L’astronave gravitazionale – Il controllo della gravità e la correlazione tra massa gravitazionale e massa inerziale nella gravitazione quantistica

Il sommario dell’articolo L’astronave gravitazionale, pubblicato sia su Electric Spacecraft Journal 27,(1998) 6-1 che  sul sito arXiv, e scritto dal fisico Fran De Aquino

recita quanto segue:

C’è un fattore elettromagnetico di correlazione tra la massa gravitazionale e la massa inerziale, che in condizioni elettromagnetiche specifiche può essere ridotto, reso negativo e aumentato di valore. Questo significa che le forze gravitazionali possono essere ridotte, invertite ed intensificate per mezzo di campi elettromagnetici. Un tale controllo dell’interazione gravitazionale può avere una serie di applicazioni pratiche. Per esempio un nuovo concetto di astronave e di volo aerospaziale sorge dalla possibilità del controllo elettromagnetico della massa gravitazionale. La nuova astronave detta Astronave Gravitazionale potrebbe in futuro cambiare il paradigma del volo spaziale e del trasporto più in generale. Qui ne verranno descritti i principi operativi e le possibilità di volo. Verrà pure mostrato che nell’astronave altri congegni basati sul controllo della gravità, come il Motore Gravitazionale e le ricetrasmittenti quantistiche, possono essere utilizzati rispettivamente per la Produzione di Energia e per le Telecomunicazioni.

Leggendo per intero l’articolo (disponibile in formato .pdf su arxiv.org) si scoprono molte cose a dir poco strabilianti.

Innanzitutto per arrivare a comprendere i fondamenti della questione bisogna ricordare che l’autore ha già mostrato in  Fondamenti matematici della teoria relativistica della gravità quantistica (Pacific J.Sci.Technol.11:173-232,201 arXiv:physics/0212033  –  [pdf]) come la gravità possa essere quantizzata. In effetti se la gravità viene interpretata in termini di curvatura dello spazio-tempo, la quantizzazione della gravità implica la quantizzazione della stessa metrica spazio-temporale.Cercando di tradurre il concetto in termini molto più semplici è come se non si potesse suddividere una linea in infiniti punti, come insegna l’astratta geometria euclidea che abbiamo studiato a scuola), ma c’è un limite alla suddivisione, un “quanto” di lunghezza, al di sotto del quale non si può suddividere nessuna linea (in realtà dovremmo parlare di quanti di spazio-tempo quadri dimensionale, ma speriamo che il paragone renda l’idea a chi non ha troppa familiarità con la fisica teorica). E così Zenone coi suoi paradossi ci resta con un palmo di naso.

NB: chi vuole evitare le formule e le definizioni specialistiche della fisica salti i prossimi due paragrafi.

Per chi conosce qualcosina in più di fisica possiamo invece dire che Aquino, partendo da una generalizzazione della Funzione di Azione (già utilizzata nella fisica classica nella descrizione del moto secondo la formulazione di Hamilton – Lagrange), riesce a formulare una nuova fisica della gravitazione e dell’inerzia che ingloba come caso particolare la relatività generale e che, per la prima volta nella storia della fisica teorica, ingloba in maniera coerente il principio di Mach.
La correlazione trovata dallo studioso Brasiliano tra massa inerziale (causa dell’inerzia dei corpi a muoversi, ovvero della resistenza ad essere accelerati, che troviamo nella classica formula F=mia), che resta costante mentre la massa gravitazionale (causa dell’attrazione gravitazionale, che troviamo nella nota formula P=mgg , che esprime il peso di un corpo di massa nota in una zona ove la costante di  gravità è pari a g).
La correlazione è espressa dalla formula:
nella quale mi0 è la massa inerziale a riposo della particella, c è la velocità della luce e Δp è una variazione di momento legata alle interazioni con i campi elettromagnetici.

Tramite opportuni campi elettromagnetici è quindi possibile variare il valore della massa gravitazionale e ridurla. Se in una zona viene ridotta tale massa, si crea artificialmente uno schermo gravitazionale tale che sotto di esso permane la solita accelerazione di gravità g, mentre al di sopra di esso la gravità è minore.

Nell’articolo Controllo della gravità prodotto da una corrente termoionica attraverso l’aria a pressione molto bassa ( arXiv:physics/0610075 – [pdf] ) viene spiegato come realizzare questa diminuzione di gravità anche alla pressione atmosferica purché l’aria sia fortemente ionizzata (ad esempio dalla presenza di un emettitore di particelle alfa come l’elemento radioattivo Americio 241).

