La banalizzazione del corpo è il frutto di una erotizzazione esasperata che ottunde le emozioni

di Francesco Lamendola

Sarebbe un grave errore pensare che la ossessiva esibizione del corpo, propria della società edonista e permissiva, corrisponda ad un accrescimento dell’erotismo; al contrario, l’erotizzazione esasperata è quanto di meno erotico si possa immaginare.
Ma c’è dell’altro.
L’ostentazione insistita, ripetitiva, compulsiva del corpo, di un corpo il più possibile scoperto, ma artificiale, depilato, abbronzato, palestrato, dai capelli ossigenati e dai muscoli rifatti chirurgicamente, finisce per ottundere la capacità di suscitare emozioni, che sono qualcosa di più raffinato del puro e semplice istinto sessuale.
A sua volta, lo spegnimento della capacità emozionale corrisponde a una banalizzazione del corpo non solo da parte di colui al quale viene offerto, ma anche da parte di colui, o colei, che lo offre – che lo offre visivamente, s’intende, perché alla provocazione visiva (e olfattiva) non corrisponde una vera offerta di sé, una offerta completa: il che, fra parentesi, è causa di frequenti malintesi, generati dalla profonda ignoranza del linguaggio corporeo.
Ora, quando colui, o colei, che offre visivamente il proprio corpo, scoperto e artificiale, non è più capace di provare emozioni, sarà portato ad aumentare continuamente le dosi, diciamo così, di esposizione, proprio come il drogato che deve aumentare le dosi di sostanza stupefacente per poterne sentire gli effetti; e questo non fa che aggravare l’equivoco con l’altro, perché la maggiore esposizione corporea viene interpretata come una più esplicita offerta sessuale. Leggi il resto dell’articolo

I piani dell’elite per un nuovo ordine sociale mondiale.

Di: RIchard K Moore

Quando la Rivoluzione Industriale in Gran Bretagna ebbe inizio, alla fine del 1800, si poteva guadagnare molto denaro investendo in fabbriche e industrie, aprendo nuovi mercati, e ottenendo il controllo delle fonti di materia prima. Quelli che avevano denaro per investire non si trovavano tanto in Gran Bretagna quanto in Olanda. L’Olanda era stata la maggior potenza occidentale nel 1600 ed i suoi banchieri erano i principali capitalisti. Alla ricerca di benefici, il capitale olandese fluì verso il mercato della borsa britannica, e così gli olandesi finanziarono l’ascesa della Gran Bretagna, che dopo eclissò l’Olanda economicamente e politicamente.

In questo modo l’industrialismo britannico arrivò ad essere dominato da investitori ricchi, e il capitalismo divenne il sistema economico dominante. Questo portò ad una grande trasformazione sociale. La Gran Bretagna era stata essenzialmente una società aristocratica, dominata da famiglie terra tenenti.  Man mano che il capitalismo economicamente dominante, i capitalisti arrivarono ad essere dominanti anche nella politica. Le strutture tributarie e le politiche di import- export furono gradualmente modificate per favorire gli investitori e non i proprietari terrieri.

Non era più economicamente possibile mantenere semplicemente una proprietà nella campagna: bisognava svilupparla, trasformarla per un uso più produttivo. I drammi vittoriani sono pieni di storie di famiglie aristocratiche che affrontano tempi difficili, e che si vedono obbligate a vendere le loro proprietà. Per scopi drammatici, questa decadenza è generalmente attribuita al difetto caratteriale, magari di qualche primogenito debole. Ma nei fatti la decadenza dell’aristocrazia formava parte di una trasformazione sociale più ampia causata dall’ascesa del capitalismo.

L’affare del capitalista è l’amministrazione del capitale, e questa amministrazione è controllata generalmente attraverso la mediazione delle banche . Non c’era da sorprendersi che i banchieri di investimenti arrivassero a occupare la cima della gerarchia della ricchezza e il potere. E di fatto, c’è un pugno di famiglie di banchieri, inclusi i Rothschild e i Rockefeller che sono arrivati a dominare le questioni economiche e politiche nel mondo occidentale. Leggi il resto dell’articolo

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