Le grandi banche di Wall Street stanno già provando a comprare le elezioni del 2012

Non potremo mai ripristinare la legittimità del nostro sistema politico finché non porteremo i soldi fuori dalla politica. Generalmente, in occasione delle elezioni federali, nel 90 per cento dei casi il candidato che raccoglie più soldi vince.

Nel 2008, Barack Obama ha raccolto fondi quasi due volte superiori di quanto abbia fatto John McCain. I 3 dei  7 maggiori donatori per la campagna di Obama erano le grandi banche di Wall Street (Goldman Sachs, JPMorgan Chase e Citigroup).

Ora Wall Street lo sta facendo di nuovo. Le grandi banche di Wall Street stanno già cercando di comprare le elezioni del 2012. Quindi, chi è che vogliono che vinca nel 2012? Sulla base, fino ad ora, dei modelli di contributo il favorito schiacciante delle banche di Wall Street per la vittoria nel 2012 è Mitt Romney. Queste banche hanno dato a Romney un mucchio di soldi che è più di 4 volte maggiore di quello che hanno dato a chiunque altro. Anche se la maggior parte dei repubblicani in realtà non lo vogliono come candidato, se la storia significa qualcosa, allora Mitt Romney sarà il candidato repubblicano alla presidenza nel 2012.

Quelli postati qui sotto sono i numeri di una recente analisi fatta dal Center for Responsive Politics. Queste cifre si riferiscono alle donazioni in denaro fatte ai candidati alla presidenza da parte dei dipendenti di queste grandi banche di Wall Street (e le loro mogli) tra il gennaio e il  settembre 2011. Leggi il resto dell’articolo

Indignati e ribelli

 

 

Si sta scrivendo molto in questi giorni sul “movimento” degli indignati, sulle loro motivazioni e le loro rivendicazioni.
C’è chi vede nel movimento una doverosa presa di coscienza dei singoli cittadini nei confronti dei soprusi dei “poteri forti”, chi invece vi vede una riproposizione delle classiche rivoluzioni colorate pilotate dai soliti insospettabili, e chi semplicemente ritiene inutili e dannose le rivendicazioni “di massa”.
Personalmente, ritengo in generale degno di rispetto chi tenta in qualche modo di cambiare una situazione che ritiene non tollerabile, anche se rischia col suo operato di ottenere più danni che privilegi.
Smuoversi da una certa apatia potrebbe portare in sè delle connotazioni anche positive.


Dall’altra parte, ritengo anche che ogni qualvolta l’uomo si fa “massa” entri in situazioni emozionali pericolose, rischiando di anteporre alla propria intelligenza sentimenti e passioni che in una folla si trasmettono facilmente bypassando la sfera razionale.

In generale, il mio pensiero a proposito è rimasto invariato rispetto a quello che scrivevo più di un anno fa, in occasione delle grandi proteste di massa che prendevano piede in Grecia (Il futuro della protesta in grecia, il futuro della protesta in Europa).

In occasione poi degli ultimi avvenimenti, di cui la nostra nazione è stata testimone, penso che l’analisi più lucida sia stata proposta dal gruppo degli Skiantos già diversi anni fa.

 

 

 

 

Tra Cielo e Terra

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