Papandreou: outsider o semplice “catalizzatore” ?

Prosit.

Approfittiamo pure dell’occasione per bere un bicchiere di quello buono, aggiungendoci alla schiera di quanti stanno brindando alla ritrovata Democrazia, alla ritrovata dignità politica, alla “volontà democratica che supera la volontà dei mercati”, ed anche agli improvvisamente ritrovati “attributi” di un Papandreou che peraltro non aveva mai fatto sfoggio ultimamente di tanto impositiva e maschia assertività.

Vuotato il calice, questa è infatti la prima questione che rischia di lasciarci in bocca un retrogusto amaro: “Perchè non prima ? Perchè solo ora ? Perchè aspettare per attaccare proprio il momento in cui il nemico è più inferocito e agguerrito ? Perchè aspettare in modo così sorprendentemente e inopportunamente concomitante con la fase di “climax” della crisi e della tanto ben pilotata opposizione degli “Indignati” ? Perchè i media e i “mercati”, invece di “tacere e glissare” sulla vicenda come già fatto con l’ Islanda, reagiscono nella notte stessa con un incredibile crollo di borsa ? E perchè adesso ci si mette anche la Cina a fare le ramanzine da maestrina della stabilità ?” …

Facendo tutti gli auguri che giustamente si merita al popolo greco, ed anche ammesso e concesso che il suo leader abbia agito vuoi spinto dalla protesta di piazza, vuoi da un sincero anelito democratico, resta pur sempre il dubbio che tutto ciò non sia che il “catalizzatore” cercato dal potere proprio per portare a reazione chimica il terribile mix finanziario fin qui fatto montare: reazione che prevede che la “crisi” serva sì per raccattare quanti più beni reali, serva sì ad introdurre  nuove regole e privatizzazioni ( fase iniziale ), ma DEVE altrettanto servire a dire ad un sacco di azionisti che per loro non c’è rimasta trippa per gatti, e che dovranno restare col classico cerino in mano ( fase finale ) …

E se i primi due aspetti si ottengono “temporeggiando e succhiando”, vuoi incanalando il malcontento popolare ( in modo che non sfugga di mano prendendo d’ assalto le banche ) in manifestazioni pilotate, vuoi portando l’ attenzione su strani governi e opposizioni che recitano la parte del “buono e cattivo” purchè nulla si muova, vuoi coi richiami delle Istituzioni preposte a far la voce grossa ecc, il terzo e ugualmente necessario aspetto si ottiene solo attraverso un “pretesto di capitolazione del sistema“, parte ingrata che qualcuno sarà pur costretto ad interpretare, parte ingrata che fin dall’ inizio di tutta la faccenda sembra appunto essere stata affidata dalla regìa proprio alla Grecia, che ora dovrà esibirsi nella scena madre, quella che dovrà strappare l’ applauso e le lacrime al pubblico pagante, quella che dovrà fornire il pretesto ai detentori del gioco per dire: “Ecco signori, è per colpa del cattivo di turno che ora crolla tutto …”

In poche parole, anche la crisi ha bisogno di un capro espiatorio per concretizzarsi appieno, e sembra proprio che la Grecia sia stata lungamente preparata a rivestire tale ruolo, ossia della “vacca magra e sacrificabile” che viene usata proprio per favorire la caccia grossa: in sintesi si userà la Grecia quale pretesto a giustificare il “crollo”, fase inevitabile della crisi stessa, che dovrà consentire di “bruciare” ( termine straordinario nella sua fumosa mediaticità ) tutto quel “circolante virtuale” che non sarà MAI possibile recuperare: non a caso già la notte scorsa è bruciato qualche miliardo di dollari grazie al tanto provvidenziale crollo delle borse …

E si consentirà magari alla vacca magra di poter sfuggire dal recinto europeo proprio per avere contestualmente il pretesto di rinchiudervi più strettamente e poter mungere meglio il resto della mandria …

Non dimentichiamoci infatti di tutta la “finzione” ( finzione nella quale l’ Italia ha il ruolo di attrice sostituta ) della crisi che soprattutto in Grecia è stata preparata e lasciata montare da tempo nella sua dolorosa concretezza: come appena visto nell’ ultimo post, i mezzi per uscirne senza tanto plateale clamore ci sono sempre stati, mezzi usati “più in sordina” dalla stessa Islanda, vera pecora fuggita dall’ ovile con una mossa a sorpresa, non preventivamente architettata e prevista dal potere stesso … mossa alla quale non a caso non è stato dato NESSUN RILIEVO MEDIATICO … ( o forse anche quello era previsto: questi registi sono folli e geniali, peggio di Dario Argento … e come nei suoi film, qualunque azione intraprenda la vittima designata, in un modo o nell’ altro alla fine sarà il carnefice ad uscirne vincente ).

Purtroppo, anche nella migliore delle ipotesi, ci troviamo di fronte alla perfetta concretizzazione di quanto già teoricamente visto qui, per cui l’ introduzione di un FALSO POSTULATO ( in questo caso il finto debito pubblico ) all’ interno di un sistema creerà un’ intera catena di reazioni erronee, pur logicamente conseguenti ed attuate con l’ intenzione volta ad un suo aggiustamento, reazioni intraprese proprio dagli stessi “bilancieri interni” ( la giusta reazione del popolo greco ) … Ecco perchè il “complotto”, una volta avviato, si alimenta da solo.

E adesso che hanno ottenuto quel che volevano e hanno innescato la bomba dell’ imminente default, voglion dar da intendere che la scelta ( legittimamente prevedibile e scontata ) del popolo greco sarà la causa del collasso finanziario … Miserabili, quanto machiavellicamente perfetti …!

Ben altro discorso, invece, se almeno tutti i paesi “Piigs” dovessero raccogliere la sfida lanciata dalla Grecia.

Mondart

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