E’ noto che, quando si guida un qualsiasi veicolo, accelerare e decelerare bruscamente portano, a causa dell’inerzia, ad essere sballottati in avanti e indietro, e che per lo stesso motivo curvare seguendo una traiettoria con curvatura elevata porta ad essere spinti fortemente a destra o a sinistra. Ma se il nostro veicolo è schermato gravitazionalmente in maniera che venga ridotta drasticamente l’attrazione gravitazionale tra esso ed il resto dell’universo, allora per il principio di Mach (che è inglobato nelle equazioni di Aquino) segue che anche le forze di inerzia locali vengono fortemente ridotte. Questo renderebbe possibile il virare ad angolo retto, accelerare e decelerare repentinamente, invertire rapidamente direzione di marcia, senza che il guidatore del veicolo ne subisca le normali conseguenze che lo porterebbero a morire a causa dei violenti contraccolpi.

Detto questo come non notare la forte analogia con i numerosi avvistamenti di UFO (oggetti volanti non indentificati) che compiono manovre apprentemente impossibili con accelerazioni e decelerazioni straordinarie, virate ad angolo retto e inversioni di marcia repentine? Che siano veicoli umani segretamente in possesso delle forze armate, velivoli extraterrestri o entrambe le cose, la tecnologia alla base di tali velivoli potrebbe essere stata svelata.


Tra i tanti esempi di UFO che compiono manovre incredibili e cambiamenti di rotta improvvisi ne ho scelto uno: nel-91-un-aereo-alitalia-avvisto-un-ufo-su-londra:


Era la sera del 21 aprile 1991, alle ore 19.58 quando, il pilota del volo di linea Alitalia AZ 284, Achille Zaghetti, partito da Milano con destinazione Londra, aeroporto di Heathrow, avvistò un oggetto volante non identificato mentre era in fase di atterraggio. A renderlo noto è Daily Mail che, dopo più di 17 anni, porta alla luce questa vicenda fino ad ora tenuta segreta dalle autorità britanniche.

La sera dello stesso giorno anche un’emittente televisiva locale mandò in onda la testimonianza di un ragazzino 14enne che riferiva di avere visto un missile volare a bassa quota prima di sparire attraverso la nuvole. Anche la polizia di Brentwood, nell’Essex, sempre il 21 aprile, compilò un rapporto su un oggetto volante apparso in cielo. La descrizione del missile avvistato dal ragazzino e dalla polizia coincide con quella fornita dal comandante dell’Alitalia Zaghetti.

Dal documento che contiene la testimonianza di Zaghetti si evince come l’oggetto fosse simile ad un missile lungo circa 3 metri, di colore marrone chiaro e viaggiasse ad una velocità di oltre 190 chilometri orari. Il missile avrebbe cambiato rotta improvvisamente arrivando a poco più di 300 metri dall’aereo italiano. A quel punto Zaghetti avrebbe fatto una manovra improvvisa per evitare la collisione con il presunto Ufo. Una frazione di secondo e l’oggetto sarebbe sparito dalla vista del pilota, del co-pilota (che ha sempre confermato l’avvistamento) e dei radar. Interpellata dallo stesso Zaghetti la torre di controllo dell’aeroporto di Heathrow confermò di avere intercettato sul radar un oggetto non identificato a 10 miglia nautiche dal velivolo dell’Alitalia.

Il Ministero della difesa britannica, avendo quasi subito scartato la possibilità che si trattasse di un missile, di un palloncino meteo o di un razzo spaziale fu costretto ad ammettere che l’oggetto avvistato poteva effettivamente trattarsi di Ufo e, fu per questo, che il 2 luglio dello stesso anno l’inchiesta venne archiviata.

Questa la testimonianza di Zaghetti: “Ho visto per circa 3 o 4 secondi un oggetto volante molto simile ad un missile e di colore marrone chiaro e ho subito urlato ‘Attenzione! Attenzione’ al mio co-pilota, che aveva visto la stessa cosa. Non appena abbiamo incrociato l’oggetto, ho chiesto a quelli della torre di controllo se avessero notato qualcosa sui loro schermi e l’operatore rispose che vedeva un obiettivo sconosciuto a 10 miglia nautiche dietro di noi“.

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