha dimostrato come i bambini che sono in grado di sfuggire al controllo dei genitori, visionare più televisione e giocare di più ai videogiochi, dimostrano fin dalla tenera età, una maggiore aggressività anche in contesti normali”.

da: Come la tv danneggia le facoltà mentali, di Marco della Luna
“La tv è verosimilmente un’importante causa del moltiplicarsi di sindromi di deficit attenzionale e di iperattività (ADD, ADHD) e della minore capacità di seguire le lezioni, di imparare, di capire – che si nota vistosamente nelle scuole anche italiane, dove la necessità di abbassare il livello dell’insegnamento per farsi capire ha già portato a una sostanziale dequalificazione”.
E ancora:
“Televisione, video musicali, e videogiochi – tutti utilizzanti tecniche tv – operano a un ritmo assai più rapido che la vita reale, e vanno accelerando, così che la gente è costretta a sviluppare un crescente appetito per sequenze veloci in quei media”.

da Ladri di cervelli, di Andrea Massari
“…dopo le sigarette o i cibi spazzatura, non ci sono dubbi che la televisione sarà il prossimo grande problema nel campo della sanità pubblica.
Per quanto riguarda invece i giovani bisogna aggiungere: apatia diffusa molto più frequente e tasso di fallimento scolastico proporzionali alla maggiore frequenza di tempo passato davanti al piccolo schermo, propensione maggiori alla violenza ed ai comportamenti sessuali a rischio…”.
E ancora:
“…Lo studente che dopo la prima infanzia è stato sottoposto ad una forte permanenza davanti al video soffre di gravi lacune in ortografia, nella coniugazione dei verbi, nella sintassi, nel vocabolario, manca di logica, di capacità analitica, di spirito di sintesi e tutto questo gli impedisce l’accesso ad livelli di conoscenze più elevati e complessi.
La televisione «terzo genitore catodico» riduce «drasticamente il volume e la qualità delle interazioni genitori bambini», mutilando il grado di socievolezza infantile…”.

 

 

Tra Cielo e Terra

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