Topi nella tempesta

Ieri i mentecatti di “Repubblica”, con lo sprezzo del ridicolo che sempre li contraddistingue, pubblicavano in sordina la notizia che vedete qui sopra: il poderoso attacco contro Sirte, propagandato in pompa magna dai media occidentali e trasmesso in diretta da Al Jazeera, era stato sospeso a causa di una “tempesta di sabbia” e più in generale del “maltempo”. I topi di fogna del CNT, che “Repubblica” difende ed esalta con i suoi impagabili editoriali, avevano evidentemente dimenticato a casa l’ombrello ed è noto che ogni zoccola che si rispetti ha paura dell’acqua. Chi non ci credesse, può provare a tirare una secchiata contro Ezio Mauro, Marco Pasqua o Eugenio Scalfari, quando li si vede passare per strada, ed assistere alla loro performance di copertura dei 100 metri piani in otto secondi netti.

Ho atteso la giornata di oggi per capire quali fossero le vere ragioni di questa clamorosa e poco dignitosa ritirata in diretta TV e le ho trovate nel seguente articolo, pubblicato dal solito Lehmann.

(GF)



SIRTE: 200 MORTI PER UN MINUTO DI VITTORIA TELEVISIVA

Jibril fa ritirare da Sirte i combattenti del CNT

di Christof  Lehmann

dal sito NSNBC

traduzione di Gianluca Freda

Il massiccio attacco contro Sirte è culminato con la breve occupazione di un Campus universitario e di un ospedale della periferia sud-orientale della città. La battaglia è infuriata per tutto il giorno con sorti alterne, dopodiché un imponente contrattacco ha provocato la morte di 200 combattenti del CNT e un numero imprecisato di feriti. Questo è stato troppo per Mahmoud Jibril, il quale sta adesso ritirando dalla battaglia “i combattenti a lui fedeli”, dichiarando che “la morte di più di 200 combattenti per una vittoria di un minuto su Al Jazeera è una cosa priva di senso”. La decisione di Jibril è un ulteriore esempio del discredito da cui è colpita ormai la narrativa della NATO, nonché dell’instabilità e dei conflitti interni che agitano il suo regime-fantoccio. La guerra in Libia sta dirigendosi verso lo stallo, mentre continua la crisi umanitaria.

In guerra nulla può essere dato per scontato e anche i piccoli cambiamenti possono dar luogo a risultati catastrofici, situazioni di stallo o vittorie. Il fatto che la città natale di Muammar Gheddafi stia resistendo da mesi al massacro scatenato dall’aggressione colonialista della NATO, fa venire in mente il classico a cartoni animati “Asterix il Gallico”, in cui un villaggio di Galli coraggiosi resiste alla conquista dell’Impero Romano.

panoramix

Perfino la narrazione hollywoodiana di Al Jazeera relativa all’attacco contro Sirte è stata messa in grave crisi quando la “grandiosa conquista teletrasmessa” di un Campus universitario alla periferia della città è stata interrotta dal messaggio “dobbiamo ritirarci perché è in arrivo un massiccio contrattacco”. Ma a differenza di Asterix, Obelix e dei coraggiosi galli del celebre cartone animato, né Muammar Gheddafi, né i combattenti delle milizie, delle tribù e della resistenza popolare hanno una pozione magica che li doti di forza sovrumana. Hanno però qualcosa che è forse ancora più potente: la volontà di resistere ad un impero coloniale, alla sua armata di ribelli straccioni, alle unità operative speciali e alle forze aeree della NATO. L’attacco televisivo contro Sirte è stato un fallimento. Per tutto il giorno e tutta la notte, Sirte ha dovuto subire tre assalti in forze e molti altri di minore portata, riuscendo a resistere a tutti. Il risultato dei combattimenti di ieri è di 200 combattenti del CNT morti e molti di più feriti.

Una fonte di NSNBC vicina al CNT ha riferito questa notte alle 02.00 che il leader del CNT, Mahmoud Jibril, ha ritirato “tutti i combattenti a lui fedeli” dallo scenario di Sirte, affermando: “E’ una cosa priva di senso sacrificare 200 combattenti per un minuto di vittoria su Al Jazeera”. Jibril, che è recentemente sopravvissuto ad un tentativo di assassinio in cui sette delle sue guardie del corpo sono rimaste uccise, ha anche detto di aver impartito l’ordine di ritirata per proteggere i suoi uomini da un incombente conflitto tra le varie fazioni del CNT. Secondo la stessa fonte, “un’agenzia dei servizi segreti americani, di cui non è stato fatto il nome, avrebbe contattato i leader del CNT, suggerendo una divisione della Libia in uno stato settentrionale e uno meridionale”, cosa che creerebbe il necessario contesto diplomatico per chiedere l’intervento in Libia di “truppe di Peace Keeping dell’ONU”. NSNBC sta attualmente cercando di capire se qualcuno di questi eventi sia in discussione presso l’Unione Africana.

I crimini di guerra compiuti dalla NATO e dai combattenti che rispondono ai suoi ordini proseguono, mentre la diplomazia non è ancora riuscita a porre fine ai massacri. Prima dell’attacco al Campus universitario e all’ospedale di Sirte, un aereo della NATO ha bombardato un edificio civile, uccidendo 22 persone. Altre 20 risultano disperse.

Vicino a Bani Walid, un convoglio di combattenti del CNT è caduto in un’imboscata e ha riportato pesanti perdite. I combattenti del CNT si trovano all’interno di Bani Walid in piccoli gruppi isolati, in attesa di rinforzi che non riescono a passare attraverso le difese libiche. A Geryan, forze libiche hanno attaccato con successo un complesso militar/industriale, che era difeso in forze da truppe di paesi NATO e del Qatar. La missione è riuscita a distruggere alcune importanti installazioni miitari che venivano utilizzate dalla NATO.

A Bengasi, la battaglia contro le massicce fortificazioni del CNT fa lentamente progressi. Si sospetta che le forze libiche stiano mantenendo una posizione di relativa passività, visto che ci sono pesanti combattimenti tra le stesse fazioni del CNT assediate nel centro cittadino. Secondo notizie ancora non confermate, sarebbero in corso negoziati tra le forze libiche e i leader tribali di Bengasi, i quali sarebbero pronti a cambiare posizione nel conflitto.

Rimane da chiedersi se e quando verrà presentata un’iniziativa diplomatica che ponga termine alla spaventosa situazione umanitaria e alle ambizioni coloniali della NATO in Nord Africa. Dove sono le “missioni d’inchiesta” dell’ONU, dove sono gli osservatori dell’Unione Africana per ciò che sta accadendo a Sirte, dove sono i leader dell’Unione Africana con il coraggio di dire “il troppo è troppo”? Né Gheddafi, né i suoi soldati, né i civili di Sirte possiedono la “pozione magica dei Galli”. Tutto ciò che possiedono è la determinazione di resistere alla guerra, mossa contro di loro col pretesto di proteggere le vite dei civili, e la speranza che i leader russi, cinesi e africani capiscano che l’incapacità di porre fine a questa guerra equivale all’incapacità di proteggere i loro stessi popoli e le loro nazioni.

Blogghete!

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